Scommesse mobile in Italia 2026: dieci app, dieci concessioni, un solo registro che decide

Updated Ottobre 2026
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Una mano che tiene uno smartphone con una scommessa sullo schermo, su un treno nel tardo pomeriggio

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni, i numeri di registrazione e le condizioni delle offerte sono state verificate sulle pagine dei termini e delle app dei singoli operatori e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il gioco online legale in Italia.

Una scommessa mobile comincia in un posto solo: l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica online. Quel foglio decide se l’app che avete appena aperto ha il diritto di esistere in Italia, e da esso discende tutto il resto — la tutela dei limiti, il registro degli autoesclusi, il prelievo fiscale, il tribunale competente se qualcosa va storto. Nelle prossime migliaia di parole esamino dieci app di dieci concessionari diversi, ne racconto il palinsesto, i metodi di pagamento, le condizioni delle promozioni e la meccanica del deposito. Prima però voglio essere chiaro su cosa questa guida fa e cosa non fa, perché la confusione su questo punto è la ragione per cui tanta gente finisce su un sito che non ha nessun titolo per accettarla.

Non troverete qui un pronostico. Nessuno, nemmeno il più bravo, sa come finisce la partita di domenica, e chi ve lo dice vi sta vendendo qualcosa. Non troverete nemmeno un invito a giocare: le dieci app che seguono sono strumenti, e come tutti gli strumenti hanno un modo giusto e uno sbagliato di essere usati. Troverete invece quello che serve davvero prima di installare qualcosa — chi ha la concessione, chi non ce l’ha, quanto costa davvero un bonus di benvenuto, quanto tempo ci mette un prelievo, e dove si controlla tutto questo con i propri occhi.

L’angolo da cui guardo la materia è la conseguenza: cosa discende da ogni regola e quando quella conseguenza arriva. Un limite di deposito impostato in registrazione non è un dettaglio burocratico, è la cifra che non potrete rimettere in gioco sabato sera. Una concessione non è un bollino, è la ragione per cui esiste un canale di assistenza obbligatorio e un registro che vi tiene fuori da tutte le piattaforme italiane se decidete di fermarvi. Un bonus del 100% non è il 100% di quello che pensate, perché c’è una condizione di puntata da rispettare, e quella condizione la paga chi gioca.

Perché l’elenco di ADM è l’unico punto di partenza

In Italia chi vuole offrire gioco a distanza non chiede una licenza: partecipa a una gara. La differenza non è terminologica. Una licenza si concede a chi rispetta i requisiti e si rinnova; una concessione si vince, dura per un periodo fissato e non si rinnova. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza proprio intorno a questo meccanismo, e la struttura che ne esce condiziona tutto quello che un’app italiana può o non può fare.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

L’articolo che conta per un scommettitore è il 6, comma 1: elenca i giochi che possono essere offerti a distanza dentro una concessione. Alla lettera a) stanno le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e su corse dei cavalli. La lettera b) copre i totalizzatori sportivi e ippici, la c) l’ippica nazionale, la d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, la e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange o «punta e banca», e la f) il bingo. Un concessionario può ottenere una o più di queste voci in qualsiasi combinazione.

Da lì viene la prima conseguenza pratica, e per me è la più importante di tutta la pagina: essere nell’elenco non significa avere un bookmaker sportivo. L’elenco di ADM non ha una colonna che dice quali giochi copre ciascun sito. Cinquanta righe, cinquantadue codici, nessuna casella «scommesse sportive sì/no». Quindi il nome sull’elenco vi dice che quel sito è legale in Italia, non che abbia un palinsesto su cui puntare. Quello lo vedete solo entrando nel sito e aprendo la sezione sport, oppure leggendo la descrizione dell’app. Chi vi presenta un confronto come prova dell’esistenza di un’offerta sportiva sta confondendo due cose diverse: una posizione in classifica non è una concessione, e una concessione non è un bookmaker.

La gara del 2025 e le 52 righe che ci sono oggi

L’ultimo bando, quello di settembre 2025, ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Le concessioni non si rinnovano: chi vince oggi sa già che tra nove anni torna a giocarsi il posto, e che nel frattempo le condizioni e il regime fiscale restano quelli fissati (art. 5, comma 3, e art. 4, comma 3, D.Lgs. 41/2024). Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

L’elenco letto il 25 ottobre 2026 contava 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Il punto che sfugge a quasi tutti: la concessione è per sito, non per società. Un unico soggetto può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. tiene Eurobet, Bwin e Giocodigitale — e ogni riga risponde per sé. Se un dominio viene inibito, gli altri dello stesso gruppo non ne risentono automaticamente.

Il numero di concessione non è un segreto custodito in un ufficio romano: gli operatori lo scrivono nei propri termini e condizioni, accanto alla ragione sociale del concessionario. È lì che si verifica in trenta secondi, ed è il controllo che consiglio di fare prima di qualsiasi altra cosa, prima ancora di leggere un bonus.

