Scommesse sul rugby 2026: dove il pallone ovale è di casa e dove no
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state riscontrate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e i dettagli delle offerte sulle condizioni d’uso dei singoli operatori.
Il rugby è uno sport piccolo in Italia, e la lista dei bookmaker che lo trattano lo dimostra: quasi nessuno lo mette in vetrina, la maggior parte lo tiene in una cartella di secondo livello dentro il palinsesto. Chi cerca una schedina sul Sei Nazioni o sulla prossima Coppa del Mondo non ha davanti un problema di scelta tra dieci offerte specializzate, ma un problema diverso: capire quali strade portano davvero a una giocata sul rugby a 15 o a 13, quanto costa ciascuna strada, e chi resta fuori dai binari della legge italiana senza saperlo.
Da qui il taglio di questa guida: non un elenco di pronostici, ma una mappa dei percorsi. C’è la strada breve, quella di chi apre un conto presso un concessionario e gioca su un palinsesto approvato evento per evento. C’è la strada lunga, fatta di quote che si leggono come un linguaggio con la sua grammatica — handicap, totalizzatore, live. E c’è la strada che sembra una scorciatoia e non lo è, quella dei siti che accettano giocate italiane senza concessione: promettono quello che gli altri non offrono, e in cambio lasciano il giocatore senza registro di autoesclusione, senza tutele sui limiti, senza un foro italiano.
Prima di guardare quanto vale un bonus, quindi, conviene guardare che cosa si sta comprando. Il bonus è la parte che l’operatore mette in vetrina; la concessione, i limiti di deposito e il margine implicito nelle quote sono la parte che il giocatore compra senza vederla. Il resto di questa pagina sta in quest’ordine: le regole, la tutela, i mercati, i tornei, il confronto tra dieci concessionari e infine il funzionamento di una giocata dall’inizio alla fine.
La normativa: perché un bookmaker italiano è italiano per legge
In Italia il gioco a distanza non si fa con una licenza generica comprata all’estero e validata da qualche autorità straniera. Si fa con una concessione, e la differenza è sostanziale: la licenza è un permesso, la concessione è un contratto con lo Stato assegnato tramite gara pubblica. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sono sei famiglie di prodotto, e il concessionario può chiedere di gestirne una o più di una.
Il comma 3 dello stesso articolo fissa il resto: i vincitori della gara possono gestire i giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5). E, particolare che sfugge a molti, le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3): quello che si firma oggi vale nove anni.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Che cosa dice davvero l’elenco dei concessionari
Qui sta il punto che separa una verifica reale da una rassicurazione di facciata. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con i codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione, insomma, è per sito, non per azienda, e questo spiega perché due marchi che sembrano concorrenti possano avere lo stesso proprietario.
Il colpo di scena è che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista non dimostra, da solo, che il sito offra scommesse sportive: lo dimostra la piattaforma stessa, con il suo palinsesto e il suo listino. Ed è per questo che una presenza in una classifica non è una concessione — sono due cose diverse che a volte viaggiano insieme e a volte no.
Chi vuole verificare per conto proprio ha due strumenti. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni; e ADM pubblica l’elenco dei siti legali accanto a quello dei siti inibiti.
Il palinsesto, cioè la lista di quello su cui si può giocare
L’articolo 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse di cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza operativa è secca: si può scommettere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Quali sport e quali tipi di giocata entrino nel palinsesto di un singolo operatore è informazione che sta nel suo listino, non in un elenco pubblico. Per il rugby la lettura pratica è questa: la presenza di un torneo su una piattaforma è un fatto commerciale dell’operatore, non un obbligo di sistema.
Alcune categorie hanno una disciplina propria e vale la pena tenerle distinte. Gli eventi simulati — art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e non, generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale pre-registrato — rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili), che richiedono una concessione a sé. Che un marchio tratti online i concorsi di ippica nazionale non risulta.
