Comparazione di quote di scommesse: quanto resta in tasca a chi le quota

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Aggiornato al Ottobre 30, 2026. Le concessioni e i numeri di registro dei dieci operatori citati sono stati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l'evento.

Che cosa si confronta davvero quando si confrontano le quote

Chi cerca un confronto tra quote immagina due colonne di numeri e una differenza da leggere. Poi apre tre siti, trova 1,88 sul segno uno, 1,92 sullo stesso segno da un’altra parte, e crede di aver capito tutto. La differenza tra quelle due cifre è reale, ma non è il punto: il punto è che tipo di numero è una quota, chi lo fissa, e cosa resta al bookmaker quando il conto si chiude.

Nel mercato italiano la forma della quota è una sola. Il gioco a distanza con concessione ADM si gioca a quota fissa: il concessionario stabilisce il prezzo, si mette dalla parte opposta di chi scommette e quel prezzo vale dal momento in cui la giocata viene accettata, senza che nessuno possa ritoccarlo dopo. Chi ha puntato 20 € a 1,90 incassa 38 € se l’esito arriva, e la cifra è congelata nel momento in cui il biglietto viene registrato. Non c’è una quota migliore che si materializza a evento finito, e non c’è una quota peggiore da subire.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l'85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.

Con il totalizzatore la logica si ribalta. Lì non c’è un avversario che fissa un prezzo: si gioca gli uni contro gli altri e la quota di restituzione si conosce solo alla fine, quando si divide il monte delle giocate tra chi ha indovinato. Gli operatori statali stanno sotto il 50% di restituzione, e le corse di cavalli arrivano fino a circa l’85%. Nel primo caso metà di quello che i giocatori mettono sul tavolo non torna indietro; nel secondo la fetta trattenuta è molto più sottile.

Adesso la domanda diventa operativa. Se un sito mostra 1,90 su un mercato a due esiti, quanto sta già prendendo il bookmaker? Con 1,90 su entrambi i lati il payout è di circa il 95%: metà del margine rispetto a un mercato quotato 1,80 su entrambi i lati, dove il payout scende a circa il 90% e il margine sale a circa il 10%. La stessa partita, lo stesso esito incerto, due prezzi che sembrano vicini e lasciano per strada cinque punti di distanza. Cinque punti su mille euro giocati nel mese fanno cinquanta euro, e non compaiono in nessuna schermata di bonus.

Il terzo elemento, quello che nessun confronto di quote mostra e che in Italia pesa più di ogni altro, è che razza di soggetto hai davanti. Una concessione ADM non rende le quote più alte: non alza di una virgola il payout. Quello che cambia dopo l’apertura del conto è tutto il resto: come si preleva, quali limiti tocchi in registrazione, che succede quando decidi di smettere. Una quota buona su un sito senza garanzie resta una quota sola.

Una quota non è mai un prezzo isolato: è il pezzo visibile di un payout. Il payout di cui parlano i bookmaker e quello che si calcola dalle loro stesse quote sono lo stesso numero letto da due lati. Il libro, se resta bilanciato, incassa la differenza: l’eccedenza sopra il 100% delle probabilità implicite sommate è il suo guadagno, e quel guadagno esiste anche quando ogni singolo giocatore ha ragione su una partita.

E c’è un’ultima cosa che nessuna tabella dice. Un mercato a due esiti con 1,90 e 1,90 è un caso comodo, quasi pulito: la palla sta in mezzo. Un mercato a tre esiti con un favorito schiacciato a 1,25 e un pareggio lungo non si giudica allo stesso modo, perché lì il margine si concentra dove il bookmaker sa di essere esposto. Sapere dove guardare è metà del lavoro di chi confronta; l’altra metà è ammettere che nessun confronto rende matematicamente favorevole una scommessa a quota fissa.

Fondamenti: puntata, quota, vincita e payout

La vincita di una scommessa si ricava da due soli dati: la puntata e la quota accettata al momento della giocata. Con la quota decimale 2,00 una puntata di 10 € restituisce 20 €; con la quota 1,25 la stessa puntata ne restituisce 12,50 €. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la differenza tra quota e uno: 10 € a 2,00 ne valgono 10 di guadagno, 10 € a 1,25 ne valgono 2,50. Su una singola non c’è nessun altro passaggio.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.

