Scommesse estere dall'Italia: cosa rischia chi punta fuori dalla concessione ADM

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Il modo più veloce per capire cosa sia un sito di scommesse estero, e cosa costi, è guardare due elenchi pubblici. Il primo è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS): alla lettura del 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo indirizzo .it. Il secondo è l’elenco dei domini inibiti, quello che trasforma un indirizzo in una pagina di avviso. Fuori da queste due liste c’è un mercato che funziona, si trova con due parole su un motore di ricerca e, per chi ci punta dei soldi, ha una struttura di costi e di rischi che quasi nessuna pagina promozionale racconta.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Questo è il punto di partenza e anche la conclusione: le scommesse su un sito estero non costano solo la quota che si paga. Costano le tutele che un concessionario italiano è obbligato a metterti in mano — il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, i limiti di deposito scelti in registrazione, la vigilanza ADM, un foro italiano per una controversia — e costano, nella lettura che l’ADM stessa dà della legge, l’esposizione penale che l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 riserva al partecipante.

Verificato il 25 ottobre 2026 contro l’elenco dei concessionari ADM, gli elenchi dei siti inibiti dell’Agenzia e delle Dogane e dei Monopoli e i termini e le condizioni dei dieci operatori qui recensiti — Ottobre 30, 2026.

L’angolo di questa pagina è il costo, non la curiosità. Chi cerca un bookmaker estero cerca quasi sempre una cosa sola: una quota più alta, un mercato che qui non c’è, o un bonus che sembra più generoso. È una ricerca legittima e vale la pena farla bene. Ma la differenza tra un concessionario italiano e un .com che accetta giocatori italiani non è una differenza di quote: è una differenza di infrastruttura legale, e l’infrastruttura è quello che paghi quando qualcosa va storto. Un prelievo che non arriva, un conto bloccato, una controversia su una giocata, un momento in cui decidi che hai giocato troppo — in ognuno di questi frangenti il sito estero è dall’altra parte di un confine, e tu sei solo.

Vale la pena dirlo subito e senza giri di parole: esistono operatori con licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — che prendono giocatori italiani, che hanno app curate e che non nascondono niente. Sono, dal punto di vista dell’ordinamento italiano, soggetti senza titolo per raccogliere gioco nel nostro Paese. Nessuno di loro viene nominato in questa pagina, e non è una censura: è che descrivere il bonus, i metodi di deposito e i mercati di un operatore non autorizzato equivarrebbe a fargli pubblicità, che è esattamente la condotta che l’articolo 4 della legge 401/1989 punisce. La pagina descrive il fenomeno, i suoi costi e i suoi rischi, e mette a confronto dieci concessionari con concessione ADM.

Cosa vuol dire scommettere su siti esteri: la normativa che decide tutto

Una concessione si assegna, non si compra

Il mercato italiano non ha licenze aperte. Ha concessioni, assegnate con gara pubblica, e il quadro è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La differenza tra una licenza aperta e una concessione non è terminologica: con una licenza basta rispettare i requisiti, con una concessione bisogna vincere un tender. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’articolo 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: alle lettere a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; c) l’ippica nazionale; d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; f) il bingo. Il comma 3 fissa la durata: al massimo nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM determina nella gara; l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 congelano le condizioni di concessione e il regime fiscale per tutta la durata.

Nove anni senza rinnovo e condizioni congelate. Sono due dettagli tecnici che spiegano perché il numero di concessioni è quello che è: chi entra lo fa con una prospettiva lunga e una barriera d’ingresso alta. Ed è una barriera che il giocatore non vede, ma paga — un operatore che ha investito milioni per un titolo di nove anni ha interesse a restare dentro le regole, perché perderlo significa perdere tutto.

L’elenco dei concessionari e il suo limite

L’elenco che conta è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici 16000–16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è il primo controllo da fare quando qualcuno ti propone un marchio.

Il secondo controllo è meno ovvio e quasi nessuno lo fa. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto per le scommesse sportive, il poker e i giochi di abilità, i giochi di tipo casinò, il betting exchange e il bingo. Stare in quell’elenco, quindi, non dimostra da solo che il marchio offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. Il rovescio è altrettanto vero e vale la pena scriverlo chiaro, perché è la trappola più frequente in questi confronti: la presenza in una classifica non è una concessione. Una pagina che mette un marchio al primo posto non gli ha conferito nulla, e un marchio assente dalle nostre dieci schede non è per questo privo di concessione. Il mercato è più grande di dieci nomi.

