Scommesse sul baseball 2026: quali strade esistono e a chi conviene ciascuna
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, con le concessioni sportive verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.
Il baseball italiano ha una particolarità che nessun altro sport di squadra si porta addosso: la quota che trovi sul mercato non è solo il prezzo di un’opinione, è il prezzo di un’opinione su una partita che il concessionario ha dovuto mettere in palinsesto, evento per evento, e che l’ADM ha approvato prima che qualcuno potesse scommetterci un euro. Chi si avvicina al baseball convinto di trovare una vetrina sterminata come quella del calcio sbatterà contro questa parete. Chi invece capisce il meccanismo scopre che la partita è interessante anche per un altro motivo: le quote sono costruite su un mercato meno affollato di scommesse, e la differenza tra quello che un bookmaker promette e quello che trattiene si vede molto meglio su un listino corto.
Qui sotto ci sono due strade concrete per giocare sul baseball in Italia, e sono strade diverse. La prima passa da un operatore con concessione ADM: pagamenti tracciati, strumenti di autolimitazione obbligatori, iscrizione al RUA se la chiedi, vincite liquidate in Italia. La seconda passa da un sito estero che accetta giocatori italiani senza concessione, e il conto lo presenta l’ADM stessa nella Legge 401/1989: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari rischia l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi. Non è un dettaglio formale da leggere in fondo alla pagina. È il primo capitolo.
La strada legale passa da una concessione, non da un logo
Concessione ADM per sito: cosa significa «concessionario» e cosa no
Una scommessa sportiva a quota fissa presa in Italia si appoggia su un titolo amministrativo preciso. L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» sulla prima citazione, perché il mercato continua a dire AAMS molto dopo il cambio di nome — assegna le concessioni con gara pubblica. Non è una licenza aperta, non è una registrazione, non è una tassa che si paga e si è a posto. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riordina il settore: l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione, e alla lett. a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli.

Il permesso vale per un sito, non per un marchio. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo dominio .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale, tre concessioni distinte sotto lo stesso tetto. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori possono esercitare uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo: il termine è secco, e questo spiega perché il settore si muove a ondate ogni volta che si avvicina una scadenza.
La conseguenza pratica è la parte che quasi nessuno scrive. L’Elenco non ha una colonna per i giochi. Il concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Trovare un nome sulla lista non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, il palinsesto che pubblica, l’app che scarichi. E la presenza in una classifica non è una concessione: sono due cose separate, e la seconda non si deduce dalla prima.
Palinsesto approvato: si scommette solo su quello che l’ADM ha autorizzato evento per evento
L’art. 2, lett. s) del decreto definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. La regola che ne segue è brutale nella sua semplicità: si può accettare una scommessa solo sugli eventi che stanno dentro quel programma. Nessuno apre un mercato su una partita e poi informa l’autorità. Prima l’evento entra nel palinsesto, poi si accetta la giocata.

Nemmeno gli eventi entrano in blocco. L’ADM li autorizza uno per uno: a settembre 2026 ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Il baseball segue lo stesso binario. Una lega nuova entra quando entra, e un operatore che aspetta l’autorizzazione non sta facendo ostruzionismo: sta aspettando. Quali sport e quali tipi di scommessa contenga oggi il palinsesto dei singoli concessionari è una domanda a cui solo il listino dell’operatore risponde, e risponde il giorno stesso, non una volta per stagione.
Questa è la differenza che rende il baseball un caso a sé. Sulla Serie A il palinsesto è sterminato e si arricchisce di continuo; sul baseball la profondità di mercato dipende da quante partite della Major League Baseball il concessionario ha deciso di proporre, e da quando. Se stai cercando un listino largo sulla MLB, la domanda da fare al bookmaker non è «offrite il baseball», ma «quali partite avete in palinsesto stasera». La risposta cambia la sera stessa.
Totalizzatore, eventi simulati e ippica: tre cose diverse che il decreto tiene separate
Il decreto non tratta tutto il gioco sul baseball allo stesso modo, e vale la pena separare tre cose che l’occhio distratto unisce sotto l’etichetta «baseball».
Il totalizzatore è un gioco previsto per legge accanto alla quota fissa, e la sua logica è opposta: nel totalizzatore non giochi contro un prezzo fissato dal bookmaker, giochi contro la massa delle giocate degli altri, e la vincita dipende da quanto raccoglie il monte. Se qualche marchio online italiano offra oggi scommesse sportive a totalizzatore è una cosa che non risulta, e un lettore che ci tiene alla trasparenza del prezzo farà meglio a chiederlo direttamente.