Sulla multipla i prezzi si moltiplicano tra loro e la matematica si mette subito in salita. Tre selezioni a 1,90, 2,10 e 1,75 formano una quota unica di circa 6,98: il rendimento atteso cresce, la probabilità di beccare tutte le selezioni crolla, e ognuna delle tre quote contiene il proprio margine, che così si somma tre volte. Un bookmaker non ha bisogno di truccare niente in una multipla. Gli basta che la combinazione resti quello che è.

Il payout — la quota di restituzione — dice quanto delle puntate raccolte su un mercato torna indietro ai giocatori in forma di vincite. Si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo uno per questa somma. L’esempio classico del bookmaker tedesco, con le quote 1,25, 5,00 e 10,00, dà circa il 90,91%. Per i listini dei bookmaker sono tipici un payout intorno al 90% sui mercati con due esiti possibili, per esempio il tennis, e intorno all’85% su quelli con tre esiti, per esempio il calcio. Puntare 25 € a una quota da 1,90 e 25 € a una quota da 1,25 non sono lo stesso gesto: la seconda quota racconta un margine più largo.

Vale la pena fissare anche il lato speculare, quello che confonde più spesso. Con quote decimali fisse la probabilità implicita di un esito è il reciproco della quota: 1,01 corrisponde al 99,01%, 2,00 al 50,00%, 4,00 al 25,00%. Se sommi le probabilità implicite di tutti gli esiti di un mercato e ottieni più di 100%, l’eccedenza è l’overround, cioè il guadagno del bookmaker su un libro bilanciato. Sommarle serve più che leggerle una per una: è il modo più rapido per capire quanto un operatore chiede per il disturbo di accettare la tua giocata.

Da qui esce la distinzione che rende utile un confronto. Le quote non sono un listino: sono un prodotto con prezzo e margine, e il margine non è uguale su tutti i mercati. Su un mercato a due esiti molto squilibrato la forbice si allarga; sui mercati principali del calcio le case tengono numeri più stretti, perché lì c’è più gioco e più occhi che guardano. Il consiglio operativo, se uno vuole far fruttare una lettura delle quote, è guardare due o tre mercati per volta e sempre gli stessi: il confronto tra siti ha senso solo quando le quote sono fissate nello stesso momento, perché dopo un gol il pallone è già in un altro campo.

Formato delle quote e tipi di giocata sul mercato italiano

Una quota decimale si scrive con la virgola e vale quanto dice il numero, senza giochetti. Al di là del formato, quello che cambia tra le case è l’ampiezza del palinsesto: il programma delle partite, degli esiti e dei tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva, evento per evento. Si scommette solo su ciò che sta in quel programma approvato; ADM aggiunge gli eventi uno alla volta — a settembre dell’anno scorso ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — e fuori da lì non si va.

Sul calcio il vocabolario è quello di sempre e conviene averlo chiaro, perché cambia il calcolo: il segno, l’Esito Finale, l’Under/Over, il Goal/NoGoal, il Multigol, i marcatori, i tiri in porta, i rigori, le espulsioni, l’handicap e il DNB con il pareggio rimborsato. Il primo mercato che si guarda è quello a tre esiti, ed è il più caro da giocare; andare su Under/Over o su un Goal/NoGoal sposta il payout, non la sostanza. Una quota non diventa onesta perché il mercato è esotico.

Gli eventi simulati, le partite virtuali, vivono dentro la stessa concessione per le scommesse sportive e compaiono in una sezione «Virtuali» dei siti. Chi cerca un confronto di quote in quel reparto stia attento: lì il margine e la volatilità si comportano diversamente da una partita vera, e le liste confrontabili sono poche.

Sull’ippica la legge divide nettamente. Le scommesse sulle corse fanno parte della concessione ordinaria, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e compagnia, di tipo totalizzatore — hanno bisogno di una concessione a sé. Se un operatore ti mostra l’ippica nel menu, scoprire a quale delle due cose appartiene quel menu è un esercizio utile prima di puntarci.

Sul betting exchange, il «punta e banca», la concessione è un gioco separato: il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair, con la concessione 16028, è descritta come la prima a portarlo in Italia, e la sua documentazione riporta regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50; una nota di stampa del 2024 riferisce che sul mercato italiano le vincite non pesano sul giocatore, con il prelievo a carico del concessionario. Le commissioni e i marchi che oggi gestiscono un exchange in Italia vanno verificati sul sito, non dedotti.

Infine le scommesse live, che ogni grande operatore ha in vetrina. Le regole ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi sono un punto che resta aperto, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi gioca in-play lo sa già: il tempo di reazione conta più della quota.

