Scommesse in Italia nel 2026: la concessione, l'elenco dell'ADM e quello che il gioco costa
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e sui termini dei singoli operatori.
Chi cerca un bookmaker legale in Italia cerca, in realtà, due cose diverse che vengono confuse in una sola parola: un timbro che esiste davvero, e la protezione che quel timbro dovrebbe portare con sé. La confusione nasce dalla sigla. «AAMS» era l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, e il mercato la usa ancora come aggettivo — un sito «AAMS», una «AAMS scommesse» — mentre l’autorità che oggi rilascia i titoli e vigila si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La sigla vecchia non è un errore da correggere nel linguaggio comune, ma è un errore da non usare come prova: nessun operatore è legale perché lo dice la parola AAMS, e nessuno è illegale perché non compare in un banner.
La regola vera è più stretta e più noiosa. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM, e per sapere se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Punto. Non c’è un secondo test, non c’è un sigillo, non c’è una velocità di prelievo che sostituisca quella riga. Un posto in una classifica non è una concessione: è una scelta editoriale, e vale quanto vale.
Il costo, per il lettore, sta tutto qui. Una concessione non è un regalo fatto al giocatore, è una condizione che lo protegge da tre cose molto concrete: la scomparsa del proprio saldo, l’impossibilità di farsi bloccare, e una sanzione penale che riguarda lui e non solo l’operatore. Il resto — il bonus, la quota, il cash out, il live — viene dopo, e viene da sé. Chi invece sceglie per prezzo o per comodità senza guardare l’elenco compra esattamente il rischio che l’elenco esiste per evitare.
Cosa significa «concessione ADM» e perché la sigla AAMS è rimasta
Il quadro è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono licenze aperte, rilasciate a chiunque rispetti i requisiti: sono concessioni, assegnate con gara pubblica. La differenza non è terminologica, è economica — la concessione si compra, si aggiudica e ha una scadenza, e chi la paga deve rientrare dell’investimento attraverso il margine che applica ai giocatori.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e quelle a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla c) l’ippica nazionale; alla d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla f) il bingo. Una concessione può coprire una combinazione qualsiasi di queste voci, e il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire una o più di quelle voci per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto per chi scommette: un operatore con concessione non può cambiare le regole a metà partita, e non può uscire dal mercato italiano domani mattina portandosi dietro il conto di gioco.
L’elenco che conta, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne diversi — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere in mano scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che ci sia un bookmaker sportivo dietro. Lo dimostra il palinsesto dell’operatore, cioè il programma di eventi e tipi di gioco preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, definito all’art. 2, lett. s) del decreto: si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato, e l’ADM autorizza evento per evento — a settembre 2026 è toccato alla Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa di settore.
Un dettaglio che sfugge sempre: l’ADM non redige solo la lista dei siti legali. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, d’intesa con la Guardia di Finanza, tenga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due elenchi, stessa pagina, e il secondo è quello che nessuno va a leggere finché non ha un problema. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il resto della filiera sta in piedi da sé. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 — tabaccai, ricevitorie — possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non pagano vincite e non erogano prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È una crepa stretta, quella dei 100 € settimanali in contanti, e vale la pena ricordarla quando si legge di «ricariche senza limiti» in giro.
La pubblicità, intanto, è vietata in modo che vale la pena leggere per intero. L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notificazione del divieto). Il divieto, alla data di verifica, è in vigore: un emendamento proposto in maggioranza per la legge di bilancio 2026 e mai approvato non ha cambiato nulla di ciò che si può scrivere o sponsorizzare.
C’è un punto che il divieto non tocca, ed è il punto in cui il lettore confonde il marketing con la legge: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» resta perfettamente legale, e resta altrettanto perfettamente non regolato nel suo contenuto — non esiste un tetto statutario all’importo né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima li scrive l’operatore nei propri termini, e li cambia quando vuole. Chi si aspetta una protezione di legge sul bonus sta cercando una regola che non c’è.