Gli eventi simulati sono un’altra categoria ancora. L’art. 2, lett. v) li definisce come competizioni generate al computer, presentate con animazioni o con la riproduzione di un evento reale già registrato, e li ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. Il baseball virtuale, se lo trovi, vive dentro questa definizione: nessun lanciatore reale, nessuna partita vera, un generatore che produce il risultato in pochi secondi. Le sezioni «Virtuali» dei siti italiani pescano esattamente da lì, e il tasso applicato a questi eventi è lo stesso delle scommesse sportive a distanza, calcolato sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite.
L’ippica è la terza cosa, ed è doppia. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a) insieme agli eventi sportivi. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — richiedono invece una concessione propria, come stabilisce la lett. c) dello stesso comma. Sono due permessi, non uno. Questo conta per chi pensa che un bookmaker sportivo sia automaticamente un operatore completo: non lo è.
Il conto di gioco: identificazione, SPID e CIE, e i 30 giorni che bloccano le vincite
Il conto di gioco nasce identificato, non anonimo. La legge italiana fissa l’età minima a 18 anni e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino; le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco.
Aprire un conto passa da due strade. La prima è il modulo classico, con copia di un documento. La seconda è l’identificazione digitale: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, mentre Goldbet arriva alla CIE passando da un fornitore SPID. C’è un orologio che nessuno menziona in fase di pubblicità: come riportano le pagine degli operatori, senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano tanti finché non sono scaduti. Chi apre il conto in fretta per giocare una partita serale e non completa la procedura si ritrova con un saldo che vede e non muove.
Punti vendita ricariche, metodo di pagamento e la partita ancora aperta delle criptovalute
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e vale la pena leggerlo come si legge una regola e non una promozione. L’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi caricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, o con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario, oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite, non erogano saldo. L’iscrizione al registro costa al punto vendita 100 € all’anno. La distinzione tra caricare un conto e ritirare una vincita è la parte che conta: il tabaccaio all’angolo è una porta d’ingresso al deposito, mai una porta d’uscita.
Le rotaie di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le solite, e non le scopri qui: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay o Mooney. Ogni lista vera sta nei termini di quel concessionario e in nessun altro posto. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione non è definita, e non esiste una norma che elenchi le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la data di entrata in vigore non è confermata.
Cosa fa un bookmaker con concessione ADM per chi ci scommette
Vale la pena mettere in fila, senza girarci intorno, cosa compra chi sceglie la strada legale. Non è solo il permesso. È un pacchetto.
Un operatore con concessione ADM entra nell’RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018: un’autoesclusione chiesta lì blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Sotto la vigilanza dell’ADM risponde di strumenti di limitazione che sono obbligatori per legge, non cortesie commerciali. Le sue vincite si incassano in Italia, senza dichiarazioni da fare al fisco per chi gioca lecito. E se qualcosa va storto, esiste un foro italiano.
Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo. Non è collegato all’RUA, quindi chi si è autoescluso lì resta libero di giocare e la sua esclusione non vale nulla. È soggetto al blocco DNS: l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza, e i fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco agisce a livello DNS, alcuni fornitori arrivano in ritardo, e un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, mentre gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola che dice un lavoro continuo, non una vittoria definitiva.
Il conto per il giocatore lo presenta l’ADM stessa in una nota del 28 febbraio 2024, citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quello è il lato giocatore, così come lo scrive l’autorità che lo applica. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
Pubblicità vietata, bonus consentiti: dove passa la linea e perché ti riguarda
Qui c’è la contraddizione più interessante del mercato italiano, ed è utile guardarla in faccia per intero. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella Legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM ne cita il testo il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque almeno 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Sono due cose diverse, e il legislatore le ha tenute separate: lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, e alla lett. m) consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, cosa ribadita dall’art. 15, comma 3. Nessun tetto statale all’importo del bonus di benvenuto e nessun tetto statale ai requisiti di puntata risulta esistere, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, che sono l’unica fonte che conti.
Poi c’è la cronaca, che va raccontata senza gonfiarla. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Un operatore senza concessione, ricorda l’ADM, può attirare provvedimenti dell’AGCOM anche sui mezzi che gli danno spazio.
