Scommesse sul ippica 2026: dove si giocano i cavalli in Italia

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ottobre 30, 2026 — concessioni verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM (ex AAMS), letto il 25 ottobre 2026.

Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Se cercate una sezione «ippica» con i cavalli al centro, in un bookmaker italiano non la trovate. Le corse stanno dentro il palinsesto delle scommesse sportive a quota fissa, nello stesso listino che apre con la Serie A e la Champions League, e il nome del cavallo arriva sotto la voce «Ippica» di quel listino. Per molti lettori è una sorpresa: l’ippica ha la sua legge, i suoi totalizzatori, il suo concessionario storico, e poi sparisce dentro un menu che parla di calcio. Questa convivenza — e la scia di conseguenze che si porta dietro — è il filo che segue la pagina: un mercato dei cavalli molto più grande di quello italiano, due famiglie di giocate che solo la legge tiene distinte, e un margine che entra in ogni quota senza chiedere permesso.

La distinzione che conta arriva prima di ogni quota. L’art. 6, comma 1 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 mette le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, sotto la lett. a), cioè nella stessa voce delle scommesse sportive e delle scommesse su eventi simulati. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno invece alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Chi vi dice «scommetto sull’ippica» può quindi trovarsi davanti a due cose diverse: una giocata a quota fissa su una corsa qualsiasi, oppure un gioco totalizzatore sul prodotto nazionale. Quanto ai totalizzatori ippici nazionali giocati online presso i brand privati, nessun dato dice se qualche operatore li raccoglie. La legge li prevede; l’offerta in rete è un capitolo a parte, e più avanti si vede dove si ferma.

Cosa cambia tra una corsa in piano e una giocata a quota fissa

Il primo passo è capire cosa state guardando quando si apre la pagina di una corsa.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Il galoppo in piano, le siepi e il peso sulle spalle

Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti, lungo una pista rettilinea o ovale. Le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda prendono il nome di National Hunt. Le distanze del piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con misure comuni fra cinque e dodici furlong, cioè da 1,0 a 2,4 km. Chi arriva dal calcio si troverà davanti a un listino dove il numero dei partenti non è un dettaglio di colore: è la variabile che decide se la giocata piazzata esiste e quanto vale.

Poi c’è il peso. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, in base alle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Questa è la differenza strutturale rispetto a una partita: nel calcio le due squadre entrano in campo con le stesse regole, nell’ippica il regolamento della corsa modifica la probabilità di ciascun concorrente prima ancora che il bookmaker apra il mercato. Un handicap con venti partenti non è una gara più difficile da leggere, è una gara il cui esito dipende da un peso deciso in segreteria.

Le corse che riempiono il calendario internazionale

Il calendario è dove l’ippica somiglia di più agli altri sport, e dove se ne allontana di più. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger: tre corse che si corrono a mesi di distanza, su distanze diverse, e che il pubblico segue come una stagione. Nessuna di esse è un evento di un pomeriggio; la competizione è la sequenza.

È anche il modo più onesto di spiegare cosa aspettarsi da un listino italiano. Un Grande Premio, un meeting internazionale, le corse di galoppo che ricorrono ogni anno entrano nel palinsesto, ma il grosso di un «programma ippico» quotidiano è fatto di riunioni minori, con partenti che il lettore non ha mai sentito nominare prima di aprire la pagina. Non è un difetto dell’offerta: è la natura dello sport. Chi scommette sul galoppo lo fa su un numero di corse enormemente più alto di quello di una domenica di Serie A, e su un numero di squadre che non esiste.

La giocata «each-way», che è due giocate

Qui l’ippica fa una cosa che il calcio non fa, e la fa a ogni corsa con abbastanza partenti. Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia: un each-way da 5 sterline costa 10 sterline. Molti visitatori la incontrano per la prima volta senza saperlo, perché su alcune piattaforme la singola e la each-way stanno nella stessa schermata.

