Scommesse sui Mondiali di calcio 2026: la concessione ADM, il margine e le dieci strade

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

L’11 giugno 2026 il Mondiale è ricominciato e il 19 luglio 2026 si è chiuso; chi cerca oggi dove giocarlo sta confrontando dieci concessioni italiane su un torneo di cui conosce già il vincitore. È una posizione strana e vale la pena dirlo subito: la Spagna ha alzato la coppa al MetLife Stadium di East Rutherford battendo l’Argentina, campione in carica, per 1-0 dopo i tempi supplementari (19 luglio 2026), e Kylian Mbappé ha chiuso a 10 gol con la Scarpa d’oro. Sul mercato italiano, però, il torneo resta aperto in un senso molto pratico — i palinsesti lo hanno ospitato, i mercati si sono liquidati, e le stesse tipologie di giocata che sono state offerte su Canada, Messico e Stati Uniti torneranno identiche il 2030, quando il mondiale viaggerà verso Spagna, Portogallo e Marocco con partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay.

I Mondiali FIFA 2026 si sono disputati dall'11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti.

Il portiere di questa pagina è un registro, non un pronostico. In Italia chi prende scommesse sportive deve avere una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it; l’elenco pubblicato da ADM (ex AAMS) dei concessionari autorizzati è l’unica prova che conta, e la parola «AAMS» è ancora quella che circola nel mercato. Su quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe, codici da 16000 a 16051, una per sito. Non c’è una colonna che dica quali giochi il concessionario offre: la presenza sull’elenco non dimostra da sola che un marchio tratti scommesse sportive, e comparire in un confronto non è una concessione. Il resto lo dice il sito dell’operatore, la sua app e le sue condizioni.

*Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.*

Che cosa si può giocare su un Mondiale, e sotto quale concessione

Il quadro sta in un testo solo: il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono licenze aperte: sono concessioni assegnate per gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza sotto una concessione — le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il formato dei Mondiali FIFA 2026 prevedeva 12 gironi da quattro squadre.

Un punto che sfugge a chi legge l’elenco come se fosse una classifica: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può correre con più domini — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il concessionario spesso non porta il nome del marchio. Chi vuole risalire dalla tabella del bookmaker alla società legge la riga della concessione nelle condizioni del sito, non il logo in home page.

Il tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Art. 6, comma 3: chi vince può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo — e art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3 congelano per tutta la durata sia le condizioni di concessione sia il regime fiscale. Tradotto: nessuno dei dieci marchi che seguono può sapere oggi che cosa gli verrà chiesto nel 2034, e questo è esattamente il motivo per cui le condizioni che il giocatore trova scritte adesso valgono fino in fondo.

Normativa: l’elenco, il palinsesto, i controlli e i limiti che spettano al giocatore

Chi c’è nell’elenco e chi non c’è

ADM tiene, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, due liste pubbliche: quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe consultabili sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Il sistema funziona sul DNS e qualche provider è più lento di altri: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e le copie speculari dei siti bloccati ricompaiono nel giro di ore. È una partita a rincorrersi, e conviene saperlo prima di digitare un indirizzo .com trovato in fondo a una pagina di risultati.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La Spagna ha vinto i Mondiali FIFA 2026, battendo l'Argentina campione in carica per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale al MetLife Stadium di East Rutherford il 19 luglio 2026.

Che la lista serva a qualcosa lo conferma il vuoto. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un’opinione sul loro prodotto: è una riga che manca su un elenco pubblico, e il diritto italiano la tratta come tale.

Quello che si può giocare davvero: il palinsesto

L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. Non è un elenco che si allarga da sé: ADM autorizza gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie stiano nel palinsesto di ciascun operatore, però, non è scritto in nessun elenco pubblico: si guarda il programma dell’operatore e la sua schedina.

Il calcio è il cuore del prodotto a quota fissa, e accanto ci sono alcune parentele che è utile distinguere bene, perché non costano lo stesso sforzo normativo. Gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) li definisce come gare di calcio, cavalli e altro generate al computer e mostrate in animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro una concessione per scommesse sportive e i siti li espongono sotto la voce «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose separate: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c); l’art. 2, lett. h definisce questi ultimi come il vincente, l’accoppiata, il tris, il quarté e il quinté, e richiedono una concessione propria. Se un marchio online tratti oggi i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa che non risulta.

Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e); art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sul mercato italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è, di nuovo, cosa che non risulta: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Sui minori esiste un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006; quanto agli esports, se il palinsesto li comprenda è cosa che non risulta. E un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Che cosa manca a un marchio senza concessione

Qui la differenza si contabilizza. Una concessione ADM porta con sé l’agganciamento al RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano competente. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo: è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione penale. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, citata da ADM il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Sull’ammenda in euro e su eventuali procedimenti contro un giocatore non si sa nulla di più.

I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nelle ricerche con licenze straniere e quelle licenze in Italia non valgono niente. La zona è scoperta: nessun marchio da nominare, nessun dettaglio sui metodi di deposito, nessuna garanzia sui bonus.

Il margine: perché due quotazioni dello stesso 1X2 non sono lo stesso prezzo

Qui si arriva alla sola aritmetica di questa pagina, e vale la pena farla su numeri finti — un 1X2 illustrativo a quota 2,10 / 3,40 / 3,60, che non è un prezzo quotato da nessuno. La quota di payout di un mercato si legge sommando i reciproci di tutte le sue quote: 1/2,10 fa 0,4762, 1/3,40 fa 0,2941, 1/3,60 fa 0,2778; la somma è 1,0481, quindi la payout share sta intorno al 95,4 % e il margine del bookmaker intorno al 4,6 %. Il margine è la parte che il banco tiene di ogni unità puntata su quel mercato — e la banda, non il punto, è la cosa da portarsi via: su un 1X2 di cartello con quote lunghe su tutti e tre gli esiti il margine sta in una forchetta che va dai quattro ai nove punti percentuali, e scende verso il fondo della forchetta quando l’esito favorito è corto e il mercato è liquido. Su una schedina singola il 4,6 % è il prezzo d’ingresso; su una multipla le payout share dei mercati si moltiplicano fra loro e il margine composto sale, senza che nessuno lo scriva in grande sul sito.

Questo è il motivo per cui la quota di un book non è un dato del Mondiale ma un dato del book — e per cui due siti che mostrano 2,10 sullo stesso esito possono avere, sotto, due margini diversi.

Pubblicità, bonus e il limite che l’operatore non può alzare

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A farlo rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto, dall’altro lato, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

L’applicazione è più movimentata della regola. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, è stato proposto e non è legge: il divieto è in vigore alla data di verifica. Un dettaglio da tenere fermo, perché è quello che interessa al lettore: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risulta, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nient’altro.

Le tasse, il conto e i limiti di deposito

Sull’imposta la catena è chiara e conviene seguirla senza saltare anelli. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 24,5 % sul gioco raccolto in rete e 20,5 % su quello raccolto in rete fisica, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il giocatore sta all’altro capo: le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria — quindi va trattata per quello che è, e per prudenza si consulta un commercialista. Per le vincite da siti non autorizzati o esteri la posizione cambia natura: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati od ospitati all’estero, impositibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.

Sul conto, l’identificazione è piena. Serve un conto di gioco intestato a una persona identificata: si apre con il modulo e la copia di un documento, oppure con SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. L’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco e la legge italiana fissa la soglia a 18.

I limiti, poi, hanno un doppio fondo. L’art. 15, comma 1 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, e la regola comune è quella del proprio bookmaker: un limite abbassato ha effetto immediato, per alzarlo si aspetta. Non si scavalca dall’altra parte.

Gioco responsabile: gli strumenti che cambiano davvero una sessione

L’autoesclusione è l’unico strumento di questa pagina che non ha scorciatoie, e vale la pena guardarlo da vicino perché è anche l’unico che il giocatore non può disfare d’impulso.

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche alle sale fisiche. Non è il blocco di un conto: è un blocco di sistema, e questo è il suo pregio e la sua scomodità. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

Il rovescio della medaglia si vede sui siti senza concessione: non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. È il costo più concreto della giurisdizione, e non si paga in quote.

Accanto all’autoesclusione stanno i limiti di conto, che ragionano in modo diverso. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

E poi c’è la parte che nessuno mette in vetrina: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un budget di informazione che esiste per legge è la parte meno raccontata del sistema.

