Cartellini scommesse 2026, il regolamento conta più della quota

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Che cos’è una scommessa sui cartellini

La scommessa sui cartellini nasce da un’idea semplice ma perversa: togliere il pallone dal centro del campo e metterci il taschino dell’arbitro. Non conta chi segna. Conta chi finisce sul taccuino.

Il meccanismo si regge su un’unità che non esiste in nessun’altra parte della partita: il punto cartellino. Ogni cartellino riceve un valore numerico, le cifre si sommano, e la somma diventa il risultato su cui si paga la giocata. Chi guarda la partita pensando a questo mercato smette di seguire il gioco e comincia a seguire l’arbitro, che è esattamente il motivo per cui il mercato esiste e il motivo per cui conviene studiarlo prima di metterci dei soldi.

Il giallo, il rosso e come diventano punti

William Hill, sul proprio regolamento sport, assegna a ogni cartellino un peso preciso. Un cartellino giallo vale 1 punto. Un cartellino rosso vale 2 punti. Nessun giocatore può accumulare più di 3 punti nell’intera partita, e questa singola riga di regolamento cambia il volto di tutte le giocate sulla partita sbagliata.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Il tetto di 3 punti per giocatore non è un dettaglio da addetti ai lavori. È la ragione per cui una squadra può collezionare sei ammonizioni e muovere comunque un contatore relativamente modesto, mentre due espulsioni dirette in una partita nervosa fanno salire lo stesso contatore in fretta. Chi costruisce un pronostico contando le ammonizioni «attese» sta contando la cosa sbagliata.

Il mercato dei cartellini: formato, varianti e punti che si sommano

La variante più diffusa chiede un numero: più di 3,5 cartellini, meno di 4,5, un intervallo. Sopra questa base si aprono mercati che il regolamento di William Hill descrive uno per uno, e ognuno di questi ha una definizione autonoma del conteggio.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Doppio giallo, rosso diretto e cartellini che non esistono

Per i punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti; un rosso diretto vale 2 punti. Le due cifre non coincidono, e non coincidono per una ragione: il doppio giallo porta con sé il giallo precedente, che entra nel conto. Un rosso diretto no.

Poi c’è un mercato che sembra lo stesso e non lo è. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Due regolamenti, due numeri diversi, due mercati diversi: chi legge «cartellini» e firma la schedina senza aprire il regolamento può trovarsi su quello che paga le cifre dell’altro.

Chi entra nel conteggio e chi resta in panchina

Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo. Restano fuori le espulsioni di giocatori in panchina, degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita.

Vale la pena leggere questa riga due volte, perché è quella che decide un referto. Un secondo giallo rifilato all’allenatore al 90° minuto può far esplodere una curva e non muovere di un punto il contatore su cui si è giocato. Chi guarda solo il tabellino della diretta rischia di leggere una cifra che al mercato non interessa.

Referto: chi decide il numero

Su cosa si refertano queste giocate è a sua volta regolamentato. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione. Solo se quei dati non sono disponibili si passa ai dati OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match.

La gerarchia delle fonti è la parte del regolamento che nessuno legge e che tutti dovrebbero: nel caso raro in cui il sito ufficiale e OPTA diano conteggi diversi, il mercato ha già deciso quale dei due vale, e non è la fotografia che un utente ha postato sui social.

Quali bookmaker offrono le scommesse sui cartellini

Il mercato non è distribuito in modo uniforme. Pochi operatori nominano i cartellini nella descrizione della propria offerta; la maggior parte delle app italiane parla di 1X2, Under/Over, marcatori e multigol, e sul resto tace.

Goldbet mette le scommesse sui cartellini tra i mercati di calcio, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal. SNAI propone scommesse sui cartellini insieme a tiri in porta e rigori, accanto al risultato esatto e al numero di goal, e sulla sua app la voce compare anche nell’elenco dei mercati disponibili. William Hill è il terzo nome, e con una differenza sostanziale: è l’unico dei dieci operatori di questa pagina per cui il regolamento dei punti cartellino sia documentato nel dettaglio, cifra per cifra, dalla fonte che lo pubblica.

Questo squilibrio ha una conseguenza pratica. Se il proprio mercato è proprio il conteggio dei cartellini, la rosa dei candidati si stringe subito, e il confronto fra operatori diventa un confronto fra due o tre nomi invece che fra dieci. Chi legge le classifiche generali come se dicessero qualcosa sulla copertura delle giocate più di nicchia sbaglia: una prima posizione su 1X2 non garantisce nulla su un mercato che l’operatore può semplicemente non avere in palinsesto.

C’è poi un terzo livello, quello dei mercati che incrociano i cartellini con altro. Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. La giocata tiene insieme due mercati diversi e uno dei due è esattamente il nostro: un giocatore ammonito. È il formato in cui il punto cartellino smette di essere una giocata autonoma e diventa un ingrediente, con tutto quello che comporta in termini di quota finale e di dipendenza fra gli esiti.

