Siti di scommesse stranieri senza concessione ADM — quanto costa davvero giocare fuori dal sistema italiano

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le verifiche sulle concessioni citate in questa pagina sono state condotte sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

L’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che il mercato continua a chiamare «AAMS», concede il gioco a distanza per singolo sito, e il sito deve vivere su un dominio .it. L’elenco pubblico dei concessionari autorizzati è l’intera prova di chi ha una concessione, e nient’altro lo è. Non lo è un nome in una classifica, non lo è una licenza estera esibita in fondo alla pagina, non lo è la sensazione che il sito sia affidabile perché esiste da anni. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan in Italia non vale niente, nel senso letterale: non produce effetti.

Dati aggiornati al 25 ottobre 2026; le verifiche sulle concessioni citate in questa pagina sono state condotte sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Normativa italiana: cosa dice davvero l’articolo 4 della legge 401/1989

La domanda che nessuno vuole porsi in modo diretto è se giocare su un sito straniero sia un problema. Non è una questione di opinioni, ed è scritta in un comunicato che ADM ha diffuso il 28 febbraio 2024. Lì l’Agenzia ricorda che l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Poi aggiunge la parte che cambia tutto: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena rileggere la frase due volte, perché nella testa di molti lettori il rischio penale sta dalla parte di chi vende il gioco, non di chi lo compra. La norma, come l’Agenzia la espone, arriva al giocatore. Non è la clausola contrattuale di un bookmaker particolarmente severo: è il modo in cui la legge italiana guarda a chi scommette con un operatore privo di concessione. Quanto ammonti l’ammenda non è dato sapere da qui, e non risultano casi concreti di giocatori perseguiti per questo: l’incertezza sull’applicazione, però, non è una difesa. È solo incertezza.

Se quella riga pesa, conviene dire anche cosa pesa di meno. Il legislatore italiano, con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, ha riscritto l’intera architettura del gioco pubblico a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha attribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi entra, entra pagando e per un tempo definito, senza rinnovo automatico.

Perché una concessione non è una licenza: la differenza che decide tutto

Una licenza si compra, una concessione si vince. È una semplificazione, ma rende l’idea del rapporto tra lo Stato e chi gestisce il gioco, e spiega perché l’elenco ADM sia così corto.

L’articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sono sei famiglie di gioco, e un concessionario può gestirne una o più in qualunque combinazione. Il comma 3 fissa la durata della concessione in nove anni al massimo, non rinnovabili; il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando.

Il dettaglio che sfugge a chi legge solo la classifica di un comparatore: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può gestirne diversi. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, amministra Eurobet e anche Bwin e Giocodigitale. E l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi siano autorizzati su quel sito. Una riga nell’elenco non dimostra che quel bookmaker accetti scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore stesso.

L’elenco dei concessionari autorizzati: come si legge e dove finisce

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. È uno strumento più piccolo di quanto ci si aspetti, e va usato sapendo cosa non contiene.

Non contiene i nomi di Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, che al 25 ottobre 2026 non figuravano tra le 52 righe. Un’assenza, però, va letta per quello che è, e cioè un’assenza in un elenco che non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra quelli trattati qui non è per questo privo di licenza. Il contrario invece vale: una presenza nell’elenco non è una recensione, non è un giudizio sulla qualità, non è un invito. È un dato amministrativo.

Il posto in una classifica, poi, non è una concessione. Questa è la distinzione che separa una comparazione utile da un elenco decorativo, e vale la pena fissarla prima di guardare qualsiasi tabella.

Cosa può finire nel palinsesto, e cosa resta fuori

L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva. La conseguenza pratica è che si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato, e che ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto di un singolo operatore non è ricostruibile da qui, e chi vuole saperlo guarda il palinsesto di quell’operatore.

Le scommesse sugli eventi simulati hanno una definizione precisa nella lettera v): sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione oppure con un evento reale preregistrato. Stanno dentro una concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lettera a) dell’articolo 6, comma 1; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Che un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale, non è dato saperlo.

Il betting exchange è un gioco a sé: la lettera e) dell’articolo 6, comma 1 e la lettera u) dell’articolo 2 lo ammettono, il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun prelievo, perché l’imposta cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è ricostruibile qui.