Il live è offerto da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono pubbliche qui, e nessun elenco di mercati live esiste in questa pagina. Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritta come la prima, con la concessione 16028.
Sulle scommesse che riguardano i minori esiste una delibera del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è qui. Su esports e palinsesto nulla è dato sapere. E un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Quando il sito non ha la concessione
Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Sul lato del giocatore, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, è la fonte citata da ADM il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quella è la regola lato giocatore come la enuncia ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Qui non si nomina nessun marchio offshore, e non perché non ne esistano: i siti che accettano giocatori italiani con licenze estere compaiono nei risultati di ricerca, ma quelle licenze non hanno alcun valore in Italia. La zona non protetta si descrive per quello che manca. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
Pubblicità e bonus: due cose che la legge non confonde
Qui conviene essere precisi, perché il fraintendimento è diffusissimo. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La nota di ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Il quadro applicativo è in movimento: la stampa di settore riferisce che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
La parte che conta per il bonus è un’altra. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: non esiste un tetto di legge all’importo e nessun tetto ai requisiti di rigioco, quindi ammontare, condizioni e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore. Chi cerca un tetto statale al rigioco non lo troverà.
Chi paga l’imposta, e chi non dichiara nulla
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la conseguenza è diretta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario. È quanto riferisce la stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — «tassate alla fonte», il giocatore incassa il netto e non dichiara nulla — ma è una ricostruzione giornalistica e non una conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Le vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri seguono invece un’altra strada. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non risulta, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
La tutela: gli strumenti che il concessionario deve offrirti
Un operatore con concessione non è soltanto un operatore che paga le tasse in Italia. È un operatore che ha firmato una serie di obblighi verso il giocatore, e quei obblighi sono il motivo per cui conviene leggere le condizioni d’uso prima del listino.
L’età, il conto di gioco e i due modi di identificarsi
L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, senza eccezioni di prodotto.
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due, e questa è una delle scelte pratiche che il giocatore affronta subito. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica con documento: chi ha già SPID o CIE si risparmia il passaggio, chi non lo ha può comunque aprire il conto e completare la verifica dopo. Il punto da sapere è il termine: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Non è una formalità rimandabile all’infinito: è una scadenza che, se scivola, blocca l’incasso.
Limiti di deposito: la leva che funziona in una direzione sola
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede una batteria di strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, e la logica del meccanismo è asimmetrica di proposito: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. Nella pratica si può stringere quando si vuole e allargare solo con un ritardo pensato per far passare la giornata storta. Admiralbet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non risulta. Su questo punto la scelta del giocatore è l’unica che conta davvero, e conviene prenderla in registrazione, quando l’umore è ancora lucido.
Autoesclusione e RUA: l’unico strumento che vale su tutto
Sull’autoesclusione c’è una data da segnare. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il meccanismo che rende quella clausola molto più di una promessa è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche. È la differenza tra un pulsante che disattiva un conto e una barriera che attraversa il mercato regolamentato. E, rovescio della medaglia, è anche il limite del RUA: i siti senza concessione non vi sono collegati, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto presso un operatore non autorizzato resta senza protezione alcuna. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano.
Informazione, ricariche e il canale di aiuto
C’è una voce di bilancio che vale la pena conoscere, perché dice come lo Stato intende il rapporto con il giocatore: per l’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Le ricariche meritano una riga a sé. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 prevede i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Tra i binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Sul versante dell’aiuto concreto, per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22; tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 figurano i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione.
fondamenti del gioco: come si calcola una vincita
Un pallone ovale, quindici uomini per parte, due tempi da 40 minuti: la parte difficile è che l’orologio non si ferma.

Le regole che il listino si porta dietro
World Rugby governa il rugby a 15 dal 1886. Una squadra di rugby a 15 ha 15 giocatori in campo; una partita si compone di due tempi da 40 minuti e le interruzioni non vengono conteggiate, perciò le partite durano di solito più di 80 minuti.