Le condizioni di piazzamento variano, e sono quelle che un bookmaker britannico pubblica corsa per corsa. Negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Non sono regole di un singolo operatore: sono le condizioni che il mercato britannico applica, ed è il metro con cui si legge il piazzamento prima di premere il tasto.

Un esempio svolto rende l’idea meglio di qualsiasi definizione. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato: 145 sterline in totale se il cavallo vince. Se arriva secondo o terzo, la metà «vittoria» è persa e resta solo la parte piazzata. È qui che il raddoppio della puntata smette di sembrare un tecnicismo: state comprando una seconda giocata, e come ogni seconda giocata ha un prezzo.

Quanto pesa la quota in un mercato a due esiti

Il margine del bookmaker è la parte di ogni unità puntata su un mercato che non torna indietro. Payout del mercato = 1 ÷ (1/quota₁ + 1/quota₂); margine = 100 % − payout. Su un mercato illustrativo a due esiti a quota 1,90 per parte, la quota di ritorno è dell’ordine del 95 %, quindi il margine si aggira intorno al 5 %: nella pratica, fra il 5 % e il 6 % quando i due prezzi stanno fra 1,85 e 1,95, e oltre il 7 % quando una delle due parti scende sotto 1,60. L’esempio è aritmetica, non un prezzo quotato da qualcuno: serve a mostrare che il margine si legge dalla coppia di quote, non dalla pubblicità della piattaforma.

Vale la pena fermarsi sulla condizione, perché è lì che il margine cambia faccia. Con due esiti a 1,90 e 1,90 i due prezzi sono simmetrici e il margine è la metà della differenza fra 100 % e payout. Quando invece la coppia si allarga — un favorito a 1,40 e un esito opposto a 2,80 — il margine resta nell’ordine di quei cinque punti, ma la sua incidenza sulla parte che state giocando non è la stessa: sul lato corto il margine occupa una fetta molto più alta della probabilità implicita del prezzo. Nella schermata non compare nulla di tutto questo.

La duplice scommessa: le regole che reggono l’ippica reale

C’è un secondo significato di «duplice scommessa ippica», e bisogna separarlo dal primo prima di andare avanti. La each-way è una sola giocata che si sdoppia in vittoria e piazzamento. La multipla — la stessa schedina su più corse — è un’altra cosa, e sta al centro del modo in cui l’ippica si è giocata per decenni. Nel Regno Unito le combinazioni più giocate hanno nomi propri (Yankee, Lucky 15, accumulatore), e chi arriva da una singola sul calcio scopre che il piazzamento in chiave multipla cambia il conto in modo sostanziale.

La ragione non è il gusto della complicazione. Con una multipla, la parte piazzata di ciascuna each-way riduce la probabilità che l’intera schedina crolli sulla prima corsa sbagliata: se avete messo quattro each-way in sequenza, ogni tappa ha due gambe invece di una sola. È lo stesso meccanismo per cui i bookmaker possono permettersi di pubblicare quote lunghe sulle multiple: la probabilità congiunta resta bassa, e il piazzamento è ciò che vi tiene aggrappati alla schedina un po’ più a lungo.

Un altro significato ancora è quello del gioco a totalizzatore, dove non c’è una quota fissata all’inizio ma un montepremi diviso fra i vincitori. La legge italiana lo prevede come voce autonoma: i giochi di ippica nazionale includono vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, cioè forme di totalizzatore che richiedono una concessione dedicata. Un marchio privato che raccolga quelle giocate online è quindi una cosa diversa da un bookmaker con la sola scommessa sportiva a quota fissa, e nessun dato dice se accada. Prima di cercare la tris in un’app, chiedete al servizio clienti se quel gioco è offerto e con quale licenza.

Una concessione non è un marchio: cosa si verifica davvero

La concessione ADM non si possiede. Si riceve, e non per sempre.