Un terzo dato, che qui serve come cronaca e non come accusa: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco.

Giurisdizione: la licenza straniera non vale a Roma

Qui si tocca il punto che rende il tema scomodo. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 organizza il sistema: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali collegati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

Il quadro normativo ha un nome preciso anche per chi pubblicizza. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM lo applica, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il che ci porta alla regola che riguarda il lettore e non il media. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come l’ADM stessa ha riassunto il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero — e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda non è indicato, e non risulta alcun procedimento penale effettivo a carico di un giocatore.

Che cosa se ne fa, il lettore, di questa informazione? Non è un avvertimento di comodo, è il contrario di quello che si legge di solito: si dice spesso che «tanto, giocare è il giocatore non è reato». La posizione ufficiale dell’Agenzia dice altro, e la dice con una frase che nomina il partecipante. Questo non è un parere legale e non sostituisce un avvocato: è quello che l’autorità di vigilanza scrive in un comunicato. La differenza di giurisdizione, che nel racconto dei siti esteri passa per una questione tecnica di server, ha un lato che ti riguarda direttamente.

Quando il sito oscurato sparisce e i mirror tornano

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. L’ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’elenco più recente dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il meccanismo del blocco opera a livello DNS, e questo produce l’effetto che il lessico comune riassume con una parola sola: oscurati. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta.

Il problema, per chi conta su questa misura, è la tenuta nel tempo. I mirror ricompaiono nel giro di ore, e il blocco non è istantaneo su tutti i fornitori: alcuni arrancano, l’ordine è pubblico, l’indirizzo nuovo no. Per il giocatore la conseguenza è più banale e più fastidiosa di quanto sembri: un conto che oggetto di inibizione perde il pannello di controllo prima che il saldo sia stato prelevato. Non c’è una procedura di reclamo verso l’ADM, perché l’ADM non ha un rapporto con quel conto.

Chi paga davvero la vigilanza

L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 ha un secondo comma che vale la pena leggere. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. L’importo si applica a ogni violazione accertata, non una volta sola.

Non è una norma pensata per punire il giocatore: è pensata per rendere il blocco costoso per chi deve attuarlo, e la logica è che una rete di pagamenti che rifiuta il denaro del gioco illegale fa più di cento indirizzi oscurati. C’è anche un progetto in questa direzione: l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione — la cui entrata in vigore, però, non risulta confermata.

Che cosa garantisce Operatore con concessione ADM Sito estero senza concessione
Titolo per raccogliere gioco in Italia Concessione assegnata con gara pubblica, durata massima nove anni senza rinnovo Nessun titolo: licenza di Curaçao, Malta o Anjouan priva di valore in Italia
Collegamento al RUA L’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia Nessun collegamento: un giocatore autoescluso resta senza protezione
Limiti di deposito Scelti in registrazione; una riduzione ha effetto immediato Rimessi alle regole interne del gestore
Software e palinsesto Palinsesto approvato dall’ADM, evento per evento Nessuna approvazione: il listino lo decide il gestore
Vigilanza ADM, con Guardia di Finanza e Sogei Nessuna autorità italiana competente
Rischio di inibizione Nessuno: il sito è nell’elenco dei legali Blocco DNS a livello di fornitore
Foro competente per una controversia Italia Giurisdizione straniera
Esposizione del giocatore Nessuna prevista dalla legge 401/1989 Ammenda e arresto fino a tre mesi, come l’ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024

Il quadro ha una parte in movimento che nessuno può raccontare come definitiva. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € per la pubblicità; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Esiste inoltre, come proposta e non come norma, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non è noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge una notizia su questo tema farebbe bene a controllare la data.

Prevenzione: gli strumenti che un conto estero non ti dà

Il RUA e il conto che non lo vede

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il cuore della tutela italiana, ed è anche la ragione per cui il tema dei siti esteri non è una questione di quote. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta: una volta dentro, il blocco ti segue da un operatore all’altro, e copre anche le sale fisiche. Il RUA è stato istituito nel 2018.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Admiralbet, nei suoi termini, indica l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due formulazioni è importante e non è una svista della pagina: le condizioni pubblicate dall’operatore riportano entrambe. La finestra lunga serve a chi ha capito che il problema è più grande di una settimana; la finestra corta a chi vuole solo spegnere l’abbonamento per un po’.