Leggere il margine: il calcolo che fa la differenza

Una quota da sola non dice quanto costa. Il margine, sì. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 su entrambi i lati — un esempio di calcolo, non un prezzo esposto da nessuno — i reciproci delle due quote sono 0,5263 e 0,5263, la somma fa 1,0526 e il payout è uno diviso 1,0526, cioè circa il 95%. Il margine è quello che resta: circa il 5%.

La stessa formula su un mercato a tre esiti non produce un margine, produce una decisione da prendere. Con 1,25 sul favorito, 5,00 sul pareggio e 10,00 sull’altro segno la somma dei reciproci sta sotto l’uno e il margine diventa negativo: tradotto, quelle tre quote pagherebbero più di quanto raccolgono, e nessun bookmaker le espone insieme. Quando le stesse tre cifre compaiono in un listino reale con un payout del 90,91%, invece, si sta leggendo un mercato con un favorito molto più corto e la coda molto più lunga: è lì che il margine si annida, perché la quota lunga che sembra regalare valore è la stessa che finanzia il prezzo stretto sul favorito.

Il numero da portare a casa è quindi una banda, non una cifra secca. Su un mercato a due esiti con entrambe le parti tra 1,85 e 1,95 il payout sta tra il 95% e il 97,5% circa e il margine tra il 2,5% e il 5% circa; su un mercato a tre esiti di calcio il payout tipico scende verso l’85%, con il margine che si arrampica intorno al 15%. La condizione da tenere accanto alla banda è che le quote siano lette insieme, nello stesso istante e sullo stesso mercato: prendere il segno uno da una casa e il segno due da un’altra e sommare i reciproci è un esercizio da calcolatrice, non una misura di quanto costa giocare.

Perché una banda e non un numero? Perché il margine non è una proprietà della casa, è una proprietà del mercato in quel momento: cambia con lo sport, con il palinsesto, con quanto è affollato il mercato e con quanto è esposto il libro su quella partita. La stessa casa che tiene un margine stretto sul 1X2 di una partita di cartello può tenerne molto di più su un campionato minore o su una selezione di nicchia. E il margine, a differenza della quota, non lo si vede da nessuna parte: non c’è una riga che lo dichiari, bisogna costruirsela.

Il che porta al punto scomodo. In una scommessa a quota fissa non esiste una puntata matematicamente favorevole: il margine è incorporato nel prezzo prima che tu apra il conto. Quello che un confronto può fare è ridurre il costo per unità giocata, spostandosi su un mercato più competitivo o su una casa che quota più stretto; quello che non può fare è azzerarlo. Chi ti dice il contrario sta vendendo qualcosa.

Concessione ADM: che cosa cambia per chi punta

In Italia non esiste un regime di licenze aperte. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica e il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. La concessione dura al massimo nove anni — art. 6, comma 3 — e non è rinnovabile. Le condizioni della gara e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). La gara di settembre dell’anno scorso ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre dell’anno scorso.

Sul punto operativo, la lista pubblica è tutto: l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre dell’anno scorso, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it e al suo concessionario. La lettura va fatta con due avvertenze che cambiano l’esito della verifica. La prima è che una società può tenere più siti: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La seconda, più insidiosa, è che la lista non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: quello lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che dichiara la propria concessione nei termini.

Due parole sul vocabolario, perché non è pedanteria. ADM è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e sui siti e nelle abitudini del mercato si legge ancora «AAMS», la sigla precedente. Quando un operatore scrive «concessione ADM (ex AAMS)» sta dicendo la stessa cosa con due nomi; chi cerca un bookmaker AAMS cerca esattamente questo. Quello che conta è il numero di concessione, non la sigla: 16030 per bet365, 16027 per Betsson, 16009 per Goldbet, 16020 per Sisal, 16028 per Betfair, 16007 per Planetwin365, 16012 per Eurobet, 16010 per Lottomatica, 16026 per StarCasinò, 16044 per William Hill.

I numeri di concessione dei dieci operatori citati, con il concessionario e quello che le loro stesse condizioni dichiarano sul tema delle quote e del conto:

Operatore Numero di concessione e concessionario Che cosa dichiarano le sue condizioni
bet365 Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc nei suoi strumenti di gioco responsabile figurano pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per chi risiede in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Betsson Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited l’app Sportsbook & Casinò espone scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Goldbet Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) l’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; l’apertura del conto passa anche dalle procedure di identificazione con SPID e CIE
Sisal Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, i tiri in porta, i rigori e le espulsioni; il Cash Out chiude la giocata prima della fine dell’evento
Betfair Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. l’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate; Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia
Planetwin365 Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Eurobet Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale con l’app si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets
Lottomatica Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita
StarCasinò Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited l’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò
William Hill Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale

La colonna del concessionario è la più interessante e la meno guardata. Goldbet e Lottomatica appartengono alla stessa società, GBO Italy, ma sono due siti e due concessioni diverse: la concessione è per sito, non per azienda. Allo stesso modo Betsson.it e Starcasino.it fanno capo ad Azzurri Limited, il che spiega perché due marchi che sembrano concorrenti condividano la struttura societaria. Chi confronta quote confronta siti, quindi, non gruppi: il fatto che dietro due marchi ci sia la stessa concessionaria non significa che i due listini si muovano insieme.

Il numero di concessione ha un uso molto concreto, e vale la pena dirlo in modo diretto: serve a verificare se il sito che hai davanti è autorizzato a offrire gioco a distanza a un giocatore in Italia. Se il controllo non passa, la discussione sul margine non è nemmeno iniziata.

Un’ultima nota che riguarda le quote e non le licenze. Le concessioni e i limiti ADM valgono per gli operatori che lavorano sotto quel regime. Un brand offshore accetta giocatori italiani con una licenza estera che non ha alcun valore giuridico qui: è un altro ordinamento, con le sue regole, la sua giurisdizione e la sua tutela. Confrontare la quota di un concessionario con una quota offshore significa confrontare due prodotti diversi che si assomigliano in una schermata.

Le tutele che valgono solo se il conto è davvero autorizzato

Le regole italiane prevedono strumenti obbligatori che nessun accordo contrattuale può togliere. Prima gli obblighi, poi quello che cambia nella pratica.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari di mettere a disposizione autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’età minima è diciotto anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori tra i principi, e le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco.

Il limite di deposito è il pezzo che il giocatore incontra per primo, perché si sceglie in registrazione. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per rialzarlo. Il rialzo è il punto: chi aumenta un limite nel mezzo di una serata storta aspetta una settimana, e quella settimana è esattamente il tempo in cui la decisione presa a caldo si sgonfia da sola.

L’autoesclusione passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi nato nel 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le forme parziali, cioè l’esclusione per singola categoria di prodotto, partono dalla stessa data. È la differenza tra chiudere una porta e chiuderle tutte.

Qui c’è l’aggancio che riguarda il confronto, ed è il motivo per cui questa sezione sta in una pagina sulle quote. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude da un concessionario italiano è fuori da tutte le piattaforme autorizzate; chi si autoesclude e poi apre un conto presso un brand offshore non è escluso da niente, e nessuna autorità italiana può intervenire per conto suo. Un blocco volontario vale quanto vale il perimetro in cui è iscritto, e il perimetro è la lista ADM.

Sull’identificazione la procedura è più stretta di quanto si immagini. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: le registrazioni avvengono con modulo e copia di un documento, oppure con SPID e CIE. BetFlag, per aprire il conto, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di diciotto anni. SPID e CIE sono tra i metodi che diversi operatori mettono a disposizione, e Goldbet passa anche dal CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

La conseguenza è di quelle che fanno arrabbiare la prima volta e rassicurano la seconda. Se prevedi di prelevare la sera stessa, la verifica dell’identità è il collo di bottiglia che decide; se hai un documento scaduto, è quello il motivo per cui il prelievo è fermo, non la quota che hai giocato.

Le ricariche meritano una riga, perché sono il modo in cui molti giocatori alimentano il conto senza carta. I punti vendita ricariche regolati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Tra i canali che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, bonifico, Satispay, voucher e ricariche in tabaccheria; l’elenco preciso di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Sul fronte opposto, l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: una misura la cui entrata in vigore resta da confermare.

Sul gioco responsabile va aggiunto un dato che quasi nessuno legge e che ha una certa poesia: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2% dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Lo stesso Decreto Dignità riconosce al concessionario la possibilità di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il conto è presto fatto: un marchio non può invogliarti a giocare, ma può ricordarti come si smette.

Fra gli operatori citati, bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per chi risiede in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che serve, e che non compare nei banner.

Come si verifica davvero la concessione di un bookmaker

Il controllo è a portata di mano e richiede due minuti. Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, si cerca il sito, si confronta il numero di concessione con quello che l’operatore dichiara nei propri termini. Le due cifre devono coincidere, e la riga deve esistere. Un sito che non compare nella lista non ha titolo per accettare giocate da un giocatore in Italia.