Normativa e vigilanza: chi fa cosa, e dove il controllo si ferma
Come si smonta una concessione dichiarata, in tre minuti
Il modo onesto di verificare un operatore non passa da nessuna classifica. Passa dall’elenco dell’ADM, dal numero di concessione che l’operatore stesso scrive nei termini, e da una sottrazione mentale tra quel numero e il conto che si sta per aprire.
Il primo passaggio è l’elenco. L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 lascia intendere il modello di controllo a monte, ma la consultazione è alla portata di chiunque: si apre la pagina dell’Agenzia, si cerca il nome della società, e si guarda se esiste una riga con il suo codice. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e lo fa in modo riconoscibile: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito.
Il secondo passaggio è la corrispondenza tra codici e marchi. Le società che stanno sull’elenco portano spesso un nome diverso dal marchio. Bwin, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy (GBO Italy), Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi cerca «Betsson» nell’elenco e non lo trova non ha trovato un operatore illegale: ha trovato il nome del marchio invece di quello del concessionario, e deve cercare la seconda riga della card. È qui che la maggior parte delle verifiche fatte in fretta finisce male.
Il terzo passaggio è il dominio. Un operatore con concessione italiana serve il giocatore italiano da un sito .it, e questo non è folklore ma conseguenza del fatto che la concessione è legata a un singolo sito. Un marchio noto con estensione straniera, o con un .it che rimbalza su un dominio di un’altra giurisdizione, sta raccontando qualcosa sulla propria catena di titoli. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco lette il 25 ottobre 2026: non sono marchi sconosciuti, sono marchi assenti da quella lista.
Il controllo del codice fiscale e dell’identità è l’ultimo pezzo, e non è burocrazia gratuita. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena; la registrazione si fa con form e copia di un documento oppure con SPID, e alcuni operatori aggiungono il CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati — così scrivono le pagine degli operatori. Il lettore che scopre questa scadenza il giorno in cui vuole prelevare ha già pagato il ritardo.
Limiti di deposito e di spesa: la parte della normativa che tocca il portafoglio
…e qui finisce la parte in cui la legge protegge, e comincia quella in cui protegge solo chi la usa. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette insieme un pacchetto: alla lettera a) gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; alla b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; alla c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già nella schermata di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La seconda metà di quella frase è la sola che conta davvero: la funzione del limite è impedire una decisione presa stasera, e chi può revocarla in trenta secondi non ha nessun limite. Il limite che il bando ADM fissa ai concessionari, invece, non è un dato pubblico: quello che si sa è il meccanismo, non la cifra.
Admiralbet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il giocatore che sceglie i tre parametri al momento dell’iscrizione — e non solo quello che il form gli propone in evidenza — si costruisce un perimetro prima di avere fretta.
Un limite statutario in euro sulle puntate di scommesse sportive non risulta esistere: gli strumenti che mordono sono gli auto-limiti del giocatore e il limite di deposito scelto alla registrazione. Chi cerca un tetto di legge alle puntate sta cercando una regola che il mercato italiano non ha mai avuto, e nel frattempo si perde quelli che esistono.
Fondamenti delle scommesse sportive: quota fissa, multipla, live, exchange

Prevenzione e tutela: l’autoesclusione, il RUA e cosa resta fuori
L’autoesclusione non è una gentilezza che l’operatore concede. È il meccanismo che rende il blocco efficace anche quando il giocatore ha smesso di volerlo, ed è il momento in cui la differenza tra un concessionario e un sito qualsiasi si vede tutta.
Le forme sono tre, e sono diverse per portata. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Trasversale non vuol dire totale: le sale fisiche restano dentro il RUA, i casinò online pure, ma un sito senza concessione non è collegato a nessun registro.
Il registro è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. I termini di Admiralbet lo dicono con sufficiente chiarezza: la registrazione dell’autoesclusione da parte del concessionario nel RUA ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e durante l’autoesclusione non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, mentre il saldo prelevabile può essere incassato. Nessuno blocca il prelievo: si blocca il deposito, che è l’unica parte che fa danno.