Su un sito estero questa funzione non esiste nel senso in cui la intendi. Il sito estero non è collegato al RUA — l’articolo 4 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 non lo obbliga — ed è esattamente su questo che si apre la falla: chi si autoesclude da tutti i concessionari italiani e poi punta su un dominio .com ha spostato il problema, non l’ha risolto. Nessuno glielo impedirà. Il registro è la tutela che costa di più quando manca, e non nel senso economico della parola: costa il momento in cui l’unica cosa che ti teneva lontano funziona solo metà.

Limiti di deposito: scelti in registrazione, non a posteriori

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 costruisce una cassetta di strumenti: alle lettere a) gli autolimiti di tempo, spesa e perdita; b) i limiti alle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati dall’ADM; c) i messaggi automatici su durata e spesa; e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il meccanismo pratico lo racconta un esempio concreto. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quei sette giorni sono il dettaglio più intelligente della materia. Il momento in cui vuoi alzare il limite è quasi sempre il momento sbagliato per farlo, e la norma lo sa. La cifra che l’ADM fissa nella gara di concessione, invece, non è nota.

Su un conto estero il limite è quello che il gestore decide di metterci, se decide. Nessuna autorità italiana te lo garantisce, e nel momento in cui una perdita accumulata spinge a puntare più grosso, la differenza tra il pulsante che non risponde e il pulsante che risponde subito è tutta la questione.

Registrazione, SPID e la verifica che protegge il prelievo

L’identificazione è la seconda gamba della tutela, e la sua faccia fastidiosa — la copia del documento, la foto, l’attesa — è la stessa che salva il prelievo. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet apre il conto con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi che alcuni operatori offrono, non un obbligo generale.

L’età è un principio di legge prima che una regola di casa: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori di età tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Questa parte ha un costo reale in tempo e in attrito, ed è giusto dirlo. Chi apre un conto su un dominio estero salta quasi sempre questa fase: la registrazione si chiude in tre minuti, la prima giocata parte prima di cena. Poi arriva il momento in cui vuoi prelevare, e la verifica che non hai fatto prima la fa il gestore dall’altra parte, senza una procedura concordata e senza un’autorità italiana davanti a cui discuterne. La fretta iniziale la paghi dopo.

Dove si chiede aiuto, in concreto

Per i residenti in Italia il riferimento pubblico è il Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo, 800 55 88 22: è il numero che bet365 indica accanto ai propri strumenti di gioco responsabile, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il numero non è cambiato con il canale: chi gioca su un sito estero e ha un problema chiama lo stesso numero, ma dall’altra parte non c’è un operatore obbligato a rispondere nel modo in cui un concessionario è tenuto a fare.

Il conto che i limiti non fanno

Un ultimo punto, che riguarda la struttura dei limiti e non la buona volontà di nessuno. Un tetto di deposito settimanale non è un tetto di puntata: limita quanto entra, non quanto gira, e non è un limite di perdita. Nella cassetta dell’articolo 15 convivono limiti di deposito, limiti di spesa e limiti di tempo, e chi ne imposta uno solo sta coprendo una fetta sola del problema. Il documento d’identità accanto allo smartphone con il timer, nella foto che accompagna questa parte, è la combinazione che serve: la verifica di chi sei e il controllo di quanto tempo ci stai mettendo.

Vale anche per gli strumenti degli operatori la stessa regola che vale per i bonus: quello che conta non è il limite che esiste, è il limite che hai impostato tu, nella forma che ti serve. Un limite alto perché «tanto lo tengo sotto controllo» è un limite che non lavora. Un limite basso che ti costringe a interrompere una serata non è una punizione, è il prodotto che stai comprando insieme alla quota — e su un conto estero quel prodotto non è in vendita.

Classifica e valutazione: i criteri che contano più del bonus

Cosa guardare prima di guardare la quota

La domanda giusta non è quale bookmaker estero paghi di più. È quale concessionario ADM ti lasci aperta la porta di uscita, e a quale prezzo. Su dieci schede, i criteri che separano davvero i profili sono quattro e nessuno dei quattro è il bonus.