Anche la coincidenza tra marchio e società è più rara di quanto sembri. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, e Betsson come StarCasinò ad Azzurri Limited. Il marchio è il nome che vedete sull’icona; la società è quella che risponde davanti ad ADM. Non è un cavillo: quando leggete i termini di un’offerta, il soggetto che ve la propone è la società, non il marchio.

La partita si gioca su un campo solo

Quello che resta fuori dall’elenco è la parte scomoda della faccenda. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Sono marchi che conoscono tutti, che appaiono nelle pubblicità e nei risultati di ricerca con licenze estere, e che in Italia non hanno alcun titolo per accettare giocate. Le licenze straniere non hanno valore qui: ADM non le riconosce e non le vigila.

Su questo il legislatore non è stato ambiguo. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga due liste pubbliche — quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti — e che i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine di inibizione paghino da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, ma i mirror riappaiono nel giro di ore. Il verbo che si usa è «oscurati».

C’è poi il lato che riguarda direttamente chi gioca, e lo dico senza addolcirlo perché è la conseguenza più grave di tutta la pagina. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, punisce chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda, e la stessa norma sanziona anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano; quello che risulta è che la norma esiste ed è scritta così.

Il conto finale, per chi legge con attenzione: un concessionario ADM porta con sé il registro degli autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo, rischia l’oscuratamento e, per come ADM descrive la legge, espone il giocatore a una sanzione penale. Non conosco un modo di presentare la scelta come neutra, e non ci provo.

Cosa succede davvero quando impostate i limiti

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette per iscritto quello che un operatore deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è una lista di buone intenzioni: è la condizione per stare nell’elenco.

Il momento in cui tutto questo diventa concreto è la registrazione. Non dopo, non quando decidete che avete esagerato. All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. Quella scelta è la prima decisione di gioco della vostra vita da scommettitori, presa prima di aver giocato un euro, ed è anche l’unica che potete prendere lucidamente.

Come funziona il meccanismo lo raccontano i termini di AdmiralBet, ed è utile capirlo perché è la regola generale del settore. In registrazione il sistema chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La logica è evidente e difficile da contestare: togliere un freno dev’essere scomodo, rimetterlo dev’essere istantaneo. La seconda metà della frase, però, è quella che frega: chi alza il tetto il giovedì per la partita di domenica gioca la domenica con il tetto vecchio. Chi non ha letto i termini alza una cifra, non la ottiene, e non capisce perché.

L’autoesclusione, e la data che cambia le regole

Il registro delle autoesclusioni è il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. La conseguenza che conta è la sua estensione: chi entra nel RUA viene bloccato da ogni piattaforma di gioco online legale in Italia e dalle sale fisiche. Non è un blocco per singolo operatore, non è una pausa consensuale. È l’intero settore legale che vi chiude la porta insieme, ed è per questo che funziona.

Qui però il quadro si sta muovendo proprio adesso, e chi legge questa pagina nel 2026 deve saperlo. I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si era costruito in testa un blocco obbligatoriamente lungo deve rivedere il calcolo: una finestra che parte da sette giorni non è la stessa cosa di una che parte da trenta. L’articolo 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto, quindi esiste anche una versione parziale, che vi toglie per esempio il casinò lasciandovi lo sport. Il tema della tutela non si presta agli scherzi e non ne faccio: le date e le durate qui sopra sono quelle che gli operatori e ADM scrivono, e vanno lette così come sono.

Il dettaglio che molti scoprono tardi: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Se vi siete autoesclusi per 90 giorni e poi andate su un .com estero, quel blocco non vi segue. Non è una scappatoia, è la prova che l’autoesclusione è uno strumento nazionale: protegge dove ADM arriva, e da nessun’altra parte.

La ricarica in tabaccheria e i suoi paletti

Il conto di gioco si alimenta in più modi, e l’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM. Il funzionamento ha tre paletti che vale la pena tenere a mente: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione; usano gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure contanti fino a 100 € a settimana in totale; e non pagano vincite né consentono prelievi. Chi pensa di incassare una schedina vincente in tabaccheria sta confondendo la ricarica con il prelievo. L’iscrizione al registro costa all’esercente 100 € l’anno, un dato che serve solo a capire perché non tutti i tabaccai lo fanno.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. La lista di ciascun operatore sta nei suoi termini, e le differenze tra un brand e l’altro sono reali. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione resta aperta, e nessuna norma nomina le rotaie approvate.

Il margine che sta dentro ogni quota

Ogni quota che leggete contiene già il compenso del bookmaker. Non è un’opinione né una denuncia: è aritmetica, e si vede senza strumenti particolari.