Il live, infine, lo offre ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note e nessun elenco di mercati live esiste in questa sede.

Inibizione dei domini e normativa sull’accesso: cosa succede quando il sito non c’è più

Ogni tanto il sito straniero su cui si scommette smette di aprirsi. La spiegazione più comune non è un guasto tecnico e nemmeno un attacco informatico: è l’inibizione.

Il meccanismo ha una base normativa precisa. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM redige quest’elenco e i domini che vi finiscono vengono reindirizzati verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’Agenzia blocca siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Da aprile 2026 il reindirizzamento punta a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, con entrambi i metodi attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi amministra un dominio inibito lo sa prima del suo pubblico, e la conseguenza per il giocatore è molto concreta: il saldo è su un server a cui non arriva più.

Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad applicarlo. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», ed è la più onesta: non cancellati, non chiusi, oscurati. Il gioco continua sottoterra.

Sanzioni per chi non rispetta l’obbligo di inibizione

L’obbligo non pesa solo su ADM. L’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede che i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violino un ordine di inibizione imposto dall’ADM rischino una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, consultabili sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

Perché questo conta per chi legge? Perché lo stesso articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, da concordare con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il percorso più caro per il giocatore — il flusso di denaro — diventa il più sorvegliato, e la comodità di ricaricare come si vuole diventa la prima cosa a sparire.

Gioco responsabile e prevenzione: la parte che si scopre solo quando serve

Il gioco responsabile, sui siti con concessione, non è una pagina di consigli. È un insieme di obblighi che il concessionario deve rispettare e che il giocatore trova dentro il proprio conto, spesso senza averli mai aperti.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li elenca: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Un dato sorprende chi pensa che la pubblicità del gioco sia un Far West: quel milione di euro è un tetto, non un obiettivo, e vale come misura di quanto lo Stato pretenda in cambio della concessione.

Limiti di deposito scelti in registrazione, e perché sono l’unico freno reale

L’articolo 15, comma 1 prevede i limiti di deposito, ma il momento in cui diventano concreti è la registrazione: il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo si aspetta sette giorni. Nei termini di Admiralbet la richiesta è più articolata: in registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche lì un limite ridotto vale subito mentre uno aumentato decorre dopo 7 giorni.

Quella settimana è la parte più intelligente dell’intera architettura. Mette un attrito esattamente dove serve, cioè nel momento in cui una persona vuole alzare il tetto dopo una perdita. Un sistema che permetta di alzare il limite in due clic non è un sistema di tutela, è un modulo da compilare.

La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è nota, e in generale non esiste un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite scelto in registrazione. Chi cerca il «limite di legge» non lo troverà, e chi pensa che il mercato italiano sia più restrittivo di quello straniero su questo punto si sbaglia nel modo più costoso: sul sito straniero non c’è nemmeno il limite che ci si è scelti.

RUA e autoesclusione: l’interruttore che vale solo dentro il sistema italiano

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e ha una proprietà che nessun sito straniero può replicare. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e copre anche le sale fisiche.

I termini di Admiralbet descrivono una prima versione dell’autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La forchetta ampia è la novità che conta: 7 giorni per chi vuole solo staccare, 270 per chi ha capito di avere un problema, e una via senza scadenza per chi non vuole più pensarci.

La crepa, e non è una crepa piccola, è che i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso e ha ancora un conto su un dominio .com non è protetto: la propria stessa richiesta di autoesclusione, su quel sito, non esiste. Il registro copre il sistema autorizzato e si ferma lì. Chi vuole una tutela che lo segua ovunque deve costruirsela con i filtri di navigazione e con gli strumenti di blocco del proprio dispositivo, perché nessun registro statale lo seguirà fuori dai confini.

Identità, età e conto di gioco: cosa viene chiesto prima di puntare

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e l’età minima è 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Le procedure di apertura si sono evolute e vale la pena guardarle da vicino, perché dicono quanto il sistema italiano sia cablato sulle identità digitali. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Admiralbet apre il conto con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Il prezzo di questa architettura è chiaro: più frizione, più documenti, più tempo tra il desiderio di scommettere e la prima puntata. Ed è anche il motivo per cui le vincite di un concessionario italiano non finiscono in una dichiarazione dei redditi complicata, come si vede più avanti.