Il primo è la concessione: numero e società concessionaria, per sito e non per marchio. Lottomatica è l’ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy); AdmiralBet è l’ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l.; William Hill è l’ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc; StarCasinò è l’ADM n. 16026 di Azzurri Limited; Planetwin365 è l’ADM n. 16007 di Pwo S.p.a.; NetWin è l’ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a.; Betfair è l’ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l.; Eurobet è l’ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale; Sisal è l’ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a.; bet365 è l’ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. Il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio, e questa è la prima cosa che un lettore attento nota: dietro un’insegna familiare può esserci una società che opera anche altri siti.

Il secondo è l’ampiezza del palinsesto, che è il criterio che pesa di più su chi cerca mercati che altrove non trova. Il terzo è l’eventuale presenza di un exchange, che cambia completamente il modo di leggere una quota. Il quarto è la struttura del conto: come ci si registra, che cosa si può prelevare, quanto tempo richiede la verifica. La quota migliore su un mercato che non esiste da nessun’altra parte vale zero.

Il bonus, in questa griglia, viene ultimo per una ragione aritmetica che la pagina affronta di seguito. Un bonus è denaro condizionato, e il condizionamento si misura in rigioco: finché non sai quanto devi far girare, l’importo del bonus non ti dice nulla sul suo valore.

Marchio Numero di concessione ADM e società concessionaria Che cosa prevedono le condizioni dell’operatore sul soggetto della pagina
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni; limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni; conto apribile con documento in .pdf, .jpg o .png o con SPID di livello 2
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —

La colonna di destra porta un trattino su nove righe su dieci. Non è una svista e non c’è una frase che la spieghi: le condizioni di gioco responsabile dei marchi che non la compilano non sono nella tabella perché il loro contenuto è nei termini dell’operatore, che è il posto dove va letto. Un confronto che riempisse quelle celle con «strumenti di gioco responsabile» ripetuti nove volte non direbbe niente — e una colonna con lo stesso valore su quasi tutte le righe è una colonna che non serve. Admiralbet invece la compila, ed è la ragione per cui è l’unico marchio di questa lista di cui la pagina può descrivere la meccanica dell’autoesclusione e dei limiti con i suoi numeri.

C’è un secondo motivo per cui la colonna resta quasi vuota, e riguarda la concessione: il numero e il concessionario sono l’unica cosa che tutte le dieci righe dichiarano nei propri termini, ed è anche l’unica che un lettore può verificare senza fidarsi di nessuno. È l’identificativo che sta nella pagina «Termini e condizioni» di ogni operatore, e va confrontato con l’elenco ADM, che al 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051.

Fondamenti: come funziona una giocata, e quanto costa ogni passaggio

Dalla quota al palinsesto

Una quota non è un prezzo come quello di un panino: è già il prezzo più il margine del bookmaker. Il margine, o payout letto dall’altro lato, è la quota parte che il mercato restituisce a chi vince, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato; il margine è il 100 % meno quella percentuale. Su una partita di calcio il mercato più confrontato è l’1X2, ma lo stesso ragionamento vale su Under/Over, handicap e GG/NG.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Qui si arriva al primo punto in cui un conto aiuta più di un aggettivo. Su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — un esempio costruito, non una quota quotata — la somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, e il payout che ne esce è di poco superiore al 95 %; il margine è di poco sotto il 5 %. Questa è la parte che un sito estero mette in vetrina: «quote migliori», «payout più alto». La differenza tra un payout del 95 % e uno del 96 % su una singola settimana di giocate è di pochi euro. Non è lì che si decide se il conto conviene.

Il palinsesto è il secondo pezzo, e la parola ha un significato tecnico preciso. L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e delle tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM; una giocata si può prendere solo su eventi compresi nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto, peraltro, non è dato sapere da un elenco pubblico.

Qui c’è una differenza che sfugge a chi guarda solo le quote. Su un sito estero il listino degli eventi lo decide il gestore e non lo approva nessuno: è più veloce, a volte più ampio, e nessuno garantisce che l’evento su cui hai puntato fosse ammissibile. Esports e mercati accessori sono la zona in cui la differenza si sente, perché su un palinsesto approvato l’ammissibilità è un dato di partenza e su un listino privato è una condizione contrattuale che scopri quando la giocata si rivela contestata.

