Scommesse sulla Bundesliga in Italia: la scelta è fra strade con regole diverse

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ogni weekend di Bundesliga mette in vetrina lo stesso spettacolo: 18 squadre, 34 giornate, in media 3,24 gol a partita nella stagione appena conclusa. Cambia solo il modo in cui il lettore italiano può comprarlo. E lì le strade si separano subito, perché non tutti i siti che mostrano quote su Bayern Monaco, Borussia Dortmund e RB Lipsia hanno il diritto di raccogliere la sua puntata in Italia. Alcuni sì, con una concessione rilasciata per singolo sito. Altri no, e la differenza non è un dettaglio burocratico: è la differenza fra un conto protetto dal Registro Unico degli Autoesclusi e un conto che, se qualcosa va storto, in Italia non esiste. Il campionato, insomma, è sempre quello. Il negozio in cui lo si compra no.

La Bundesliga di calcio si gioca con 18 squadre che si affrontano in andata e ritorno.

Verificato il Ottobre 30, 2026 sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni pubblicate dagli operatori stessi.

La concessione decide chi può raccogliere la puntata

Partiamo dal pezzo che il lettore salta sempre e che invece decide tutto il resto. In Italia chi accetta scommesse deve essere un concessionario. La concessione, che il mercato continua a chiamare licenza AAMS anche adesso che l’agenzia si chiama ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli —, viene assegnata per gara pubblica e non richiesta a domanda. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In Bundesliga le ultime due squadre retrocedono in 2. Bundesliga.

L’articolo 6, comma 1 elenca cosa può essere offerto a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Il comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il punto è tutto qui, e vale la pena dirlo senza giri: la concessione è per sito, non per azienda.

Poi c’è la trappola in cui cadono i confronti scritti male. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Stare in quell’elenco non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, il palinsesto e l’app dell’operatore. E, per completezza, l’elenco non è tutto il mercato: esistono altri concessionari oltre ai dieci descritti qui sotto, e un marchio che non compare in questo confronto non è per questo privo di concessione.

Il rovescio della medaglia merita altrettanta precisione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Cosa si può comprare, e a quali condizioni

La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere. Il concetto che conta davvero è il palinsesto: l’articolo 2, lettera s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Fuori da quel programma approvato la puntata non si prende. ADM aggiunge eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto, di marchio in marchio, non è dato sapere — ed è una ragione in più per leggere la sezione live dell’operatore prima di contare sui mercati che interessano.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lettera v) descrive le scommesse su eventi simulati come quelle su competizioni generate al computer — sportive, ippiche e non solo — mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e chi la apre sa già cosa aspettarsi.

L’ippica in legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a); e i giochi di ippica nazionale (comma 1, lettera c; art. 2, lettera h) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che pretendono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori dell’ippica nazionale, non è dato sapere.

Il live lo offrono tutti i grandi operatori. Le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili: chi scommette in diretta lo fa su ciò che l’operatore mostra in quel momento.

L’exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lettera e; art. 2, lettera u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi su incrementi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, mentre Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028. Sulle scommesse che riguardano i minori esiste una delibera di un direttore ADM che cita il DM 111/2006: il contenuto non è noto. Sugli esports, se il palinsesto li comprenda, non è dato sapere. E non esiste qui un tetto statutario in euro alle puntate sportive: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Chi controlla, e cosa succede a chi resta fuori

L’offerta a chi gioca dall’Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti ADM e della Guardia di Finanza; provider di accesso e prestatori di pagamento che violano un ordine ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore (provvedimento del 24 settembre 2025 come riportato), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Sul fianco del giocatore la regola la scrive ADM stessa richiamando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, in una nota del 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come la enuncia ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.

Il confronto onesto, allora, suona così: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono fra i risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non valgono niente: quella zona va descritta per quello che è, non protetta.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che contano per chi gioca poco

Qui l’angolo scelto per questa pagina si vede meglio che altrove, perché le tutele non sono tutte uguali e non tutte pesano allo stesso modo su chi punta dieci euro il sabato. Il punto di partenza è l’età: l’articolo 3, comma 1, lettera a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il secondo passo è l’identificazione, ed è quello che fa perdere più tempo a chi apre il primo conto. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID; BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Il terzo passo è il limite di deposito, e vale la pena smontare un equivoco: non è un ostacolo che l’operatore mette al giocatore, è la cifra che il giocatore decide e che l’operatore è tenuto a rispettare. L’articolo 15, comma 1 prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già alla registrazione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzarlo.