Il tetto che ADM fissa nel bando per il limite di deposito non è noto, e vale la pena dirlo in modo utile: il numero che conta per il singolo giocatore non è quello statutario, è quello che lui stesso sceglie in registrazione — e che abbassare è gratis, mentre alzare costa una settimana di attesa.

Come si legge una quota: pre-match, live, singole, multiple e sistemi

Il vocabolario del settore è quasi tutto italiano, con due eccezioni che nessuno traduce più. Si dice quota e si scrive con la virgola (1,85); si dice singola, multipla, sistema, totalizzatore; «cash out» resta in inglese come «live» e «pre-match». Il resto — 1X2, GG/NG, Under/Over, DNB («rimborso in caso di pareggio»), handicap, combo, virtuali, ippica — è italiano scritto come lo scrivono ADM e i concessionari.

Una partita di Mondiale può essere letta con strumenti diversi e il costo cambia con lo strumento. Una singola sull’esito finale porta con sé un solo prezzo e un solo margine. Una multipla somma la speranza di più esiti e moltiplica i prezzi: le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico, e con esse si moltiplicano anche le payout share, quindi il margine complessivo è più alto di quello di ciascuna gamba. Il sistema accetta di sbagliare qualche pezzo e si fa pagare quella tolleranza con una spesa maggiore per lo stesso esito pieno. Il totalizzatore non ha quote: il montepremi diviso fra i vincitori dipende da quanti hanno indovinato, e il giocatore scopre il proprio prezzo solo a giochi chiusi.

Poi ci sono i modi di stare dentro la partita mentre si gioca. In pre-match il mercato è chiuso e la quota è un’istantanea delle informazioni disponibili; sul live il prezzo si muove con il cronometro, e il book tende a prendersi una fetta più generosa proprio perché il rischio cambia ogni minuto. Il cash out — che SNAI e Sisal espongono entrambi fra le proprie funzioni, con la possibilità di chiudere la schedina prima che l’evento finisca — è la terza via: una via d’uscita che si paga, perché il prezzo di chiusura lo fa il book e non il mercato aperto.

Una nota di tipo pratico, che vale per il Mondiale appena concluso e per il prossimo. Un mercato che ha già un esito noto non produce un prezzo: quando una partita è finita, l’1X2 di quella partita non esiste più da nessuna parte. Chi cerca oggi «quote» su Canada-Messico-Stati Uniti trova i dati del torneo, non una schedina da giocare. La griglia di quote che il lettore vede in casa propria riguarda il calcio che si gioca adesso, e la logica con cui è costruita è quella descritta qui sopra.

Il torneo che è appena passato, letto come materiale da scommessa

Il Mondiale FIFA 2026 si è disputato dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti. Il formato prevedeva 12 gironi da quattro squadre; passavano ai sedicesimi di finale le prime due di ogni girone e le otto migliori terze. È il primo Mondiale a 48 squadre, e la struttura si porta dietro una conseguenza che chi scommette ha sentito subito: trentadue partite in più significano trentadue occasioni in più di margine, e uno spareggio a tre squadre per girone significa che l’ultima giornata della fase a gironi può mettere in campo squadre terze già qualificate e squadre terze che si giocano tutto nello stesso pomeriggio.

La finale ha chiuso la storia come l’ha chiusa: Spagna campione, Argentina battuta 1-0 dopo i tempi supplementari al MetLife Stadium di East Rutherford, il 19 luglio 2026. Mbappé ha vinto la Scarpa d’oro con 10 gol. Il conteggio dei titoli resta il metro con cui si guarda il torneo successivo: Brasile 5, Germania 4, Italia 4, Argentina 3, Francia 2, Spagna 2, Uruguay 2, Inghilterra 1. L’Italia resta a quattro, e la Spagna con questo titolo raggiunge Francia e Uruguay.

Il prossimo appuntamento è il 2030: Spagna, Portogallo e Marocco come ospitanti, con partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay. Chi usa il Mondiale per costruire una multipla lunga ha quindi un calendario davanti e un torneo dietro — e nessuna delle due cose cambia il margine che paga.