La finestra di nove anni e il bando di settembre

Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto la cornice. Le licenze sono «concessioni» assegnate per gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 3 dà ai vincitori del bando la possibilità di gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Nove anni senza rinnovo sono una data sul calendario di chiunque lavori nel settore, ma anche una conseguenza molto concreta per il giocatore. Il concessionario che oggi vi offre un bonus non ha nessun diritto automatico a farlo anche fra dieci anni, e i requisiti del bando — società di capitali con sede nello spazio economico europeo, piano di investimenti, impegno sui limiti di deposito fissati dall’ADM nel bando (art. 6, comma 5) — dicono che cosa lo Stato ha comprato con quei 7 milioni. Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che rende il periodo prevedibile per l’operatore e per chi ci gioca.

Ogni card di questa pagina arriva dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Nessun marchio ottiene una posizione di favore: la concessione è una condizione di partenza, e il confronto comincia dopo.

Perché la lista dell’ADM non vi dice quali giochi

L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una società può tenerne più di una, e Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ancora più importante: la lista non ha una colonna che dica quali giochi siano coperti. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo.

Questo è il punto in cui si sbaglia più spesso. Trovare un nome nell’elenco non prova che quel sito offra scommesse sportive, e meno che mai scommesse sull’ippica: l’offerta si vede sul sito e sull’app dell’operatore, non in una riga di registro. All’inverso, un marchio che non compare fra le 52 righe non è per questo autorizzato a operare in Italia: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano nell’elenco. Il test è doppio — il nome nell’elenco, e i giochi sul sito — e nessuna delle due metà basta da sola.

La verifica pratica, per chi non ha voglia di navigare i portali pubblici, passa dai termini del bookmaker: gli operatori dichiarano numero di concessione e società titolare nelle proprie condizioni. È la lettura che suggeriamo, perché il numero di concessione sul sito è lo stesso che compare nell’elenco, e il confronto si fa in trenta secondi. Un codice che non corrisponde, o che non esiste, è già la risposta.

Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono oggetto di riscontri.

I limiti di deposito sono una clausola, non un pulsante

La parte della normativa italiana che tocca la giornata di chi gioca non è quella sui reati. È l’art. 15, comma 1, che il concessionario deve tradurre in strumenti concreti sul conto.

Cosa dovete scegliere, e quando

La legge prevede l’autolimitazione su tempo, spesa e perdita; i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, sulla base di protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il deposito non è una decisione che si prende in autonomia ogni volta: è una fascia che dichiarate una volta e che poi vi sta addosso.

Il limite che vi riguarda davvero è il limite di deposito, e ha un comportamento asimmetrico che conviene conoscere in anticipo. L’abbassamento ha effetto immediato; l’innalzamento richiede sette giorni di attesa. Un profilo come Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La conseguenza è meccanica: chi sbaglia il primo numero e ne prende uno troppo basso deve tenerselo per una settimana. Non è una trappola, è un freno, e funziona solo se lo impostate pensando a un mese normale e non al sabato in cui avete deciso di ricaricare.

La cifra che l’ADM fissa nel bando come limite di deposito non è nota. Vale la pena dirlo senza girarci intorno, perché è la domanda che il lettore si fa per prima: il numero non gira, e il limite che vedete al momento dell’iscrizione è quello che la piattaforma vi propone.

La finestra di dieci minuti e la trentina di giorni

C’è poi un limite che non avete scelto voi e che vi riguarda comunque. Senza SPID, dopo la registrazione classica il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Un conto sospeso con saldo dentro non è un conto perso, ma il tempo che ci mettete a sistemare il documento è tempo in cui il denaro non si muove.

Qui la scelta tra i canali di identificazione ha un effetto pratico. Alcuni operatori affiancano alla registrazione con documento i percorsi SPID e CIE: BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha lo SPID già attivo per altre pratiche taglia il passaggio in mezzo, chi non ce l’ha deve mettere in conto una copia del documento e una verifica che non avviene sempre in giornata.