L’imposta unica e chi la paga davvero
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato. Le aliquote, secondo la stampa di settore, sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e 47 % precedenti. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Il punto che interessa al giocatore è il lato opposto della stessa fattura. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura onesta è questa: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il quadro si ribalta sulle vincite incassate da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: in pratica nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. La posizione va scritta come va scritta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questa non è consulenza fiscale.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono, e chi li usa davvero
Limiti di deposito e autoesclusione nella pratica di un operatore ADM
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca quello che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non risulta.
La meccanica di questi limiti è asimmetrica, e l’asimmetria è il punto. AdmiralBet lo dice nei propri termini: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sette giorni sono un’eternità quando hai appena deciso di fermarti. Il legislatore ha chiaramente pensato al caso opposto: chi vuole frenare deve poterlo fare subito, chi vuole accelerare deve aspettare. È lo stesso principio del limite di deposito scelto in fase di apertura, e vale la pena ricordare che un limite di deposito non è un limite di spesa sul gioco: sono due tetti diversi, e il secondo non si deduce dal primo.
L’autoesclusione ha una storia più complicata. L’RUA, attivo dal 2018, copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Nove mesi di attesa prima di poter tornare indietro sono una scelta di disegno, non un caso: chi si esclude a tempo indeterminato ha tempo per cambiare idea sul serio, non per ripensarci la sera stessa.
bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero vale più di una pagina di raccomandazioni. Un giocatore che sente di aver perso il controllo della spesa lo trova lì, e non è un servizio del bookmaker: è un servizio pubblico.
Sul versante della comunicazione obbligatoria, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la stessa legge che vieta la pubblicità e che impone di spendere per il gioco responsabile: due binari paralleli, e va detto che funzionano solo se il secondo non diventa il foglietto illustrativo del primo.
Gioco responsabile: quello che il giocatore non può delegare
Nessuno degli strumenti descritti funziona da solo. Il limite di deposito si sceglie in registrazione, e chi non lo scegli lo eredita al valore proposto dal sistema. L’autoesclusione va attivata, e chi non la attiva non è coperto dall’RUA. Le pause di bet365 vanno richieste. La differenza tra un bookmaker che tutela e un bookmaker che lascia fare si misura su quanto sia facile trovare questi strumenti, non su quanto siano grandi nel footer.
Su questo il baseball ha una sua insidia specifica, ed è di orario. La MLB si gioca di notte, ora italiana: le partite della costa est partono a orari che in Italia cadono dopo la mezzanotte, quelle della costa ovest ancora più tardi. Un giocatore che segue la MLB si trova a scommettere quando è stanco, spesso su una partita che non vedrà finire, spesso su un listino che si muove mentre dorme. Le scommesse live, che pure sono un mercato legittimo e diffuso, amplificano il problema: il live chiede decisioni in pochi secondi e non concede la pausa di riflessione che un pre-match concede. Chi gioca di notte dovrebbe avere il limite di deposito già impostato prima di aprire l’app, non dopo aver perso tre volte di fila sulle inning finali.
La barra da tenere è semplice: impostare il tetto di spesa la mattina, quando si ragiona, e non la notte, quando si insegue. Questo non è un consiglio sul gioco; è una nota su come funzionano gli strumenti che la legge italiana mette a disposizione di chi gioca presso un concessionario.
Autoesclusione, RUA e siti oscurati: la parte che nessuno legge
C’è un dettaglio dell’RUA che vale più di tutta la comunicazione del settore. Il registro blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Non blocca un sito senza concessione, perché quel sito non è collegato al registro. Un giocatore che si autoesclude e poi apre un conto su un .com non autorizzato non ha violato la propria esclusione: l’esclusione semplicemente non esiste, da quella parte. E il registro che dovrebbe proteggerlo non sa che quel conto esiste.
È il motivo per cui la lista dei siti inibiti non è un accessorio repressivo ma uno strumento di tutela. Se un dominio è oscurato, quel dominio non è collegato all’RUA, non risponde all’ADM, non entra nel conteggio delle concessioni. Chi lo usa sta giocando in una zona dove gli strumenti descritti in questa sezione non arrivano.