Il punteggio ha una struttura che vale la pena avere in testa prima di aprire una schedina, perché è da lì che nascono i mercati: nel rugby a 15 si assegnano 5 punti per una meta, 2 per una trasformazione, 3 per un calcio di punizione e 3 per un drop. Quattro azioni, tre valori diversi, e una partita che si decide spesso su una differenza di tre punti. Chi guarda un handicap o una linea sui punti totali sta leggendo quella tabella tradotta in numeri.
Il formato spiega anche una parte della copertura: un torneo con partite lunghe e poche, in un mercato dove il calcio produce centinaia di eventi al giorno, resta per forza un prodotto di nicchia. Non è una scelta editoriale degli operatori, è aritmetica del calendario.
Dalla puntata alla quota alla vincita
Il meccanismo di base è lo stesso per il calcio e per il rugby, e vale la pena scriverlo una volta con numeri scelti a caso, non quotati: a quota 1,90, una puntata di 10 € restituisce 19 €, cioè 10 × 1,90, per un profitto netto di 9 €. La scommessa a quota fissa paga esattamente questo: la puntata moltiplicata per la quota se il pronostico è giusto, e zero altrimenti.
La forma della giocata cambia il calcolo. La singola è un pronostico su un evento. La multipla mette insieme più pronostici su un solo biglietto, le cui quote si moltiplicano in un prezzo unico: due esiti a 1,90 valgono 3,61, tre valgono 6,86. Il prezzo cresce in fretta, e con esso la probabilità che tutti i pezzi reggano — è il punto che le promozioni sulle multiple tendono a lasciare in secondo piano. Il sistema è la terza via, e serve a chi vuole una multipla senza che un singolo errore porti via tutto il biglietto.
Poi ci sono le varianti che cambiano che cosa si sta comprando. Il DNB (draw no bet), che i listini italiani rendono come «rimborso in caso di pareggio», non è una copertura contro il pareggio ma la restituzione della puntata se la partita finisce in parità — con il rugby a 15 questo conta, perché il pareggio è raro ma non impossibile. Il cash out è un’altra cosa ancora: chiude la schedina prima della fine dell’evento, al prezzo che la piattaforma propone in quel momento, che non è il prezzo di partenza e non è garantito.
Che cosa sono davvero le quote: il margine
Qui la pagina smette di ripetere il gergo dei listini e fa il conto che i listini non fanno.
Una quota non è una previsione. È un prezzo, e come ogni prezzo contiene un ricarico. Per misurarlo si prende un unico mercato con tutti i suoi esiti e si sommano gli inversi delle quote; quello che resta dopo aver tolto la somma da 1 è il margine del bookmaker. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 — un esempio costruito per far vedere il meccanismo, non un prezzo rilevato — la somma degli inversi fa circa 1,0526, la quota di ritorno è circa il 95 % e il margine resta intorno al 5 %. In parole: su ogni 100 € giocati su quel mercato, circa 95 € tornano ai giocatori nel lungo periodo e circa 5 € restano al bookmaker. Con quote più basse il margine si allarga, con quote più alte si stringe; una forbice tipica in un mercato a due esiti sta fra il 4 % e il 7 %, e il valore esatto dipende dalla disciplina competitiva di quel listino, non da una regola.
Il modo in cui questo margine si trasferisce alla scommessa è meno intuitivo di quanto sembri. Il prezzo paga il rischio, non l’esito: una quota alta non è più generosa, è il prezzo di un evento che il mercato considera più improbabile. Le due metà dell’equazione si muovono insieme.