L’autoesclusione copre tutto, se il sito ha una concessione

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

Quel «tutte le piattaforme autorizzate» va letto attentamente, perché è una copertura condizionata. Un sito senza concessione non è collegato al RUA; un giocatore autoescluso che si reiscrive su un .com non trova alcun blocco, e in quel posto è solo. Lo stesso vale per gli avvisi: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento che gli operatori italiani indicano ai residenti in Italia, e bet365 lo riporta fra i propri strumenti di gioco responsabile accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il quadro è semplice: dove la concessione c’è, funziona una rete di protezione; dove non c’è, la rete non è a portata.

Il palinsesto decide, e il palinsesto lo approva l’ADM

C’è un documento che non vedete mai e che decide cosa potete giocare.

Che cos’è il palinsesto, in pratica

L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, corse dei cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, secondo la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.

Il palinsesto non è una vetrina, è un perimetro. Spiega perché due bookmaker con la stessa concessione possano avere listini diversi, perché una competizione nuova appaia da tutti nello stesso periodo, e perché certe discipline — gli esports, per esempio — non si trovino dove ve le aspettate: quali sport e tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non è noto. Cercare una corsa che non c’è è spesso tempo speso contro un limite amministrativo, non contro una scelta commerciale del bookmaker.

Virtuali, simulati e quel che resta fuori

L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: sport, corse dei cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Stanno dentro una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti le espongono con tutta tranquillità. Chi cerca l’ippica trova lì una cosa che sembra ippica e non lo è, ed è giusto sapere che i due mondi hanno basi diverse: l’evento simulato è un prodotto deterministico, la corsa vera no.

Il betting exchange è la voce successiva, e non è una scommessa nel senso in cui lo è una giocata contro il bookmaker. È ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e), con l’art. 2, lett. u) che lo definisce: il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di banco di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Quando l’ippica è due cose in una legge sola

Chiudiamo il cerchio del punto di partenza. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a) insieme alle scommesse sportive e a quelle sugli eventi simulati. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e chiedono una concessione propria, dove l’art. 2, lett. h) definisce la categoria come giocate di tipo totalizzatore. Se un giorno cercate la tris in un sito privato, non è scontato che la troviate: nessun dato dice se qualche marchio raccolga online i totalizzatori ippici nazionali.

Lo stesso vale per le distinzioni che il lettore dà per ovvie. Le scommesse su eventi che coinvolgono i minori hanno una delibera direttoriale ADM che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Un tetto di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie e il limite di deposito fissato in registrazione.

Quanto si incassa, e chi paga il conto al posto vostro

Arriviamo alla parte che interessa a chi ha già vinto. E qui conviene essere noiosi e precisi.

Il calcolo della vincita

Il conto è quello di sempre: ritorno = puntata × quota; utile netto = puntata × (quota − 1). Una singola da 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 €, di cui 8,50 € sono utile. Una multipla non somma le quote, le moltiplica: due eventi a 1,85 e 2,10 danno un prezzo unico di circa 3,89, che non è la media dei due. Con le combinate, il margine del bookmaker entra una volta per ogni gamba, ed è per questo che le quote della multipla «sembrano» generose: la probabilità congiunta è bassa molto in fretta.

La tassa la paga il bookmaker, non voi

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è oggetto di riscontri): 24,5 % se la raccolta avviene a distanza, 20,5 % se avviene sulla rete fisica, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi due tassi, contro il 43 % e 47 % di prima. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è una sola, ed è buona notizia: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. È quanto riferisce la stampa di settore, che parla appunto di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla; la nota è riportata dalla stampa e non da una pagina dell’autorità fiscale, quindi se avete una posizione particolare vale la pena consultare un commercialista. Il punto di sostanza, per chi gioca sull’ippica italiana, è che la quota che vedete è quella che incassate.