L’autoesclusione, e perché conviene capirla prima di averne bisogno

L’autoesclusione è il solo strumento di questa pagina che ha effetto fuori dal conto che si sta aprendo. Esiste il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano.

Qui arriva il dettaglio che distingue due strade identiche solo in apparenza. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude da un operatore .it è fuori da tutte le piattaforme autorizzate in Italia e dalle sale; chi puntualizza lo stesso gesto su un .com offshore si è chiuso fuori da una porta sola, e domani è libero di aprirne un’altra. Non è una questione di buona volontà del marchio: è che il registro non lo vede.

Sui tempi, le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due scadenze da tenere d’occhio: 7 giorni per un limite alzato, 9 mesi per tornare indietro da un’esclusione senza termine. Chi non ha mai fatto un’esclusione a tempo indeterminato tende a sottovalutare la seconda, che è la più lunga attesa prevista dal sistema.

C’è poi un obbligo che riguarda l’operatore e non il giocatore, e che vale la pena conoscere perché è la ragione per cui questi messaggi esistono anche quando danno fastidio: l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

I limiti di ricarica in registrazione, marchio per marchio

AdmiralBet, in registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il meccanismo è quello descritto sopra, applicato al momento in cui il conto nasce: chi compila quei tre campi in fretta sta scrivendo le regole del proprio gioco per i mesi successivi. Ridurli è questione di un minuto, alzarli richiede una settimana di pazienza — una asimmetria voluta, e per una volta il legislatore ha scelto bene.

Per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; sull’app è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che vale la pena salvare in rubrica prima di averne bisogno: è l’unica voce di questa sezione che non costa nulla e non ha condizioni.

Calendario e palinsesto: cosa cambia nel corso della stagione

Un campionato non è un blocco unico, e le scommesse sulla Bundesliga seguono il ritmo della competizione. La regola del gioco è presto detta: 18 squadre che si affrontano in andata e ritorno, 34 giornate per stagione, tre punti per una vittoria.

La retrocessione è la parte più citata e meno capita. Le ultime due squadre scendono direttamente in 2. Bundesliga; la sedicesima in classifica gioca gli spareggi contro la terza classificata della 2. Bundesliga. Sei punti in più a marzo, in altre parole, valgono molto di più di sei punti in più a settembre, e non per una ragione psicologica: spostano una squadra fuori dalla zona spareggi.

Il calendario 2025/26 dice bene di che stagione si trattava. È iniziata il 22 agosto 2025 con il 6-0 del Bayern Monaco sul RB Lipsia. La 34ª giornata si è giocata il 16 maggio 2026 e gli spareggi il 21 e il 25 maggio 2026. Il Bayern è diventato campione con anticipo alla 30ª giornata e ha chiuso al primo posto con 89 punti. Harry Kane si è preso il titolo di capocannoniere con 36 gol, in una stagione da 990 gol complessivi — 3,24 a partita, un numero che spiega meglio di qualsiasi analisi perché i mercati sui gol siano quelli che muovono più volume.

Sorridono i conti, meno i tifosi di due città. Sono retrocessi direttamente l’1. FC Heidenheim e il FC St. Pauli; il VfL Wolfsburg ha perso lo spareggio contro il SC Paderborn 07 ed è sceso anche lui. Le neopromosse di quella stagione erano l’Amburgo e l’1. FC Colonia. E in alto: alla Champions League si sono qualificati Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e VfB Stoccarda, il quinto posto dà accesso alla fase a gironi di Europa League e il settimo ai playoff di Conference League. Un tavolo di quotazioni che si riapre ogni maggio, e che nei listini incide più di quanto si creda.

Il pubblico, infine, è parte del prodotto: la Bundesliga 2025/26 ha avuto una media di 42.304 spettatori a partita. Un campionato che riempie gli stadi cambia il modo in cui gli operatori costruiscono l’offerta, dagli anticipi del venerdì alle partite della domenica pomeriggio, tutte dentro il palinsesto approvato di cui si è detto nella sezione sulla concessione.