La leva che il giocatore controlla è la scelta del mercato. Il prezzo illustrativo a 1,90 e 1,90 appartiene a un mercato principale e liquido. Su un mercato di nicchia la stessa scommessa si compra a un prezzo peggiore, e il rugby — con i suoi listini corti e le sue linee spesso costruite su pochi eventi — è esattamente il tipo di mercato dove la differenza si sente.
mercato e copertura: che cosa si scommette sul rugby
Qui il tema si sposta dal prezzo all’oggetto del prezzo. Il rugby ha un catalogo di mercati suo, più corto di quello del calcio e costruito intorno a una partita che si fa a pezzi diversi.
Handicap e totalizzatore: i due nomi che tornano
Il handicap è il mercato che in un listino di rugby si incontra per primo. Serve a mettere sul stesso piano due squadre che non ci sono: si assegna a una delle due un vantaggio o uno svantaggio in punti, e la giocata si risolve su quel punteggio corretto. Con un gioco che vale 5 punti per una meta e 3 per un calcio piazzato, la linea non si muove a caso — segue il modo in cui si segna.
Il quota fissa e il totalizzatore sono invece due modi giuridici diversi di prendere una giocata, non due nomi per la stessa cosa: nella quota fissa il prezzo è fissato al momento della giocata, nel totalizzatore il montepremi si divide tra i vincenti. Che qualche marchio online tratti oggi i concorsi a totalizzatore sulle scommesse sportive non risulta, e vale la pena saperlo prima di cercare una voce che potrebbe non esistere in nessun listino.
Poi ci sono i mercati che non hanno un nome italiano stabile: 1X2 quando l’esito è a tre vie, Under/Over sul totale dei punti, combo per la giocata che unisce più pronostici sulla stessa partita in un prezzo unico, e le giocate sui marcatori — nel rugby, chi segna la meta.
Le quote del torneo: perché il listino si stringe
Nel rugby il calendario governa la profondità del listino. Un torneo a 24 squadre e 52 partite produce un numero di mercati che non si avvicina mai a quello di un campionato nazionale, e le finestre in cui si può giocare sono poche e ravvicinate. Per chi scommette questo ha due effetti concreti: le occasioni sono concentrate, e il momento in cui si entra conta più del solito, perché il prezzo si muove nei giorni che precedono la partita e nelle ore di vigilia.
C’è poi una restrizione che non dipende dall’operatore: si gioca solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che procede evento per evento. Un torneo può quindi essere presente su una piattaforma e assente su quella accanto, e questo non è una prova di serietà né di negligenza — è amministrazione.
Infine le varianti di gioco. Se una partita delle rugby a 13 o dei tornei a inviti non compaia nel listino di un operatore è cosa che si verifica sul suo listino, non su un elenco pubblico.
calendario e tornei: il rugby che si gioca davvero
La domanda che un giocatore si fa davvero non è quale sia il torneo più bello, ma dove finirà la sua giocata.
La Coppa del Mondo 2027 e l’attesa che la separa da qui
La Coppa del Mondo di rugby si è disputata per la prima volta nel 1987 in Australia e Nuova Zelanda, e la Nuova Zelanda ha vinto il titolo inaugurale. La prossima edizione è ospitata dall’Australia dal 1° ottobre al 13 novembre 2027, con 24 squadre in sei gironi da quattro e 52 partite. Il Sudafrica è il campione in carica dopo aver battuto la Nuova Zelanda nella finale del 2023.
Vale la pena essere chiari su una cosa, perché è facile confondersi con i nomi delle edizioni. Una Coppa del Mondo di rugby non si gioca nel 2026: nel 2026 si gioca la fase che porta all’edizione 2027, fatta di test match, tornei continentali e Sei Nazioni. Chi cerca un listino «mondiale» nell’anno in corso cerca qualcosa che esiste solo come avvicinamento.
Nella pratica l’attesa cambia che cosa si trova. Le partite di avvicinamento sono eventi a listino più corto, con meno mercati e linee meno elaborate, mentre un torneo completo porta con sé mercati più profondi. E il torneo che più di tutti produce giocate è probabilmente il Sei Nazioni, che si concentra in poche settimane e trasforma il rugby in un appuntamento nazionale.