Sulla lettura della lista vanno tenute presenti un paio di cose che sfuggono alla prima occhiata. La lista ha 52 righe con codici da 16000 a 16051 e ogni riga è legata a un solo sito .it; una stessa società può comparire più volte, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. E la lista non ha una colonna per i giochi: il concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Che un nome ci sia non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: quello lo mostra il sito stesso, con la sua sezione sportiva e il suo palinsesto.

Il controllo ha un gemello, quello sui siti inibiti. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti successivi aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: non cancellati.

Per il giocatore c’è un secondo piano, quello delle conseguenze. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa ricorda, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti; la norma, però, esiste ed è scritta.

Il confronto onesto tra i due mondi si fa su quattro voci, e va detto senza girarci intorno. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come la norma è formulata, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. Chi apre un conto offshore lo fa con una licenza che in Italia non vale niente: non è un’opinione, è la descrizione del rapporto tra due ordinamenti.

Perché il margine non è un dettaglio da nerd

C’è un pregiudizio diffuso, e vale la pena smontarlo. Molti giocatori considerano il margine una curiosità da appassionati di statistica, roba da forum, mentre il bonus di benvenuto sarebbe la cosa concreta. È l’esatto contrario, o quasi.

Un bonus di benvenuto è un importo una tantum, legato a condizioni di puntata e a un tempo limitato; il margine è una percentuale che agisce su ogni singola giocata, per tutto il tempo in cui il conto resta aperto. Su cento giocate, la differenza tra un payout del 95% e uno dell’85% vale molto più di un bonus da poche decine di euro, e non richiede nessun requisito di puntata per essere incassata: si incassa da sola, restando fuori dal conto.

L’art. 9 del Decreto Dignità — D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile e permette al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il risultato, per chi legge un sito di scommesse, è che le informazioni più utili — quanto costa una giocata, che margine tiene il libro, che limiti ha il conto — non stanno nel banner ma nelle condizioni contrattuali, cioè nel posto che nessuno apre. La sanzione prevista è del 20% del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione, con AGCOM a vigilare; nel 2025 l’autorità non ha registrato multe per violazione del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla notifica del divieto; una proposta di modifica per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge, e il divieto resta in vigore.

Sulla tassazione, due cose distinte che vengono spesso confuse. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dal concessionario, non dal giocatore: le aliquote sono del 20,5% se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5% se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra giocate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre i virtuali pagano il 24,5% sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrata in vigore.

Sul giocatore il discorso è diverso e va scritto piano. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista. Per le vincite ottenute su siti non autorizzati la posizione cambia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, con tassazione secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è assenza di ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa come interpretazione dell’amministrazione finanziaria, non come consulenza fiscale.

Dieci concessionari a confronto, marchio per marchio

Prima di entrare nei singoli marchi, una nota sul perimetro, perché il resto della sezione si legge male senza. Questi dieci sono operatori con concessione ADM e sito .it, presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: non sono una classifica, non sono una raccomandazione, e non sono tutto il mercato — altri concessionari esistono, e un marchio che qui non compare non è per questo privo di concessione. I numeri di concessione e i concessionari stanno nella tabella più sopra, insieme a quello che le loro stesse condizioni dichiarano sul tema delle quote e del conto.

bet365: quote maggiorate e un costruttore di scommesse

Bet365 è una delle case che costruisce l’offerta attorno alla quota stessa invece che attorno al bonus. L’app dichiara Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre-evento sia live. Dal punto di vista di chi confronta, è la funzione più interessante delle due: il costruttore permette di mettere insieme selezioni dello stesso evento che altrimenti finirebbero in una multipla, e le combina a una quota unica calcolata dalla casa.

Il lato quote maggiorate merita una precisazione da confronto, non da pubblicità. Una quota maggiorata è un prezzo migliore su un mercato specifico, per un periodo specifico, deciso dall’operatore: non è il livello generale del listino. Un singolo mercato spinto non dice nulla sul margine medio del resto del palinsesto, che resta quello che è. Chi confronta guardi il prezzo dei mercati che gioca abitualmente, non quello del giorno in vetrina.

Sul gioco responsabile l’app elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Una struttura di strumenti completa, con la pausa come opzione intermedia tra il limite di versamento e l’autoesclusione vera — ed è la fascia in cui finisce chi vuole rallentare senza sparire.

Il costruttore di scommesse è la ragione per cui bet365 entra in una comparazione di quote meglio di molte case più rumorose. Chi scommette su mercati laterali lo scopre presto: la quota unica di una combinazione costruita vale più del singolo prezzo.

