Scommesse sul cricket 2026: chi ha la concessione ADM e cosa resta in tasca dopo il bonus

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Dati aggiornati a Ottobre 30, 2026; concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Il cricket entra nella schedina italiana dalla porta di servizio, e conviene dirlo subito: un bookmaker con concessione ADM non costruisce il suo palinsesto intorno a un Test match. Costruisce intorno alla Serie A, e il cricket ci sta dentro quando ci sta. Chi cerca «scommesse sul cricket» spesso immagina una sezione dedicata, ordinata per tornei, come accade per il calcio. Nella pratica trova una disciplina che vive dentro un listone generale di sport, con i mercati che il concessionario decide di aprire partita per partita e un palinsesto che ADM approva e amplia evento per evento.

Questa è la prima conseguenza da mettere in chiaro: sul cricket non si scommette perché esiste un’offerta strutturata, ma perché quella partita, quel giorno, è stata ammessa al palinsesto. Il resto del discorso — quote, margine, bonus, limiti — si applica identico al calcio e al cricket, ma il punto di partenza cambia tutto ciò che viene dopo. Chi arriva qui pensando a un palinsesto di cricket come quello di un sito indiano resterà deluso. Chi invece vuole capire come si costruisce una quota a due esiti e quanto trattiene il bookmaker su ogni unità puntata troverà materiale abbondante.

E c’è una seconda cosa che va detta prima di qualsiasi classifica: la concessione ADM è il lasciapassare per operare in Italia, non un bollino di qualità sul cricket. Un nome sull’elenco degli autorizzati non dimostra alcuna competenza su un Test match, e men che meno dimostra che quello sport sia nel suo palinsesto.

Fondamenti: come si scommette sul cricket

Il cricket è uno sport di inning, e questa parola spiega da sola perché un bookmaker italiano lo tratti con prudenza. Una partita non finisce perché è scaduto il tempo: finisce quando entrambe le squadre hanno battuto — o quando è chiaro che non ci riusciranno. Sono 11 i giocatori per squadra, e i formati internazionali sono tre: Test match, One Day International e Twenty20. Da questi tre contenitori nascono mercati diversi, con logiche di prezzo diverse, e il punto è che il risultato non è sempre una vittoria o una sconfitta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Prendete il Test match. Dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra, almeno novanta over al giorno. Cinque giorni. Un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio, e il pareggio non è un evento raro, non è la coda della distribuzione: è un esito fisiologico che in alcuni contesti si verifica spesso. Per chi scommette questo significa una cosa sola, e vale la pena impararla bene prima di mettere un euro: nei mercati a due esiti di un Test match il pareggio non è coperto, quindi la vostra giocata può semplicemente sparire dalla partita senza che nessuno abbia vinto.

Over, inning e pareggi: la meccanica che decide il mercato

Negli ODI la struttura si stringe. Ogni squadra batte per 50 over fissi, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un tie — di nuovo un esito che non è né vittoria né sconfitta. Ma qui si aggiunge il pezzo che rende il cricket un caso a parte nel listone: la pioggia. Negli ODI condizionati dalla pioggia è di solito il metodo Duckworth-Lewis-Stern a stabilire il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppi pochi over — di solito meno di 20 — l’incontro è dichiarato senza risultato.

Fermatevi su quest’ultima frase, perché è la più costosa della pagina. Una partita senza risultato è, per il mercato a due esiti, un rinvio: la giocata torna indietro, la serata è finita, l’occasione che avevate visto è evaporata. Nei Test match il rischio si chiama pareggio; negli ODI si chiama Duckworth-Lewis-Stern e no-result. Sono due facce dello stesso problema: nel cricket la partita può non produrre il tipo di esito su cui avete puntato, e non per un colpo di sfortuna dell’ultimo minuto, ma per come lo sport è costruito.

Il Twenty20 è il formato che un bookmaker italiano guarda con più simpatia, e non è un mistero. Ogni squadra batte al massimo 20 over, 120 lanci regolari; un lanciatore può lanciare al massimo quattro over; un incontro in parità si decide con un super over. Una sera, un risultato, nessun quinto giorno da gestire. È la ragione per cui un T20 o una partita di franchigia sono i candidati più naturali a comparire in un palinsesto, mentre un Test match che si trascina per giorni lo è molto meno: un bookmaker che deve prezzare un mercato con un pareggio strutturale e un’interruzione per pioggia dentro deve tenere un margine più largo, e quel margine lo paga chi scommette.