Come si legge la quota di un mercato a due esiti

Un mercato a due esiti — cartellini sì o no su una soglia, sopra o sotto una linea — si legge come una partita a somma zero in cui il banco si tiene una fetta. La fetta ha un nome tecnico e un valore che si calcola.

La formula, senza giri di parole

Il payout di un mercato è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote del mercato. Il margine del bookmaker è 100 % meno quel payout.

Con due esiti quotati 1,90 e 1,90, gli inversi sono 0,5263 e 0,5263: la somma fa 1,0526, il payout è pari a circa il 95 % e il margine si attesta intorno al 5 %. Su una singola giocata il 5 % è quasi invisibile. Su cento giocate da 10 € con lo stesso margine, la differenza fra vincita piena e vincita al netto del margine si sente, ed è il prezzo che si paga per non dover trovare da soli qualcuno disposto a scommettere contro.

Quando quella cifra cambia, e di quanto

Il margine dell’esempio non è una fotografia del mercato italiano. È la fotografia di due quote identiche su un mercato a due esiti.

Su un mercato a due esiti con una quota più lunga da un lato, il margine si sposta: con 1,85 e 1,95 la somma degli inversi scende, il payout sale e il margine si assottiglia. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 il conto cambia ancora, e su un mercato a due esiti in cui le quote sono 1,50 e 2,50 il margine si allarga ben oltre l’esempio. La conclusione utile è una sola: il margine di un mercato non è il margine del bookmaker, è il margine di quel mercato in quel momento.

Perché le scommesse sui cartellini si pagano più care

I mercati di nicchia tendono a stare nella parte alta della banda appena descritta. Meno partite coperte, meno operatori che li offrono, meno concorrenza sulla quota: il margine è la variabile su cui il bookmaker recupera quello che gli manca altrove. Chi confronta l’1X2 di due operatori e poi gioca il mercato cartellini sullo stesso conto senza guardare la quota sta facendo due operazioni con lo stesso nome e prezzi diversi.

C’è un modo di verificarlo senza strumenti: mettere accanto le due quote del mercato e sommarne gli inversi. Se il risultato supera l’unità di poco, il margine è contenuto; se la supera di molto, la linea è cara. Nessuna app lo scrive, ma il conto si fa in dieci secondi su qualsiasi schedina.

Il margine che non si vede: quanto costa davvero un’offerta di benvenuto

Un’offerta di benvenuto non è denaro regalato. È un anticipo sull’attività futura, e come ogni anticipo ha una condizione che ne determina il valore reale. La condizione si chiama requisito di puntata, e la sua unità di misura è una cifra: quante volte va giocato qualcosa prima che il bonus diventi prelevabile.

Il Benvenuto Sport di William Hill paghi un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. Il bonus non arriva in un colpo: è erogato in tranche da 10 €, su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Qui c’è il primo scarto fra l’annuncio e la sostanza, ed è aritmetico. Una multipla a quota 5.00 è un prodotto di più esiti, e ogni esito in più moltiplica la probabilità che l’intera giocata salti: il requisito che sembra una soglia minima di prezzo è in realtà un vincolo sul tipo di giocata, e la giocata richiesta è quella che si vince meno spesso. Il «100 %» resta un numero vero. Il valore no.

NETWIN: tre giri di deposito, ma su quale tipo di partita

Il pacchetto di NETWIN va nella direzione opposta e va letto con attenzione. Per sbloccare il bonus Sport-50 il giro richiesto è di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni. Un requisito di puntata basso, in un mercato dove il rigioco ordinario viaggia su multipli più alti.

Poi arrivano le condizioni di forma, ed è lì che il conto si complica: le giocate valide sono multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Tre giri su un deposito sono pochi. Tre giri su multiple da dieci e passa di quota, senza poter usare il live e senza poter chiudere la giocata prima della fine, sono un’altra cosa: sono tre tentativi di azzeccare una combinazione di almeno tre esiti, entro una settimana. Chi legge «3 volte il deposito» e pensa a tre singole sbaglia previsione.

Il formato della giocata: sistemi, combo e quanto muovono il conto

Il modo in cui si confeziona la schedina cambia il rapporto fra il numero di giocate e il loro costo. È il secondo posto, dopo il requisito di puntata, dove un’offerta si mangia da sola.

Un sistema è una serie di combinazioni costruite sullo stesso gruppo di pronostici: più esiti, più multipli generate, più stake complessivo. La parte che nessuno guarda è il conto delle righe. Con quattro pronostici giocati a sistema, il costo è il prezzo di più giocate, non di una, e il margine che si paga è il margine di tutte.