Quanto dura, invece, è materia di calendario e di legge. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Fino al 31 gennaio 2026 il quadro era più frammentato: le condizioni di Admiralbet prevedevano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, mentre una forma parziale di esclusione, secondo la stampa di settore, è partita dal 1° febbraio 2026. Lo scenario che cambia è quello del giocatore a tempo determinato: ha scelto un blocco, e il blocco non si scioglie prima del giorno scritto. Chi non vuole decidere di nuovo, sceglie l’indeterminato e mette nove mesi tra sé e la tentazione.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. È una scelta più importante di quanto sembri, perché passare dal portale statale significa non dover tornare a parlare con il bookmaker che si sta cercando di evitare. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e bet365 lo indica ai residenti in Italia accanto ai propri strumenti di gioco responsabile — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Fondamenti dell’offerta: cosa compone la scommessa e come si legge un palinsesto
Il resto del prodotto è più semplice di come lo racconta il marketing. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore: se qualche marchio online offra concorsi a totalizzatore sulle scommesse sportive non è dato sapere. Il palinsesto — cioè il programma di eventi, compresi quelli ippici e quelli non sportivi, e di tipi di gioco preparato dal concessionario e approvato dall’ADM — è il perimetro dentro cui si può scommettere, e su quell’elenco si legge molto del carattere di un operatore.
Intorno alla quota fissa vivono le forme classiche: singola, multipla e sistema, che è il modo italiano di combinare più partite accettando più di un errore. A queste si aggiungono i mercati — 1X2, Under/Over, GG/NG, DNB («rimborso in caso di pareggio»), handicap, combo, risultato esatto, marcatori — e la parte live, che è diventata la fascia in cui i termini di gioco si complicano. L’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Quel numero vale per quell’operatore e non è una regola di mercato, ma è il tipo di ghiera che nessuno legge e che decide quanto del bonus arriva in tasca.
Il betting exchange è un gioco separato, previsto all’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair, secondo quanto viene riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo resta in capo al concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.
Gli eventi simulati sono la voce che più spesso sfugge a chi legge i termini in fretta. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici o di altro tipo generati dal computer e mostrati tramite animazione o tramite una registrazione di evento reale, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti sono questo, e la tassazione di quella voce segue una regola propria. L’ippica, poi, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) e dell’art. 2, lett. h) — vincente, accoppiata, tris e le formule di tipo quarté e quinté — richiedono una concessione a parte. Se un marchio tratti anche i totalizzatori di ippica nazionale online non risulta.
Il conto economico: quanto costa scommettere 100 € a settimana
Qui si arriva al punto che nessun operatore mette in vetrina, e che vale la pena guardare in faccia una volta sola, con calma.
La simulazione è volutamente banale: un giocatore che si è dato il limite di deposito di 100 € a settimana e lo punta una volta sola su un mercato a due esiti con quote decimali 1,90 e 1,90 — un esempio costruito, non un prezzo quotato da nessuno. Il margine del bookmaker si legge dal payout, cioè dalla quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce: con due esiti a 1,90 il payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 95 %, e il margine è il restante 5 %. Sui 100 € settimanali di puntate, quel margine vale in media 5 € a settimana, che su una stagione di 52 settimane fa circa 260 € l’anno di costo atteso — sempre in media, sempre su puntate ripetute, e mai come conto di una singola giocata. Su una sola schedina da 10 €, il costo medio atteso del margine è di 0,50 €: piccolo perché è piccolo tutto, non perché il meccanismo sia clemente.
Il numero che conta è il confronto. Un mercato a due esiti con quote di mercato oneste ma non generose si muove intorno al 95 % di payout; un mercato costruito peggio, con quote intorno a 1,80 e 1,80, restituisce circa il 90 % e porta il costo medio atteso su 100 € settimanali a circa 10 € a settimana, cioè oltre 500 € in un anno. La differenza tra i due scenari — circa 260 € contro oltre 500 € in dodici mesi, a parità di puntate — è la ragione per cui la quota di un mercato vale più di qualunque promozione, e per cui vale la pena guardare il payout prima del bonus. Una quota più alta non alza la probabilità di vincere: alza quello che si incassa quando si vince.