Panorami di mercato: chi ha la concessione ADM e cosa dichiara nei suoi termini

I dieci operatori raccolti in questa comparazione sono brand presenti sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con il proprio sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e il concessionario porta raramente il nome del marchio: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro StarCasinò c’è Azzurri Limited, dietro bet365 c’è Hillside (New Media Malta) Plc. La tabella mette accanto il numero di concessione, l’azienda che lo detiene e quello che i termini dell’operatore dicono sul nostro tema.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. L’app elenca calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; il cricket non compare
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app indica Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Palinsesto dichiarato su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei di calcio più di 20 tipologie di sport, con risultati in diretta
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008 — Betflag S.p.a. Apertura conto tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet settimanale su multipla con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

La colonna di mezzo è quella che conta davvero, e la ragione è meccanica: la concessione è legata a un sito, e l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. In altre parole: essere nell’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto, la sua app. La tabella sopra è costruita esattamente così, e nessuna riga promette cricket dove i termini parlano d’altro.

Se leggete le dieci righe una dopo l’altra noterete una cosa: nessuno dei dieci dichiara il cricket tra gli sport della propria app. Non è un caso e non è una svista di questa pagina. È la fotografia di un mercato in cui il cricket non è un pilastro del listone, e chi vuole giocarci deve verificare partita per partita cosa è stato aperto e ammesso al palinsesto. Il resto dei mercati — il calcio, il tennis, il basket — è quello che gli operatori mettono davanti, ed è quello su cui i loro numeri sono costruiti.

Normativa e vigilanza: la concessione è per sito, non per azienda

Qui la posta cambia, perché da questa parte non si tratta di scegliere un’offerta ma di sapere se il soggetto con cui state trattando ha il diritto di prendere la vostra giocata. Il regolatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — e il quadro di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

La prima cosa da fissare è che in Italia non esistono licenze aperte. Esistono concessioni, assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alle lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una stessa società può detenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ed è esattamente qui che nasce la trappola più frequente per chi legge una comparazione: un posto in classifica non è una concessione, e un concessionario con tre siti non ha tre volte i diritti — li ha su ciascun sito, con le stesse regole.

Cosa è ammesso al palinsesto, e perché conta per il cricket

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse di cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026, ad esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner. Quali discipline e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è dato sapere in anticipo: lo si scopre guardando cosa un operatore apre, non leggendo un elenco.

Per il cricket questo è il vincolo che spiega tutto il resto. Non c’è un diritto acquisito a trovare un mercato su un T20, non c’è una sezione garantita. C’è un evento che entra nell’elenco approvato e un concessionario che decide se aprirlo e a che quota. Gli eventi simulati — art. 2, lett. v), le scommesse su eventi sportivi e ippici simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — rientrano in una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti dei concessionari lo testimoniano. L’ippica, invece, è due cose distinte: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (lett. c), con la definizione dell’art. 2, lett. h) di giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Che una marca prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marche gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è però un capitolo aperto. Non esiste, allo stato, un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che mordono sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.

Chi offre senza concessione, e cosa rischia chi ci gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso, il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «scomparsi».

Poi c’è il lato che quasi nessuna comparazione scrive, e che ADM invece scrive con chiarezza. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM ricorda il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e — questa è la parte che riguarda il lettore — «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una minaccia di maniera: è la regola lato giocatore come l’autorità la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, ma la norma è lì.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò: è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa enuncia la Legge 401, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere che in Italia non valgono niente, e restano una zona senza tutele: nessuna limitazione obbligatoria, nessun RUA, nessuna via italiana per far valere un credito. Chi ci gioca lo fa a proprie spese, e questa non è una metafora.

Prevenzione e tutela: i limiti che l’operatore deve offrire

Il capitolo dei limiti vale più di qualsiasi quota, perché è l’unica parte dell’offerta che protegge il giocatore invece di prezzarlo. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, alla lett. a) autolimitazioni di tempo, di spesa e di perdita; alla lett. b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

A registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. È un meccanismo pensato bene e vale la pena dire perché: la riduzione immediata e l’aumento ritardato significano che il momento in cui siete più lucidi — quello prima di giocare — è anche l’unico in cui potete cambiare idea in fretta. Il contrario non avrebbe senso e, per una volta, la regola ha il senso dalla parte giusta.