Le dieci concessioni a confronto: criteri, tabella e lettura dei numeri

Come ho ordinato la lista

Tre criteri, e nessuno dei tre è «quanto paga». Il primo è la concessione: ogni marchio qui è su un dominio .it con una riga nell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026, e questa è la condizione di partenza. Il secondo è che cosa il marchio dichiara del proprio prodotto sportivo — mercati, tipologie di giocata, funzioni come il cash out, la diretta streaming, la presenza di virtuali. Il terzo è la coerenza fra l’offerta e il modo in cui è presentata: un marchio casino-first che espone un sportsbook in secondo piano è una cosa da sapere, non un difetto da nascondere.

Quello che non è un criterio è il numero di riga nell’elenco. La tabella sotto mette in fila la concessione e il concessionario come li dichiarano gli operatori; l’ultima colonna raccoglie la cosa più utile che il marchio dichiara sul calcio e sul Mondiale.

panorami

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano le condizioni e il prodotto sul calcio
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app dichiara scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla di almeno 20 € a 5 eventi e quota totale minima 10.0
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse pre-evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League, più oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto all’iscrizione dall’app

La colonna che nessuno guarda è la seconda, e vale più della prima riga. Due marchi vicinissimi nell’elenco — il 16026 e il 16027, StarCasinò e Betsson — fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited: due concessioni, due siti, un solo concessionario. Chi confronta i due marchi pensando di confrontare due aziende sta leggendo una tabella che parla di due domini. All’estremo opposto della lista, il 16007 di Planetwin365 e il 16008 di BetFlag sono numeri vicini ma società diverse, Pwo S.p.a. e Betflag S.p.a.: la numerazione è cronologica, non societaria, e non dice nulla su chi è più grande.

Poi c’è la colonna dove i vuoti contano. Sulla soglia di casa il marchio casino-first è la regola, non l’eccezione: StarCasinò mette le slot e il Live Casinò davanti al calcio, e lo dichiara. Chi cerca solo scommesse calcistiche lo trova comunque, ma lo trova come seconda voce di un prodotto pensato per altro.

Un marchio per volta: dieci modi di coprire il Mondiale

StarCasinò: il casinò che accetta anche il calcio

Con la concessione n. 16026 di Azzurri Limited, StarCasinò è il caso più netto del gruppo casino-first: l’app dichiara di permettere di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La frase è accurata e va letta per quello che dice: il calcio c’è, ma non è il perno della piattaforma.

Per chi cerca un Mondiale, questo significa una cosa concreta. Un conto aperto su un marchio a trazione casino è un conto che espone a un catalogo di giochi molto più veloce di una partita di calcio, ed è una considerazione che appartiene alla testa di chi gioca, non al foglio di calcolo. Il rovescio: chi frequenta già questa piattaforma per il casinò trova il calcio nello stesso posto, senza aprire un secondo conto e senza una seconda identificazione.

Il giudizio, per come l’ho costruito: è una concessione da tenere presente se il calcio è la seconda ragione per aprire il conto e non la prima.

Betsson: il catalogo più esplicito sui mercati

Betsson, concessione n. 16027 di Azzurri Limited, è il marchio che dice di più sui propri mercati in una riga: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il vocabolario esatto con cui si legge una partita di Mondiale — esito, totali, gol, singoli giocatori — messo in elenco senza giri di parole.

La numerazione delle concessioni racconta una cosa che vale la pena notare: 16026 e 16027 sono consecutivi, e appartengono alla stessa società. Due marchi dello stesso gruppo che si dividono lo stesso pubblico con due posizionamenti diversi non sono due alternative indipendenti, e chi apre su entrambi i domini sta aprendo due conti nella stessa casa.

Su un torneo con centouno partite di mercato, un catalogo dichiarato così ampio è un vantaggio reale: la differenza fra un book scarsamente coperto e uno ben coperto si vede nei mercati secondari — marcatori, cartellini, tiri — non nell’1X2.