Consigli, banca e metodo sul baseball
La banca prima della partita: quanto mettere e perché
La prima decisione su una scommessa sul baseball non è quale squadra, è quanto. Un budget stabilito in anticipo e tenuto separato dal resto del conto è l’unica barriera che funziona quando la partita va male, perché non richiede una decisione nel momento peggiore. Il tetto si fissa in cifra assoluta, non in percentuale del saldo disponibile: una percentuale cresce quando vinci, e il giorno dopo aver vinto è esattamente il giorno in cui si è più disposti a rischiare.
Il baseball si presta a un errore che in altri sport è meno frequente: la tentazione di recuperare una serie. Una squadra gioca quasi tutti i giorni, spesso tre o quattro partite di fila contro lo stesso avversario, e chi ha perso la prima tende a raddoppiare sulla seconda e sulla terza. È il comportamento che gli strumenti di autolimitazione descritti nella sezione sulla prevenzione esistono per intercettare. Chi ha impostato il tetto di spesa la mattina non può raddoppiare la sera: quella è la funzione del limite, e non un ostacolo da aggirare.
Schedina unica o multipla: cosa cambia davvero nel prezzo
Una singola su una partita di baseball paga la quota di quella partita. Una multipla moltiplica le quote degli eventi scelti, e la moltiplicazione fa quello che sembra fare: se accoppi due partite a 2,00 la quota totale è 4,00. Il prezzo, però, non è l’unica cosa che cresce. Cresce anche la probabilità implicita di vincere, che va in senso opposto: due eventi da 50 % messi insieme non valgono 50 % ma 25 %, e ogni gamba in più divide ancora. La quota alta che si vede sullo scontrino non è un regalo, è la ricompensa per un rischio composto.
Qui entra il calcolo che il resto della pagina prepara, e il baseball è un buon banco di prova perché il mercato ha spesso due esiti soli. Su un mercato illustrativo a due vie con quote decimali 1,90 e 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore, e i due esiti di una partita non arrivano mai esattamente a 1,90 da entrambi i lati — la quota non è gratis come sembra: la somma degli inversi dà 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1,0526, e la quota di restituzione è 1 diviso quella somma, ossia il 95,0 % circa. Il margine del bookmaker è il resto, 100 % meno 95,0 %, quindi intorno al 5,0 %. In una banda realistica, su un mercato a due esiti a quota unica, il margine di un bookmaker online italiano sta grosso modo tra il 4 % e l’8 % circa: un listino più contrastato si avvicina al 4 %, uno più largo supera il 7 %. Sul baseball, dove il volume è più basso che sulla Serie A e il palinsesto si costruisce partita per partita, ci si deve aspettare la parte alta di quella banda, non la parte bassa.
C’è una lettura pratica di quel 5,0 %. Su una puntata di 100 €, il ritorno atteso su quel mercato è di circa 95 €: il punto non è che si perde sempre, è che il prezzo è costruito perché in media circa 5 € ogni 100 restino al banco, e nessuna sequenza fortunata lo cambia. La stessa logica si applica a una multipla, e con forza crescente: il margine non si moltiplica in modo semplice, ma ogni gamba porta con sé la propria parte di margine, e una multipla a cinque eventi su mercati con quel margine si allontana molto più di una singola dal prezzo «pulito». Aggiungere gambe per alzare la quota è la versione finanziaria di aggiungere un tetto: la vincita potenziale sale perché paga di più chi vince, e non perché il prezzo sia diventato più generoso.
Vale anche la pena dire cosa quel margine non è. Non è una commissione a parte, non è una tassa, non è una voce di scontrino: è incorporata nella quota, e per questo invisibile. Solo confrontando due operatori sullo stesso evento si vede se uno dei due sta trattenendo meno dell’altro, ed è esattamente il confronto che rende utile avere un listino di riferimento.
Cosa guardare e cosa evitare quando si punta sul baseball
Una partita di MLB a inizio maggio è un mercato informato, e non c’è modo di diventare esperti senza seguirlo. I segnali che i giocatori attenti usano sono pochi e concreti: il lanciatore partente, perché in un mercato a due esiti il pitcher pesa più di qualsiasi altro fattore di squadra; lo storico della serie in corso, perché nelle tre o quattro partite consecutive si affrontano gli stessi avversari e certi accoppiamenti si ripetono; il parco di casa, perché campi diversi favoriscono o penalizzano il fuoricampo; e le condizioni di riposo, perché una squadra in trasferta sulla costa opposta porta con sé un fuso orario.