Le combo funzionano in modo diverso ma arrivano allo stesso punto. My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Betfair ha una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ogni esito in più allunga la quota e allunga anche la fila di cose che devono andare bene.

Vale la pena notare un dettaglio tecnico che riguarda direttamente il margine. Il margine della singola giocata non si moltiplica quando le selezioni si moltiplicano, perché in una multipla ogni esito viene prezzato con il proprio margine. Ma il prezzo di una multipla è il prodotto di quota per quota, e un margine del 5 % su ogni esito sale a qualcosa di più consistente sul prezzo finale. Non è un caso che bookmaker e piattaforme spingano le combinazioni: sono il formato in cui il margine lavora di più a parità di posta.

Live e cash out: le due vie d’uscita dal giocato

Le schedine non sono più contratti da guardare fino al fischio finale. SNAI mette a disposizione la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, e William Hill sul proprio regolamento esclude dal requisito di puntata — nella sua offerta di benvenuto — le scommesse con cash out attivo. Le due cose sono coerenti: il cash out è un’uscita anticipata, e un’uscita anticipata non è una giocata che «ruota».

E qui c’è un avvertimento che vale per ogni mercato di nicchia, cartellini compresi. Chiudere in anticipo significa accettare il prezzo che la piattaforma propone in quel momento, un prezzo che incorpora lo stato della partita e il margine del momento. Quando la partita è aperta e nervosa, quel prezzo riflette l’incertezza; quando il giocatore cerca di uscire perché sta perdendo, riflette il fatto che sta perdendo. Non è un paracadute gratuito. È un servizio con un prezzo.

Margine e requisito di puntata, letti insieme

Le due cifre vanno lette nella stessa frase. Il margine è ciò che si paga su ogni giocata; il requisito di puntata è quante giocate si è obbligati a fare. Il costo atteso di un’offerta è approssimativamente il prodotto dei due, ed è per questo che un bonus con requisito modesto e quota minima esigente può costare più di un bonus con requisito alto e condizioni larghe.

Nessuno dei due numeri è segreto. Stanno entrambi nei termini, e la fatica di leggerli è il prezzo che si paga per non accorgersi dopo tre giorni di aver speso l’intero deposito per sbloccare dieci euro di bonus.

Concessione ADM: cos’è e cosa cambia

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — «ADM (ex AAMS)», perché il mercato continua a dire AAMS e le etichette restano anche quando gli enti cambiano nome — è l’autorità che governa il gioco a distanza in Italia.

La parola chiave è «concessione». Non licenza, non autorizzazione: concessione. Un titolo che ADM assegna per gara pubblica, non un permesso che si compra presentando domanda. La differenza non è lessicale: la licenza estera si ottiene e con essa si opera, la concessione italiana si vince a un bando e si detiene per il tempo che il bando prevede.

Il quadro sta nel D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e i totalizzatori su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla c) l’ippica nazionale; alla d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla f) il bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale.

Il comma 3 fissa i tempi: i vincitori del bando possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando, come precisa il comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3.

Il bando del settembre 2025 e le 52 righe che ne sono uscite

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Le 52 righe dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, lette il 25 ottobre 2026, portano codici da 16000 a 16051, ognuno legato a un sito .it. Un’azienda può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Quella riga di fatto è una delle cose più utili di tutta questa materia, perché mostra la regola vera: la concessione è per sito, non per azienda. Il concessionario non è necessariamente il marchio, e il marchio non è necessariamente il concessionario. Bwin fa capo a Eurobet Italia; Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy; Betsson e Starcasino fanno capo ad Azzurri Limited. Chi cerca il nome del brand nell’elenco ADM spesso non lo trova, eppure la concessione c’è.

Quando una concessione non basta

L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: si è davanti a una concessione, non davanti a un bookmaker.

La conseguenza è diretta. Verificare la concessione è il primo passo, non l’ultimo. Dopo aver controllato che il nome — o quello del concessionario — sia sull’elenco, resta da aprire il sito e guardare il palinsesto, perché è lì che si vede se le scommesse sportive ci sono e con quale copertura. Un operatore può essere perfettamente in regola e non avere nulla da offrire su un mercato come i cartellini.

E l’elenco non è il mercato intero. Non tutti i concessionari sono presenti in questa pagina, e chi non c’è non è per questo privo di titolo: il numero di righe dice quante concessioni esistono, non quali marchi un lettore abbia confrontato.

Il palinsesto approvato, e cosa significa per la schedina

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La regola che ne segue è secca: una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge eventi uno alla volta.

Qui c’è l’unico punto in cui legge e mercato si toccano in modo visibile per un giocatore. Un mercato che sembra assente non è necessariamente un’omissione dell’operatore: può essere un evento o un tipo di giocata che in quel momento non è ancora approvato. E quando un evento viene autorizzato, il primo operatore a offrirlo prende un vantaggio concreto sulla concorrenza, come è accaduto nel caso della Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026, con bet365 come primo partner secondo quanto riportava la stampa di settore.