Il caso di Admiralbet mostra la struttura tipica: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Si noti che qui i limiti sono tre — ricarica, spesa, tempo — e non uno. Chi pensa «tanto spendo poco» spesso scopre che il limite che lo avrebbe fermato non era quello di deposito.

Autoesclusione, RUA e quel che resta fuori dalla rete

L’autoesclusione è il punto in cui la concessione ADM mostra il suo valore più concreto. Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Non solo il sito dove avete chiesto l’esclusione: la rete intera. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

Ed è qui che si vede il buco, perché il RUA è fatto di concessioni. Un sito senza concessione non è connesso al registro, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com senza concessione non è protetto da nulla: l’esclusione che ha chiesto, e che in Italia funziona, su quella piattaforma semplicemente non esiste. Chi ha un problema di controllo e pensa che l’autoesclusione sia una rete di sicurezza deve sapere che la rete ha una maglia larga esattamente della forma dei siti che restano fuori dalla rete.

Sul versante dell’età e dell’identità le regole sono altrettanto concrete. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID — Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. BetFlag, sul proprio sito, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati. Chi ha in mente di prelevare in fretta farà bene a risolvere l’identificazione il primo giorno, non il trentesimo: è il punto in cui un prelievo si blocca, e non c’è margine di trattativa.

Sul gioco responsabile bet365 indica nelle proprie informazioni periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero che vale la pena avere a portata di mano prima che serva, non dopo.

Calendario e competizioni: quale cricket entra in un listone

Il cricket è governato dall’International Cricket Council, l’ICC. Dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. È una struttura che produce un calendario internazionale denso, ma distribuito in modo molto disomogeneo rispetto a quello che un bookmaker italiano ha interesse ad aprire.

Il torneo più recente di grande richiamo è la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre. L’ha vinta l’India, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo così — sede doppia, venti squadre, tre settimane scarse, partite ogni giorno — è il tipo di evento che un operatore guarda con attenzione, perché concentra l’attenzione e produce molti mercati in poco tempo. Un Test match che si allunga per cinque giorni fa l’opposto: impegna il reparto di prezzatura a lungo per un numero di giocate che non giustifica lo sforzo.

Perché il calendario conta più della classifica

La differenza tra un formato e l’altro non è una questione di gusto. È una questione di rischio incorporato nella quota. Dove il regolamento prevede esiti che non sono né vittoria né sconfitta — il pareggio nei Test match, il tie e il no-result negli ODI — il bookmaker deve allargare il margine, e lo allarga su chi scommette. Dove il formato è compatto e il risultato arriva in una sera, il prezzo può essere più stretto. Per questo i mercati che un operatore apre con più disinvoltura sono quelli dei T20 e delle partite di franchigia: non perché siano più facili da prevedere, ma perché sono più semplici da prezzare.

C’è poi il vincolo del palinsesto, che nessuna classifica di bookmaker può aggirare. Una scommessa si prende solo su eventi ammessi al palinsesto approvato, e ADM li aggiunge uno per uno. Questo significa che la disponibilità del cricket non dipende dalla bravura dell’operatore ma dalla composizione dell’elenco autorizzato: se una partita non è dentro, nessuna quota esiste, per nessuno. Chi si aspetta di trovare la stessa copertura di un sito indiano su una serie bilaterale di Test match resterà sorpreso. Chi invece confronta due operatori italiani sul cricket deve confrontare due palinsesti che nascono dallo stesso elenco, e le differenze saranno più piccole di quanto la pubblicità suggerisca.

Come si valuta un bookmaker sul cricket: criteri e classifica

Valutare un operatore per il cricket è un esercizio strano, perché il cricket è la parte più piccola dell’offerta. I criteri che seguono servono a stabilire se, dietro un listone costruito sul calcio, c’è qualcosa che regge quando il tempo stringe: la quota giusta, il mercato aperto, il prelievo che arriva.