Quello che si evita è più semplice. Nessun pronostico qui: nessuno sa chi vince, e chi dice di saperlo sta vendendo qualcosa. Niente inseguimento della perdita, niente puntata aumentata dopo una serie negativa, niente multipla costruita solo per alzare la cifra sullo scontrino. E nessuna convinzione che il baseball sia un mercato «facile» perché è poco seguito: un mercato con meno occhi addosso e un margine più largo è semmai il posto dove il prezzo è meno generoso, non più.
Il calendario del baseball e i mercati che si aprono
Dalla regular season alle World Series: il calendario che decide i mercati
Il calendario è la prima cosa da sapere, perché determina tutto il resto: quante partite sono disponibili, quanto durano i mercati, quando nasce l’evento singolo e quando nasce la serie. Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino, racconta quello che il baseball non è — una partita a settimana — e serve a ricordare che qui si gioca quasi ogni giorno.
La Major League Baseball ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. Centosessantadue partite vogliono dire che il listino di una singola giornata è una scelta tra una decina di partite e che la stagione non offre quasi mai un giorno di pausa su cui ragionare con calma. È la differenza strutturale con il calcio europeo, dove la settimana ha un ritmo e il fine settimana è il momento della partita.
La postseason porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra i due campioni di lega. Qui i mercati cambiano forma: la serie è un mercato a sé, con mercati su chi passa il turno che non hanno senso nella regular season. Chi scommette sulla regular season sta giocando un mercato di singole partite; chi si sposta sulla postseason sta giocando un mercato di serie, con dinamiche di recupero del lanciatore e con un numero di partite già fissato in anticipo. Sono due mestieri diversi.
La MLB in una riga, e le regole che servono per leggere un mercato
La ferrovia della stagione è la MLB, e la MLB in una riga è questa: trenta franchigie, due leghe da quindici, una stagione che occupa sette mesi e un campionato che comincia con una griglia di sedici squadre a ottobre. Nella parte finale della sezione il calendario si sposta dal campionato ai titoli, ed è lì che sta la memoria storica del baseball: i New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli. Quel numero non aiuta a prevedere niente — nessun titolo vinto nel secolo scorso lancia una palla nel 2026 — ma serve a capire l’ordine di grandezza delle leggende che le narrazioni televisive portano in dote al mercato.
L’ultima edizione è quella che conta per chi guarda la forma. I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Una serie portata a gara 7 e chiusa all’undicesimo inning è l’esempio migliore di quello che un mercato di serie deve prezzare: non la forza sulla carta, ma la profondità del monte lanciatori e la capacità di chiudere partite lunghe.
Il baseball è governato a livello internazionale dalla World Baseball Softball Confederation, la WBSC. Sotto il tetto dell’organizzazione convivono il baseball e il softball, e il calendario internazionale vive di finestre diverse da quelle della MLB.
Le regole di base servono a leggere i mercati, non a giocare. Una partita si compone di nove inning, con tre eliminazioni per ogni mezzo inning; se il punteggio è pari dopo nove inning si giocano inning supplementari. Tre strike fanno uno strikeout e quattro ball fanno una base per ball; ogni squadra schiera nove giocatori in campo. Il significato per il listino è immediato: un mercato sui inning è un mercato su una partita che non può finire in parità, e un mercato sul numero di eliminazioni è un mercato sul lavoro del lanciatore, non sul risultato.
Dove il baseball incrocia il palinsesto: mercati, diretta e simulati
Il mercato si costruisce su quello che gli operatori pubblicano, e qui la differenza tra un sito storico e una giovane piattaforma si vede tutta. SNAI mette in fila singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. NetWin, nella sua app, dichiara scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Questi due elenchi non sono la stessa cosa, e il baseball compare nel secondo e non nel primo: è la prova che «bookmaker» e «bookmaker con baseball» non sono sinonimi, e che il palinsesto approvato è la variabile da controllare operatore per operatore.
Il regolamento Under/Over è la parte del vocabolario che i giocatori cercano più spesso, e merita una spiegazione asciutta. L’Under/Over fissa una soglia — il numero di punti totali della partita, il numero di inning, il numero di eliminazioni — e le due opzioni sono sopra o sotto quella soglia. Non c’è pareggio: se il totale coincide esattamente con la linea, la scommessa si annulla e la puntata torna. Sul baseball la linea dei punti è molto più bassa che nel calcio, e il numero di punti di una partita dipende da fattori che il listino prezza con attenzione: il parco, il lanciatore, il vento. Un mercato Under/Over sul baseball è un mercato sul contesto, più che sulle due squadre.