Per la schedina sui cartellini questo si traduce in una cosa sola, e vale la pena dirla senza girarci intorno: la copertura dei mercati è in parte una scelta commerciale dell’operatore e in parte il risultato di un’autorizzazione che non dipende da lui. Chi si stupisce di non trovare un mercato su un grande operatore italiano, prima di concludere che l’operatore è arretrato, dovrebbe aprire la pagina del palinsesto. Può darsi che i cartellini ci siano, su un altro evento della stessa giornata, e che la ricerca sia stata fatta dalla parte sbagliata dell’applicazione.

Virtuali, ippica ed esports: tre cose che sembrano una

L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati dal computer e mostrati con animazione o con la registrazione di un evento reale, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Le corse dei cavalli, invece, sono due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, nell’art. 6, comma 1, lett. c) e nell’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria.

La distinzione conta per chi legge le etichette: «ippica» su un sito può voler dire due prodotti regolati in modo differente. Non si sa se qualche marchio online offra i concorsi pronostici dell’ippica nazionale, e del resto non tutte le domande su questo punto hanno risposta pubblica: gli esports sono o non sono nel palinsesto è un’altra di quelle cose che l’elenco non dice.

Il betting exchange, per chiudere il giro, è un gioco separato: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo descrivono come la modalità in cui il giocatore può essere giocatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione dello stesso operatore è indicata come contenente regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riportava che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Chi controlla, chi blocca e con quali domini

Chiamare «legale» un operatore non lo rende operante, e chiamarlo «illegale» non lo fa sparire. Il sistema italiano è costruito su due liste tenute insieme, ed è la parte della materia che un lettore vede meno e subisce di più.

L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali, legata ai concessionari, e la lista dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

I numeri dicono che si tratta di un lavoro continuo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportava la stampa di settore riferendo l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono di volta in volta decine o centinaia di domini. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; le copie dei siti oscurati ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato non è «chiusura», è «oscuramento»: il sito continua a esistere, semplicemente non si raggiunge dal proprio collegamento.

Il lato che tocca il giocatore

Qui la legge smette di parlare agli operatori e parla a chi legge. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».

È la frase che nessun comparatore mette in cima. Il giocatore non è spettatore innocente della scelta di un sito senza concessione: è destinatario di una previsione sanzionatoria, nella lettura che dell’art. 4 dà ADM stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore restano fuori da quello che queste pagine dicono, ma la norma c’è. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.

Il raffronto fra le due strade, allora, si riduce a poche righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo, è esposto all’oscuramento del dominio e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che non hanno alcun valore in Italia, e operano in una zona non protetta: nessun marchio è nominato qui, e non c’è nulla da aggiungere su depositi o bonus, perché non c’è nulla che il quadro italiano garantisca.

Gioco responsabile: strumenti, limiti e tempi reali

Questa è la parte della normativa che ha una data di entrata in vigore e una conseguenza per chi ha già un conto aperto, e va letta come tale.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che i concessionari devono offrire: alla lettera a) i limiti di tempo, spesa e perdita autoimposti dal giocatore; alla b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il comma 2 aggiunge un obbligo di informazione che riguarda il concessionario e non il giocatore: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il limite che si sceglie alla registrazione

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

La asimmetria dei sette giorni è il modo in cui i termini traducono un principio semplice: si protegge la decisione presa quando si è calmi, non quella presa quando si sta inseguendo una perdita. Un limite abbassato vale subito, un limite alzato no. E la scelta fatta alla registrazione non è una formalità da compilare in fretta: è la cifra che deciderà, mesi dopo, quanto si può mettere sul conto in una settimana.

Su una singola giocata, per la verità, nessuno di questi strumenti interviene. Il limite di deposito governa quanto entra nel conto, non quanto si punta; non esiste un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, e gli strumenti che mordono davvero sono i limiti autoimposti e il tetto scelto in fase di registrazione. Chi si aspetta che il sistema fermi una puntata troppo alta si aspetta una cosa che il sistema non promette.

Va detto anche il lato operativo, perché è quello che crea problemi reali. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. BetFlag, per aprire il conto, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi della materia.

L’autoesclusione e i suoi tempi

L’autoesclusione è l’unico strumento che attraversa le piattaforme. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due regimi che convivono nell’arco di pochi mesi, e la differenza conta: le durate brevi aprono la porta a un uso intermittente dello strumento, quelle lunghe a una pausa vera.

C’è un punto che riguarda direttamente il tema di questa pagina. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso in Italia, che apre un conto su un .com senza concessione, non è protetto: il registro non lo intercetta perché quel sito non è nel sistema. L’autoesclusione è uno strumento a portata italiana, non universale.