Il deposito non è turnover, e questo è l’errore di lettura più comune: il limite di 100 € settimanali disciplina quanto denaro entra nel conto, non quanto se ne gioca, e i due importi possono divergere parecchio. Ricaricare è la parte che il limite governa; puntare è la parte che il margine consuma. Chi si dà un limite di deposito e poi fa girare lo stesso saldo dieci volte ha protetto il primo numero e lasciato libero il secondo.
L’imposta unica non esce dalle tasche del giocatore, ma vale la pena sapere dov’è. Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa un’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) pari al 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate giocate e le vincite pagate; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere, e una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Il giocatore su un concessionario ADM non paga nulla sul premio: le vincite vengono tassate alla fonte, la somma arriva netta e non va dichiarata — una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, e per questo il consiglio resta quello di consultare un commercialista.
Siti senza concessione: cosa resta scoperto e quanto rischia chi ci gioca
La parte più sgradevole del conto non è economica. Un sito senza concessione non porta solo condizioni peggiori: porta l’assenza delle tre protezioni che l’elenco dell’ADM garantisce, e in più una conseguenza che ricade sul giocatore e non sull’operatore.
Nessun RUA. I siti senza concessione non sono collegati al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore che ha chiesto l’autoesclusione non è protetto là sopra — e non lo sa, perché il blocco che ha funzionato altrove non gli dice nulla in quel momento. Nessuna vigilanza ADM. La concessione porta con sé protocolli sui limiti, canali di contatto e regole sul palinsesto approvato; fuori da quel perimetro valgono le regole di casa dell’operatore, scritte dove decide lui. Nessuna sede italiana. La concessione italiana implica un titolo legato al sito e un regime che resta fisso per la durata del titolo; un marchio estero risponde alla propria giurisdizione, e il suo titolo non ha alcun valore in Italia.
Poi c’è il versante che il marketing non sfiora mai. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e non solo per chi organizza: l’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, scrive che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non risultano. L’art. 4, comma 4-bis punisce invece la raccolta di scommesse in Italia anche quando il gioco è accettato all’estero.
Il blocco, tecnicamente, funziona come una lista e non come una saracinesca. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso; l’interdizione agisce a livello DNS e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri — un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore: il verbo che usa chi lavora nel settore è «oscurati», e rende l’idea meglio di «bloccati». Per un giocatore italiano la conseguenza pratica è la peggiore possibile: se qualcosa va storto, non esiste un canale di reclamo in Italia, non esiste un registro su cui farsi bloccare, e non esiste una quota di rimborso da nessuno.
Panorami a confronto: dieci concessionari e il loro codice
Nessuna delle dieci righe che seguono è un consiglio, e vale la pena dirlo prima dei numeri e non dopo: la concessione è legata al singolo sito, l’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi, e la posizione in questa tabella non è un giudizio sulla qualità dell’offerta.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul gioco responsabile |
|---|---|---|
| Sisal | Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| SNAI | Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa | — |
| AdmiralBet | Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| StarCasinò | Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Betsson | Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited | — |
| Lottomatica | Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| Betfair | Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | — |
| NetWin | Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | — |
| bet365 | Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Eurobet | Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
C’è una ragione per cui i codici meritano una tabella invece di una riga di prosa, e non è l’ordine. I numeri 16000-16051 sono quasi consecutivi, e questo dice parecchio su quanto è recente l’intera schiera: sono titoli nati dalla gara del 2025, assegnati a un gruppo di aziende che si sono mosse insieme per entrare nel nuovo regime a partire dal 13 novembre 2025. Un operatore con un codice molto distante da questo intervallo, o con nessun codice da esibire nei termini, sta in un’altra storia — e la domanda da fargli non è quanto paghi di bonus ma quale numero di concessione dichiara.
Il resto della tabella è volutamente secco. Dove i termini non coprono un campo il campo resta vuoto, perché riempirlo con una supposizione sarebbe il modo più rapido di rendere inutile tutto il resto. Due aziende su dieci hanno due marchi distinti — Azzurri Limited con StarCasinò e Betsson — e questa è una buona abitudine da acquisire: chi verifica un marchio verifica una società, e la verifica non si trasferisce da un sito all’altro.