Il primo criterio è la titolarità. Non il numero di sport, non la grafica dell’app: il numero di concessione e l’azienda che lo detiene, scritti nei termini dell’operatore. La concessione è per sito, quindi va verificata per il sito su cui state per depositare. I brand qui raccolti sono su quell’elenco, con i codici che la tabella riporta.

Il secondo è la profondità reale del palinsesto. Un operatore che dichiara centinaia di eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, come fa Sisal nella propria app, sta descrivendo un listone enorme; ma il numero grande non dice nulla su quel singolo sport che vi interessa. Conta quante partite di cricket sono aperte, con quanti mercati, e se il live c’è.

Il terzo è la struttura dei mercati. Un catalogo ricco di tipi di giocata — singola, multipla, sistema, combo, mercati a risultato esatto — è un vantaggio solo se il tipo che vi serve è coperto sullo sport che vi interessa. Betfair elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più una sezione Supercombo a quote maggiorate; Sisal mette in campo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, oltre alla funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sono nomi che dicono molto sull’ingegneria del prodotto e nulla sul cricket, ed è giusto leggerli per quello che sono.

Il quarto è la liquidità del live e la qualità dello streaming. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; Lottomatica offre quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Per il cricket questo criterio pesa più che altrove, perché è uno sport in cui la partita cambia in modo continuo e il prezzo live è la parte più interessante del gioco — sempre che quel mercato sia aperto.

Il quinto è il costo vero dell’offerta: requisiti di puntata del bonus, quota minima, termine di scadenza, tetto alle vincite della freebet. Sono le voci che decidono se un bonus da 100 % è un regalo o un impegno, e vale la pena leggere di cosa si tratta prima di guardare l’importo in grande.

Il sesto è la solidità dei limiti e dei prelievi: come si alza e si abbassa un limite, se il conto è validato, se il prelievo ha una via rapida. Su un sito dove l’identificazione non è completata il prelievo non parte, e tutta la discussione sui criteri precedenti diventa accademica.

Il margine: come si legge dalle quote quello che il bookmaker trattiene

Qui arriviamo all’unico numero di questa pagina che non dipende da quale marca scegliete, ma da come funziona un mercato. Prendiamo un mercato a due esiti con quote decimali 1,90 e 1,90. Non è una quota quotata da nessun operatore: è un esempio, ed è il modo più pulito per far vedere il meccanismo. Sommando i reciproci delle due quote — uno diviso 1,90 due volte — si ottiene la quota di payout del mercato, cioè la parte di ogni unità puntata che quel mercato restituisce complessivamente. Il complemento a uno è il margine del bookmaker, quel tanto che il mercato incassa su ogni unità giocata a prescindere da chi vince.

Con le due quote a 1,90 il payout si colloca nell’intorno del 105 %, il che non è possibile — un payout sopra il 100 % significherebbe che il mercato restituisce più di quanto incassa. È il punto che rende l’esempio utile: a 1,90 e 1,90 non esiste una coppia di quote reali su un mercato a due esiti in equilibrio, perché la somma dei reciproci supererebbe l’unità. Il margine, per una coppia del genere, non è calcolabile come margine positivo: è una costruzione illustrativa. Nella pratica un mercato a due esiti prezza i due lati in modo che la somma dei reciproci resti sotto l’unità, e quella differenza — che in un margine ordinario su un mercato a due esiti si aggira intorno ad alcuni punti percentuali, variando per sport, competizione e liquidità del momento — è ciò che pagate a ogni giocata. Su un Test match con un pareggio strutturale e un rischio pioggia dentro, quel numero tende a salire; su un mercato liquido di una competizione seguita, tende a stringersi.

Ricavare il margine dalle quote è l’operazione più utile che un giocatore possa imparare, perché trasforma due prezzi apparentemente generosi in un numero confrontabile. Ma vale la pena ricordare l’assunzione: è una stima statistica su un mercato completo, non una previsione su una singola giocata. Un mercato con margine basso resta un mercato che, mediamente, restituisce meno di quanto incassa; la differenza è quanto, non se.

I criteri in pratica: dieci operatori a confronto

Le schede che seguono descrivono i dieci operatori nell’ordine dato, ciascuno con quello che lo distingue nella comparazione. Non è una classifica di qualità sul cricket, perché sul cricket nessuno dei dieci si pronuncia: è una lettura di cosa un giocatore trova davvero, sport per sport e termine per termine.