E non è l’unica cosa che cambia a seconda del tipo di gioco. Il comma 1, lett. b) parla dei limiti sugli importi depositati, cioè del comparto delle scommesse al quale appartiene il mercato di questa pagina; l’autoesclusione di cui alla lett. e) opera anche per categoria di prodotto, il che significa che un’esclusione può essere costruita su misura per escludere una cosa e lasciarne aperta un’altra. È una flessibilità pensata come strumento di riduzione del danno, ed è anche la ragione per cui va impostata con la stessa attenzione con cui si sceglie un limite di deposito.

Il Telefono Verde e i contatti che non costano

Il canale di contatto previsto dall’art. 15, comma 1, lett. f) è una struttura, non una cortesia. Fra i riferimenti che gli operatori mettono a disposizione dei residenti in Italia c’è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato espressamente per i residenti in Italia.

Una riga su questo punto merita di stare fuori dalla retorica: una chiamata non ha mai risolto un conto in perdita, ma ha una funzione che nessun limite automatico ha, che è quella di far parlare una persona con un’altra persona prima che la decisione successiva venga presa.

Il panorama degli operatori: confronto e criteri

Dieci marchi con concessione ADM, dieci siti .it, dieci schede costruite sulle stesse materie. Prima di scendere nei singoli profili, conviene mettere in chiaro con quali criteri sono stati messi in fila, perché l’ordine di una classifica è a sua volta un’informazione.

La colonna che pesa di più è la concessione, letta nel modo giusto: numero, concessionario e sito .it. Poi viene quello che i termini del singolo operatore dichiarano sul tema di questa pagina — nel caso di William Hill, il regolamento dei punti cartellino — e poi l’ampiezza dell’offerta sportiva come risulta da ciò che gli operatori stessi pubblicano. Il criterio che NON è stato usato è la quota: le quote delle scommesse sui cartellini non sono confrontabili da una tabella, perché la linea cambia con l’evento e con il momento, e una quota copiata in una pagina è vecchia prima di finire online.

Da qui una precisazione che vale più di una tabella. Questa non è una classifica e non è una raccomandazione. Le concessioni sono assegnate per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte così come i termini e le schede degli operatori le presentano. Il mercato non è esaurito da questi dieci nomi: altri concessionari esistono, e un marchio assente da questo confronto non è per questo privo di titolo.

Panorami: concessione, concessionario e cosa dicono i termini

Marchio N. concessione e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema di questa pagina
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Nessun riferimento ai cartellini; l’app raccoglie singole, multiple e sistemi nella pagina My Bets
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Regolamento dei punti cartellino dettagliato: giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Nessun riferimento ai cartellini; streaming e quote in tempo reale per il live
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; fra le giocate proposte ci sono Scommessa DUO, Supercombo e Supercoppia
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Nessun riferimento ai cartellini; i termini disciplinano autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Nessun riferimento ai cartellini; pre-match e live con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; palinsesto quotidiano con eventi in diretta streaming
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nessun riferimento ai cartellini; Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e sezione Supercombo
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Nessun riferimento ai cartellini; le tipologie di scommessa sportiva convivono con slot e Live Casinò
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; i termini del bonus Sport-50 fissano il giro di 3 volte il deposito in 7 giorni

Lo scarto fra la seconda e la terza colonna è il risultato più interessante di questo prospetto. Su dieci marchi, uno solo dichiara nel proprio regolamento come si assegnano i punti; gli altri nove non nominano il mercato in ciò che pubblicano. Non è la prova che non offrano la giocata: è la prova che le loro pagine descrivono altro, e che su questo mercato specifico l’informazione va cercata altrove, dentro il palinsesto, dentro la schedina, dentro le condizioni dell’offerta. Due marchi — Betsson.it e Starcasino.it — fanno capo allo stesso concessionario, Azzurri Limited: chi cerca in questo elenco conferme chiamando in causa la «serietà dell’azienda» scopre che due siti molto diversi fra loro hanno lo stesso nome sul titolo.

Gli operatori, uno per uno

Eurobet, il catalogo che si regge sulle schedine raccolte

ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale · Eurobet

Un concessionario che nella sua storia italiana ha gestito più di un marchio, come mostra il caso Bwin, e che sul versante dell’app mette insieme il gioco in una pagina sola. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

My Bets è un dettaglio organizzativo che diventa un vantaggio quando le giocate si moltiplicano. Un conto con trenta schedine aperte in una settimana è un conto in cui, senza uno storico, non si sa più cosa si è giocato e perché. La pagina raccolta non è spettacolo, è contabilità.