Come sono stati valutati e ordinati i dieci marchi
I criteri non sono un punteggio. Sono quattro domande a cui ogni scheda sotto deve rispondere con qualcosa di verificabile, e il loro ordine dice quale pesa di più.
Primo: la concessione e la sua dichiarazione. Ogni marchio di questa lista è un concessionario ADM su un sito .it con un codice, e il codice compare nella valutazione perché è l’unico elemento che un lettore può controllare da solo, senza fidarsi di nessuno. La concessione è il prerequisito, non un merito: senza di essa il resto della valutazione non comincia.
Secondo: la copertura sportiva che i fatti sostengono. Qui la differenza tra i marchi salta fuori dal tipo di prodotto, non dagli aggettivi. Chi ha un’offerta costruita sul calcio e sul live, chi ha un palinsesto larghissimo che arriva agli eventi di spettacolo e di politica, chi ha un exchange con regole proprie: sono tre mercati diversi, e vanno letti come tali.
Terzo: il tipo di bonus e quanto chiede per liberarlo. Un bonus reale sul primo deposito, un bonus di verifica legato all’invio dei documenti, un bonus sport accreditato con SPID: sono tre cose che valgono tre cose diverse, e il tipo non si trasforma per comodità di classifica. Un bonus che non si preleva subito è un impegno, non un regalo.
Quarto: l’app e gli strumenti che il conto porta con sé. Accesso con Touch ID, registrazione con SPID o CIE, limiti impostati all’apertura, cash out, streaming: sono funzioni che cambiano l’esperienza quotidiana e che si vedono nei termini e nelle schede degli store, non nelle pagine promozionali.
L’ordine delle dieci schede che seguono è quello di questa pagina, non una graduatoria certificata da nessuno. Soprattutto: la headline price di un operatore non dice nulla se non si guarda il margine del mercato su cui si scommette, e il margine è la cosa che nessun banner mostra mai. Un bookmaker con una quota di testa brillante su un mercato e una quota mediocre sul resto non è conveniente: è specializzato.
Sisal, SNAI, AdmiralBet e StarCasinò
Sisal apre la lista con la concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. e un’app costruita per chi scommette dal telefono: l’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Non c’è molto altro da dire su questo punto, ed è un bene: l’accesso rapido è la funzione che si usa cento volte e che nessuno mette in vetrina.
Il dettaglio che pesa è un altro. Il lettore che si abitua a entrare con l’impronta digitale smette di digitare la password, e la password era l’unico momento in cui si fermava a pensare a quanto stava per giocare. Un accesso che toglie l’attrito è comodo per l’operatore e comodo per il giocatore, ma l’attrito non era tutto dalla parte sbagliata. Sisal regge il confronto sul prodotto mobile; chi ha bisogno di un limite che si imponga da sé, però, deve impostarlo prima, non dopo.
SNAI porta la concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa e un’app che copre l’intero arco delle scommesse: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È il profilo di chi non vuole cambiare tre app per fare tre cose, e di chi considera il sistema una forma di scommessa e non un residuato.
Il cash out è la funzione più sopravvalutata e più utile insieme, e vale la pena dirla con precisione: chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, che non è mai la quota di mercato. Per un giocatore che ha già incassato la parte buona di una multipla, quella differenza è il prezzo di un’uscita anticipata — e delle volte è un prezzo che vale la pena pagare. SNAI mette lo strumento a disposizione senza decorarlo, ed è la misura giusta.
AdmiralBet è la scheda che in questa lista ha qualcosa in più da mostrare, e la mostra con il codice: concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., dichiarata dall’operatore nei propri termini insieme al sito su cui fornisce il servizio. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
È però la parte sul gioco responsabile a distinguerla davvero, e non per un aggettivo. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: tre parametri, tre orizzonti, e nessuno dei tre è opzionale nel flusso. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La seconda regola è quella che fa il lavoro: chi vuole alzare il tetto deve aspettare una settimana intera, e una settimana è esattamente la distanza tra una serata storta e una decisione presa a mente fredda.