Betsson: il catalogo ampio, la profondità da controllare

Betsson arriva con la concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited e con un’app che dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sulla carta è il profilo di chi punta sull’ampiezza: dove il catalogo è più largo, la quota del singolo mercato principale può non essere la più brillante, ma è più probabile trovare un mercato secondario che un’altra casa non quota affatto.

Il punto di attenzione per chi confronta quote è la profondità, non la varietà. Mille mercati su una partita non valgono niente se su quattro o cinque di essi il margine è largo: la coda del listino è il posto dove si nasconde il costo più alto. Chi si costruisce una multipla con selezioni di nicchia lo verifica a proprie spese, e il modo per verificarlo è sommare i reciproci di due o tre mercati alternativi sullo stesso evento.

Il confronto tra i due marchi del gruppo, Betsson.it e Starcasino.it, fanno capo entrambi ad Azzurri Limited, non li rende un’alternativa l’uno all’altro: sono due siti con due listini, e il fatto che li gestisca la stessa concessionaria non suggerisce che le quote si allineino.

Chi cerca un catalogo da esplorare, più che due righe di prezzo, qui trova la sua casa. Chi invece gioca sempre gli stessi tre mercati troverà un listino ricco ma non particolarmente affilato su quelli.

Goldbet: il conto che si apre con SPID, e le schedine di ogni tipo

Goldbet è la concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nella sua app si giocano schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e l’apertura del conto passa anche dalle procedure di identificazione con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica.

L’identificazione è la parte da guardare, perché decide tempi. Il sistema pubblico di identità digitale toglie il passaggio della copia del documento e il rischio di un conto sospeso in attesa di validazione: chi preleva la prima volta lo apprezza più di chi non ci è ancora passato. Il rovescio della medaglia è che SPID e CIE richiedono credenziali attive, e chi non le ha si trova a fare due pratiche per giocarne una.

La struttura schedine è quella classica italiana, con i sistemi che restano un prodotto di nicchia: una quota unica su più combinazioni dello stesso numero di eventi, con un rendimento che si legge solo a tavolino. Chi li usa sa che il margine si moltiplica per il numero delle combinazioni, non per il numero dei pronostici.

Goldbet ha il pregio di non nascondere la procedura: chi ha SPID si registra in pochi minuti e la parte noiosa del confronto tra siti — la verifica del conto — non entra mai nella scelta.

Sisal: cash out e mercati di dettaglio

Sisal è la concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. Tra le giocate che l’app propone ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. A questo aggiunge il Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il Cash Out è il pezzo che una comparazione di quote deve trattare con franchezza, perché è il prodotto più frainteso del listino. Chiudere prima significa accettare la quota che la casa propone in quel momento, e quella quota è costruita tenendo conto di tutta l’informazione disponibile, cioè dell’andamento della partita: non è il tuo guadagno potenziale ridotto da una commissione dichiarata, è un nuovo prezzo su un nuovo stato del mondo. Il costo del cash out, per chi lo usa spesso, è più alto di quanto sembri leggendo il singolo importo incassato.

I mercati di dettaglio — tiri in porta, rigori, espulsioni — sono invece il posto giusto per trovare differenze reali tra le case, perché è lì che i listini si muovono in modo meno coordinato. Un rigore dato o non dato cambia un mercato che la maggior parte dei giocatori non guarda.

Sisal costruisce un’offerta per chi vuole opzioni durante la partita, non solo prima. È l’opposto del minimalismo: c’è sempre qualcosa con cui interrompere una schedina andata male, e quel qualcosa ha un prezzo.

Betfair: l’exchange dentro un sito di scommesse

Betfair è la concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., ed è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, cioè il gioco in cui il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a mettere le due parti in contatto in forma anonima. Il gioco è previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 come concessione separata.

Sul piano delle quote, l’exchange è la cosa più interessante che questa pagina incontri, e non per il motivo che si sente ripetere. Su un exchange non c’è un bookmaker che fissa il prezzo dall’altra parte: c’è un altro giocatore. Il margine del concessionario prende allora la forma di una commissione sulla vincita, non di un overround nel prezzo, e il costo si comporta diversamente — non paghi il margine in anticipo su ogni giocata, lo paghi quando chiudi in utile. È una struttura di costo diversa, non necessariamente più bassa.

C’è poi il capitolo delle regole. La documentazione di Betfair riporta regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50; una nota di stampa del 2024 riferisce che sul mercato italiano le vincite non pesano sul giocatore, con il prelievo a carico del concessionario. Le commissioni applicate e i marchi che oggi gestiscono un exchange in Italia vanno verificati direttamente sul sito.