BetFlag: bonus grosso, conteggio piccolo

BetFlag, concessione n. 16008 di Betflag S.p.a., ha le due facce di questa lista. Da una parte il processo: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Dall’altra l’offerta: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Il «100 %» va letto con la riga dopo, come sempre. Un bonus accreditato su saldo è contante giocabile, non un gettone: significa che il deposito non si trasforma in un buono, e che una vincita si preleva secondo le condizioni ordinarie. Il punto dove il lettore deve fermarsi non è l’importo, è il rigioco: quanto e a quali quote bisogna far girare quel credito prima che diventi prelevabile, e BetFlag lo scrive nelle proprie condizioni. Un tetto di 5.000 € è una promessa che riguarda una minoranza di conti; il conteggio per arrivarci riguarda chiunque.

William Hill: cinque euro alla settimana, con tre condizioni da leggere

William Hill, concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc, non ha un bonus di benvenuto classico ma un meccanismo a rate. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Tre condizioni in una frase, e nessuna è ornamentale. La quota totale minima di 10.0 è la più severa delle tre: cinque esiti accoppiati a un prezzo complessivo a due cifre significa che ogni gamba deve stare, in media, sopra il 2.0 — un livello che su un Mondiale si raggiunge, su una stagione di Serie A si raggiunge meno spesso di quanto sembri. La freebet, poi, è una freebet: la puntata non torna indietro con la vincita, torna solo il guadagno calcolato sulla quota. E il club è a scadenza: la Serie A finisce, e con lei l’assegno settimanale.

Il controvalore massimo — 100 € in venti settimane — dice quanto vale l’abitudine per l’operatore, non quanto vale per il giocatore.

Betfair: mercati compositi e un exchange alle spalle

Betfair, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., punta sui mercati costruiti: Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È il catalogo di chi non si accontenta dell’1X2 e vuole impacchettare più letture della stessa partita.

Sotto questo catalogo c’è una storia che nessun altro marchio di questa lista può raccontare: il betting exchange in Italia è un gioco separato per legge (art. 6, comma 1, lett. e), e Betfair è descritto come il primo operatore con concessione 16028. Sul mercato italiano la documentazione riporta regole aggiuntive per i conti exchange, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

La combinazione è coerente: chi vuole costruire mercati compositi è anche chi ha esperienza di un mercato in cui il prezzo lo fanno gli utenti. Il confine da tenere a mente è che il mercato .it è un exchange e il resto è book tradizionale: gli strumenti non si mescolano.

NetWin: il catalogo che va oltre il calcio

NetWin, concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è il marchio con la lista di sport più lunga e più eterogenea: calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

Gli esports meritano una riga a parte, perché la loro presenza nel palinsesto approvato è, per il resto del mercato, cosa che non risulta: NetWin li mette in elenco fra i propri sport. Le partenze ogni 2 minuti degli eventi virtuali sono l’altro dettaglio che dice molto sul tipo di sessione che il marchio si aspetta dal giocatore — rapida, continua, con la schedina sempre piena. Il rovescio: un ritmo del genere è anche il ritmo con cui un conto si svuota, e i limiti di deposito valgono più qui che altrove.

bet365: la copertura larga e la partita che ADM ha autorizzato per prima

bet365, concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, porta un titolo che gli altri non hanno: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse pre-evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis. È una copertura da book internazionale, dove il calcio di club pesa quanto la nazionale.

Sul piano italiano c’è un dettaglio che vale più del logo: quando ADM ha autorizzato la Setka Cup, a settembre 2026, il primo partner è stato bet365, come riporta la stampa di settore. Un evento entra nel palinsesto uno per uno, e chi arriva primo su un’autorizzazione ha un vantaggio che dura finché gli altri non si allineano.

Il marchio è anche quello con il pacchetto di strumenti di gioco responsabile più articolato fra quelli che questa pagina riporta: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Non è una nota di colore: è il dettaglio che in un confronto onesto pesa quanto un bonus.

Planetwin365: la copertura dei campionati, raccontata per nome

Planetwin365, concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., è il marchio che elenca i campionati invece di contarne il numero: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Fino alla Serie C, che è il livello dove molti book si fermano.

Per un Mondiale la copertura di campionato conta meno di quanto si pensi: le nazionali non stanno in nessuna di quelle voci. Conta però per il resto dell’anno, e conta per un motivo che riguarda il margine: un book che copre anche i campionati minori è un book che probabilmente costruisce le proprie quote su un numero ampio di mercati, e la larghezza del catalogo è il miglior indizio pubblico della sua capacità di prezzare.