Il rugby a 13 e i tornei che non si chiamano Coppa del Mondo
Il rugby a 13 vive un rapporto diverso con il listino. Ha un bacino più piccolo e una presenza più discontinua, e la conseguenza è che chi cerca quel codice trova un’offerta molto più variabile da un operatore all’altro.
C’è poi una distinzione che vale per tutti: i tornei di club e le competizioni minori non hanno listini paragonabili a quelli di un mondiale, e non per disinteresse degli operatori ma per la loro struttura — meno partite, bacino più stretto, meno informazioni su cui costruire un prezzo.
La lettura per il giocatore è questa: quando si cerca un bookmaker per il rugby, la domanda giusta non è «chi tratta il rugby» ma «chi tratta il torneo che mi interessa». La prima ha una risposta quasi unanime, la seconda no.
classifica: dieci concessionari messi a confronto
Prima delle schede, il metodo, e non è una formalità. Questi dieci marchi sono concessionari ADM su siti .it, con un numero di concessione e una società titolare leggibili nelle condizioni d’uso. Non è una graduatoria di qualità e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi e l’offerta è descritta solo come le condizioni e le schede degli store la descrivono. E non è l’intero mercato: esistono altri concessionari, e un marchio che non è in questa lista non è per questo privo di concessione.
Il confronto sta su tre cose, e non tutte e tre esistono per ogni marchio.
meccanis: numero, titolare e che cosa firmi
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Listino ampio sul calcio e sugli sport americani, con centinaia di eventi virtuali e mercati 1X2, combo e marcatori |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione fra gli strumenti di gioco responsabile |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione di combo a quote maggiorate |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su più sport |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport, con risultati in diretta |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con identificazione tramite SPID e CIE, accanto alla registrazione classica |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
Due righe meritano un commento, perché dicono più di tutte le altre. La prima: Azzurri Limited compare due volte, su StarCasinò e su Betsson, e non è un errore di battitura — è la prova pratica che la concessione è legata al sito e non al gruppo, come la concessione 16010 di Lottomatica, che risulta intestata a Goldbet Better Organization Italy. Quando due marchi sembrano concorrenti e hanno lo stesso titolare, la concorrenza sta nel marketing, non nella licenza.
La seconda: la colonna di destra descrive cose molto diverse tra loro, e non per scelta redazionale. Per alcuni marchi le condizioni parlano di strumenti di gioco responsabile, per altri di identificazione, per altri di mercati e funzioni della piattaforma. È la natura della fonte: le condizioni d’uso di un operatore normano cose diverse da quelle di un altro, e chi confronta leggendo due condizioni scopre più spesso il vuoto che la contraddizione.
NetWin: il catalogo più largo del gruppo
NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su un proprio sito .it. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
È il catalogo più esteso del gruppo, e il modo in cui è costruito dice qualcosa: molti sport, molti dei quali non mainstream, più un blocco virtuale con partenze a intervalli fissi. La copertura sportiva in ampiezza non si traduce però automaticamente in profondità sul rugby. Chi cerca un listino sul pallone ovale trova qui un marchio che lo tratta come uno dei tanti sport del catalogo, non come una specialità su cui costruire linee elaborate. Per chi gioca un po’ di tutto e vuole un solo conto, questa larghezza è un vantaggio; per chi cerca il massimo su una singola partita di rugby, il vantaggio è altrove.
bet365: il marchio da torneo, con gli strumenti di tutela in chiaro
bet365 opera con la concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Il rugby non figura tra gli sport che il marchio mette in evidenza; il suo posizionamento è costruito sui grandi tornei di calcio, e questa è la lettura corretta del suo profilo. Il catalogo c’è, ma l’attenzione commerciale va altrove, e su un mercato di nicchia come il rugby la differenza tra un listino presente e un listino curato si sente sulle linee, non sulla disponibilità. Sul versante della tutela, invece, bet365 mette in chiaro strumenti concreti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. La combinazione è quella di un marchio internazionale con una struttura di controlli ben esposta: chi dà peso alla possibilità di mettere paletti espliciti al proprio gioco trova qui un’architettura già pronta.