Come si valuta un operatore straniero: criteri per non pagare due volte

Chi valuta un bookmaker straniero parte di solito dalle quote. È il criterio sbagliato per primo, perché la quota è la cosa più facile da copiare e la più difficile da difendere, e perché su un sito non autorizzato il vantaggio di quota è spesso il modo in cui si recupera ciò che si è perso in sicurezza.

I criteri che reggono una decisione sono altri quattro, e nessuno è visibile nella home page.

Il primo è la presenza di una concessione ADM per quel dominio .it, verificata sull’elenco dei concessionari autorizzati e non sulla fiducia che ispira il sito. Il secondo è il costo di uscita: come e quando si preleva, che documenti servono, cosa succede se il conto non è convalidato entro i termini. Il terzo è la protezione già dentro il conto, cioè limiti di deposito, autoesclusione, RUA, canale di contatto. Il quarto è la giurisdizione: dove finisce una contestazione, a quale autorità si scrive, quale lingua si usa.

Su un sito senza concessione il quarto criterio è vuoto, e non è una questione di sfortuna. Una licenza di Curaçao, Malta o Anjouan non ha alcun valore in Italia: non esiste un percorso di reclamo verso ADM, non esiste un’Autorità italiana che risponda per quel marchio, non esistono i 52 codici di concessione da citare in una contestazione. Quando qualcosa non funziona, il foro competente è quello che il contratto indica, e spesso è un tribunale che il giocatore non raggiungerà mai.

Questo non significa che il mercato italiano sia un paradiso; significa che ha un indirizzo.

Il margine del bookmaker: il costo che nessun bonus mostra

Il margine è la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su un mercato, e si calcola come 1 meno la quota di payout, dove la quota di payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti di quel mercato. È la ragione per cui una quota non è mai la probabilità di un evento: le probabilità implicite di tutti gli esiti, sommate, superano sempre il 100 %, e la differenza è il prezzo del servizio.

Su un sito straniero questo prezzo raramente viene mostrato, e quasi mai è oggetto di un articolo. Eppure è l’unico costo che si paga sempre, su ogni giocata, anche quando si vince: un bonus di benvenuto generoso su un mercato con margine alto si restituisce da solo, puntata dopo puntata, prima che il bonus sia finito. Il confronto tra due operatori che non guarda il margine sta confrontando le decorazioni.

Fondamenti: come funziona davvero un sito di scommesse straniero

Chi arriva a cercare un sito estero di solito porta con sé un’idea semplice: sono gli stessi bookmaker, con le stesse regole, soltanto registrati altrove. Non è così, e le differenze non stanno nei dettagli.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Un sito di scommesse straniero che accetta giocatori italiani opera senza concessione ADM, fuori dal sistema autorizzato, e questo produce una serie di conseguenze a catena. Non è nel RUA, quindi un’autoesclusione chiesta altrove non lo tocca. Non ha l’obbligo di spendere lo 0,2 % dei ricavi in campagne di gioco responsabile, e non è vigilato da ADM. Non offre il canale di contatto che l’articolo 15, comma 1, lettera f) impone ai concessionari. Il suo dominio è esposto all’inibizione, con l’effetto che un conto può diventare irraggiungibile senza preavviso. E le sue vincite, per come l’Agenzia delle Entrate legge la materia, seguono un percorso fiscale diverso.

A questo si aggiunge il profilo penale del giocatore, che l’ADM richiama esplicitamente e che è la ragione per cui questa pagina non nomina nessun marchio privo di concessione: descrivere il fenomeno è un conto, fare pubblicità a un operatore non autorizzato è un reato che la legge 401/1989 punisce.

Quello che resta, togliendo tutto, è un prodotto che costa meno in frizione e più in ogni altra voce.

Dalla registrazione al prelievo: il percorso su un sito con concessione

Un lettore che non ha mai aperto un conto di gioco italiano troverà utile sapere in che ordine succedono le cose, perché l’ordine è già una forma di tutela.