Prendete un mercato 1X2 e sommate i reciproci delle tre quote. Se il risultato è 1, il mercato è equo e il bookmaker non guadagna nulla — cosa che non succede. Se il risultato è 1,05, il mercato paga indietro il 95,2% di tutto quello che è stato puntato su di esso, e il 4,8% resta all’operatore. Quel numero è il margine, ed è l’unica cosa che il bookmaker incassa con certezza su quel mercato, in qualsiasi partita, qualunque sia il risultato. Si chiama anche payout quando lo si guarda dal lato opposto: una quota di pagamento del 95% e un margine del 5% sono la stessa cosa vista da due lati, e conviene abituarsi a leggerla in entrambi i modi.

Perché vi riguarda. Un margine del 5% significa che su dieci scommesse da 10 € ciascuna, 50 € vengono trattenuti dal mercato prima ancora che il caso abbia detto la sua. Non li perdete per una previsione sbagliata: li avete già pagati entrando. Su un giro di scommesse frequente, il margine è l’avversario più costante che avrete, più costante di qualsiasi squadra.

Il secondo punto è che il margine non è uguale su tutti i mercati dello stesso operatore. Una finale di Champions con milioni di esposizione viene prezzata stretta; il numero di cartellini in Serie C viene prezzato largo, perché il bookmaker ci mette dentro il rischio che nessuno corregga il prezzo. Chi confronta due bookmaker guardando solo la quota della partita di cartello confronta la vetrina, non il negozio.

C’è anche un rovescio della medaglia che nessuno dei due lati ama raccontare. Un margine più alto non rende l’operatore un truffatore: può pagare una struttura di assistenza, un’app fatta bene, uno streaming. Un margine più basso non rende l’operatore generoso: può voler dire palinsesto magro e nessun servizio. La domanda giusta non è «quanto trattiene», ma «cosa ci sto comprando intorno». Io, a parità di prodotto, guardo il margine; se il prodotto non è pari, guardo il prodotto.

Quando la quota si spegne

Un ultimo avvertimento utile, perché ha la forma di una conseguenza. Le quote che vedete non sono verità congelate: si muovono, e si muovono contro di voi quando il denaro arriva in massa da un lato. Se avete puntato una quota e il mercato si è spostato di molto, il bookmaker può sospendere la partita o rifiutare la giocata dopo qualche secondo. È il motivo per cui un’app che conferma la scommessa nell’istante in cui la inviate vale più di un’app che ci pensa dieci secondi: dieci secondi, in un mercato live, sono un’altra quota.

Il bonus di benvenuto: chi paga il 100%

Qui il marketing fa il suo lavoro peggio che altrove, e vale la pena smontarlo pezzo per pezzo, perché il «100%» è la promessa più ripetuta e la meno capita del settore.

Il bonus di benvenuto — l’espressione è quella degli operatori — è un credito che si accende sul conto in proporzione al primo deposito. Non è denaro regalato: è denaro vincolato, e il vincolo è la condizione di puntata, che in italiano corrente si chiama anche requisito di rigioco. Dovete far girare il credito un certo numero di volte prima di poterlo prelevare, e di norma contano solo le giocate a una quota minima o superiore. Una puntata inutile per il bonus è una puntata fatta bene quanto le altre e che però non sblocca niente.

La seconda cosa che sfugge è che un bonus del 100% non raddoppia il vostro denaro in modo utile, perché la parte non ancora liberata non è prelevabile. Finché non completate il rigioco, sul conto ci sono due cose diverse: soldi vostri, che potete togliere, e credito, che potete solo giocare. Chiamare la somma delle due «saldo» è tecnicamente corretto e praticamente fuorviante.

La terza: l’offerta esiste anche se il Decreto Dignità è in vigore. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: quindi le promozioni si trovano, ma le trovate cercandole voi, non perché qualcuno le abbia pubblicizzate in TV durante la partita.

Non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto al rigioco. Importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e sono diversi da operatore a operatore. Su questo, l’unica cosa che conta è leggere la propria: la condizione che vi riguarda è quella scritta lì.

Quanto costa davvero un rigioco

Un esempio concreto, costruito su un’offerta che esiste. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Mettiamo il caso di un deposito da 100 €: il bonus è di 100 €.

Ora immaginate una condizione di rigioco ordinaria per il mercato italiano, per esempio un fattore di 6 volte sull’importo del bonus, con puntate da 10 € l’una. Il turnover richiesto è di 600 €, che equivale a 60 scommesse da 10 € ciascuna. Se accettiamo per il mercato 1X2 un margine del 5%, il costo medio atteso per completare il rigioco è di circa 30 € — il costo statistico di far girare 600 € su quel mercato, non di più. Non è una previsione su quante di quelle scommesse vincerete, ed è bene non confondere le due cose: è la media di quello che il margine trattiene su quel volume, ripetuta molte volte.