Betfair: l’exchange e i mercati costruiti a mano
Betfair opera con la concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio ha una storia particolare, ed è quella che gli dà un posto a sé. La documentazione dell’operatore è indicata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Betfair è descritta come la prima ad aver portato l’exchange in Italia, con la concessione 16028. Vale però la stessa cautela del resto della pagina: quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Chi arriva qui pensando «punta e banca» troverà mercati costruiti e quote lavorate, e dovrà verificare sul listino se l’exchange sia la strada che ha in mente.
Lottomatica: il live come prodotto, non come funzione
Lottomatica opera con la concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su proprio sito .it. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il calendario che il marchio porta in vetrina è tutto calcio e motori, e il rugby non appare. La cosa interessante è però il formato: qui il live non è una voce di menu, è il modo in cui il prodotto è pensato, con il flusso video accanto al listino. Su un mercato di nicchia questo conta in modo indiretto: il rugby è uno sport che si legge bene in diretta, e una piattaforma che costruisce il proprio prodotto sul live è la più adatta a chi vuole seguire la partita e muoversi dentro di essa. Se il torneo di interesse sia coperto è cosa che si verifica nel palinsesto.
Sisal: il volume più alto, con i numeri in chiaro
Sisal opera con la concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
È la scheda con i numeri più espliciti del gruppo, e i numeri vanno letti per quello che misurano: il volume e la disponibilità dello streaming, non la profondità su uno sport specifico. Il basket e la pallavolo nella lista della diretta gratuita dicono che Sisal spinge su ciò che il pubblico italiano guarda. Sul funzionamento della giocata il marchio ha una gamma propria: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Quanto al bonus di benvenuto, per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il profilo che emerge è quello dell’operatore che copre più ore della giornata di chiunque altro, tra eventi reali, virtuali e ippica. Sul rugby questo non garantisce nulla di specifico, e chi cerca un listino curato sul pallone ovale dovrà guardare il palinsesto prima di aprire il conto.
Planetwin365: il calcio europeo in profondità
Planetwin365 opera con la concessione n. 16007, Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il catalogo sportivo è ampio, ma la parte nobile della scheda è il calcio: nazionali, europei, coppe. Il rugby finisce nella seconda metà, quella dei generici «oltre 20 sport», e questo è il profilo tipico di un operatore che sul calcio costruisce margine e fidelizzazione e sugli altri sport tiene la porta aperta. Per il rugby è una presenza senza promesse: si trova la partita, non la linea costruita a mano.
SNAI: il formato delle giocate come punto di forza
SNAI opera con la concessione n. 16032, Snaitech Spa, su proprio sito .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Qui il valore sta nella grammatica della schedina più che nel catalogo degli sport. Singola, multipla, sistema e combo annidate su eventi diversi sono lo strumento di chi costruisce biglietti articolati invece di puntare una quota secca, e il Cash Out dà una via d’uscita prima del fischio finale. I mercati elencati però sono tutti di calcio — risultato esatto, goal, tiri, cartellini, rigori — e questo dice che la profondità del marchio è costruita sul pallone. Sul rugby resta la struttura della schedina, che è trasversale, mentre la ricchezza dei mercati specifici va verificata sul listino. Chi vuole articolare la giocata più che inseguire un listino specializzato trova qui lo strumento migliore.