NetWin: un listone costruito sugli esports e sui virtuali

NetWin, concessione ADM n. 16035 per Netwin Italia S.p.a., presenta nella propria app un catalogo che va dal calcio al tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf e baseball, fino agli esports, con centinaia di eventi virtuali e partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il cricket non figura tra le discipline dichiarate.

Quella sequenza dice qualcosa di preciso. Un operatore che mette gli esports in fondo alla stessa lista in cui stanno calcio e tennis, e che spinge i virtuali con partenze ogni due minuti, sta chiaramente costruendo il prodotto sulla frequenza: eventi che si aprono e si chiudono in fretta, prezzabili con margini stabili e senza il rischio di un esito che non arriva. È una scelta razionale e non c’è niente di scandaloso. Ma il giocatore che cerca un mercato su una partita reale che dura tre ore deve sapere che quella frequenza non è pensata per lui. Su NetWin, per il cricket, l’unica via sensata è verificare nel palinsesto se l’evento c’è.

Lottomatica: il calcio italiano con quote e risultati in tempo reale

Lottomatica, concessione n. 16010 per Goldbet Better Organization Italy S.p.a., copre nell’app Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il concessionario merita una nota a sé, perché è lo stesso di Goldbet: due siti, un’unica società. Per chi confronta offerte questo è un dato operativo prima che commerciale — due marchi distinti possono condividere struttura di prodotto, piattaforma e regole, e trattarli come due alternative indipendenti è un errore di lettura. La copertura dichiarata è tutta concentrata su calcio e motori, i due sport dove il live italiano ha più liquidità. La combinazione di risultati in tempo reale e streaming è utile a chi scommette in corso d’evento, purché il mercato che interessa sia aperto; sul cricket il vincolo resta il palinsesto, non la tecnologia.

bet365: il partner globale della Champions e il perimetro del palinsesto

bet365, concessione n. 16030 per Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

La lista è interessante proprio per come è fatta: accanto ai grandi campionati stanno boxe, freccette e ippica, cioè sport dal calendario fitto e dai mercati semplici da prezzare. È un profilo internazionale, costruito su un partner commerciale di primo livello, che però in Italia opera dentro il perimetro del palinsesto approvato. E quel perimetro è stato ampliato proprio con bet365 protagonista: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con l’operatore come primo partner. È l’esempio pratico di come nasce la disponibilità di un evento: non dal catalogo dell’operatore, ma dall’elenco approvato.

Goldbet: schedine di ogni tipo, dal vivo al sistema

Goldbet, concessione n. 16009 per Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la stessa società dietro Lottomatica — permette nell’app di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La varietà di tipi di giocata è il vero contenuto di questa scheda, e vale la pena dire cosa significa in pratica: la multipla e il sistema pongono problemi di prezzo diversi dalla singola, perché il margine non si somma ma si moltiplica attraverso le gambe. Un sistema costruito su quote alte è un prodotto che piacerà a chi cerca il colpo grosso; un giocatore che vuole capire il costo reale della propria giocata farà meglio a confrontare il margine di una singola prima di comporre un sistema a cinque gambe. La scheda parla di calcio, e il cricket resta fuori dalla fotografia.

Planetwin365: più di venti sport e risultati in diretta

Planetwin365, concessione n. 16007 per Pwo S.p.a., copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Quel «più di 20 tipologie di sport» è la voce che fa gola a chi cerca discipline fuori dal coro, e insieme la voce che va maneggiata con cautela: un elenco di venti sport spesso comprende discipline con un solo evento aperto al mese. Il numero racconta l’ampiezza del listone, non la densità di ogni disciplina. Con i risultati in diretta accanto, il profilo è quello di un operatore che vuole tenere il giocatore dentro la piattaforma il più a lungo possibile. Su una disciplina come il cricket, la domanda giusta non è «il cricket è tra i venti sport?», ma «quante partite di cricket sono aperte adesso, e con quanti mercati?». È una verifica che si fa in trenta secondi nel palinsesto, e che nessuna descrizione può sostituire.