Il fattore di 6 volte non è una condizione di BetFlag: è un’ipotesi dell’esempio, perché sui termini dell’operatore non c’è un moltiplicatore che posso citare. Il conto serve a mostrare due cose che valgono per qualunque moltiplicatore. Un bonus da 100 € con rigioco è un’offerta modesta ma ragionevole, non la fortuna della settimana; e il costo del rigioco dipende dal margine del mercato su cui giocate, non dal bonus. Chi completa il rigioco su mercati larghi paga più di chi lo completa su 1X2 di un grande campionato. È la ragione per cui i termini escludono certe tipologie di giocata: quelle che vi costerebbero meno.

Vale lo stesso per i depositi piccoli, e qui l’aritmetica è semplice. Chi deposita 20 € e riceve 20 € di credito deve far girare poche centinaia di euro, e con puntate minime ci arriva in fretta; chi deposita 2.000 € per centrare il tetto dei 5.000 € deve far girare una cifra che richiede costanza per settimane, e nel frattempo il credito non è prelevabile. La taglia dell’offerta e la taglia del vostro tempo sono la stessa decisione. Le promozioni stagionali e le offerte periodiche degli operatori seguono logiche diverse — alcuni legano tutto al primo versamento, altri distribuiscono premi in corso d’anno — ma la domanda da farsi davanti a qualsiasi di esse è sempre quella: quanto devo far girare, a quale quota minima, e cosa succede se non finisco.

Dal telefono alla schedina: cosa cambia davvero

Il telefono non è una versione ridotta del sito. È il posto dove si gioca, e il progetto dell’app decide se state giocando da un professionista o da un dilettante. Ecco cosa guardare davvero.

Il primo test non è la grafica, è la testa. Una multipla a cinque eventi presa in un’app ben fatta ha i cinque eventi sotto controllo in ogni momento, con la quota che si aggiorna mentre scorrete il palinsesto. In un’app fatta male la schedina si riempie di giocate che non ricordate di aver aggiunto, e ve ne accorgete al momento della conferma. La differenza tra i due casi non è estetica.

Il secondo test è quanti tocchi servono per arrivare a un mercato. Se per trovare i cartellini dovete passare per una sezione «Altri mercati» che si apre in un menù annidato, l’app è stata progettata per vendere calcio, non per lavorare. E il terzo: la quota si aggiorna da sola? Un’app che vi mostra un prezzo vecchio per venti secondi vi sta facendo puntare su un prezzo che non esiste.

Da qui viene una conseguenza spiacevole ma utile: la qualità di un’app è in parte una funzione dell’investimento dell’operatore, e il margine di cui parlavo sopra finanzia anche questo. Non tutte le app sono uguali, e le differenze le pagate, in un modo o nell’altro.

Un’ultima cosa che il telefono ha reso normale e che valeva la pena segnalare: le notifiche. Un telefono che vibra a ogni gol e a ogni quota che sale è un telefono che vi riporta al tavolo cento volte al giorno. Le notifiche personalizzate sono un prodotto, e come tutti i prodotti vanno scelte. Chi non le regola le subisce.

La funzione che decide se l’app è un’estensione della ricevitoria

Alcune app italiane hanno una caratteristica che le app internazionali non hanno e che raramente viene raccontata: il ponte con il punto vendita. Vale la pena capirne tre versioni, perché chi ha un amico in tabaccheria, un ticket in tasca o un conto con pochi spiccioli parte da lì.

La prima versione è la prenotazione: si prepara la giocata dall’app e la si paga in negozio. Serve a chi non vuole versare denaro su un conto online ma vuole comunque giocare un evento preparato con calma, seduto sul divano, e poi passare in ricevitoria. La seconda è la verifica: si inquadra un biglietto giocato in un punto vendita e si sa subito l’esito. La terza è la gestione del conto: ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, per chi non ha un conto bancario o non vuole collegarlo.

Queste tre funzioni non sono equivalenti, e chi non ha capito la differenza tra ricarica e prelievo farà il passo falso che ho descritto nella sezione sui punti vendita: la ricarica in tabaccheria esiste, il prelievo in tabaccheria no. Un conto che accetta i contanti in ingresso e li restituisce solo via bonifico è un conto progettato per entrare, non per uscire, e questo ha una conseguenza sulla vostra disciplina, più che sul vostro portafoglio.

Cosa guardare il primo giorno

Tre controlli, in quest’ordine. Primo: il numero di concessione, che sta nei termini dell’operatore con la ragione sociale, e che va confrontato con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM. Se il numero c’è e la riga esiste, siete su un sito legale. Secondo: i metodi di pagamento effettivamente accettati per depositi e prelievi, non quelli pubblicizzati, perché PostePay e PayPal non sono disponibili ovunque allo stesso modo e il conto si svuota solo nelle modalità che l’operatore elenca. Terzo: lo stato della verifica. Un conto senza SPID va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sono tanti per chi gioca ogni domenica e pochissimi per chi apre il conto e lo dimentica.