La diretta è l’altra metà della questione. Le scommesse live e le scommesse sul baseball in diretta hanno un listino che si muove inning per inning, e questo apre e chiude mercati che il pre-match non ha: un mercato sul prossimo punto dopo un uomo in base, un mercato sulla chiusura di un inning, un mercato su come cambia il lanciatore. Il rovescio della medaglia è la velocità: nel baseball una singola battuta può ribaltare un mercato di punti, e le quote si aggiornano prima che l’occhio abbia letto il numero. Chi non ha pratica con il live farà meglio a guardare qualche partita sul listino prima di metterci dei soldi.
E poi ci sono i simulati, di cui si è detto nella parte normativa e che qui vanno ricordati per quello che sono dal punto di vista del gioco: nessuna partita reale, nessun lanciatore, un risultato generato in pochi secondi. Sono comodi per chi vuole un listino sempre aperto, e non hanno nulla a che vedere con la MLB. Chi cerca informazione sul baseball vero non li troverà in quella sezione.
Come sono stati scelti i dieci operatori della classifica
I criteri: concessione, identità del concessionario, palinsesto e trasparenza
La classifica di questa pagina nasce da quattro domande, e la prima non è negoziabile. Il marchio ha una concessione ADM in corso, verificata sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e il dominio su cui opera è il .it legato a quella concessione? La seconda riguarda la società: chi è il concessionario, con quale codice, e quante concessioni porta in dote? La terza è il palinsesto, nella misura in cui l’operatore lo mostra: quali sport e quali eventi mette in fila, con quali mercati e con quale profondità. La quarta è la trasparenza: i termini e i materiali dell’operatore dicono qualcosa di concreto su quello che il giocatore ottiene e su quello che gli viene chiesto?
C’è un criterio che non è stato usato, ed è utile dirlo. La classifica non ordina per grandezza del bonus di benvenuto. Non è una svista: un bonus grande con un requisito di rigioco severo vale meno di un bonus piccolo con condizioni leggere, e l’ordine di arrivo lo decide il lettore quando legge le condizioni, non un numero in una casella. Nella tabella qui sotto trovano posto tre cose: il marchio, il codice di concessione con la società che lo detiene, e quello che i termini dell’operatore dichiarano sul tema chiave di questa pagina, cioè il baseball e gli strumenti che lo accompagnano.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini sull’offerta e sul baseball |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni; l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score |
Due avvertenze sulla tabella, e sono avvertenze di sostanza, non di stile. La prima: nessuna colonna dice chi offre il baseball, perché quasi nessuno degli operatori in elenco lo dichiara in modo esplicito sul proprio sito, e una colonna di trattini non serve a nessuno. La seconda: la concessione è per sito e non per capacità. Un codice da 16000 a 16051 dice che l’operatore è autorizzato a offrire gioco a distanza, non che offra scommesse sportive, e nemmeno che offra baseball. Il controllo va fatto sul suo listino, che è l’unico documento che cambia di ora in ora.
I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
Planetwin365: la copertura multi-sport più larga del gruppo
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il baseball non è nominato in quell’elenco, e va detto con chiarezza: «più di 20 tipologie di sport» è una promessa ampia, ma non è la stessa cosa di una voce in cui compare la parola baseball.
Quello che l’elenco comunica però è la struttura dell’offerta: un operatore che costruisce il listino su campionati interi, non su singoli eventi, tende ad avere una copertura larga anche sugli sport minori, perché il suo modello è la profondità per competizione. Pwo S.p.a. è una delle società storiche del settore in Italia, e la concessione n. 16007 è tra le più basse della lista attuale, segno di una presenza che risale alle tornate precedenti. Chi cerca un catalogo costruito per competizione più che per evento singolo trova qui il profilo più vicino, e chi cerca il baseball lo verifichi sul listino del giorno: è una riga di controllo, e vale per tutti quelli che seguono.
AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti per esteso nei termini
AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. È il marchio che, tra quelli esaminati, dichiara nei propri termini il funzionamento dei limiti nel modo più esplicito, e questo non è un dettaglio da appendice. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La combinazione delle due regole dice molto del tipo di operatore che stai guardando. Il ritardo di 7 giorni sulla salita è un deterrente vero, e i 9 mesi di attesa per la revoca dell’esclusione indeterminata sono una scelta dura, presa mentre il settore si allineava alle nuove durate. Chi scommette di notte, come chiunque segua la MLB dall’Italia, ha un motivo in più per impostare il tetto giornaliero in anticipo: qui è la piattaforma stessa a chiederlo in fase di apertura, e chi non lo compila bene si ritrova un tetto al valore di default, non al proprio.