Il quadro si ribalta fuori dal perimetro. Le vincite da siti non autorizzati o esteri vanno dichiarate come redditi diversi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Non è consulenza fiscale, e anche in questo caso il commercialista è la persona giusta.

Quando il margine è una tassa che non si vede

Prima di guardare i marchi, vale la pena mettere insieme la tassa dello Stato e quella del bookmaker, perché sono due prelievi che passano dallo stesso punto: la quota.

L’imposta unica è calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, quindi non è una percentuale della puntata. Chi legge «24,5 %» e pensa «un quarto della mia giocata» sbaglia di grosso, e il dettaglio operativo — bonus accreditati sì o no nella base imponibile — non è noto. Il costo che vi riguarda non è quella percentuale: è già dentro la quota, e si legge dalla coppia di prezzi del mercato.

Facciamo i due conti con un caso concreto, e ragioniamo su dove finisce il segno meno. Una singola da 10 € a quota 1,85 su un mercato illustrativo a due esiti con payout intorno al 95 % ha un valore atteso negativo di circa 49 centesimi, cioè poco meno del 5 % di 10 €: il margine incorporato nel prezzo, non una commissione applicata al momento del pagamento. Il valore atteso di quella singola è una stima statistica su molte giocate nelle ipotesi qui descritte, non un risultato garantito e tanto meno una previsione sull’esito della corsa.

Il quadro cambia se l’informazione è asimmetrica, e chi ha occhi per leggere il cosiddetto «overround» può ridurre quel costo medio. Chi punta a occhio, sulla prima quota che gli sembra alta, quel costo lo paga per intero. La differenza fra i due lettori non sta nell’abilità di prevedere il vincitore: sta nel saper riconoscere quando il prezzo incorporato è sopra la media e quando è sotto. È l’unico margine di manovra che il giocatore ha davvero, e non richiede nessun software: richiede due divisioni e la pazienza di farle prima di premere.

Fondamenta: criteri di valutazione e classifica di 10 bookmaker

La concessione è un requisito e non un metro di qualità, e questo dice già come va letta la lista che segue. Tutti i dieci marchi hanno una concessione ADM per il gioco a distanza e un sito .it; sotto il profilo dell’ippica, ciò che li distingue è quello che le loro app e i loro listini dichiarano, non il numero di codice. Mettiamo i dieci sullo stesso piano di partenza: titolare della concessione, codice, e ciò che l’operatore stesso dice della propria offerta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.
Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul programma di gioco
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. L’app dichiara l’identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni)
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live

Una riga su dieci nomina l’ippica. bet365 lo fa nel proprio posizionamento sportivo, con la Premier League, la Champions League, la boxe, le freccette, il basket, il golf, il tennis e le corse; Sisal la colloca accanto alle scommesse sportive, ai giochi di casinò e a Sisal Tipster, e la sua app dichiara oltre 1.000 eventi sportivi al giorno, più di 15.000 eventi live e la diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Negli altri otto elenchi l’ippica non compare: non perché non ci sia, ma perché il materiale di cui disponiamo non la nomina, e una riga di tabella non si scrive con un’inferenza.

Il lettore che cerca le corse trova quindi una situazione curiosa: il cavallo c’è dove il bookmaker ha ritenuto di dirlo, e altrove è una riga che si scopre solo entrando nel listino. Prima di registrarsi conviene aprire la sezione «Ippica» del sito, guardare il numero di riunioni di quella giornata, e farsi un’idea dell’ampiezza del programma. È un controllo da trenta secondi che vale più di qualunque colonna.

La classifica: i dieci marchi, uno per uno

L’ordine è quello della lista e non una graduatoria di merito: fissato l’ordine, ognuno si giudica su ciò che porta. Nessuno dei dieci è qui per i cavalli in particolare, e chi ve lo raccontasse diversamente starebbe vendendo qualcosa.