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Le corse dei cavalli sono due cose separate anche nel diritto: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (lettera c; articolo 2, lettera h: giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale non è dato sapere.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché cambia il rapporto tra giocatore e operatore. È ammesso come gioco separato (articolo 6, comma 1, lettera e); articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Quanto costa davvero far girare un bonus

Il bonus di benvenuto è il terreno su cui la distanza tra aspettativa e conto si misura meglio. La prima cosa da fissare è che il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus può esistere, non può essere pubblicizzato come lo si pubblicizzava prima. La seconda è che non si conosce né un tetto statale all’importo del bonus né un tetto al rigioco, quindi importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore.

L’esempio più nitido del listino è l’offerta Sport-50 di NetWin: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. È un bonus reale, cioè denaro, e questo lo distingue da un bonus di verifica o da un rimborso in gettoni. I 50 € di massimo sono il tetto, non l’importo: chi versa 20 € ne ottiene 20.

C’è poi la meccanica del «rischio zero», che è la formula su cui vale la pena essere più secchi. Un bonus di verifica da 5 € erogato dopo l’invio dei documenti entro 96 ore, come prevede il Benvenuto Sport di William Hill per la registrazione manuale — mentre chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 € — non è un rimborso in denaro: è un credito giocabile. Chi punta con un gettone di 5 € a quota 2,00 e vince non incassa 10 €, incassa il profitto, perché la puntata non torna indietro con la vincita. È la differenza che trasforma un «bonus da 5 €» in qualcosa di più piccolo, e sta scritta nei termini di ogni operatore.

Vale la pena dire una cosa sui codici promozionali: non compaiono in questa pagina, e non perché siano difficili da trovare. Un codice è lo strumento con cui si accede all’offerta, non l’offerta; quello che conta è quanto devi far girare e a quali condizioni, e questo sta nei termini.

Il conto che nessuno mette in vetrina: quanto costa far girare 100 €

Ecco il conto che vale la pena fare una volta e ricordare. Prendiamo un esempio, non un’offerta reale: un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e lo punta una sola volta, e un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — il tipo di mercato, capitasse, più comune che ci sia.

Su quel mercato il payout è di poco superiore al 95 %, quindi il margine del bookmaker è di poco sotto il 5 %. La perdita attesa su 100 € di giocate, con margine al 5 %, è di circa 5 €. Se il margine fosse del 4 %, il costo medio scenderebbe a circa 4 €; con un margine più generoso per l’operatore, diciamo il 7 %, il conto salirebbe a circa 7 €. Detto in altri termini: la serata in cui si gira tutto il limite settimanale una volta costa in media, a lungo andare, qualcosa tra i 4 € e i 7 €, con la condizione di aver giocato solo su quel mercato e di aver davvero puntato tutti i 100 €.

Attenzione a cosa significa questa banda e a cosa non significa. È una stima statistica, una media su molte giocate e non un risultato garantito per una singola serata: chi punta 100 € una volta può perdere tutto, vincere, o chiudere in pari. Il numero non dice niente sull’esito di quella puntata; dice quanto costa, in media, il meccanismo che stai usando. E dice soprattutto che il pavimento sotto i piedi non è la quota, è il margine: nel bene e nel male, è l’unica cifra della serata che non dipende dalla fortuna.

Questo è anche il motivo per cui «rischio zero» è una formula che non regge. Se un bonus da 50 € richiede un rigioco di, per esempio, dieci volte l’importo — una condizione illustrativa, non una clausola letta altrove — il turnover richiesto è di 500 €, e farli girare su un mercato con margine al 5 % costa in media circa 25 €. Su un bonus reale da 50 € la partita resta in piedi; su un gettone più piccolo il costo medio può superare quanto il gettone porta con sé, ed è lì che la parola «gratis» comincia a scricchiolare. La stessa banda vale in ogni caso: il costo dell’offerta è il rigioco moltiplicato per il margine, e il margine non lo decide il bonus.

Un ultimo dato che riguarda il conto dopo la vincita. Il prelievo, sul mercato italiano, ha un regime che sorprende: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la cautela: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia, e cambia in peggio, quando la vincita arriva da un operatore senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Detto nella forma prudente che la materia richiede: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale. Un prelievo che arriva pulito su un conto italiano e un prelievo che si porta dietro un obbligo dichiarativo sono due cose diverse, e la seconda non è più economica della prima solo perché la quota era più alta.