Poi c’è l’identificazione, che è la parte che nessuno racconta. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. È il modello che l’Italia sta spingendo: l’identità digitale invece della fotocopia sfocata. Attenzione però al rovescio: SPID e CIE sono tra i metodi che alcuni operatori offrono, non uno standard uguale per tutti, e chi non ha SPID non è escluso — deve solo accettare la trafila della convalida con documento, con il conto che nel frattempo ha dei limiti operativi. Vale la pena dirlo con nettezza: in Italia il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’identificazione serve a questo prima che a qualsiasi altra cosa.

Come ho valutato le dieci app

Nessuna classifica di app è onesta se non dice su cosa ha giudicato, e su cosa non poteva giudicare. Le dieci che seguono hanno in comune una cosa che nessun punteggio può sostituire: sono i brand che compaiono sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un numero di concessione e una ragione sociale verificabili nei loro termini. Non è una classifica del mercato italiano e non pretende di esserlo. Altri concessionari esistono, e un marchio che non trovate qui non è per questo privo di concessione: semplicemente non è tra i dieci che ho guardato.

I criteri, in ordine di peso per me.

Il numero di concessione e la ragione sociale. È il primo filtro e non è negoziabile. Un numero verificabile nei termini dell’operatore e la corrispondenza con una riga dell’elenco valgono più di qualsiasi altra informazione sul brand, perché senza quello tutto il resto è irrilevante.

Il palinsesto e la copertura degli eventi. Quanti campionati, quali sport, quanti mercati. Qui la differenza tra un operatore che copre Serie A e Premier e uno che aggiunge Serie C, scacchi e politiche è una differenza di tipo, non di grado.

Gli strumenti di tutela e la loro configurabilità. Non la loro esistenza, che è obbligatoria per tutti, ma il modo in cui si impostano: limiti giornalieri, settimanali e mensili, tempi di attivazione, durate di autoesclusione.

Il conto e i pagamenti. Cosa entra, cosa esce, quanto tardi. Un conto che accetta cinque metodi in ingresso e ne offre due in uscita ha una geografia precisa, e il lettore ha il diritto di saperlo prima.

Le funzioni tipicamente mobili: cash out, streaming, scanner dei biglietti, notifiche. Sono la parte che distingue un’app da un sito ridimensionato.

Il bonus, letto come costo. Non come importo. Un bonus grande con un rigioco pesante è un secondo lavoro; un bonus piccolo con condizioni brevi è un piccolo sconto. Nella scheda di ciascun operatore questa parte la trovate raccontata, ma non è mai il criterio dominante.

Due cose che non ho messo in classifica e che dico esplicitamente. Non ho giudicato la velocità dei prelievi: non ho tempi documentati per questi dieci brand, e un numero inventato su questo tema è la bugia più dannosa che un confronto possa scrivere. Non ho giudicato la qualità dell’assistenza oltre quanto gli operatori dichiarano: un orario di apertura è un dato, la bontà di una risposta è un’esperienza che ognuno fa per sé.

Il quadro di insieme, in una tabella

Le dieci righe che seguono contengono ciò che è verificabile con una lettura: il numero di concessione, la ragione sociale che risponde davanti ad ADM, e cosa dicono i termini dell’operatore sul tema centrale di questa pagina. Il numero va confrontato con l’elenco ADM; la ragione sociale serve a capire chi c’è dietro il marchio.

Brand Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema
SNAI Concessione ADM n. 16032, Snaitech S.p.a.; sito proprio Palinsesto sportivo con singole, multiple e sistemi e funzione Cash Out, come dichiara l’app
BetFlag Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a.; sito proprio Apertura conto che rimanda anche all’identificazione con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica
Betsson Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited; sito proprio Scommesse pre-match e live con mercati 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo, come dichiara l’app
Sisal Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a.; sito proprio Requisito di conto di gioco, registrazione e prima ricarica per il bonus di benvenuto, da spendere su tutto il palinsesto
StarCasinò Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited; sito proprio Offerta sportiva sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
AdmiralBet Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l.; sito proprio Limite di ricarica, spesa e tempo di gioco in registrazione; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni
bet365 Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc; sito proprio Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione tra gli strumenti di tutela
Lottomatica Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy); sito proprio Depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; accesso con username e password
Goldbet Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy); sito proprio Depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; accesso con le credenziali di Goldbet
Planetwin365 Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a.; sito proprio Copertura dei principali campionati nazionali ed europei e di oltre 20 sport, con risultati in diretta

Tre cose saltano all’occhio. La prima è che due marchi diversi fanno capo alla stessa società: Lottomatica e Goldbet sono entrambi Goldbet Better Organization Italy, e Betsson e StarCasinò sono entrambi Azzurri Limited. Quattro righe, due concessionari. Chi pensa di distribuire il proprio gioco su più app dello stesso gruppo per «diversificare» sta diversificando l’icona. La seconda è che l’ultima colonna è un estratto dei termini, non una scheda tecnica: dove c’è scritto che si accettano PostePay e PayPal, quella è la pagina dei pagamenti dell’operatore, non un’informazione completa sui tempi o sui limiti. La terza è che l’ordine di questa tabella non è un punteggio. L’ordine delle schede che seguono, invece, è una scelta editoriale che dico apertamente: comincio dagli operatori con l’offerta più ricca di funzioni proprietarie e chiudo con quelli la cui forza sta nella copertura.