SNAI: il cash out come argomento principale

SNAI è Snaitech Spa sotto la concessione ADM n. 16032, su SNAI. La sua app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Nessuna voce, in quello che l’operatore dichiara, riguarda le corse. Chi legge la riga vede un bookmaker sportivo generalista con un catalogo di mercati di calcio molto articolato — risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori — e il cash out come funzione trasversale. È un profilo che funziona su una schedina lunga, dove il cash out è l’unico modo di uscire da una multipla già in bilico. Su una corsa, il problema è un altro: il cash out presuppone che l’operatore abbia un mercato attivo e liquido per riprezzare la giocata, e nelle corse minori questo è il primo servizio che salta.

Il giudizio: SNAI regge il confronto su chi vuole una piattaforma sportiva completa dove il cash out è la funzione che usa davvero; per l’ippica pura il catalogo dichiarato non offre argomenti, e la corsa è una voce dentro un listino molto più grande.

Betsson: la profondità del live

Betsson è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, su Betsson. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Migliaia di eventi pre-match e live è una dichiarazione di scala, e la scala è ciò che conta quando si cerca quello che non si trova: un catalogo dichiaratamente sterminato ha più probabilità di contenere una riunione minore rispetto a un listino concentrato sui grandi campionati. La combinazione con il casinò dice però qualcosa di più della semplice ampiezza: Betsson è un marchio con una gamba forte nel gioco da tavolo, e il giocatore che cerca solo il cavallo sta usando metà del prodotto.

Il giudizio: la copertura live dichiarata è l’argomento più solido per chi vuole restare dentro l’evento dopo il via; chi invece cerca un’interfaccia costruita intorno all’ippica non trova qui nessuna indicazione in quel senso, e la profondità è quella di un catalogo generalista.

Betfair: la variante exchange e le sue regole

Betfair è Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028, su Betfair, ed è descritta come il primo exchange, con quella concessione. La sua app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’exchange si gioca con regole che non esistono altrove. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di banco di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Sono due regole che cambiano l’esperienza più di un bonus: la prima stringe sul taglio minimo, la seconda toglie la voce fiscale dalle spalle di chi vince. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.

Il giudizio: per il giocatore che vuole fare il prezzo invece di accettarlo, il modello dell’exchange è l’unico strumento strutturale della lista, e Betfair è l’unico nome associato a quel modello; per chi vuole semplicemente scegliere una quota dal listino, quella complessità in più è un costo di apprendimento senza contropartita.

BetFlag: il percorso di identificazione e il bonus sul deposito

BetFlag è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, su BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Qui l’argomento della scheda è doppio, e il primo pezzo è quello che non si nota. SPID e CIE accanto alla registrazione classica significano che l’onboarding può chiudersi senza spedire un documento e senza rischiare il blocco dei prelievi dopo trenta giorni. Il secondo pezzo è un bonus sul deposito: il 100 % del primo deposito fino a 5.000 € è una proposta che cresce con quanto mettete dentro, il che per chi punta cifre serie è l’opposto di un buono regalo. Le condizioni di puntata, la quota minima e la scadenza del bonus sono fissate dai termini dell’operatore, e vanno lette lì.

Il giudizio: BetFlag vince il confronto sull’ingresso, non sul catalogo — l’app non dichiara nulla sull’ippica — e la sua proposta è pesante in proporzione a quanto depositate, quindi funziona per chi ha già intenzione di mettere sul conto una cifra non simbolica.

NetWin: l’elenco lunghissimo e i virtuali

NetWin è Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035, su NetWin. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Undici discipline elencate a mano sono un modo di dire una cosa precisa: qui si punta sull’ampiezza, non sulla profondità di un singolo sport. Gli eventi virtuali con partenze ogni due minuti sono il pezzo che merita attenzione, perché sono la versione generata al computer di ciò che un appassionato di cavalli cerca nella realtà. Un virtuale con partenze ogni 120 secondi non è una corsa: è un prodotto deterministico che si consuma velocemente, e il ritmo stretto è la sua caratteristica commerciale più evidente.