L’autoesclusione segue la stessa logica. Le condizioni di Admiralbet prevedevano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e la registrazione nel RUA blocca depositi, giocate e apertura di nuovi conti presso qualsiasi operatore con concessione ADM lasciando libero il prelievo del saldo prelevabile. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dato che conta per un lettore non è la scala dei giorni, è la clausola sul prelievo: il blocco non sequestra il denaro, e chi crede il contrario rinvia l’autoesclusione per paura di perdere il saldo.
Se questa scheda lascia una conclusione, è sulla direzione in cui sono progettati i vincoli: qui i limiti si scelgono all’apertura e si alzano con un ritardo, e l’autoesclusione convive con il diritto di incassare. È il tipo di struttura che punisce la fretta e non il giocatore, ed è raro abbastanza da meritare la prima posizione.
StarCasinò arriva con la concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited e un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il caso più chiaro di marchio nato altrove e cresciuto intorno al casinò, con il bookmaker come secondo mestiere.
Non è un difetto in sé, ma è un’informazione. Chi cerca solo scommesse sportive trova qui un’offerta che esiste e funziona, dentro un prodotto pensato per un pubblico diverso — e la differenza si sente nella profondità dei mercati più che nella loro presenza. Chi invece alterna casinò e schedina trova tutto in un conto solo, con la comodità e il rischio che questo comporta: un conto che serve due prodotti è anche un conto in cui il limite di deposito si consuma due volte. Azzurri Limited è la stessa società dietro Betsson, e questo rende le due schede vicine più di quanto l’ordine suggerisca.
Betsson, Lottomatica, Betfair e NetWin
Betsson espone la concessione ADM n. 16027, sempre di Azzurri Limited, e l’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista dei mercati è quella canonica del calcio, con i marcatori in più: un’offerta costruita per chi sa già cosa cerca e non vuole scoprire mercati esotici.
La parte interessante è la parola «migliaia». Con migliaia di eventi aperti, la quota di un mercato secondario tende a essere meno generosa di quella del mercato principale, perché è lì che l’operatore recupera il margine che concede in vetrina. Chi scommette sempre su 1X2 di Serie A e chi scommette su un campionato minore alle tre di notte stanno usando due prodotti diversi con prezzi diversi. Betsson copre entrambi gli scenari; il lettore attento guarda il payout del mercato che gioca davvero, non quello che appare nel banner.
Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Qui lo streaming non è un gadget: è la funzione che rende il live utilizzabile, perché senza vedere la partita il mercato live è un numero che si muove senza motivo visibile.
Il rovescio della medaglia è una questione di costi e non di qualità. Lo streaming, i dati in tempo reale e la copertura di campionati stranieri sono voci che l’operatore paga, e le paga con il margine dei mercati live — che è tipicamente il più alto dell’intero palinsesto. Chi guarda la partita e scommette in continuazione paga quel servizio, che gli piaccia o no. Chi scommette pre-match una volta a settimana lo paga senza usarlo.
Betfair porta la concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. e un’app con mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È l’unico marchio di questa lista che sta anche dentro la definizione di exchange, il gioco dell’art. 6, comma 1, lett. e) in cui il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a mettere in contatto.
È qui che il modello cambia il costo, e non solo la meccanica. La documentazione di Betfair, secondo quanto viene riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo resta in capo al concessionario. Un exchange non vende un parere, vende un mercato: chi ci entra deve portare una propria lettura della partita, perché dall’altra parte c’è qualcuno che ne porta una diversa. La sezione Supercombo, però, riporta il prodotto sul terreno classico del quota fissa con le combinazioni a quota maggiorata — e le combo sono il posto in cui il margine aggregato cresce senza che il giocatore lo veda mercato per mercato.