Nulla, in ciò che Eurobet pubblica, dice che i cartellini siano fra i mercati proposti. Chi ha bisogno di questo specifico mercato trova qui un concessionario solido con un’offerta sportiva standard, e dovrà verificare sulla schedina se il calcio che gli interessa porta anche quella voce. Su singole, multiple e sistemi, invece, il tetto non è un problema: le tre tipologie ci sono tutte.

William Hill, l’unico che scrive come si contano i punti

ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc · William Hill

Il marchio con la documentazione più trasparente della lista su questo mercato, e anche quello con l’offerta di benvenuto più stratificata. Un cartellino giallo vale 1 punto, un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Per i punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli il doppio giallo vale due punti e nessun cartellino rosso entra nel conteggio finale.

Il regolamento va oltre le cifre e arriva a chi entra nel conto: le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo, con l’esclusione delle espulsioni di giocatori in panchina, allenatori e altri membri dello staff e di quelle comminate dopo la fine della partita. Il referto segue una gerarchia definita: dati del sito ufficiale della manifestazione, e solo in loro assenza i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match.

Il lato dell’offerta è quello di un pacchetto costruito per durare. Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Sopra l’offerta c’è il Player Builder, che combina sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta.

Il verdetto su questo profilo sta nella sua unicità e nel suo prezzo. Chi vuole giocare i cartellini con un regolamento scritto nero su bianco non ha alternative fra questi dieci: la definizione dei punti è lì, e questa è la differenza fra una giocata consapevole e una giocata indovinata. Il prezzo di quella chiarezza è un pacchetto di benvenuto che si sblocca solo con multiple da cinque selezioni a quota 5.00, cioè il tipo di giocata che si vince meno spesso. Il regolamento è il motivo per aprire qui un conto dedicato ai cartellini. L’offerta è il motivo per aprirlo per qualcos’altro.

Lottomatica, il live come prodotto centrale

ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) · Lottomatica

Il nome sull’elenco non è quello del marchio, ed è la prima cosa da sapere: Lottomatica.it fa capo a GBO Italy, lo stesso concessionario che nella tabella compare accanto a Goldbet. Il marchio Lottomatica punta sul prodotto in diretta. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Per un mercato come i cartellini, costruito su eventi che si sviluppano nel secondo tempo e dipendono dalla piega nervosa della partita, la diretta conta più di quanto sembri: consente di vedere ammonizioni e cambi d’umore prima che diventino statistiche. Il rovescio è che le scommesse live sono un mercato con margini tendenzialmente più generosi per l’operatore, e che su una piattaforma costruita attorno alla diretta la tentazione di giocare in corsa è il default, non l’eccezione.

Sui cartellini, ciò che Lottomatica pubblica non si pronuncia; la copertura annunciata è quella dei grandi campionati, e la verifica resta sulla schedina. Chi gioca in-play e segue il calcio italiano troverà qui la copertura più larga. Chi vuole una linea pre-match tranquilla e un regolamento sui punti dichiarato dovrà cercare altrove.

Sisal, il catalogo dei formati più che dei mercati

ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. · Sisal

Sisal presenta il calcio attraverso una serie di formati proprietari. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Espulsioni sì, cartellini no — almeno in quello che l’azienda elenca. È una distinzione da non confondere: un mercato sulle espulsioni conta un evento binario, un mercato sui cartellini conta punti, e il secondo non è la somma di una serie di eventi binari. Il formato è chiaro e il Cash Out è disponibile, il che per un mercato nervoso come questo è un’opzione concreta: chi ha giocato il superamento di una soglia e vede la partita calmarsi ha una via d’uscita, a un prezzo fissato dalla piattaforma.

Il catalogo dei formati è ricco e il palinsesto ampio; il punto debole, per questa pagina, è che la voce che interessa non compare nell’elenco pubblicato.

AdmiralBet, il profilo di chi mette i limiti al centro

ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. · AdmiralBet

Il marchio che in questa lista dedica più spazio dichiarato agli strumenti di controllo. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato dopo 7 giorni.

La combinazione di tre limiti distinti — ricarica, spesa, tempo — è più rara di quanto si immagini, perché la maggior parte degli operatori insiste sul solo deposito. Chi ha già una storia di giocate impulsive sa che il limite alla ricarica non è quello che serve: serve quello di spesa, che misura quanto esce davvero, non quanto entra.

Sul mercato dei cartellini, quello che AdmiralBet pubblica non offre appigli. Il profilo resta quello di una piattaforma con una struttura di controllo ben scritta e un’offerta sportiva non descritta in questi termini, e chi cerca i punti cartellino deve guardare la schedina prima di considerare chiusa la scelta.