StarCasinò: lo sport dentro una piattaforma di casinò
StarCasinò opera con la concessione n. 16026, Azzurri Limited, su proprio sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è casinò-first con un sportsbook: lo sport è una sezione dentro una piattaforma costruita intorno a slot e tavoli dal vivo, e questa è l’informazione più utile della scheda. Chi cerca il massimo su una singola partita di rugby non trova qui un listino pensato per farlo; chi passa volentieri dallo sport al casinò con lo stesso saldo trova un ambiente coerente. Nulla di più, nulla di meno, e la scelta va fatta sapendo che cosa si sta comprando. Vale la pena notare che Azzurri Limited è lo stesso titolare della concessione 16027 di Betsson: due marchi diversi, un solo proprietario.
BetFlag: il conto più semplice da aprire
BetFlag opera con la concessione n. 16008, Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Due cose emergono. La prima è il formato del bonus: 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, con un tetto alto e senza il linguaggio del credito di gioco; un bonus accreditato sul saldo si comporta diversamente da un buono premio, ed è la forma che il giocatore deve riconoscere in condizioni e requisiti prima di contare sull’importo. La seconda è la porta d’ingresso: SPID e CIE accanto al documento riducono l’attrito nella parte più noiosa dell’apertura del conto, quella che molti rimandano e che, senza SPID, ha un termine di 30 giorni oltre il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Il rugby non è al centro della scheda, e questo va detto: chi apre qui lo fa per la semplicità del conto e per la forma del bonus, non per un listino specializzato.
Betsson: pre-match e live su tutto, senza vetrina particolare
Betsson opera con la concessione n. 16027, Azzurri Limited. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La gamma di mercati è quella matura di un operatore internazionale: i fondamentali del calcio, più i marcatori e le combo, con il live affiancato al pre-match. Manca però una qualunque menzione di rugby nel profilo, e con essa la ragione per preferirlo su questo sport specifico. Il quadro che ne risulta è quello di un marchio solido sulla copertura generale, dove il pallone ovale è uno dei tanti mercati disponibili, e il valore della concessione 16027 sta nella regolarità dell’accesso più che nella specializzazione.
panoramica: come si costruisce una giocata, passo per passo
Rimettiamo i pezzi in ordine, senza ripetere i numeri già dati e senza raccontare un pronostico, che non è compito di questa pagina.
La sequenza, dalla prima idea al saldo
Si parte da una scelta di percorso: concessionario ADM su sito .it, oppure un sito senza concessione. La seconda strada esiste ed è raggiungibile, e il prezzo che comporta è tutto nelle sezioni sulla legge e sulla tutela — RUA assente, nessun foro italiano, blocco DNS possibile, e la posizione fiscale che cambia. Non è una strada da percorrere per risparmiare tempo, perché non fa risparmiare tempo a nessuno.
Poi l’apertura del conto, con identificazione completa. Chi ha SPID o CIE la usa; chi non li ha completa la verifica entro il termine previsto, sapendo che cosa succede se non lo fa. Sempre in registrazione si sceglie il limite di deposito settimanale o mensile — il momento in cui il limite si decide una volta e vale per tutte le giocate successive.
Il terzo passo è la scelta dell’evento. Qui la sequenza si restringe: un evento deve stare nel palinsesto approvato da ADM, che procede uno per uno, e non esiste un elenco pubblico dei tornei disponibili per singolo operatore. La verifica va fatta sul listino. Per il rugby significa controllare, prima di versare, che il torneo di interesse ci sia — non che il rugby ci sia, perché la presenza dello sport è la parte facile.
Quarto passo, il mercato e il prezzo. Si sceglie tra 1X2, handicap, Under/Over, combo, marcatori; si legge la quota sapendo che cosa contiene, ovvero il margine; si decide se la giocata resta una singola, diventa una multipla, o si organizza come sistema. È qui che il margine di una nicchia costa più di quello di un mercato principale.
Quinto passo, la gestione della schedina: il cash out se si vuole uscire prima della fine dell’evento, il DNB se il pareggio è un rischio che si vuole neutralizzare, la ricarica successiva. E in qualsiasi momento, la parte che si gestisce male per prima: i limiti e l’autoesclusione, che stanno sempre aperti e si abbassano con effetto immediato.