Le dieci app, una per una

SNAI: la schedina che si conta da sola

SNAI è il primo caso in cui la concessione non è solo un bollino ma una rete fisica alle spalle. Concessione ADM n. 16032, Snaitech S.p.a., sito Snai. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La parte più interessante è quella che gli operatori internazionali non hanno: con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Sembra un dettaglio, ed è invece la funzione che tiene insieme due mondi — quello di chi passa in ricevitoria e quello di chi punta dal telefono — senza chiedere a nessuno di scegliere. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’assistenza è dichiarata a disposizione 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app esiste un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.

La funzione che non ha e che sarebbe pesata: l’app non dichiara un tetto ai mercati live né uno strumento di personalizzazione del palinsesto. Il QR Code, il Cash Out e una rete di ricevitorie che copre il Paese valgono però più di un’etichetta. Il vero giudizio su SNAI è questo: è l’operatore giusto per chi gioca spesso di persona e vuole che il telefono non tagli il filo con la ricevitoria. Chi invece gioca solo live su mercati esotici troverà altrove un palinsesto più largo.

BetFlag: il conto che passa dall’identità digitale

Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sito Betflag. Due cose definiscono questo operatore, e sono di natura diversa. La prima è il Welcome Bonus Sport, pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La seconda è il percorso di apertura.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Chi ha già l’identità digitale nazionale — e in Italia nel 2026 ne hanno una in molti — chiude la pratica in pochi minuti senza fotocopie, senza attese, senza il rischio di vedersi sospendere il conto al trentesimo giorno. È l’unico dei dieci, nel quadro che ho ricostruito, per cui questo passaggio è esplicitamente documentato, e vale la pena dirlo perché è la differenza tra un conto operativo la sera stessa e un conto a metà per un mese. Il gioco, ricordo, è vietato ai minori di 18 anni.

Sul bonus: il tetto dei 5.000 € è un tetto, non un obiettivo. Un deposito da 100 € produce 100 € di credito, non 5.000 €, e chi versa cifre importanti per «centrare» il massimo si assume l’impegno di far girare una somma che richiede settimane. Il giudizio su BetFlag sta in questa asimmetria: è l’operatore più comodo per chi vuole un conto aperto bene e in fretta, e quello che richiede più disciplina a chi legge il tetto del bonus come una promessa.

Betsson: il palinsesto che non distingue telefono e scrivania

Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Migliaia di eventi è un numero che va letto per quello che è: non un record, una soglia. Sotto quella soglia l’app serve a chi segue due campionati; sopra, serve anche a chi segue il martedì sera un campionato che nessuno trasmette. La presenza dei marcatori come mercato dichiarato dice qualcosa in più: è un mercato da giocatore informato, non da passante, e non tutti gli operatori lo mettono in vetrina.

Il rovescio: la scheda non dice una parola su limiti, pagamenti o strumenti di tutela, e questo in una pagina come questa è un’informazione in sé. Non è un difetto del prodotto — le condizioni stanno nei termini dell’operatore, dove vanno cercate — ma è la ragione per cui Betsson, nel quadro di insieme, resta il brand di cui si sa meno. Chi valuta Betsson lo fa per il palinsesto, e chi valuta la tutela deve aprire i termini prima di aprire il conto.

Sisal: l’app che è un pezzo di negozio

Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito Sisal. Sisal è il caso in cui il confine tra app e punto vendita è più sottile che altrove: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente. Attenzione a leggerlo bene, perché la frase contiene due diritti diversi: la ricarica in negozio e il prelievo in negozio sono entrambi dichiarati per il punto vendita Sisal, cosa che il meccanismo generale dei punti vendita ricariche non prevede affatto.

Sul resto l’app è densa: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Si accede al conto gioco anche con Touch ID, e accanto allo sport l’app porta ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster, mentre il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Per il bonus di benvenuto servono un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

Il prezzo di questa ricchezza è la dispersione. Un’app che contiene sport, ippica, casinò, virtual e un servizio di pronostici è progettata per farvi restare, e il Touch ID — che è comodo — toglie anche quell’ultimo secondo di riflessione tra l’impulso e la giocata. Il giudizio: Sisal è la scelta di chi vuole tutto in un posto e di chi ha un punto vendita sotto casa; è la scelta meno indicata per chi ha bisogno di attrito tra sé e il pulsante di conferma.