I dieci concessionari, uno per uno

Dieci schede, dieci siti .it con concessione ADM. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, l’elenco dell’Agenzia non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le raccontano i termini degli operatori e le schede delle loro app. Chi non c’è non è per questo fuori norma.

Lottomatica: il palinsesto più largo della lista, senza pagare un bonus più alto

Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La scheda sportiva è la più densa della lista: l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire live la partita. Per chi passa la maggior parte del tempo sul calcio e sui motori, è una copertura che non chiede nulla in cambio: nessuna sezione da attivare, nessun mercato da cercare a parte.

La quota non è la ragione per cui un conto Lottomatica ha senso. La ragione è che il palinsesto regge sia il weekend di campionato sia la domenica di gran premio, e che il live con streaming è la funzione che nessun listino estero ti dà con gli stessi occhi addosso dell’ADM. Sul fronte del costo, la struttura è quella di tutti: margine dentro la quota, bonus non pubblicizzato. Il giudizio: la copertura è il prodotto, e continuare a cercare un euro di quota in più su un sito estero significa scambiare quella copertura per una cifra che sul lungo periodo è inferiore a quella che si spende in margine nel primo mese.

AdmiralBet: l’unico marchio che racconta come funziona l’autoesclusione

Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il marchio con le condizioni più esplicite della lista sul terreno che questa pagina considera centrale. I suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato di una riduzione e attesa di 7 giorni per un aumento. Il conto si apre con documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2, OTP e importazione automatica dei dati.

È l’operatore di cui un lettore può leggere la meccanica invece di indovinarla, e in un confronto in cui le altre nove righe su questo punto restano mute, la trasparenza è essa stessa un argomento. Il costo si vede nella fase d’ingresso: la registrazione è più lunga di tre minuti, la verifica documentale ha tempi suoi, e chi arriva pensando di puntare entro la sera troverà che il conto è pronto ma la procedura non è finita. La contropartita è che il pulsante per fermarsi è descritto in anticipo, con le durate e i tempi di attesa scritti nero su bianco. Chi confronta Admiralbet con un .com sulla velocità di apertura sta confrontando la cosa sbagliata.

William Hill: il bonus di verifica e il conto del gettone che non paga la puntata

Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Quelle due cifre raccontano una scelta di prodotto, non una generosità. Il bonus di verifica è un gettone, e un gettone che vince a quota 2,00 restituisce il profitto e non la puntata: il «bonus da 5 €» vale meno di quanto la parola suggerisce, come vale meno qualunque credito di cui non torna indietro lo stake. Il percorso con SPID è la parte interessante: doppio importo e accredito immediato, in cambio di dieci minuti di identità digitale. È una delle poche volte in cui la verifica conviene in euro oltre che in sicurezza, e chi ha SPID di livello 2 non ha motivo di scegliere l’altra strada.

StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro, e a chi basta

Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio dice quello che è: la scommessa sportiva è un’ala dell’edificio, non la facciata. Per chi cerca profondità sui mercati calcistici, la struttura si sente; per chi vuole un conto unico dove tenere insieme una multipla e una serata di slot, è esattamente il profilo. Il costo da mettere in conto è di attenzione, non di denaro: un casinò nello stesso saldo di un bookmaker è il posto dove il margine smette di essere il 5 % di un mercato sportivo e diventa qualcos’altro. Il giudizio è che il marchio funziona per un lettore che sa già quale delle due sezioni sta usando, e meno per chi apre l’app senza un piano.

Planetwin365: la lista dei campionati come argomento principale

Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C e la Coppa Italia nello stesso elenco dei grandi campionati sono un dettaglio che a un certo tipo di giocatore interessa più di qualunque quota di cartello: è la copertura che distingue chi segue il calcio minore da chi segue solo la vetrina. Le oltre venti tipologie di sport fanno il resto. Il costo qui non è nascosto, è il solito: nessun elemento di questa scheda abbassa il margine, e chi arriva da un confronto di quote resterà deluso dalla differenza. Ma su un mercato di Serie C che l’estero spesso non quota affatto, la quota più bassa è comunque meglio di un mercato assente.