William Hill: una freebet settimanale legata alla stagione italiana
William Hill opera su William Hill con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggiamo le condizioni in fila, perché è lì che si capisce cosa si sta accettando: cinque eventi, venti euro, quota totale minima 10.0, e una freebet settimanale da 5 €.
Il conto è presto fatto, e non è un conto favorevole. Una multipla a cinque gambe con quota totale 10.0 è un evento da probabilità bassa; anzi, per raggiungere una quota totale di 10.0 servono gambe molto più lunghe di quelle di una multipla ordinaria, e le gambe lunghe sono quelle che il mercato prezza con margine più alto. La freebet ricevuta vale 5 € e, come ogni freebet, non restituisce la puntata in caso di vincita. Chi punta su questa promozione sta comprando un biglietto settimanale da 5 € pagandolo con multiple da 20 € costruite artificialmente per raggiungere una quota: il premio è reale, il costo in termini di margine accumulato è più difficile da vedere. È una promozione per chi gioca già multiple di quel tipo, non per chi vuole provare il baseball con una singola.
Betfair: il marchio con il permesso separato per il punta e banca
Betfair opera con la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., ed è il caso più interessante della lista dal punto di vista normativo. Il betting exchange è un gioco a sé nel D.Lgs. 41/2024: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo definisce come il gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di banco di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.
Sul piano dell’offerta sportiva, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Nessuno di questi è un mercato sul baseball, e chi arriva qui pensando all’exchange come a un listino enorme resterà sorpreso dal perimetro. Il punto di forza di questo marchio è strutturale: un exchange è costruito dai giocatori, non dal bookmaker, e il modello economico è diverso da quello di un listino a quota fissa. Quali marchi gestiscano oggi un exchange è una cosa che non risulta, e Betfair resta il riferimento storico del settore in Italia.
BetFlag: il bonus più alto e l’apertura del conto digitale
BetFlag opera con la concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il tetto è il più alto dei dieci, e questo merita di essere letto con attenzione piuttosto che con entusiasmo: un 100 % fino a 5.000 € significa che il bonus cresce con il deposito, e che l’importo da movimentare cresce con il bonus. Nessun tetto statale sui requisiti di rigioco risulta esistere, quindi la parte che decide il valore reale dell’offerta sta nei termini dell’operatore, dove va letta prima di depositare e non dopo.
Sul versante dell’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha SPID attivo completa l’apertura in pochi minuti e non rischia la scadenza dei 30 giorni che blocca il conto; chi non lo ha fa la trafila tradizionale con il documento e deve ricordarsi di chiudere la convalida. Il codice di concessione n. 16008 è il secondo più basso della lista, segno di una presenza di lungo corso.
Betsson: pre-match e live su un catalogo dichiarato enorme
Betsson opera con la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited — la stessa società che detiene la concessione di StarCasinò, come si vede dal codice n. 16026. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. I mercati nominati sono quelli del calcio, e il catalogo è presentato per volume: migliaia di eventi, non per campionato specifico.
Questa impostazione ha un effetto sulle aspettative. Un operatore che vende quantità tende ad avere un listino largo su molti sport, e un listino largo è anche la sede naturale di un mercato come il baseball, che vive di partite quotidiane. Allo stesso tempo, la profondità per singolo evento è una cosa diversa dal numero di eventi totali: chi cerca un listino ricco su una singola partita di MLB lo verifichi evento per evento. Il marchio è tra quelli con il profilo casinò più marcato, e la concessione condivisa con StarCasinò lo dice abbastanza.
StarCasinò: sport accanto a slot e Live Casinò
StarCasinò opera con la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il profilo casinò-first più netto del gruppo, e la pagina deve dirlo senza girarci intorno: chi arriva qui cercando un bookmaker specializzato sul baseball trova un prodotto sportivo descritto in termini generici, senza un elenco di sport e senza un elenco di mercati.