Si comincia dalla registrazione: dati anagrafici, codice fiscale, e la scelta del limite di deposito settimanale o mensile, che è il primo vero impegno preso con sé stessi. Poi l’identificazione: caricamento di un documento o accesso con SPID di livello 2, con il conto da convalidare entro 30 giorni se non si passa dall’identità digitale. Segue il primo deposito, con gli strumenti che ogni operatore elenca nei propri termini — carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso tabaccai come SisalPay e Mooney.

Un canale merita una spiegazione a parte, perché è poco conosciuto e molto regolato. I punti vendita ricariche — tabaccherie e ricevitorie — sono previsti dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica, che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercizio. È il tipo di dettaglio che dimostra come il sistema autorizzato sia costruito per lasciare una traccia, e la traccia è esattamente ciò che rende possibile contestare qualcosa.

Infine il prelievo, che è il momento in cui un operatore mostra il suo vero carattere. Le condizioni di conto non convalidato mostrano già la prima trappola: un prelievo bloccato non per cattiva volontà, ma perché l’identificazione non è stata completata entro i termini. Chi guarda solo la quota non arriverà mai a leggere quella riga.

Il contatto con note di colore locali — dal Cash Out di Sisal alla sezione «Virtuali», dall’ippica agli eventi di spettacolo nel palinsesto di qualche operatore — è ciò che distingue un bookmaker italiano da un bookmaker generico, ed è la parte che si apprezza solo dopo qualche mese d’uso. Non è una ragione per scegliere un sito estero; è una ragione per dare un’occhiata al palinsesto, che si legge gratis e senza registrarsi.

Classifica e confronto: dieci concessionari, codici e condizioni

Prima della tabella, una precisazione che decide come leggerla. Ogni marchio qui sotto è un operatore con concessione ADM su dominio .it, e il numero di concessione appartiene al sito, non al gruppo: la concessione è rilasciata per sito, e una società può amministrarne più di uno. La società concessionaria, poi, quasi mai porta il nome del marchio — lo si legge nella riga di licenza che accompagna ogni scheda. Un paio di questi marchi sono nati come casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo.

Nessuno di questi dieci numeri è una raccomandazione, e la lista non è esaustiva del mercato: altri concessionari esistono e non compaiono qui. Quello che la tabella fa è dare al lettore un punto di partenza verificabile, perché un codice di concessione si controlla in trenta secondi sull’elenco ADM.

Marchio Numero di concessione e concessionaria Che cosa dicono i termini o la scheda dell’operatore
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket (scheda dell’app)
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live (scheda dell’app)
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € (termini dell’operatore)
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica (scheda dell’app)
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto anche tramite identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica (termini dell’operatore)
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo (scheda dell’app)
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € accredito immediato con registrazione SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore (termini dell’operatore)
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò (scheda dell’app)
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live (scheda dell’app)
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e coppe europee, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta (scheda dell’app)

La colonna che salta subito all’occhio è l’ultima, ed è anche quella che va letta con più diffidenza. Un marchio mostra il numero di eventi, un altro i mercati, un terzo il percorso di identificazione, un quarto un bonus: non è una classifica mascherata, è la fotografia di che cosa ciascun operatore sceglie di mettere davanti. Le case nate sul casinò parlano di slot e di live; i marchi sportivi parlano di campionati e di streaming. La terza colonna raccoglie quello che i termini o la scheda dichiarano, e le fonti sono l’operatore stesso o la descrizione della sua app negli store: chi decide guarda lì, e poi verifica il codice nell’elenco ADM.

Manca una colonna che molti comparatori mettono in evidenza, e manca di proposito: quella delle quote. Le quote cambiano di ora in ora, e una tabella di prezzi senza data è già falsa quando si finisce di leggerla. Le pochissime cifre di quota che questa pagina usa sono esempi aritmetici dichiarati come tali, e non prezzi di nessun mercato reale.

Come usare questa lista senza farsi male

Il modo utile di leggere un confronto come questo è partire dalla fine. Si prende il marchio che interessa, si scrive il suo codice di concessione, si verifica che la riga esista nell’elenco ADM, e solo dopo si guarda l’offerta. Sembra l’inverso di quello che fanno tutti, ed è per questo che funziona.