Le varianti tedesca e austriaca: due campionati, due mercati

Il nome Bundesliga in Italia arriva da due indirizzi diversi, e confonderli porta a comprare un listino pensando che sia l’altro. La prima è la Fußball-Bundesliga tedesca, organizzata congiuntamente dalla federazione DFB e dalla Lega (Ligaverband), la cui prima edizione fu la stagione 1963/64, con la prima giornata disputata il 24 agosto 1963. Il club più titolato è il Bayern Monaco con 34 titoli di campione di Germania; il miglior marcatore di sempre del campionato è Gerd Müller con 365 gol. Numeri che si leggono ogni anno e che spiegano il peso di un solo nome su tutte le quotazioni del torneo.

La seconda è la Bundesliga austriaca, che nel lessico del calcio italiano finisce nello stesso calderone senza esserlo. Sono due competizioni, due calendari, due palinsesti da approvare — e, per chi cerca, due insiemi di mercati che l’operatore può anche non avere entrambi. Prima di confrontare le quote, la domanda utile è una sola: quale delle due sto guardando.

Il quadro si completa con la 2. Bundesliga, il campionato in cui la parte bassa della classifica tedesca finisce: non è una competizione di risulta, e i mercati su promozione e retrocessione hanno spesso più liquidità di quanto un lettore occasionale immagini.

Sul versante della copertura, gli operatori italiani mostrano i due tornei con attenzione diversa, e il modo in cui la mostrano è spesso l’app dell’operatore. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Sull’app Lottomatica, accanto a Serie A, Serie B e alle coppe europee, figura la Premier League con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si scommette. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È un materiale utile, ma va letto per quello che è: quello che l’app promette, non un elenco di mercati verificato partita per partita.

Le quote: cosa racconta il margine che l’operatore si tiene

Questa è la parte che il linguaggio delle offerte preferisce non nominare. «Quote alte su tutta la Bundesliga» significa una cosa sola, tecnicamente: un margine più basso della media di quel mercato. Se il margine non scende, la frase è pubblicità. E il margine non si legge in vetrina: si calcola.

Un’illustrazione vale più di un giro di parole, e questa è un esempio costruito, non una quota quotata da nessuno. Prendiamo un mercato 1X2 su una partita di Bundesliga: 2,10 per la vittoria in casa, 3,40 per il pareggio, 3,60 per la vittoria esterna. Convertiamo ogni quota in probabilità implicita sommando 1 diviso 2,10, 1 diviso 3,40 e 1 diviso 3,60. La somma fa circa 1,05, cioè il 105 %: la quota di ritorno del mercato è poco sotto il 95,5 %, e il margine che l’operatore si tiene è di circa 4,8 %. Il margine, badiamo, è un numero che dipende dalla punta: su mercati con esiti molto squilibrati e su listini di tornei minori lo stesso operatore sale con regolarità sopra il 7 %, e su un anticipo di cartello fra due big resta spesso sotto il 5 %. Quindi la risposta utile non è «quanto trattiene», ma «in che fascia di partita». Come regola pratica: sotto il 5 % il prezzo è competitivo, fra il 5 % e il 7 % è nella media del mercato italiano, sopra il 7 % lo si paga.

Vale la pena dire perché il margine conta più della quota più alta in vetrina. Un listino che sul 1X2 è nella media e che ti dà la stessa quota su ogni mercato che ti interessa batte un listino con un 1X2 aggressivo che poi ti rifila l’handicap e l’Under/Over a prezzi da boutique. La differenza su una singola da 20 € è spiccioli; su una multipla da cinque partite il margine si moltiplica per ogni tappa del percorso, e in quel momento non è più una questione di spiccioli. E il margine è la ragione per cui la quota — non la promo — è la prima cosa da guardare in un operatore, perché la quota la incassi a ogni schedina, la promo una volta sola.

Vincita, rigioco e le regole che pesano di più

La vincita di una singola si legge con due operazioni: puntata per quota dà il ritorno, puntata per quota meno uno dà il guadagno netto. Trenta euro a 1,90 rendono 57 € e lasciano 27 € di profitto. In una multipla, le quote delle singole si moltiplicano fra loro in un prezzo unico, e le puntate da sistemare con cura sono quelle in cui la quota della gamba più debole distrugge il lavoro delle altre.