Questo non lo squalifica. Squallifica, semmai, la lettura che ne fa chi presume che un marchio con lo sport in app sia automaticamente forte sullo sport. Qui la pubblicazione è per tipologia di scommessa, non per disciplina, e la genericità della descrizione è l’informazione più utile che il lettore può trarre: se cerchi certezze sul baseball, questo non è il posto dove cercarle, e l’alternativa resta il listino. Il codice n. 16026 è tra i più bassi della lista, quindi la presenza sul mercato italiano non è recente.
SNAI: cash out e mercati costruiti sull’evento minuto per minuto
SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione Cash Out è la parte che pesa di più in una pagina sul baseball, anche se i mercati nominati sono di calcio: chiudere una giocata prima della fine è esattamente quello che serve quando si segue una partita che finisce alle quattro del mattino e non si vuole aspettare l’ultimo inning.
Vale la pena spiegare cos’è il Cash Out per chi non lo ha mai usato, perché non è un’opzione gratuita. È una proposta di chiusura anticipata: l’operatore ti offre una cifra per la tua schedina ancora aperta, e quella cifra dipende da come sta andando l’evento e da quanto tempo manca. Non è il valore matematico della tua posizione: è un prezzo che l’operatore costruisce con il proprio margine dentro, e per questo è quasi sempre più basso di quello che la schedina vale «sulla carta». Chi lo usa per proteggere un risultato già favorevole paga una commissione implicita; chi lo usa per uscire da una posizione che sta andando male sta comprando certezza a caro prezzo. La disponibilità del Cash Out dipende dall’evento e dal mercato, e non è garantita su tutte le giocate.
Il profilo di SNAI è quello dell’operatore con il catalogo di mercati più articolato tra quelli esaminati, e la combinazione con il Cash Out lo rende interessante per chi vuole gestire una giocata già aperta invece di limitarsi ad aspettare. Sul baseball il listino va verificato partita per partita, perché nessuno dei materiali consultati nomina la disciplina.
Goldbet: la rete di negozi dietro il codice più basso della lista
Goldbet opera con la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il codice n. 16009 è il secondo più basso dei dieci, dietro solo a BetFlag, e Goldbet è uno dei marchi che ha costruito la propria presenza anche sulla rete fisica.
Sul versante dell’identificazione, il marchio arriva alla CIE passando da un fornitore SPID, e questo lo colloca tra gli operatori che hanno digitalizzato l’apertura del conto. Per il giocatore che segue la MLB, la presenza di una rete fisica è un’opzione in più per la ricarica: i punti vendita ricariche disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie, e caricano il conto online su richiesta del titolare, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Resta il limite già ricordato: non pagano vincite e non erogano saldo. La copertura dichiarata è per campionati di calcio e «altri sport», senza nomi: il baseball va verificato sul listino.
NetWin: l’unico che mette il baseball nero su bianco
NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e sui materiali consultati è l’unico dei dieci a nominare il baseball in modo esplicito. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il live score accanto al baseball è la parte più utile: su una disciplina che si gioca di notte, un risultato che si aggiorna senza dover aprire un altro sito è una funzione pratica, non un fronzolo.
La concessione n. 16035 è tra le più alte della lista, quindi tra le più recenti: l’operatore è più giovane degli altri della classifica, e la sua offerta è costruita per forza su un catalogo ampio piuttosto che su una storia lunga. Per chi cerca specificamente il baseball questo è il punto di partenza naturale, con una cautela che vale per tutti: la parola «baseball» in un elenco di sport dice che la disciplina c’è, non quante partite di MLB siano in palinsesto stasera. Quello lo dice solo il listino, e cambia ogni sera.
Domande frequenti sulle scommesse sul baseball in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’autorità, e gli eventi vengono autorizzati uno per uno. Quali partite di baseball contenga il palinsesto di un singolo operatore si verifica nel suo listino.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza in lista non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto netto. Nella multipla le quote degli eventi si moltiplicano tra loro, quindi due partite a 2,00 danno una quota totale di 4,00 e il rischio cresce con ogni gamba aggiunta.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma. Su un esempio a due vie con quote 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, la quota di restituzione è circa il 95,0 % e il margine è circa il 5,0 %. Il prezzo non è un dato di fatto: è la parte che il banco tiene.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite «tassate alla fonte». Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati, che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza fiscale: consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario di offrire limiti di tempo, spesa e perdita, limiti sui depositi in un periodo definito e strumenti di autoesclusione. AdmiralBet chiede in registrazione un tetto di ricarica, spesa e tempo giornaliero, settimanale e mensile: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni.
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