StarCasinò: lo sport dentro un casinò

Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino. Il nome dice la verità, e non è una critica: l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il modo in cui un’offerta sportiva nasce dentro un prodotto di casinò si vede dalle parole: «principali eventi», non «migliaia di eventi»; «varie tipologie», non un elenco di mercati. È un bookmaker completo nel processo — si punta, si vince, si preleva — e selettivo nel catalogo: la Serie A c’è, la Coppa Italia probabilmente sì, il campionato minore che cerchi tu forse no.

Il giudizio sta in una domanda che il lettore deve farsi da solo: questa app è un bookmaker con un casinò intorno, o un casinò con un bookmaker dentro? Per chi gioca sport e nulla più, la risposta cambia poco e l’offerta sportiva basta per gli eventi che contano. Per chi ha già un rapporto complicato con le slot, un’app che le mette a un tocco dalla schedina è una vicinanza che non consiglierei. Nulla nella scheda parla di limiti o pagamenti; le condizioni stanno nei termini di Azzurri Limited.

AdmiralBet: i limiti che entrano in vigore per primi

Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet. Su questa pagina AdmiralBet non è un operatore qualunque: è quello di cui conosco meglio le regole interne sulla tutela, e le sue condizioni valgono come esempio concreto di quello che ADM impone a tutti.

In registrazione il sistema chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il gioco online legale in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Sul lato commerciale l’app dichiara un’assistenza clienti attiva tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00 e un Bonus prima ricarica Scommesse fino a 500 € di Real Bonus. Quel «fino a 500 €» è la stessa formula vista altrove, in scala minore: un tetto, non una promessa.

Il giudizio su AdmiralBet è il più semplice dei dieci e non riguarda i soldi: è l’operatore di questa lista di cui si conoscono meglio tempi e forme degli strumenti di tutela, e per un giocatore che vuole sapere esattamente cosa succede se alza il tetto di deposito il giovedì, questa trasparenza vale più di un bonus più grande.

bet365: decine di migliaia di mercati e una TV dentro l’app

Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365. L’app dichiara decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Tra i metodi di pagamento figurano carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app.

Gli strumenti di gioco responsabile dichiarati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non è pubblicità ed è la ragione per cui lo riporto senza commenti.

«Decine di migliaia di mercati live» è la cifra più grande di questa pagina, e va trattata con rispetto e con sospetto insieme. Rispetto, perché un catalogo di quella dimensione richiede una struttura di prezzatura che pochi hanno. Sospetto, perché il numero di mercati non dice nulla sul margine che ci sta dentro, e la Diretta TV è anche uno strumento di fidelizzazione: si guarda la partita nell’app in cui si punta. Con Apple Pay e PayPal nel paniere, il lato pratico è tra i più snelli qui.

Il giudizio: bet365 è la scelta di chi gioca molti mercati diversi e vuole vedere la partita senza cambiare applicazione. Chi punta due eventi a settimana non userà il 2% di quello che paga.

Lottomatica: i pagamenti che usa davvero la gente

Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica.it. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi il conto gioco accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

La cosa da dire su Lottomatica è che i due nomi nella riga dei pagamenti sono i due nomi che contano davvero per una larga parte del pubblico italiano: PostePay e PayPal. Non è una questione di eleganza tecnica, è una questione di quanti conti bancari le persone vogliono collegare a un sito di scommesse, e la risposta è pochi. Un operatore che prende i metodi che avete già in tasca ha risolto un problema pratico prima di voi.

Il fatto curioso è di struttura e non di prodotto: Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, la stessa società di Goldbet. Due marchi, due righe nell’elenco, due app distinte, un solo concessionario.

Il giudizio: Lottomatica è l’operatore giusto per chi vuole pagare e farsi pagare con quello che ha già, e per chi vive tra ricevitoria e telefono. La copertura è ampia ma non enciclopedica, e chi cerca il campionato esotico guardi altrove.

Goldbet: il gemello con un palinsesto più elastico

Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet.it. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it.

Che Goldbet e Lottomatica condividano la società ha un effetto pratico che vale la pena togliere di mezzo subito: due conti dello stesso gruppo non sono due conti indipendenti dal punto di vista del concessionario che risponde, e per chi pensava di distribuire il budget su due conti «diversi», la diversità è nell’interfaccia e nel catalogo, non nella concessione. Sul catalogo, la formulazione «tutti i campionati di calcio» è la più ambiziosa delle schede che ho letto, e va letta come una dichiarazione dell’app, non come una garanzia.

Il giudizio: Goldbet ha un’offerta di tipologie di scommessa — Live, Pre-match, Singole, Multiple, Sistemi — dichiarata in modo più esplicito del gemello, e questo è ciò che lo distingue in una scelta che per molti si giocherà altrimenti sull’aspetto. Chi non ha una preferenza di interfaccia guardi prima Lottomatica per la copertura dichiarata, poi Goldbet per la flessibilità del catalogo.