Poi c’è la questione del rigioco, che è la voce di cui le promozioni parlano meno. Quando un bonus o una giocata gratuita richiede un requisito di puntata, il conto non si chiude con quello che si vince: si chiude con quanto si deve giocare perché il credito diventi incassabile. Due grandezze entrano in gioco e vanno tenute separate. La prima è il requisito di puntata, che dice quanto volume serve. La seconda è la quota minima a cui quelle giocate devono essere prese, perché sotto quella soglia le puntate non contano. Chi punta una giocata gratuita a 1,20 su un mercato con margine intorno al 5 % non sta «massimizzando il bonus»: sta lavorando gratis, e in certi casi nemmeno quello.

C’è poi un dettaglio che le condizioni scrivono in piccolo e che cambia l’aritmetica: una giocata gratuita in cui la puntata non viene restituita insieme alla vincita non «vale» il suo valore nominale. Le quote sopra 2 la fanno rendere meno di quello che promette il nome, perché la parte di puntata che non torna indietro si paga alla prima quota disponibile. Chi tratta le giocate gratuite come denaro contante sbaglia di qualche punto percentuale per schedina, e su cinquanta schedine sono punti che si sommano.

Infine, il tetto. Non esiste qui un tetto statutario al bonus né al rigioco, il che significa che importi, requisiti e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nient’altro. «Bonus di benvenuto» è la parola dei concessionari; il divieto del Decreto Dignità (art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018) riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. E il divieto è quello formulato da ADM il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Lo fa rispettare AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Sul fronte applicativo, il 2025 e il 2026 hanno lasciato una coda aperta: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notificazione del divieto). Il decreto stesso promuove una pubblicità dei giochi pubblici che serva il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lettera l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lettera m; art. 15, comma 3): la differenza fra le due cose, per il lettore, è tutta nella prima riga di quello che legge. Proposta e non legge, infine, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Fiscalità: chi paga, e su cosa

La tassa sulle scommesse sportive a quota fissa in Italia è l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, che prima erano del 43 % e del 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel cosiddetto «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è semplice, ma va detta con la sua fonte. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario — è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026 («tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla), una affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: in caso di dubbio, consultare un commercialista.

Il quadro cambia del tutto se il sito non ha concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lettera d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intera somma ricevuta senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quella che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il gioco sull’offshore, insomma, non finisce con il blocco DNS: c’è anche una riga da scrivere in dichiarazione, e questo è il capitolo che le pagine dei siti esteri non aprono mai.

Pagamenti e ricariche: come si muove il denaro

Qui la scelta dell’operatore pesa in modo diverso a seconda di quanto e come si gioca. I «punti vendita ricariche» dell’articolo 13, D.Lgs. 41/2024 sono il caso più interessante, e il meno capito: ADM tiene un registro delle tabaccherie e ricevitorie abilitate, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Chi passa dalla tabaccheria con le banconote in mano fa bene a sapere dove finisce il limite: 100 € a settimana, in totale, e solo verso il conto, mai in uscita.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non è nota una legge che nomini binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Per il lettore che punta poco, la conseguenza è concreta. Un conto dove la ricarica passa dalla tabaccheria sotto casa è comodo e tracciabile, ma non è un conto da prelievi rapidi: i punti vendita non pagano. Chi vuole gestire il proprio budget a piccoli tagli farà meglio a impostare il limite settimanale in registrazione e a tenere la ricarica separata dal prelievo, invece di contare su un giro di denaro che il sistema non consente.

Come si valuta un operatore, e cosa distingue i dieci di questa pagina

Cinque cose, in quest’ordine. La prima è la concessione: il numero e la società, scritti nelle condizioni dell’operatore, da incrociare con l’elenco ADM — e la trappola dei nomi, perché il concessionario raramente porta il marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. La seconda è la copertura sul campionato: che la Bundesliga ci sia, tedesca e — se interessa — austriaca, e con quali mercati. La terza è il margine, che si stima confrontando le quote dello stesso mercato su due o tre listini: differenze di due o tre centesimi sulla stessa partita sono margine, non sfortuna. La quarta sono i limiti e gli strumenti di tutela, con la constatazione che qui tutti i concessionari sono tenuti alle stesse regole ADM e che le differenze stanno nei dettagli — l’autoesclusione a tempo indeterminato, la settimana di attesa per alzare un limite, la presenza di un’app decente per chi gioca in mobilità. La quinta è il pagamento: quali binari, quanto costa il prelievo, quanto tempo ci mette.