SNAI: la schedina costruita a mano

SNAI, concessione n. 16032 di Snaitech Spa, è il marchio con il catalogo più «artigianale»: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Sono i mercati secondari di una partita di calcio — tiri, cartellini, rigori — e sono esattamente quelli dove il margine del book è più largo, perché sono meno liquidi dell’1X2 e più difficili da prezzare. Il cash out aggiunge una seconda voce di costo: chiudere prima significa accettare il prezzo che l’operatore propone, e quel prezzo incorpora il rischio che l’operatore si sta togliendo.

Il valore di questo catalogo sta nella profondità, non nell’ampiezza. Chi vuole scommettere su un singolo dettaglio di una partita lo trova qui come altrove; chi vuole farlo su un sistema di più schedine combinate ha un prodotto dichiarato.

Goldbet: la schedina per chi gioca tante partite insieme

Goldbet, concessione n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), elenca l’intero alfabeto della giocata: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con la possibilità di ricevere il bonus di benvenuto scaricando l’app e registrandosi. Sul piano dell’identificazione il marchio è quello che, fra quelli qui riportati, consente anche la CIE attraverso un provider SPID.

La combinazione non è casuale: chi spinge sull’app e sulla schedina costruita in fretta ha interesse a rendere l’apertura del conto il più rapida possibile, e SPID e CIE sono la strada corta. Il bonus di benvenuto legato al canale app dice la stessa cosa in un altro modo: il prodotto è pensato per il telefono.

Il punto di attenzione è il tipo di offerta. Un catalogo che mette le multiple e i sistemi sullo stesso piano delle singole è un catalogo che invita a giocare molte partite insieme, e con le multiple il margine composto cresce. Chi lo sceglie per la comodità dell’app dovrebbe leggere il rigioco del bonus prima di depositare, non dopo.

Lettura complessiva: chi copre quale esigenza

Messe in fila, le dieci concessioni si dividono in tre gruppi, e il gruppo dice più del numero di concessione. Il primo è quello dei casino-first con sportsbook — StarCasinò è l’esempio dichiarato — dove il calcio c’è ma non comanda la piattaforma. Il secondo è quello dei book con catalogo largo e internazionale: Betsson, bet365, Planetwin365, Betfair, NetWin, dove la partita è il centro del prodotto. Il terzo è quello dei marchi con un’identità di giocata marcata — SNAI e Goldbet sui sistemi e sulla schedina costruita, William Hill sul meccanismo a rate.

Per un torneo concluso come questo, il gruppo conta meno di quanto conti la testa del giocatore. Chi cerca quote su una partita già finita non le troverà in nessuno dei dieci: i mercati sono liquidati. Chi cerca il prodotto con cui seguirà il prossimo Mondiale — quello del 2030, con Spagna, Portogallo e Marocco a ospitare e Argentina, Uruguay e Paraguay ad aprire — in questa lista trova dieci concessioni italiane con strumenti, limiti e tutele sostanzialmente simili, e differenze vere in tre posti: la copertura dei mercati, il tipo di bonus e la rapidità con cui si apre il conto.

Che cosa costa un’offerta: rigioco, quota minima, scadenza e tetti

Il modo in cui una promozione si presenta e quello in cui si comporta raramente coincidono, e le variabili sono sempre le stesse quattro.

La prima è il rigioco. Un bonus accreditato su saldo è denaro giocabile, ma diventa prelevabile solo dopo un certo volume di giocate. Quanto volume dipende dall’operatore e sta nelle sue condizioni: nessuna norma fissa un tetto ai requisiti di puntata, quindi nulla impedisce che il conteggio sia lungo. È il punto in cui un «100 %» smette di essere un raddoppio e diventa un obbligo di attività.

La seconda è la quota minima. Solo le giocate sopra una certa quota contano per il rigioco. Questo dettaglio trasforma un requisito apparentemente ragionevole in un requisito molto più severo, perché le quote alte sono anche quelle su cui il margine del book è più largo: il giocatore paga il rigioco due volte, una nel numero di giocate e una nel prezzo di ciascuna.