Sull’app, oltre all’exchange, Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate. Il profilo è quello di una casa con due anime, e chi confronta i prezzi deve sapere quale delle due sta guardando.

L’exchange è un prodotto per chi ha già un’opinione precisa e vuole giocarla contro altri giocatori. Non è la porta d’ingresso per chi cerca la prima schedina, e non è nemmeno un modo per aggirare il margine: il costo cambia forma, non scompare.

Planetwin365: la diretta streaming come argomento

Planetwin365 è la concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a. e mette in vetrina gli eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È una scelta di posizionamento precisa: la differenziazione non sta sulla quota del 1X2 di Serie A, dove i listini si assomigliano, ma sul numero di eventi che puoi seguire mentre li giochi.

Per chi confronta le quote, la diretta streaming cambia il calcolo in modo concreto. Un mercato live si muove mentre lo guardi, e vedere l’evento significa reagire prima di chi legge solo il punteggio aggiornato. Su sport minori — pallavolo, tennis tavolo — la differenza tra vedere e non vedere è spesso più grande della differenza tra due margini.

Il rovescio è che nessuno guarda il tennis tavolo per caso: uno streaming utile è uno streaming di eventi che interessano davvero, e la profondità del palinsesto conta più della presenza della funzione.

Planetwin365 si sceglie per il tempo passato dentro la partita, non per il prezzo di apertura. Chi punta sui grandi campionati davanti alla televisione trova qui un argomento in meno rispetto a chi vive di sport minori.

Eurobet: il conto ordinato e la schedina sotto controllo

Eurobet è la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

My Bets è un dettaglio che sembra amministrativo e non lo è. Chi gioca molte giocate piccole — ed è il modo in cui la maggior parte dei giocatori italiani gioca — passa il tempo a controllare quello che ha in ballo, non a cercare il mercato esotico. Avere le schedine ordinate in un solo posto riduce il tempo in cui si scommette senza sapere quanto è già impegnato, che è il modo in cui una serata diventa una cifra.

Il resto del profilo è quello di una casa generalista: singole, multiple e sistemi. Non c’è nessuna funzione costruita attorno al prezzo, e dal punto di vista di un confronto di quote Eurobet va valutata sul listino e basta, senza il rumore di una funzione in vetrina.

Una casa da interno, per così dire: poche sorprese, un’architettura chiara, e un vantaggio vero per chi tiene sotto controllo la propria esposizione settimana per settimana.

Lottomatica: i grandi eventi, le quote in tempo reale

Lottomatica è la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a.: marchio diverso, stessa concessionaria di Goldbet, ma sito e concessione distinti. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il profilo è quello del «tutto quello che si guarda in televisione»: calcio italiano, coppe europee, motori. Per i mercati principali del calcio, dove il libro è affollato, è anche il posto in cui la casa ha più interesse a tenere il prezzo competitivo, perché sono i mercati che tutti confrontano prima di giocare. Fuori da lì il vantaggio si assottiglia.

Due marchi, GBO Italy, una struttura: questo non significa quote allineate, come si diceva, ma significa che chi ha giocato su uno dei due riconoscerà procedure e linguaggio dell’altro. Chi punta sui grandi appuntamenti — un Gran Premio, un derby, una serata di coppe — trova qui il palinsesto più denso della lista.

StarCasinò: la scommessa accanto al casinò

StarCasinò è la concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questo è il caso in cui la comparazione deve essere esplicita sul perimetro. Il marchio nasce come casa da casinò e la parte sportiva convive con quella; un lettore che cerca soltanto quote sportive trova qui una sezione che non è il cuore del prodotto, e nessuna funzione costruita attorno al prezzo.

Per chi gioca già su slot e tavoli, però, la prossimità ha un valore pratico: un solo conto, un solo saldo, un solo prelievo. La comodità è reale e non è una quota. Chi la scambia per un vantaggio di prezzo sta guardando lo schermo sbagliato.

La parte sportiva copre i grandi eventi ma non ha, per quello che le sue condizioni dichiarano, nessun argomento distintivo sulle quote. Chi vuole scommettere e giocare d’azzardo sotto lo stesso tetto ci sta bene; chi vuole il miglior prezzo sul 1X2 di Serie A guardi altrove nella lista.