Il giudizio: NetWin è la scelta di chi vuole trovare un mercato per qualsiasi cosa, con l’avvertenza che l’ampiezza orizzontale non aggiunge niente alla comprensione di un singolo sport, e che il volume di giocate veloci premia chi ha già una disciplina di spesa impostata.

Lottomatica: streaming e quote in tempo reale

Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010, su Lottomatica. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

È l’unica card in cui lo streaming è dichiarato come funzione legata al gioco live: seguire l’evento in diretta mentre si scommette. Per il calcio è la combinazione più utile che esista, perché permette di vedere quello che il tabellino non dice. Il limite è nel formato: uno streaming serve un evento che si guarda, ed è costruito per competizioni con diritti e telecamere. Le corse hanno un modo tutto loro di essere seguite, e una riunione minore non entra in quel tipo di produzione.

Il giudizio: Lottomatica è la scelta per chi scommette guardando, sul calcio e sui grandi eventi con copertura video; fuori da quel perimetro il valore aggiunto dello streaming si assottiglia fino a sparire.

Planetwin365: la geografia dei campionati

Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, su Planetwin365. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

L’elenco è una mappa: campionati nazionali, coppe, competizioni continentali, e persino la Serie C, che molti bookmaker trattano con sufficienza. Più di 20 tipologie di sport completa il quadro di un operatore che ragiona per copertura geografica e non per evento. La profondità su un singolo sport, in questa descrizione, resta però una deduzione del lettore: ciò che l’app dichiara è l’ampiezza dei campionati, non la densità dei mercati.

Il giudizio: chi segue una squadra di provincia e vuole trovarla in listino anche nelle serie minori ha qui l’argomento più concreto della lista; chi cerca un trattamento specialistico di una disciplina di nicchia non trova nella scheda nessuna promessa in quel senso.

Eurobet: il palinsesto fuori dagli sport

Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, su Eurobet.it. La sua app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Gli scacchi, i reality show e le elezioni sono la parte interessante della riga, perché dicono che cosa significa «palinsesto approvato dall’ADM» quando lo si porta alle estreme conseguenze: non solo sport, ma eventi non sportivi, con la stessa struttura di quota. Un operatore che quota un’elezione ragiona su eventi verificabili e datati, non su una prestazione atletica. È una logica coerente, e spiega anche perché un cavallo e un festival musicale possano stare nello stesso menu.

Il giudizio: Eurobet è la piattaforma per chi legge il listino come un mercato di eventi e non come un calendario sportivo; per l’ippica la scheda non offre appigli, e la varietà orizzontale è un pregio che non si traduce in profondità su una singola disciplina.

Sisal: il catalogo più grande e l’ippica accanto

Sisal è Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, su Sisal. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

È la scheda più densa della lista, e la parte che conta è la menzione esplicita dell’ippica accanto alle scommesse sportive. Non dice quante corse, non dice quali riunioni: dice che l’ippica è una voce riconosciuta dell’offerta. Le tre regole del bonus — titolarità di un conto, registrazione, prima ricarica — sono le condizioni di accesso, e la spendibilità su tutti gli eventi in palinsesto è ciò che lega il bonus al listino invece di chiuderlo in un reparto. I requisiti di puntata e la quota minima non sono indicati, e vanno letti nei termini.

Il giudizio: sul catalogo dichiarato Sisal sta davanti agli altri, mille eventi al giorno e quindicimila live non sono una promessa che si fa per caso; se la vostra ricerca è «un bookmaker dove l’ippica è dichiarata», questa è la riga da leggere per prima.

bet365: il nome internazionale e l’ippica nel posizionamento

bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, su bet365. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Un’accettazione di scommesse su otto discipline, l’ippica in mezzo, è il posizionamento di un operatore che ragiona in scala globale e non per mercato locale. Il partnership con la Champions League è un titolo commerciale, e un bookmaker che si descrive come partner ufficiale di una competizione europea sta dicendo che vuole essere il primo nome per quel tipo di evento. La riga sul gioco responsabile, con il numero verde, è quella che merita la lettura più attenta: i limiti di versamento sono uno degli strumenti che l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario, e qui sono dichiarati in modo esplicito.