Betsson, il catalogo internazionale in formato essenziale

ADM n. 16027 — Azzurri Limited · Betsson

Un catalogo ampio descritto con parole povere. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Migliaia di eventi non significano migliaia di mercati per evento, ed è qui che un catalogo internazionale va letto con attenzione. La copertura geografica è il vero punto di forza: chi gioca campionati che in Italia ricevono poca attenzione troverà qui una profondità che un operatore focalizzato sulla Serie A non ha. La larghezza del palinsesto è anche la ragione per cui i mercati di nicchia, quando ci sono, si trovano più facilmente su un singolo evento che su tutta la giornata.

Sui cartellini, l’elenco pubblicato non si pronuncia, e il marchio va valutato su quello che dichiara: un’offerta pre-match e live ampia, in formato standard. Betsson condivide il concessionario con Starcasino.it, e le due piattaforme restano prodotti distinti sotto lo stesso titolo.

Planetwin365, la diretta streaming come argomento di vendita

ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. · Planetwin365

Un operatore che costruisce l’offerta attorno alla quantità di eventi trasmessi. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

La lista degli sport è meno casuale di quanto sembri. Tennis tavolo e pallavolo sono discipline con calendari fittissimi e partite brevi: sono il pane quotidiano di chi guarda lo streaming per trovare un evento su cui giocare in qualsiasi ora del giorno. Per chi cerca il calcio e i suoi mercati sui cartellini, però, quella profondità è altrove, e il palinsesto descritto non promette nulla su questa voce specifica.

Steam o non stream, la domanda che conta resta quella di sempre: il mercato che si vuole giocare è sulla schedina? La verifica va fatta direttamente sul palinsesto.

Betfair, il marchio con una storia diversa dagli altri

ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. · Betfair

Il nome che in Italia è legato al betting exchange, cioè alla modalità in cui il giocatore può essere giocatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo, con la concessione n. 16028 descritta come la prima del genere. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’exchange cambia la natura della scelta. Su un mercato tradizionale si gioca contro il prezzo del bookmaker; su un exchange si gioca contro un altro giocatore, e il costo non è un margine incorporato ma una commissione. Le regole indicate per i conti sull’exchange italiano — puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 — e la lettura riportata dalla stampa di settore secondo cui sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario, completano il quadro fiscale del comparto.

Sui cartellini, i mercati elencati non li nominano, e la verifica resta sulla linea. La storia del marchio è la ragione per guardarlo con interesse, non la garanzia che il mercato ci sia.

StarCasinò, il casinò con un bookmaker dentro

ADM n. 16026 — Azzurri Limited · Starcasino

Il nome dice il posizionamento. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Un marchio nato sul casinò ha un modo diverso di raccontare lo sport: la parte sportiva è un reparto di un’offerta più grande, e la profondità dei mercati di nicchia non è la sua priorità dichiarata. Per chi ha un conto qui per ragioni diverse, la presenza del bookmaker è una comodità. Per chi sceglie un operatore partendo dalla scommessa sportiva, ci sono candidati che ne fanno il proprio centro.

Sui cartellini, il materiale pubblicato non dice nulla. Sul resto, il quadro è quello di una piattaforma generalista con una componente sportiva reale ma non identitaria.

NetWin, il bonus con il requisito più basso e i vincoli più stretti

ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. · NetWin

Un profilo in cui l’offerta di benvenuto è la cosa che si nota per prima, e va letta per intero. Per sbloccare il bonus Sport-50 il giro richiesto è di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Tre giri sono un numero basso per il mercato italiano. Ma un numero basso su una base ristretta non è un vantaggio: con multiple a quota minima per evento di 2.00 e totale di almeno 10.00, e con l’esclusione di sistemi, antepost, live e cash out, il perimetro delle giocate valide è quello che riduce per davvero la probabilità di arrivare in fondo. La restrizione sul cash out è la più severa delle tre: chiude la via d’uscita prima che il traguardo sia raggiunto, e la chiude proprio su una piattaforma dove i termini del bonus sono l’argomento di vendita.

Sui cartellini, ciò che NetWin pubblica non si pronuncia. Il profilo resta quello di un pacchetto di benvenuto dal requisito apparentemente leggero e dalle condizioni di forma che pesano più del requisito.

Il margine dell’operatore, letto come costo del bonus

Un esempio chiarisce perché i due numeri — requisito e margine — non si possono leggere separatamente, e perché un conto che sembra piccolo sui requisiti può diventare grande sul costo.

Prendiamo un deposito di 50 € e il giro di 3 volte il deposito di NetWin: il volume richiesto è di 150 €. Su un mercato a quota fissa con margine del 5 %, il costo atteso di far girare quella somma è di circa 7,50 €. Con un margine più alto, quello tipico di un mercato di nicchia, il costo atteso sale in proporzione: al 7 % si arriva a circa 10,50 €, al 10 % a circa 15 €. Sono stime medie su molte giocate, non il risultato di una singola schedina, e il conto non è più grande del volume da cui è preso.