Due di queste cinque sono più importanti delle altre, e vale la pena dirlo. Concessione e copertura sono condizioni di accesso: senza la prima non si dovrebbe giocare affatto, senza la seconda il resto è irrilevante. Margine, tutela e pagamenti sono invece la parte in cui gli operatori si distinguono davvero, ed è lì che si sceglie.

Poi c’è il criterio che questa pagina non usa, ed è bene dirlo ad alta voce: il bonus. Il motivo è semplice: quasi tutti i dieci marchi di questa pagina pubblicano un’offerta di benvenuto, e un listino in cui la colonna è la stessa per tutti non è un confronto, è una facciata. Il bonus diventa un criterio solo quando produce una differenza misurabile fra due operatori con lo stesso margine e la stessa copertura — e a quel punto conviene guardare i requisiti, non l’importo in caratteri cubitali.

Il quadro normativo in una tabella

Il confronto sotto mette a fianco la concessione come sta scritta nella riga di licenza di ciascun marchio e quello che le condizioni dell’operatore stesso dicono sul palinsesto, cioè su cosa il conto può comprare. È la coppia di dati più utile per il lettore italiano, perché è l’unica che risponde a due domande in una: chi ha il diritto di raccogliere la puntata, e cosa il suo programma approvato contiene.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il Bayern Monaco, con 34 titoli di campione di Germania, è la squadra più titolata della Bundesliga.
Marchio Concessione (numero e società) Palinsesto secondo le condizioni dell’operatore
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. sezione Virtuali
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. calcio nazionale ed europeo, con Bundesliga
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. calcio, F1, MotoGP, altri eventi
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. mondiali (calcio, tennis, basket)
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. identificazione con SPID e CIE
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. misti (esito finale, Under/Over, Multigol, combo, Supercombo)
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale sport ed eventi di spettacolo
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited eventi sportivi internazionali, slot e Live Casinò
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. calcio su tutti i campionati
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa misti (risultato esatto, gol, tiri, cartellini, rigori), cash out

La colonna centrale è quella che vale la pena incrociare con l’elenco ADM, e serve a ricordare una cosa che l’elenco non dice: la concessione è legata a un sito, non a un’azienda, quindi due marchi della stessa società sono due righe distinte del registro. La colonna di destra, invece, va letta nel verso giusto: quello che sta scritto è il meglio di ciò che le condizioni e le pagine degli store dichiarano, non un elenco di mercati partita per partita. Nessuno di questi dati, insomma, dice se su una partita di Bundesliga trovi lo scarto esatto o il GG/NG: quello lo scopri solo con il conto aperto, la partita davanti e la schedina in mano.

Le dieci concessioni, una per una

Qui di seguito i dieci marchi, nell’ordine in cui sono elencati i loro codici. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi e le offerte valgono per come le descrivono le condizioni dell’operatore stesso e le sue schede di app. Il lettore troverà, per ciascun marchio, la licenza con il numero e la società, quello che l’operatore dichiara e, alla fine, il giudizio di questa pagina su quando sceglierlo e quando no.

AdmiralBet: la concessione numero 16048 nelle mani di Admiral Bet S.r.l.

Il marchio opera sul proprio sito .it con la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. Sul lato dei mercati, le informazioni pubbliche sull’app non offrono il dettaglio che questa pagina userebbe per una valutazione: nelle condizioni dell’operatore la sezione «Virtuali» è il riferimento esplicito, il che lo colloca nella fascia degli operatori che costruiscono il listino attorno al calcio e alle competizioni internazionali senza pubblicizzare il contrario.

Dove AdmiralBet diventa interessante è sulle impostazioni, non sulle quote. In registrazione chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. E sulle condizioni di autoesclusione va oltre la media: prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il giudizio. Chi apre un conto per scommettere qualche euro sul campionato senza farsi portare via il controllo del budget trova qui il percorso più strutturato dei dieci: le tre soglie si impostano alla nascita del conto, prima che qualsiasi entusiasmo abbia il tempo di fare danni. Chi invece cerca il listino più profondo su una partita specifica di Bundesliga lo verifichi con il conto aperto, perché le condizioni non lo dichiarano. È l’operatore di chi vuole che qualcuno gli metta per iscritto i propri limiti prima di iniziare.