NetWin: cinquanta euro reali e un requisito di verifica

Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

«Bonus reale» è una precisazione che vale la pena sottolineare, perché mette NetWin in una categoria diversa da quella dei gettoni: qui il bonus è denaro, e il tetto è 50 €. Due condizioni però lo definiscono — conto verificato e deposito minimo di 20 € — e la prima delle due è quella che pesa: la verifica va chiusa prima, non dopo, e chi conta di aprire e giocare nella stessa mezz’ora si scontrerà con la stessa procedura che Admiralbet descrive in dettaglio. Il giudizio è che 50 € reali sono la cosa più concreta della lista, a patto di leggere i requisiti di puntata nei termini, che questa pagina non riporta perché non li inventa.

Betfair: l’exchange cambia il mestiere, non solo il listino

Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La parte che conta è a monte. L’exchange è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e), e la lettera u) dell’articolo 2 dice che il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. Cambia la natura del prezzo: non stai più pagando un margine incorporato, stai prendendo il prezzo che un altro giocatore offre, con una commissione sopra. Le regole riportate per i conti sull’exchange italiano includono una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Il giudizio: per chi sa leggere una quota e vuole smettere di pagare il margine di un bookmaker, è l’unico profilo della lista con una meccanica diversa — e il costo da mettere in conto è un’altra cosa, si chiama commissione, e va letta prima.

Eurobet: quando il palinsesto esce dallo sport

Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È l’elenco che dice meglio di qualunque slogan dove finisce lo sport e comincia il catalogo. Gli scacchi accanto alla MotoGP fanno sorridere, e il sorriso è breve: le elezioni e i reality show sono eventi che il palinsesto approvato può contenere, e che un listino estero raramente mette in vetrina. Per chi cerca il mercato che non trova altrove, questa è la scheda da aprire per prima. Il costo sta nel margine, che su eventi non sportivi tende a essere letto con meno attenzione da un giocatore medio: nessuno confronta la quota sulle elezioni con un consenso elettorale, e la casa lo sa.

Sisal: volumi dichiarati, cash-out e una quota di dati che pochi mostrano

Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. La app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso al conto gioco è possibile anche con Touch ID.

Il Cash Out è la funzione su cui vale la pena essere chiari una volta sola: chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore offre in quel momento, e quel prezzo è costruito con lo stesso margine di tutto il resto. Non è una via d’uscita dalla matematica, è una seconda transazione. Il conto, quindi, va fatto due volte: su quella iniziale e su quella di chiusura. Detto questo, il volume dichiarato — quindicimila eventi live è una cifra che parla di infrastruttura — rende la scheda la più adatta a chi vuole giocare in diretta la sera stessa, con la comodità in più di un accesso biometrico che toglie un passaggio proprio nel momento in cui i secondi contano. Il giudizio: per il live è la prima riga della lista, a patto di non usare il cash-out come una rete di sicurezza che non è.

bet365: il partner globale della Champions e la scheda più larga sugli sport americani

Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La partnership con la Champions è il tipo di credenziale che un .com non può comprare, e a settembre 2026 bet365 è stato il primo partner dell’evento Setka Cup autorizzato dall’ADM, come riporta la stampa di settore. Le freccette e la boxe nello stesso elenco di tennis e ippica indicano un profilo internazionale, non locale. Il numero verde in app è il dettaglio che dice quanto il marchio tratti la materia sul serio: la tutela è una funzione, non una pagina. Il costo, per chi arriva da un confronto fra liste estere, è il solito e va accettato una volta per tutte: qui paghi il margine e ricevi in cambio una macchina che funziona, un’autorità sopra la testa e un posto dove reclamare se qualcosa non torna.

Domande frequenti

Che cosa si rischia, in concreto, su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Il rischio principale è il blocco dell’indirizzo a livello DNS, che può colpire il conto mentre contiene ancora un saldo da prelevare; i mirror tornano in poche ore, ma il rapporto con il gestore no. Sul piano legale l’ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si controlla se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si leggono il numero e la società concessionaria nei «Termini e condizioni» del sito, e si confrontano con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’ADM: al 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi va aperto anche il sito dell’operatore.

Che cos’è il RUA e perché un conto estero non ti protegge?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: un’autoesclusione registrata vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, qualunque sia il concessionario presso cui l’hai chiesta, e copre anche le sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi l’autoesclusione lì non ha alcun effetto.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo e anche su internet. L’AGCOM lo applica con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile; Admiralbet chiede un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti di tempo, spesa e perdita e il controllo sugli importi depositati.

Le vincite delle scommesse sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM il prelievo grava sull’operatore: le vincite sono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, come riporta la stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sulle vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»