Poi si va nei termini e si cercano tre righe specifiche: il limite di deposito scelto in registrazione e i tempi per modificarlo, le condizioni di convalida del conto e i documenti richiesti per il prelievo, la presenza dell’autoesclusione e il suo funzionamento. Sono noiose, e sono le uniche che contano nel giorno in cui qualcosa non va. Un operatore che scrive chiaramente come abbassare e come alzare il limite, come farsi escludere e come chiudere il conto sta facendo la cosa più utile che un bookmaker possa fare per il lettore, e non è la stessa cosa di un operatore che scrive «gioco responsabile» sopra un link.

Quanto costa davvero: un calcolo, non un’opinione

Il costo di un’offerta non è il deposito, e non è la quota. È la somma tra ciò che si paga in margine e ciò che si paga in attrito, e su questo la pagina può fare il conto invece di limitarsi a invitare alla prudenza.

Il conto riguarda un lettore che rispetta un limite di deposito settimanale di 100 € scelto in registrazione e li gioca una volta sola, su un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 e 1,90. Sono cifre esemplificative, non prezzi quotati da nessun operatore, e il mercato a due esiti è una semplificazione comoda per mostrare la meccanica.

La quota di payout di quel mercato si ottiene da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, e vale circa 0,95; il margine del bookmaker è quindi di circa il 5 %. Su un giro completo, cioè 100 € puntati ripartiti sul mercato, il margine trattiene in media circa 5 €, e il valore atteso per il giocatore è di circa −5 € sul giro. Il risultato va letto come una forchetta: su un mercato con margine del 5 % il costo medio di un singolo giro da 100 € sta tra 4 e 6 €, mentre un mercato più carico — margine intorno al 10 %, come capita su nicchie meno liquide — porta lo stesso giro a 9-11 €. È una stima statistica, cioè una media su molte puntate ripetute con quelle ipotesi, e non promette né vieta nulla su una singola giocata: chi punta 100 € una volta sola può vincere, può perdere, e il margine non gli garantisce alcuno dei due esiti.

Due implicazioni seguono da lì e meritano più attenzione del calcolo.

La prima è che il margine è un costo certo e il bonus è un’incertezza. Un bonus di benvenuto viene descritto come denaro in più; il margine è denaro in meno, su ogni giro, senza eccezioni e senza scadenze. Un’offerta che non si porta dietro un margine più alto del normale vale qualcosa; un’offerta che lo alza sta spostando denaro dal giocatore al banco con un nome diverso.

La seconda è che la voce più cara di tutte non si vede in nessun conto, ed è il rischio di credito. Su un sito senza concessione il margine può sembrare più basso e il bonus più ricco, ma il conto è esposto all’inibizione del dominio, e il saldo sta su un server che ADM non riconosce e che nessuna autorità italiana può ordinare di rendere. Su 100 € di gioco settimanale, il costo medio di margine è qualche euro; un saldo di 500 € su un dominio inibito è una perdita che può essere intera. Le due cifre non stanno nella stessa tabella, e chi confronta un margine del 5 % con uno del 4 % sta confrontando due numeri veri e una scala sbagliata.

Chi vuole fare il conto sul proprio caso non ha bisogno di altro: si prende il totale che si punta in un anno, si moltiplica per il margine del mercato su cui si gioca più spesso, e si guarda il risultato come si guarda il costo di qualunque servizio. È la cifra che il marketing non mette in vetrina, ed è quella che si paga sempre.

I siti di questo confronto, uno per uno

Dieci schede, dieci codici, dieci risposte alla stessa domanda: che cosa ottiene il lettore da questo marchio e a che condizioni. Nessuna scheda è un invito, nessun numero è una previsione, e nessuna di queste società è l’unica cosa che esista sul mercato italiano.

Sisal: il catalogo più fitto, e il Cash Out che apre la strada

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 e opera sul proprio dominio .it. I numeri della sua app sono i più alti di questo gruppo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È una scala che si sente nei pomeriggi senza partite di cartello, quando il palinsesto può ancora offrire qualcosa.

La parte interessante è però la meccanica. L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, e tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le scommesse su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, ed è quella che cambia il costo reale dell’operazione: un Cash Out accettato a metà partita è denaro che rientra, e il prezzo che si paga per averlo è la rinuncia al resto della quota.