Portafogli diversi, percorsi diversi
Chi cerca il listino più ampio e non vuole tenere conti separati per sport diversi guarda a NetWin, con l’avvertenza che ampiezza non significa profondità su ogni singolo sport. Chi vuole strumenti di tutela espliciti e una struttura chiara dei limiti trova in bet365 la gamma più articolata, con periodi di pausa e limiti di versamento accanto all’auto esclusione. Chi gioca d’anticipo, prima della partita, trova in Betsson una copertura pre-match su migliaia di eventi con i mercati fondamentali. Chi vuole costruire biglietti articolati — combo annidate, sistemi su più sport — trova in SNAI lo strumento più ricco. Chi cerca un bonus di forma semplice e un conto che si apre senza attrito guarda a BetFlag.
E poi c’è chi non ha bisogno di decidere in fretta. Un giocatore che si avvicina al rugby per la prima volta può usare i mesi che restano prima del mondiale 2027 per capire che cosa guarda davvero: un mercato corto su poche partite non premia l’entusiasmo, premia la lettura. La scelta dello strumento può aspettare una stagione.
Il conto mentale di un bonus, con i numeri in fila
Un’ultima cosa che il marketing dei bonus non mette mai in fila: il bonus è un importo, i requisiti sono un lavoro. Un bonus da 100 € è una cifra sulla pagina, ma i requisiti di puntata — i «requisiti di rigioco», come li chiama il listino — sono il numero di volte che quella cifra va giocata prima che il saldo diventi prelevabile, e il calcolo è semplice: cento euro al trentacinque di rigioco fanno 3.500 € di puntate necessarie.
A quel punto il margine del mercato smette di essere un dettaglio tecnico e diventa il costo dell’operazione. Riprendendo il mercato illustrativo a 1,90 e 1,90 — circa il 95 % di ritorno e un margine intorno al 5 % — il costo medio del completamento delle 3.500 € di giocate è di circa 175 €. La conclusione è quella che è, senza giri di parole: in questo scenario illustrativo il costo medio del completamento del bonus è superiore all’importo che il bonus promette, e la forbice si allarga alzandosi il rigioco o scendendo la quota. È una media su molte giocate, non una previsione su una giocata singola, e dipende dall’assunto che solo l’importo del bonus venga giocato.
Qui finisce l’analisi e comincia la decisione, che è del lettore. L’offerta conveniente per una parte dei giocatori non lo è per tutti, e i requisiti di puntata e la quota minima sono le due voci su cui si decide se lo è per la propria giocata. La pagina ha fatto il suo mestiere se, alla prossima schedina, il numero che conta è già noto prima che il saldo lo dica.
Domande frequenti sulle scommesse sul rugby
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che rientrano nel palinsesto approvato da ADM, che autorizza gli eventi uno per uno. Non esiste un elenco pubblico dei tornei disponibili per singolo operatore: la copertura, rugby compreso, si verifica sul listino della piattaforma, nella sezione dello sport, prima di versare.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un solo sito .it, e si confrontano numero di concessione e società con quelli che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi una riga non dimostra da sola che il sito offra scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La scommessa a quota fissa paghi la puntata moltiplicata per la quota in caso di esito favorevole, e zero altrimenti. A quota 1,90 una puntata di 10 € restituisce 19 €, per un profitto netto di 9 €. Nella multipla le quote dei pronostici si moltiplicano in un prezzo unico.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e si sottrae la somma da 1. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, la quota di ritorno circa il 95 % e il margine intorno al 5 %. Con quote più basse il margine si allarga.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario. Sui siti esteri o privi di concessione la posizione cambia: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione. La logica è asimmetrica: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato lo ha dopo sette giorni. La cifra che ADM fissa nel bando non risulta.
Altri sport di squadra – pugilatoscommesse
Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»