NetWin arriva con la concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. e un’offerta di benvenuto che è il caso più utile di questa lista per capire come funziona un bonus sport: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Notate cosa dice e cosa non dice. È un bonus in denaro reale, non un free bet, quindi la parte che si vince torna incassabile secondo i requisiti di giocata dell’operatore; la verifica del conto è una condizione, non una formalità, e il deposito minimo di 20 € mette una soglia di ingresso bassa. Il tetto di 50 € è anche il tetto di ciò che il bonus può valere. Su un conto verificato e un deposito di 20 €, il bonus massimo teorico è due volte e mezzo il deposito — e chi deposita 200 € per «prendere il 100 %» non prende il 100 % di niente, prende 50 € e ne mette 150 di tasca propria senza che il bonus lo copra.
bet365 ed Eurobet
bet365 si presenta con la concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc e con un posizionamento dichiarato: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il titolo di partner globale è un’informazione sul peso commerciale del marchio, non sul prezzo delle sue quote, e la distinzione vale la pena di essere tenuta ferma.
Sul gioco responsabile l’operatore mette sul tavolo un elenco ordinato: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato ai residenti in Italia. Il numero verde in homepage di un bookmaker è la cosa più facile da stampare e la più difficile da contestare, ed è giusto che ci sia. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto di pubblicità, il quadro legale del Decreto Dignità è quello: la sponsorizzazione della massima competizione europea per club convive con un divieto che vieta qualunque forma di pubblicità, anche indiretta, e la linea di confine tra le due cose è materia per avvocati, non per banner.
La copertura è la più larga della lista insieme a un’altra scheda, e include sport che pochi palinsesti italiani tengono in evidenza. Chi cerca freccette o boxe a un orario decente trova qui quello che altrove sta due sezioni più in basso. Un’ex concessionaria del bando di settembre 2025, secondo quanto riporta la stampa di settore, è stata anche la prima partner di un evento autorizzato dall’ADM a settembre 2026; e il conto di gioco di questo marchio rientra nel pacchetto dei concessionari con protocolli approvati sui limiti. In sintesi: molti mercati, un titolo di concessione regolare, e un livello di margine che conviene confrontare mercato per mercato invece di liquidare con l’etichetta di «operatore grande».
Eurobet chiude la lista con la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale e con il palinsesto più curioso del gruppo: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Non è una lista di ripiego: è una lista di nicchia dichiarata.
Il valore pratico di un palinsesto così è che sposta il confronto su un terreno dove la concorrenza è scarsa. Un mercato con pochi giocatori è anche un mercato in cui il margine tende a essere meno competitivo, e chi scommette su un reality show o su un’elezione non ha molte alternative per farsi concorrenza. Ma lo stesso elenco dice un’altra cosa: Eurobet Italia è la stessa società che gestisce Bwin e Gioco Digitale, e questo la rende la dimostrazione più concreta di come funziona la concessione per sito. Chi vuole confrontare prezzi tra due marchi della stessa società non sta confrontando due operatori: sta confrontando due siti con la stessa concessione a monte.
Domande frequenti su AAMS e sulle scommesse in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e si cerca la società, non il marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy. In alternativa, l’operatore dichiara il proprio numero di concessione nei termini del conto di gioco.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è legata a un singolo sito e un marchio può avere più concessioni per più domini. Il sito .it è la conseguenza tecnica di quel vincolo, e insieme il segnale più facile da leggere: un marchio noto che serve l’Italia da un’estensione straniera sta dicendo qualcosa sulla propria catena di titoli.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni registrate dai concessionari. Può essere trasversale a tutti i concessionari, oppure limitata a uno solo o a una categoria di gioco. Dura fino a 270 giorni o è indeterminata, e durante l’esclusione si può prelevare il saldo ma non depositare.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’abbassamento ha effetto immediato mentre l’aumento richiede sette giorni. Alcuni operatori chiedono anche tetti su ricarica, spesa e tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Un tetto statutario alle puntate non risulta.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna protezione del RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun limite imposto per protocollo e nessuna sede italiana a cui reclamare. L’ADM ricorda che la Legge 401/1989 prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari, e i domini vengono oscurati a livello DNS.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: l’imposta unica la versa l’operatore, il premio arriva netto e non va dichiarato. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi conviene consultare un commercialista, soprattutto per le vincite su siti esteri.
Licenza ADM e sicurezza – pugilatoscommesse
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