Betfair: mercati combo e la sezione Supercombo

Betfair, concessione n. 16028 per Betfair Italia S.r.l., propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il nome Betfair è legato al betting exchange, che in Italia è un gioco separato con una sua concessione: il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti in modo anonimo. Sull’exchange italiano la documentazione dell’operatore è riportata indicare regole proprie per i conti, come una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. È l’unico dei dieci dove il modello di prezzo sia strutturalmente diverso da quello degli altri nove, e questa differenza conta più dell’elenco dei mercati: su un exchange non c’è un bookmaker che fissa il margine, c’è un mercato tra giocatori con una commissione sopra.

StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto

StarCasinò, concessione n. 16026 per Azzurri Limited, permette nell’app di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

È la scheda che conferma un fatto strutturale del mercato italiano: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Ed è anche la scheda che spiega perché la concessione per sito non basta a dire cosa un operatore faccia. Il nome dice casinò, la descrizione dice casino-first con un sportsbook dentro, e per un giocatore la domanda diventa semplice: questo è il posto dove voglio portare una giocata su uno sport di nicchia? Chi apre StarCasinò per il casinò troverà quello che cerca; chi lo apre per il cricket troverà un bookmaker di contorno, e conviene saperlo prima.

BetFlag: un bonus sportivo capiente e l’identificazione con SPID e CIE

BetFlag, concessione n. 16008 per Betflag S.p.a., indica sul proprio sito un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il bonus è, in valore nominale, il più capiente dei dieci, e proprio per questo merita la lettura più fredda. Un accredito su saldo del 100 % del primo deposito significa che il bonus non è una freebet con tetto sulle vincite: è denaro che entra nel saldo e da lì si comporta come il resto del saldo. Il che non lo rende gratis. Il valore reale dipende dai requisiti di puntata, dalla quota minima accettata e dal termine entro cui il volume va prodotto — le tre voci che decidono se un bonus da 5.000 € si trasforma in un impegno da migliaia di euro di giocate. Nessun tetto statutario ai bonus né ai requisiti di puntata esiste: queste condizioni stanno nei termini di ciascun operatore, e vanno lette lì, riga per riga, prima di depositare.

La parte dell’identificazione è quella che vale in concreto. Poter aprire il conto con SPID o CIE, oltre al modulo tradizionale, riduce il rischio di trovarsi con il prelievo bloccato per una verifica incompleta: un’identificazione fatta bene il primo giorno è il modo più economico di non discutere con l’assistenza il trentesimo.

Eurobet: dal calcio agli scacchi, fino alle elezioni

Eurobet, concessione n. 16012 per Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

Questa è la scheda più rivelatrice delle dieci, e per un motivo che non ha nulla a che vedere con il cricket. Un operatore che apre mercati su reality show ed elezioni sta dimostrando di saper prezzare eventi senza una tradizione statistica alle spalle, dove il modello non nasce da anni di dati ma dalla costruzione di una probabilità. È la stessa competenza che serve per una disciplina poco battuta, e va riconosciuta. Non significa però che il cricket ci sia: significa che, se un evento di cricket entra nel palinsesto approvato, questo operatore ha gli strumenti per aprirlo. La differenza tra poter prezzare e prezzare è tutta nel palinsesto.

Vale anche una nota sulla concessione: Eurobet Italia S.r.l. è la società che detiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre siti, una concessione per sito, un unico concessionario. Per chi confronta offerte è un promemoria utile: il panorama dei concessionari è più concentrato di quanto l’elenco dei marchi suggerisca.

William Hill: la freebet settimanale legata a una multipla

William Hill, concessione n. 16044 per William Hill Malta Plc, assegna con l’Extra Bet Club una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Questa è la condizione più esplicita delle dieci, e vale la pena smontarla perché mostra come si costruisce un incentivo. La freebet non arriva per aver giocato: arriva per aver giocato una multipla di cinque eventi a quota totale minima 10.0. Cinque gambe a quota 10.0 complessiva significano in media quote intorno a 1,6 ciascuna, e ogni gamba porta con sé il proprio margine: il costo reale per il giocatore sta nella moltiplicazione di quei margini, non nell’importo della puntata minima. Il tetto di 100 € dice il resto: la freebet è da 5 € a settimana, quindi il valore pieno si raggiunge solo giocando venti settimane di stagione, e solo se ogni multipla rispetta le condizioni. Chi non gioca multiple di cinque eventi con regolarità non vedrà mai quella freebet, e lo scoprirà leggendo i termini, non provando.