Il giudizio: sul versante dell’ippica questa è una delle due righe della lista che la nominano, e la densità dei mercati internazionali di un operatore di quella taglia è l’argomento per chi cerca corse estere; sul piano italiano, la parte regolamentare e gli strumenti di tutela sono il punto in cui la scheda è più solida.

Un’ultima riga: cosa non troverete in questa lista

Nessuna delle dieci schede dichiara un numero di concessione vicino ai totalizzatori ippici nazionali. Nessuna dichiara la raccolta online dei giochi di ippica nazionale. La concessione per il gioco a distanza non è la concessione per la tris, e questa distinzione è la cosa più utile che si porta a casa dalla lista: il cavallo che cercate in un listino a quota fissa non è il cavallo del totalizzatore.

Il conto che nessuno mette in vetrina

Rimettiamo in fila i passaggi che portano dal deposito al prelievo, perché ogni passaggio ha una clausola che costa.

Prima di tutto il limite di deposito, scelto in registrazione, che si abbassa subito e si alza dopo sette giorni. Poi il conto da convalidare entro trenta giorni se manca lo SPID. Quindi il margine del bookmaker, che entra nella quota e non si vede: su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 per parte il ritorno è dell’ordine del 95 %, con un margine che si aggira intorno ai cinque punti percentuali, e chi gioca a occhio paga quella cifra per intero. Infine l’imposta unica, che il concessionario versa sulla differenza fra puntate e vincite — 24,5 % a distanza, 20,5 % sulla rete fisica — e che il giocatore non vede mai, perché non è una voce del conto.

Tre di queste clausole stanno dalla parte del giocatore. Il limite di deposito lo protegge da se stesso, e il ritardo di sette giorni è il suo meccanismo. La convalida del conto impedisce che un account fantasma resti aperto. La tassazione alla fonte elimina una scadenza fiscale dalla vita di chi vince, e non è una cosa che succeda dappertutto: lo stesso vincitore su un sito estero si trova a dichiarare redditi diversi per l’intero importo ricevuto, senza detrazioni, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Quello che resta nelle mani del giocatore è il margine. Non si può negoziare, non si può attendere, si può solo leggere. Le due divisioni necessarie per stimare il payout di un mercato a due esiti sono l’unico strumento di difesa che il giocatore porta a casa senza costi, e servono a distinguere il momento in cui il prezzo è nella media da quello in cui non lo è.

Domande frequenti sulle scommesse ippiche

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM, che l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce come il programma di eventi sportivi — corse dei cavalli comprese — e non sportivi, con i tipi di giocata, predisposto dal concessionario. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno, come la Setka Cup autorizzata a settembre 2026.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La lista non indica i giochi coperti: l’offerta si verifica sul sito.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: una singola da 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 €, di cui 8,50 € di utile. In una multipla le quote non si sommano ma si moltiplicano, quindi due eventi a 1,85 e 2,10 danno un prezzo unico di circa 3,89, e il margine entra una volta per ogni gamba.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote del mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di ritorno, e il margine è 100 % meno quella. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 il ritorno è dell’ordine del 95 %, con un margine che si aggira intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. È quanto riferisce la stampa di settore, che parla di vincite «tassate alla fonte»; per una posizione personale conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e l’abbassamento ha effetto immediato mentre l’innalzamento richiede sette giorni; l’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede altri limiti sulle somme depositate, fissati dal concessionario secondo età e comportamento su protocolli approvati dall’ADM.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»