Planetwin365: concessione 16007, Pwo S.p.a., e la copertura più esplicitata

Sul sito .it la concessione è la ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

C’è una ragione per cui questa pagina apprezza quel tipo di elenco, ed è una ragione aritmetica: la Bundesliga è nominata per esteso, non lasciata implicita in un «principali campionati europei». È la differenza fra sapere e sperare. L’offerta di benvenuto di questa pagina è del tipo che ritrovi su quasi tutto il listino — banale nella sostanza, ma con un vantaggio poco pubblicizzato che vale la pena far emergere: la quota è la variabile che incassi a ogni schedina, e il bonus una volta sola per conto. Per il lettore che punta poche volte l’anno, il margine medio su un mercato di Bundesliga pesa più di qualsiasi importo promozionale una tantum.

Il giudizio. È il marchio di partenza per chi vuole la certezza di trovare il campionato tedesco — e quello austriaco — nella prima schermata, senza scavare. Chi scommette in multipla dovrebbe verificare sul proprio conto come la stessa quota si comporta passando da una gamba all’altra, perché è lì che un listino medio si difende o si arrende.

Lottomatica: concessione 16010, GBO Italy, e un listino che non è solo calcio

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League e altri eventi, oltre a F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta.

Il dettaglio che la distingue qui è il peso dello sport non calcistico: F1 e MotoGP, con la formula dello streaming. È un pregio per chi segue il motorsport e un falso amico per chi cerca profondità esclusivamente sui mercati di Bundesliga, perché la larghezza di listino non è la profondità di listino: un operatore con quindici sport può avere meno mercati su una partita tedesca di uno con tre sport. Riguardo all’offerta di benvenuto, l’operatore è uno dei dieci a farne una, e chi punta poco deve guardare i requisiti di giocata prima dell’importo.

Il giudizio. Chi alterna il sabato di calcio alla domenica di motori trova un conto solo e un’app sola; chi invece usa la Bundesliga come unico criterio di scelta guardi prima i mercati disponibili sulla partita che gli interessa, poi il resto.

NetWin: concessione 16035, Netwin Italia S.p.a., e i virtuali a cadenze brevi

La concessione del marchio è la ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Nelle condizioni dell’operatore, la sezione «Virtuali» è il riferimento esplicito, e le partenze ogni due minuti sono un dato che merita di essere letto per quello che è: un ritmo che di per sé non dice nulla sul margine applicato, ma dice molto sul tipo di conto che viene disegnato, pensato per sessioni brevi e frequenti.

Il giudizio. Il marchio si indirizza bene a chi vuole variare registro nella stessa serata, comprando una partita vera e un evento simulato senza cambiare app. Chi invece in Bundesliga cerca mercati profondi — marcatori, cartellini, falli — scoprirà di trovarsi davanti a un listino da sessione veloce, con combinazioni pronte più che sartoria. Su questa materia le condizioni non scendono nel dettaglio e la verifica va fatta sul conto.

BetFlag: concessione 16008, Betflag S.p.a., 100 % fino a 5.000 €

Il marchio ha la concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Per aprire il conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus di benvenuto sportivo è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Quest’ultima riga è il caso perfetto per spiegare perché l’importo massimo è il numero meno interessante di un’offerta di benvenuto. Il tetto di 5.000 € dice dove finisce il bonus di un depositante grosso; non dice cosa serve per incassarlo, e la struttura a percentuale sul deposito lega la cifra a quanto si versa. Due lettori con lo stesso bonus nominale, depositi molto diversi e requisiti di puntata diversi hanno davanti due offerte differenti. Il dato che pesa è il requisito, e il costo di rispettarlo lo si misura con il margine del mercato su cui si gioca.

Sul palinsesto, quello che l’operatore mette in vetrina riguarda l’identificazione, non i campionati: le procedure con SPID e CIE sono la parte dichiarata, e questo fa del marchio un candidato per chi apre il conto in dieci minuti col telefono e non vuole aspettare. Se la Bundesliga stia nel programma approvato con il dettaglio di mercati che il lettore cerca, va verificato sul conto.

Il giudizio. È il marchio di chi valuta il percorso di apertura alla pari della quota: identificazione rapida, accreditamento su saldo e un tetto di bonus che nella pratica riguarda pochi. Chi punta su una cifra modesta non deve spaventarsi di quel 5.000 € né entusiasmarsene: non è la sua parte.