Depositi, prelievi e ricariche: le regole che stanno fuori dal bonus

Prima di guardare il saldo conviene guardare da dove entra il denaro, perché è il capitolo che decide quanto tempo impiega a uscire. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già fornito al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti di ricarica non possono pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una distinzione che sfugge a molti: la ricarica è un canale di entrata, mai di uscita.

Tra le modalità che le comparazioni mostrano presso gli operatori ADM figurano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai con SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM resta indefinito, e non si conosce alcuna norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore è però non confermata.

La tassa sta dalla parte del concessionario

La domanda che quasi tutti fanno prima di capire il resto è se la vincita si tassi. La risposta, per un giocatore di un concessionario ADM, è che il prelievo non lo riguarda: il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — nella misura del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Sul giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione particolare farà bene a consultare un commercialista.

Le vincite da siti senza concessione o esteri seguono invece una strada completamente diversa, e questo è il costo fiscale nascosto dell’offerta non autorizzata. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi, e senza che questo sia consulenza fiscale, vincite del genere andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Il conto è presto fatto: su un sito senza concessione la vincita non arriva netta, e la differenza tra i due regimi è tanto più grande quanto più grande è la vincita.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che li aggiunge uno per uno. Il palinsesto comprende eventi sportivi e non sportivi e i tipi di giocata preparati dal concessionario. Un incontro di cricket fuori da quell’elenco non può essere prezzato da nessun operatore autorizzato, per quanto il cricket sia tra i giochi ammessi con una concessione per le scommesse sportive.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta il registro pubblico ADM dei concessionari autorizzati, che associa a ogni riga un codice e un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una società può detenerne diversi. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente dimostra il diritto di operare ma non l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive, che si verifica invece sul sito e sull’app dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota decimale; il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di guadagno. In una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo, e il margine di ciascuna si compone con quello delle altre.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato: il risultato è la quota di payout, la parte restituita ai giocatori. Il margine è il suo complemento a uno. Prendendo un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci supera l’unità, quindi quella coppia non è un mercato reale: è un esempio che mostra come si legge il margine dalle quote.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sul concessionario: la somma arriva netta. Le vincite da siti senza concessione o esteri sono invece trattate dall’Agenzia delle Entrate come redditi diversi, da dichiarare per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

A registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcune piattaforme chiedono anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede di norma sette giorni. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è noto pubblicamente.

Quello che resta dopo la lettura

Il cricket in Italia non è un mercato, è una possibilità. Esiste perché l’art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa sugli eventi sportivi dentro una concessione, e perché un evento di cricket può entrare nel palinsesto approvato da ADM. Non esiste, invece, una sezione di cricket garantita, e i dieci operatori qui raccolti non la promettono: le loro app parlano di calcio, tennis, basket, motori, freccette, boxe, esports, spettacolo ed elezioni.

Da qui discendono tre cose, e sono le tre che vale la pena portarsi via. La prima è che il posto in una comparazione non è una concessione, e una concessione non è un’offerta: sono tre verifiche distinte e vanno fatte tutte e tre, nell’ordine. La seconda è che la disponibilità del cricket dipende da un elenco che si aggiorna evento per evento, quindi la domanda da fare a un operatore non è se copra il cricket, ma se quella partita sia nel palinsesto oggi. La terza è che il numero che conta non è l’importo del bonus: è il requisito di puntata che lo accompagna, insieme alla quota minima accettata e al termine per completare il volume. Un bonus da 5.000 € senza queste tre informazioni è solo un numero grande scritto in grande.

E resta il margine, che nessuno mette in vetrina e che nessuna concessione riduce. È incorporato in ogni quota, cresce dove il rischio cresce — un Test match con il pareggio dentro, un ODI con la pioggia in arrivo — e si stringe dove il mercato è liquido e la competizione seguita. Un giocatore che impara a ricavarlo da due quote sa una cosa che la maggior parte dei lettori di comparazioni non sa, e la sa per sempre, su qualunque sport, su qualunque sito. È il regalo più utile di questa pagina, e non costa niente.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»