La terza è la scadenza. Una freebet settimanale per una stagione dura quanto la stagione. Una promozione a tempo dura quanto il tempo. Un’abitudine costruita su un assegno che finisce è un’abitudine che resta.

La quarta è il tetto: c’è sempre un massimo a quanto si può incassare da una promozione, e va confrontato con il valore reale dell’offerta, non con il suo titolo. Un tetto alto su un deposito piccolo è un numero che non si tocca mai; un tetto basso su un’offerta «generosa» è la misura esatta di quanto l’operatore si aspetta di dare.

Su questa pagina non troverà un codice, e non è una dimenticanza: un codice promozionale è il modo in cui l’offerta si reclama, mentre qui interessa quanto vale e quanto costa. Le condizioni che decidono il risultato stanno nelle pagine dei termini di ciascun operatore, e sono corte.

Come si costruisce il confronto, quando si fa da sé

Chi vuole rifare questo lavoro senza fidarsi di una lista parte dal registro e non dal sito. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è la fonte primaria: 52 righe, un codice e un dominio ciascuna, con la società titolare. Da lì in poi ci sono quattro passaggi che non richiedono competenze particolari e che ordinano la scelta meglio di qualsiasi classifica.

Il primo è la coincidenza fra dominio ed elenco. Se il sito su cui si sta per versare non è un dominio .it riconducibile a una delle righe, la partita è già chiusa: quello non è un operatore con concessione, e i limiti, l’autoesclusione e il foro italiano non sono nel pacchetto.

Il secondo è che cosa il marchio dichiara sui propri mercati. Non «quanto copre» in astratto: quali tipologie di giocata mette in elenco, se ha il live, se ha la diretta, se ha i virtuali. È l’unica informazione pubblica che distingue due book che offrono lo stesso 1X2.

Il terzo è la lettura delle condizioni del bonus con la domanda giusta. Non «quanto è grande», ma: quanto rigioco, a quale quota minima, entro quando, fino a quanto si può incassare. Quattro numeri, e la classifica dell’offerta cambia quasi sempre ordine.

Il quarto è la prova pratica dell’identificazione: aprire il conto richiede SPID o documento, e il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi non ha SPID dovrebbe saperlo prima di scegliere il marchio, non dopo aver depositato, perché la CIE attraverso un provider SPID è una strada offerta da alcuni operatori e non da tutti.

Un ultimo passaggio riguarda il presente più che il futuro: se la domanda è dove si gioca il calcio che si sta vedendo adesso, il criterio che conta non è la concessione — quella ce l’hanno tutti — ma il palinsesto effettivo. Un mercato esiste solo se l’evento è stato autorizzato, e l’autorizzazione arriva evento per evento. La schedina del singolo operatore è il posto dove si verifica, e il confronto fra due schedine aperte la stessa sera è più informativo di qualsiasi tabella.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere da un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto — il programma predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che definisce sport, eventi e tipi di scommessa — e ADM autorizza gli eventi uno per uno, come è accaduto per la Setka Cup a settembre 2026. Quali eventi stiano nel palinsesto di un singolo marchio si verifica sulla sua schedina.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta il dominio con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, una per sito. La concessione è per sito e il concessionario raramente coincide con il marchio, quindi si legge anche la società nella riga delle condizioni.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: su 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 € e il guadagno netto 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro e formano un prezzo unico, che è il motivo per cui il ritorno cresce molto più in fretta del rischio.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un 1X2 illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 la somma è 1,0481, quindi il mercato restituisce circa il 95,4 % di quanto raccolto e il book trattiene circa il 4,6 %. Sui mercati con quote lunghe la quota trattenuta tende a salire.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Il prelievo cade sull’operatore — 24,5 % sulla raccolta in rete e 20,5 % su quella in rete fisica, calcolato sulla differenza fra puntate e vincite — e le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore. È una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: per prudenza si consulta un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e gli operatori applicano la stessa regola: chi abbassa il limite lo vede valere subito, chi lo alza aspetta sette giorni. I limiti agli importi depositati in un periodo definito sono fissati dal concessionario per età e comportamento, secondo protocolli approvati da ADM.

Contenuto creato dal team «pugilatoscommesse»