Betfair: concessione 16028, Betfair Italia S.r.l., e il mercato che non è un bookmaker

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Non è però un bookmaker come gli altri: è descritta come la prima a portare in Italia il betting exchange, il gioco previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e), in cui il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario li mette soltanto in contatto anonimo.

La sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi su incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

Il giudizio. È una strada diversa, non una variante del solito conto. Sul mercato tradizionale di Bundesliga questo marchio non è la scelta più ovvia: mercati combo e Supercombo sono un’offerta costruita, non un listino profondo su ogni partita. Chi invece ha capito la logica di punta e banca — e di solito ci arriva dopo qualche anno di schedine — trova qui una meccanica che nessun bookmaker classico può replicare. Il prezzo, letteralmente, lo fanno gli altri.

Eurobet: concessione 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, dal calcio alla politica

La concessione è la ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È il listino più curioso dei dieci, e vale la pena dirlo senza ironia: un operatore che quota le elezioni vende una cosa diversa dal calcio, cioè la propria capacità di allestire mercati su eventi senza storia statistica alle spalle. A chi cerca la Bundesliga, però, quella varietà non serve. Serve sapere se il programma approvato contiene la partita tedesca con i mercati che gli interessano, e questo le condizioni dell’operatore non lo dichiarano: va visto sul conto. Di offerte di benvenuto ne fa una anche questo marchio; per la Bundesliga, come per gli altri nove, la voce da guardare resta il margine.

Il giudizio. Chi vuole un conto generalista, in cui il calcio tedesco è una voce fra molte e la sera del reality ha comunque qualcosa da giocare, si trova bene. Chi tiene un conto solo per la Bundesliga non ha motivo di pagare la complessità che serve a quotare le elezioni.

StarCasinò: concessione 16026, Azzurri Limited, sport dentro un conto da casinò

Il marchio ha la concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Qui la scelta va nominata per quello che è, anche se il tema della pagina tira dall’altra parte. Un conto costruito attorno al casinò, con il bookmaker come secondo pilastro, è una strada che a chi scommette sulla Bundesliga conviene conoscere — perché la tentazione di spostare il budget dal calcio alla slot è a un tocco di distanza — e che a chi vuole solo la partita non aggiunge nulla. Le condizioni dell’operatore non dichiarano, per le scommesse sportive, un dettaglio di campionati comparabile a quello degli altri marchi di questo confronto: la verifica su Bundesliga e mercati disponibili va fatta sul conto. E chi ha un problema di controllo del gioco tenga presente che la vicinanza di slot e sport, in un conto dove il RUA funziona come sugli altri, non è una ragione per sceglierlo.

Il giudizio. È il marchio di chi cerca un intrattenimento largo e accetta che il calcio sia una parte e non il perno. Chi ha già capito che il proprio rischio sta nella parte casinò faccia il percorso inverso e cerchi un conto che quella parte non la offra.

Goldbet: concessione 16009, GBO Italy, schedine su tutti i campionati

La concessione è la ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Quel «su tutti i campionati di calcio» è la formulazione più ampia dei dieci, e la differenza non è solo di stile: le multiple e i sistemi trovano il loro senso quando l’operatore ha abbastanza partite da far entrare in una schedina, e un listino che copre tutti i campionati è esattamente il terreno su cui quelle giocate si costruiscono. Il punto debole sta altrove, e va detto dello stesso marchio di cui sopra: con la concessione 16009 la copertura ampia non è una promessa sulla profondità dei mercati per singola partita.

Il giudizio. Chi gioca sistemi e multiple sulla Bundesliga trova qui il campo largo che serve, con la variante Live accanto al Pre-match. Chi invece punta una singola a settimana su una partita sola non guadagna nulla da una copertura tanto estesa, e dovrebbe confrontare le quote prima di scegliere.

SNAI: concessione 16032, Snaitech Spa, e le schedine che si possono chiudere prima

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

È l’elenco di mercati più dettagliato di tutto il gruppo, e per un lettore che cerca la Bundesliga è il dato che pesa più di ogni considerazione generale: risultato esatto, tiri, cartellini e rigori sono esattamente i mercati che un appassionato di un singolo campionato finisce per usare. Il cash out merita una riga a parte, perché è comodo e non è gratis: chiudere la schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, cioè un prezzo che si muove insieme alla partita e che lo fa sempre a favore di chi lo formula. È uno strumento utile per fissare un guadagno o limitare una perdita; non è un modo per guadagnare senza rischiare.