Il giudizio, e non è un complimento vuoto: sul mercato italiano Sisal è probabilmente il primo indirizzo per chi cerca varietà di mercati senza cambiare operatore. Chi punta due euro e vuole il mercato oscuro — un’espulsione, un tiro in porta — lo trova qui. Chi cerca prelievi immediati o condizioni di conto più semplici non ha da questa scheda alcuna garanzia, e farà bene a leggere i termini prima di fare il primo deposito.

Lottomatica: palinsesto enorme, sostanza da leggere nei termini

La concessione ADM n. 16010 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che opera su Lottomatica. È uno dei casi in cui il nome del marchio non dice nulla della società concessionaria, ed è la ragione per cui la riga di licenza va cercata sempre, non solo sui marchi poco noti.

La scheda dell’app disegna un catalogo largo: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La copertura delle competizioni maggiori è senza buchi visibili, e lo streaming è la funzione che rende utile il live a chi non ha un secondo schermo.

Il punto debole di una scheda così è che descrive tutto e non dice nulla su ciò che accade dopo la puntata. Le condizioni di conto, i tempi di prelievo, i documenti richiesti: sono nei termini, e finché non si sono letti, la larghezza del palinsesto resta un’ipotesi. Chi gioca molto live trova qui quello che cerca; chi gioca poco e non vuole sorprese al momento di ritirare dovrebbe leggere prima, non dopo.

NetWin: il bonus semplice, e i suoi numeri veri

Netwin Italia S.p.a. opera su Netwin con la concessione ADM n. 16035, e la sua offerta di benvenuto è la più leggibile di questo confronto. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Due dettagli della scheda meritano di essere detti per come sono scritti: si tratta di un bonus reale, non di un gettone da giocare e basta, e l’accesso è riservato a chi ha il conto verificato. La soglia dei 20 € esclude chi voleva provare con cinque euro, ed è una scelta legittima che va conosciuta prima e non scoperta al primo versamento rifiutato.

Il giudizio: questa è la scheda con l’offerta meno complicata del gruppo. Un 100 % fino a 50 € non fa ricchi e non fa nemmeno perdere tempo, e per chi vuole assaggiare un operatore italiano con una cifra bassa è una porta d’ingresso sensata. Chi cerca un bonus capace di coprire mesi di gioco non lo troverà qui, e chi punta a cifre alte troverà il tetto dei 50 € la prima cosa da considerare.

Eurobet: un palinsesto che va oltre lo sport, e lo dice

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 su Eurobet. La forbice dei mercati è la più larga del gruppo, e non solo per sport: l’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.

Gli ultimi due capitoli sono la parte che divide i lettori. Chi guarda Eurobet per il golf e per il ciclismo trova una copertura che altri operatori non offrono con questa ampiezza. Chi non capisce cosa c’entri un reality show con una schedina avrà l’impressione che l’operatore stia inseguendo pubblico a caso, e un’impressione del genere, su un bookmaker, è già un’informazione.

Il giudizio: è la scheda più interessante per chi vuole giocare dove quasi nessuno guarda, e la meno interessante per chi vuole un bookmaker focalizzato sullo sport e con una gerarchia chiara tra i mercati. La concessione è quella di un operatore storico del mercato italiano, e questo, con il resto, basta a inquadrarlo.

BetFlag: l’identificazione come servizio, non come ostacolo

Betflag S.p.a. opera su Betflag con la concessione ADM n. 16008, e la sua particolarità sta nella porta d’ingresso. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Sembra un dettaglio tecnico e non lo è. Chi ha già SPID o CIE non deve caricare fotografie di documenti, non aspetta la convalida, e non corre il rischio di trovarsi il conto sospeso entro i 30 giorni perché una scansione era illeggibile. È il tipo di scelta che costa all’operatore una fetta di iscrizioni e rende il percorso più corto a chi resta: nessun marchio offre l’identità digitale per bontà d’animo.

Il giudizio: rispetto alle schede che precedono, BetFlag vende meno spettacolo e risolve un problema concreto. Chi si iscrive a un bookmaker per la prima volta e vuole il conto operativo il prima possibile trova in questa scheda una risposta che le altre non danno. Chi cerca un catalogo sterminato non è arrivato al posto giusto, e conviene che lo sappia subito.