Il numero che esce da questo confronto è modesto in euro e molto meno modesto in proporzione: su un deposito di 50 € e un bonus di 50 €, un costo atteso di 7,50 € significa che una fetta consistente del beneficio atteso dell’offerta se ne va prima ancora di parlare di vincite. E la stima vale nell’ipotesi che il giro venga fatto tutto su un mercato con quel margine, con la puntata minima richiesta. Un mercato di nicchia come i cartellini, dove il margine tipicamente si allarga, sposta la stima verso l’alto: le 150 € di volume sui cartellini costano più delle stesse 150 € su un 1X2.

Come si verifica la concessione di un operatore, passo per passo

La concessione si controlla in tre mosse, e la terza è quella che quasi nessuno fa.

Si cerca il nome — o quello del concessionario, che spesso è diverso — nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, controllando che il codice e il sito .it corrispondano. Si confronta quanto trovato con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini, perché è l’operatore stesso a pubblicare il dato. Poi si apre il palinsesto e si guarda se il gioco che interessa c’è davvero, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un nome sul registro non dimostra che il sito offra scommesse sportive.

E c’è una cosa che si controlla e non si trova. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Per gli ultimi due marchi il dato non è una novità; per i primi due, che un lettore italiano ha visto reclamizzati per anni, è la conferma che il marchio conosciuto e il titolo autorizzativo sono due cose distinte.

Tasse e vincite: chi paga e cosa resta

La domanda che ogni giocatore italiano si fa prima o poi è se debba mettere qualcosa nella dichiarazione dei redditi. La risposta breve è che dipende da dove è stata giocata la schedina, e la differenza non è piccola.

Sull’operatore grava l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le stesse aliquote valgono per le scommesse a quota fissa sull’ippica, che prima pagavano il 43 % e il 47 %; le scommesse sui virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è un punto che non risulta definito.

Per il giocatore, la conseguenza è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la lettura riportata dalla stampa — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — è una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione fiscale, per cui il consiglio pratico è di consultare un commercialista.

Il discorso cambia completamente con le vincite da siti non autorizzati o esteri. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e obbligo di dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non risulta definita. La posizione va presa per quella che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è un parere fiscale.

C’è una consequenza che vale più di ogni calcolo. La convenienza fiscale di un sito senza concessione non è un vantaggio: è l’altra faccia di un’operatività fuori dal sistema, nella quale mancano anche il RUA, gli strumenti di limite e la tutela della giurisdizione italiana. Chi apre un conto fuori per non pagare un’imposta che sull’operatore italiano non paga comunque sta comprando un problema con uno sconto.

Cosa fare quando il mercato che cercate non c’è

Il mercato dei cartellini non è un prodotto standard, e chi lo cerca lo scopre in fretta. La copertura è diseguale, il palinsesto è approvato evento per evento, e la voce può comparire su una partita e non su quella accanto.

La prima cosa da fare è controllare la schedina e non la pagina promozionale. Un operatore può avere i cartellini su un campionato e non su un altro, e la verifica va fatta sull’evento che interessa, non sulla vetrina. La seconda è leggere il regolamento prima di giocare: le cifre dei punti, il tetto per giocatore, chi entra e chi resta fuori dal conteggio e la gerarchia delle fonti di referto sono tutte informazioni che stanno nei termini dell’operatore e che determinano il risultato. La terza è capire il formato richiesto quando c’è un bonus in mezzo, perché un requisito di puntata può escludere esattamente il tipo di giocata che si intendeva fare.

E poi c’è la parte che dipende dal giocatore e non dall’operatore. Un conto aperto con una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Il resto lo decide chi gioca, e lo decide prima, quando sceglie un limite di deposito che non sarà possibile alzare in meno di sette giorni.

Domande frequenti sui cartellini e sulle concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il nome del marchio o quello del concessionario nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, verificando che codice e sito .it corrispondano; poi si confronta il dato con il numero dichiarato dall’operatore nei propri termini e si controlla il palinsesto. L’elenco non ha una colonna per i giochi: una concessione non dimostra da sola che il sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € è il profitto netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, quindi il ritorno cresce insieme al numero di cose che devono andare bene.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato. Su due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, quindi il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Il margine non è quello del bookmaker in assoluto: cambia da mercato a mercato e da linea a linea.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e Admiralbet chiede di definire un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: se lo si abbassa vale subito, se lo si alza vale dopo 7 giorni. Il limite governa quanto entra nel conto, non quanto si punta su una singola giocata.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati o esteri vanno invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il sito non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non protegge chi ci gioca, mancano vigilanza ADM, strumenti di limite obbligatori e foro italiano, e il dominio è esposto all’oscuramento. ADM richiama la Legge 401/1989, art. 4, secondo cui anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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