William Hill: un bonus con la quota minima dentro

William Hill è la concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc. Nel suo Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Qui bisogna leggere le condizioni come le leggerebbe un bookmaker, perché è l’unico operatore della lista per cui le condizioni sul tema delle quote sono esplicite, e dicono molto. La quota minima di 5.00 non è un numero qualsiasi: esclude di fatto la singola ben quotata e ogni multipla corta. Per arrivare a un prezzo di 5,00 con selezioni ragionevoli servono almeno tre, quattro, cinque partite incrociate — e la soglia delle 5 selezioni è scritta esplicitamente. Il bonus diventa così un incentivo a giocare combinazioni lunghe, cioè le scommesse con la probabilità più bassa di tutte. L’erogazione in tranche da 10 € distribuisce l’importo, e ogni tranche va liberata con una nuova multipla da cinque selezioni.

Sui tempi, la finestra è di 7 giorni per il deposito, e il bonus è in denaro, non in gettoni di gioco: una differenza che conta, perché il cash si preleva. Il deposito minimo di 20 € con carta o PayPal restringe la platea dei metodi accettati per attivare l’offerta, e chi ricarica in tabaccheria lo scopre solo leggendo.

Un lettore che non gioca mai multiple lunghe pesca poco da questa offerta, e va bene così: il costo vero, qui, è la quota minima, non la condizione di puntata.

Che cosa guardare prima di aprire un conto

La sequenza giusta è più corta di quanto sembri, e conviene farla nell’ordine.

Il primo controllo è il numero di concessione nei termini, confrontato con la lista ADM. Se non torna, tutto il resto è superfluo.

Il secondo è il margine sui mercati che giochi davvero. Non un confronto generale su tutto il palinsesto, che è un lavoro da ufficio, ma due o tre mercati abituali, letti nello stesso momento su due o tre siti. Due quote osservate a un’ora di distanza raccontano spesso una differenza che non esiste.

Il terzo è il limite di deposito che vuoi impostare e quanto ci mette a scendere. Un limite che si abbassa subito vale più di un limite che si alza con calma.

Il quarto è la chiarezza delle condizioni sul bonus, se ce n’è uno, o la sua assenza. Un’offerta senza requisiti di puntata non esiste; un’offerta con requisiti scritti in chiaro è già un buon segno.

Poi c’è il controllo che nessuno fa e che separa un confronto utile da una classifica inutile: la differenza tra il payout dichiarato e quello che si calcola dalle quote esposte. Se un operatore parla di quote alte e tu sommi i reciproci trovando un margine largo, hai la risposta senza chiedere a nessuno.

E la parte che riguarda i tempi, che è quella che si scopre sempre tardi. Il conto si apre con un documento o con SPID, e senza SPID la validazione ha una finestra di trenta giorni prima che il conto venga sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre un conto per un singolo evento importante farebbe bene a fare la verifica il giorno prima, non la sera stessa.

Infine una considerazione che non è tecnica. Un limite di deposito scelto in registrazione, quando il conto non ha ancora un euro dentro e non c’è niente da recuperare, è una decisione presa a mente fredda. Lo stesso limite scelto dopo una serata storta è una decisione presa da un’altra persona, che aspetta sette giorni per essere eseguita. Quella finestra di sette giorni è il meccanismo più utile dell’intero sistema italiano, e non compare in nessun confronto di quote.

Domande frequenti sulle quote di scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si confronta il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini con quello della lista. La riga deve esistere e i due numeri devono coincidere. Va ricordato che ogni riga è legata a un solo sito .it: un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota accettata al momento della giocata: 10 € a 2,00 restituiscono 20 €, 10 € a 1,25 restituiscono 12,50 €. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la differenza tra quota e uno. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, e ogni selezione porta con sé il proprio margine.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato: il risultato è il sovrapprezzo implicito. Uno diviso quella somma dà il payout, cioè la quota di restituzione, e il margine è quello che resta. Con 1,90 su entrambi i lati di un mercato a due esiti il payout è di circa il 95% e il margine di circa il 5%.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile sugli importi depositati, come previsto dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per rialzarlo servono sette giorni. Alla stessa norma rispondono gli autolimiti su tempo, spesa e perdita, i messaggi automatici e gli strumenti di autoesclusione.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario: la posizione è quella riportata dalla stampa di settore, e per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Le vincite ottenute su siti non autorizzati sono invece considerate redditi diversi dall’Agenzia delle Entrate, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non produce alcun effetto; non ha l’obbligo degli strumenti di limite previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024; è esposto al blocco DNS da parte di ADM; e per come è formulata la Legge 401/1989, art. 4, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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