Betsson: la scheda internazionale con radici italiane

Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16027 su Betsson, e questa riga di licenza è la più interessante delle dieci, perché mostra come un marchio dall’aria internazionale sia in realtà un operatore italiano a tutti gli effetti quando serve al giocatore italiano che sia tale.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una lista di prodotti standard, e la presenza della combo dice che l’operatore ha costruito qualcosa per chi ama legare due o tre esiti in una giocata sola.

Il giudizio: questa scheda è quella che sceglierei per un giocatore che vuole provare un marchio dall’aria diversa senza uscire dal sistema delle concessioni. Azzurri Limited amministra anche StarCasinò, concessione n. 16026, e chi legge le due schede di seguito dovrebbe notarlo: due brand molto diversi per posizionamento, un solo gruppo dietro. Non è una colpa e non è nemmeno un vantaggio particolare; è una cosa che il confronto deve dire.

William Hill: dieci o cinque euro, a seconda di come entri

William Hill Malta Plc opera su William Hill con la concessione ADM n. 16044. Il suo Benvenuto Sport ha due binari, e il percorso scelto dal giocatore ne decide l’importo: accredito immediato di un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, oppure bonus di verifica da 5 € con la registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Cinque euro di differenza tra due percorsi di identificazione sono una misura precisa di quanto l’operatore valuti il tempo risparmiato. Il messaggio implicito è che la verifica manuale costa, e costa al cliente prima che all’azienda. Chi ha SPID incassa la differenza in pochi secondi; chi non lo ha deve caricare i documenti entro 96 ore, e chi sbaglia a caricarli non prende nulla.

Il giudizio: è la scheda più chiara del gruppo su come i requisiti di identificazione si traducano in denaro, ed è anche quella con l’importo iniziale più basso del confronto. Chi si accontenta di pochi euro e non ha fretta può prendere il percorso manuale, ma sta pagando in tempo una differenza che con SPID sarebbe già sua.

StarCasinò: casinò prima, scommesse dopo

Azzurri Limited amministra anche StarCasinò con la concessione ADM n. 16026, e la scheda è esplicita sull’ordine delle priorità: l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’«accanto» non è un dettaglio retorico. Il prodotto nasce sul casinò e il bookmaker è l’aggiunta, il che si traduce in un catalogo che copre gli appuntamenti principali e non le nicchie, e in un’interfaccia che porta l’utente verso giochi diversi dalle scommesse.

Il giudizio: questa è la scheda che il lettore interessato solo a scommettere sportive può ragionevolmente saltare. È qui perché fa parte del gruppo che amministra marchi diversi, e perché un confronto serio non nasconde le differenze di natura: chi ha una disciplina ferrea e scommette solo sport non ci perde nulla, chi sa di essere attratto dalle slot farebbe meglio a guardare altrove, e sta a lui sapere in quale gruppo sta.

bet365: partner della Champions, e la prova che conta

Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 su bet365. La scheda è quella che più insiste sull’autorità: bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.

Un partenariato con la massima competizione europea per club non è una concessione italiana e non dice nulla sui termini di conto, ed è proprio per questo che va tenuto separato nella testa del lettore. Serve a raccontare la scala dell’operatore, non le condizioni che il giocatore troverà firmando.

Gli strumenti di gioco responsabile elencati da bet365 — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione — sono, nella loro elencazione, quelli che ADM impone ai concessionari. Per chi risiede in Italia la scheda indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e quella riga, su un operatore di dimensioni internazionali, è la parte della scheda che parla al lettore piuttosto che al mercato.

Il giudizio: è il marchio con la visibilità più alta del gruppo e con un palinsesto che copre sport poco battuti come freccette e ippica. La notorietà è un vantaggio di comodo, non una garanzia: la concessione n. 16030 è la garanzia, e sta su una riga che quasi nessuno legge. I limiti di versamento e l’autoesclusione esistono e sono la parte da aprire per prima, perché sono l’unica cosa che resta quando la partita è finita.