Planetwin365: la Copertura come unico argomento

Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La lista vale la pena leggerla com’è: Serie C e Coppa Italia sono la parte che distingue questa scheda dalle altre. Molti operatori si fermano al vertice del calcio; scendere in Serie C significa coprire le partite che interessano a chi sta a Terni o a Catanzaro, e significa un palinsesto costruito su un pubblico diverso. Le oltre 20 tipologie di sport sono un numero credibile e non gonfiato, che va letto come un catalogo ampio ma non infinito.

Fuori da questo, la scheda non dice molto altro: nessuna dichiarazione sui pagamenti, nessuna sul bonus, nessuna funzione proprietaria messa in evidenza. Non è necessariamente un male, ma è una caratteristica dell’operatore con cui il lettore deve fare i conti.

Il giudizio: Planetwin365 è l’operatore di questa lista per chi cerca una partita specifica — di Serie C, di Coppa Italia, di un campionato europeo — e trova il resto delle app troppo selettive. Per tutto ciò che sta intorno al palinsesto, invece, è la scheda con meno cose da dire, e questo pesa su chi vuole un conto completo.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice. Il controllo si chiude nei termini e condizioni dell’operatore, che indicano numero di concessione e ragione sociale del concessionario. Se il numero coincide con una riga dell’elenco, il sito ha titolo per operare in Italia.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La quota è un moltiplicatore: la vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota, il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85, la vincita è 18,50 € e il guadagno 8,50 €; in una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro in un’unica quota.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote di uno stesso mercato. Se il totale è 1,05, il mercato restituisce il 95,2% di quanto è stato puntato su di esso e il 4,8% resta all’operatore. Quello è il margine, e vale solo per quel mercato di quell’operatore.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto si sceglie un limite settimanale o mensile, e la scelta è obbligatoria per legge. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato entra in vigore dopo sette giorni. Restare nella legalità non basta: la cifra va scelta prima di giocare, non dopo.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore né dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario e l’importo arriva al netto. È la lettura riportata dalla stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di decidere, conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuno di quegli strumenti vi segue fuori: niente RUA, niente limiti obbligatori, nessuna vigilanza ADM e un foro straniero in caso di contenzioso. ADM richiama la Legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi. E il dominio può essere oscurato.

Quello che conta davvero, in fondo

Dieci app, dieci concessioni, un registro. Alla fine della pagina, quello che resta in mano al lettore non è una graduatoria di marchi, ma una sequenza di conseguenze che si verificano in momenti precisi.

La prima si verifica prima di installare qualsiasi cosa: l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico, il numero di concessione è nei termini dell’operatore, e il confronto tra i due richiede un minuto. Se il numero non c’è o la riga non esiste, tutto il resto di questa pagina non vale per quel sito — niente RUA, niente limiti garantiti, nessun ricorso in Italia, e per come ADM descrive la normativa, una sanzione penale in capo al giocatore. È l’unico controllo che consiglio di fare sempre, anche quando non si ha voglia.

La seconda si verifica all’apertura del conto. Quel limite settimanale che vi chiedono in registrazione non è una formalità: è la cifra che non potrete rimettere in gioco sabato, ed è l’unica decisione di gioco che prendete senza il sangue caldo. Abbassarlo è immediato, alzarlo richiede sette giorni, e in quei sette giorni c’è tutta la protezione che serve.

La terza si verifica alla prima promozione. Un bonus è un incarico: c’è un importo su cui girare una cifra, un requisito di rigioco, una quota minima. Chi non legge la condizione prima di versare non ha un bonus, ha un secondo lavoro non retribuito, e la taglia del tetto — 500 € o 5.000 € — non cambia la natura della cosa.

La quarta si verifica la prima volta che si preleva. Lì si scoprono i limiti veri: quali metodi escono, quanto tempo ci vuole, cosa serve. È l’informazione più difficile da trovare e la più utile, e la scheda di ciascun operatore di questa pagina dice cosa si può leggere nei suoi termini.

La quinta, se le cose si mettono male, è il registro degli autoesclusi: sette giorni, trenta, novanta o a tempo indeterminato, con effetto su tutto il gioco online autorizzato in Italia, e con la consapevolezza che fuori da quel perimetro non protegge nessuno. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è lì per questo, e non è un numero da leggere con imbarazzo.

Scegliere un’app è una decisione piccola, ripetibile e per niente definitiva: il conto si chiude, la promozione si dimentica, l’icona si cancella. Le conseguenze che ho elencato sono di tipo diverso, e nessuna di esse si annulla con un tocco. È per questo che la pagina è cominciata dal registro e finisce con i numeri dell’aiuto, e non con una classifica.

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