Il giudizio. Sul mercato dettagliato questo è probabilmente il punto di partenza per chi vuole scommettere sul risultato esatto o sui cartellini in Bundesliga, perché è l’unico dei dieci che elenca quei mercati fra le proprie funzioni. Il rovescio è la disciplina che il cash out richiede: chi lo usa a ogni gol avversario pagherà caro la propria impazienza.

Ora la scelta

Messa in fila, la scelta si riduce a tre domande e a un ordine. La prima: vuoi limiti impostati bene fin dall’inizio? Il percorso di AdmiralBet, con le tre soglie richieste alla registrazione, è il più ordinato — e il fatto che chieda un limite di ricarica, di spesa e di tempo invece di uno solo è, per una volta, un fastidio utile.

La seconda: quali mercati ti servono davvero? Se sono il risultato esatto, i tiri in porta, i cartellini e i rigori, il dettaglio che SNAI mette in vetrina è il più vicino a una risposta, con il cash out come strumento da usare poco e con criterio. Se giochi la partita intera, 1X2 e Under/Over, la scelta si sposta sul margine, e lì l’unica cosa da fare è confrontare due conti e guardare le quote della stessa partita uno accanto all’altro.

La terza: quante giocate fai? Con cinque schedine l’anno il bonus conta poco e conta molto la competizione che vuoi seguire, per cui Planetwin365, che nomina la Bundesliga per esteso insieme a 20 tipologie di sport, e Goldbet, che copre tutti i campionati di calcio con Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi, restano le due porte più facili. Con cinquanta schedine l’anno il margine è la voce che paghi più spesso, e la posizione di Betfair cambia di segno: chi ha imparato la logica di punta e banca non ha un bookmaker davanti, ha un mercato in cui il prezzo lo fanno gli altri.

C’è poi la variante che riguarda il tempo libero, non il calcio: Lottomatica, con F1 e MotoGP accanto al pallone e la diretta, è il conto giusto per chi il sabato guarda anche i motori. NetWin è la scelta di chi alterna partita vera ed evento simulato nella stessa serata, con le partenze ogni due minuti come misura del tipo di sessione. StarCasinò è il caso in cui la scelta va fatta al contrario: chi cerca solo Bundesliga troverà un conto costruito attorno a un’altra cosa, e dovrà decidere se quella vicinanza è un servizio o un rischio. BetFlag, infine, è il percorso più rapido per chi apre il conto col telefono e non vuole passare da un modulo: SPID e CIE fanno risparmiare la mezz’ora che serve a tutti gli altri. E per chi ha la Bundesliga come pallino unico e nient’altro, la conclusione è meno comoda di come la scrivono le vetrine: la schedina non è un affare, di partita in partita, nessuno di questi marchi lo è in assoluto — lo diventa quello che sul prezzo della partita che ti interessa si difende meglio, e questo si vede solo guardando le quote, non le offerte.

Domande frequenti sulle scommesse in Bundesliga

Su quali eventi si può scommettere presso un operatore con concessione ADM?

Solo su quelli del palinsesto approvato: l’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno alla volta. Fuori dal programma approvato la puntata non può essere presa, nemmeno su una partita di cartello.

Come si verifica che un operatore abbia davvero la concessione ADM?

Si incrocia il numero di concessione e la società scritti nelle condizioni dell’operatore con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga corrisponde a un solo sito .it. Attenzione ai nomi: il concessionario spesso non è il marchio, e l’elenco non ha una colonna per i giochi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Puntata per quota dà il ritorno complessivo, puntata per quota meno uno dà il guadagno netto. Trenta euro a 1,90 rendono 57 € con 27 € di profitto. In una multipla le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e il rischio cresce con ogni gamba aggiunta.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè 1 diviso ogni quota, e si misura quanto il totale supera 1. Su un 1X2 a 2,10, 3,40 e 3,60 la somma sta intorno al 105 %, quindi poco sotto il 95,5 % torna indietro e circa il 4,8 % resta al bookmaker.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica la versa l’operatore — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, come riporta la stampa di settore: in caso di dubbio, consultare un commercialista. Sui siti esteri, invece, le vincite vanno dichiarate come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano presso un operatore con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni: l’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 è la cornice di questi strumenti.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»