Planetwin365: la scheda del calcio, con l’ampiezza che serve

Pwo S.p.a. opera su Planetwin365 con la concessione ADM n. 16007, la più bassa del gruppo. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La presenza della Serie C dice più di tutte le altre sigle. È il campionato che i grandi palinsesti internazionali tendono a saltare, e chi lo copre sta dichiarando di voler servire il tifoso italiano medio e non quello dei grandi club.

Il giudizio: per chi scommette quasi sempre sul calcio, in questa lista la scheda di Planetwin365 è quella con il rapporto più diretto tra ampiezza di copertura e semplicità di prodotto. Più di 20 sport bastano a togliere l’impressione di un bookmaker monoculturale, e le coppe europee completano il quadro. Chi cerca il casinò, lo streaming spettacolare o il bonus più ricco del gruppo non è qui; chi cerca il pallone, sì.

La riga che manca a ogni scheda

Su tutte e dieci queste schede manca la stessa cosa, e manca perché non si può scrivere. Le quote cambiano di ora in ora, i margini con loro, e un confronto di prezzi senza data di rilevazione è un documento falso appena lo si finisce di leggere. Un comparatore che mette una quota accanto a dieci marchi sta stampando un numero che non vale più, e il lettore che decide sulla base di quel numero ha deciso sulla base di un errore.

Quello che si può fare, invece, è guardare le quote direttamente nel giorno in cui si gioca, su due o tre operatori insieme, sullo stesso mercato e sullo stesso esito. Il margine del mercato si calcola in un minuto con una calcolatrice e racconta più cose di dieci recensioni. Non è l’unico criterio, ma è l’unico che si aggiorna.

Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il primo è che l’ADM inibisce i domini che offrono gioco illegale reindirizzandoli a una pagina di avvertimento: il saldo può diventare irraggiungibile senza preavviso. Il secondo è che una licenza estera non ha alcun valore in Italia. Il terzo lo documenta ADM stessa: il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione collegato a un dominio .it. La società concessionaria spesso non porta il nome del marchio: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, amministra i marchi Eurobet, Bwin e Giocodigitale. L’elenco non indica però quali giochi siano autorizzati su quel sito, quindi va aperto anche il sito dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione ed estende i loro effetti a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui sono state presentate, oltre che alle sale fisiche. I termini di Admiralbet descrivono durate da 7 a 270 giorni oppure indeterminate, con revoca possibile dopo 9 mesi. I siti senza concessione non sono collegati al registro.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM ne cura l’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile già in registrazione: le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, un limite ridotto ha effetto immediato e per aumentarlo si attendono sette giorni. Nei termini di Admiralbet la scelta riguarda ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra del limite che l’ADM fissa nel bando di gara non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta unica grava sul concessionario e non sul giocatore, che riceve la somma netta: secondo la stampa di settore non c’è dichiarazione da fare, ma la materia va verificata con un commercialista. Sui siti esteri, per come l’Agenzia delle Entrate legge la questione, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.

Quello che resta da pagare

Il lettore che ha letto fin qui sa che la scelta tra un bookmaker italiano e un sito straniero non è una scelta tra un’offerta buona e una cattiva. È una scelta tra due pacchetti di costi, e i due pacchetti non sono simmetrici.

Da una parte ci sono più documenti, più attesa, un limite di deposito che ci si è scelti e che non si alza in due clic, un registro statale che può bloccare la propria voglia di giocare su ogni piattaforma autorizzata, un margine del bookmaker che si paga su ogni giro. Dall’altra parte ci sono meno frizione, un’interfaccia più comoda, e poi un dominio che può sparire, un saldo su un server che nessuna autorità italiana riconosce, nessun registro che raccolga un’autoesclusione, nessun foro italiano per una contestazione, e un’esposizione penale che l’ADM stessa ha messo per iscritto nel febbraio 2024.

Il calcolo onesto è questo, non un altro: 5 € di margine su 100 € di gioco sono un costo chiaro, misurabile e sostenibile; un saldo perso su un dominio oscurato è un costo che non si misura in percentuale. Chi vuole comunque guardare fuori dal sistema delle concessioni ha diritto a farlo, ma deve sapere che sta comprando un prodotto con una copertura diversa, e la copertura non è un dettaglio contrattuale: è la ragione per cui il prodotto esiste. Un comparatore che non lo dice sta vendendo, non confrontando.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»