Scommesse sugli esports in Italia: concessioni, mercati e quello che resta in tasca al bookmaker
Il montepremi di The International 2021 di Dota 2 ha superato i 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Numeri che fanno girare la testa a chi guarda il settore da fuori. Poi si apre il regolamento di un bookmaker italiano e si scopre che la partita più importante non si gioca sulla mappa, ma su una riga di palinsesto approvato evento per evento.
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; verifiche incrociate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM (ex AAMS) e con le liste ufficiali delle discipline e dei tornei.
Perché conviene capire il meccanismo prima di puntare
La definizione è semplice e vale la pena fissarla subito: gli esports sono una forma di competizione che usa i videogiochi, di solito competizioni multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Nient’altro. Nessuna magia, nessun algoritmo segreto, nessun vantaggio che il giocatore medio possa acquisire guardando uno stream alle due di notte.

Il punto è che il mondo esports ha una struttura molto più rigida di quanto il marketing lasci intendere. Titoli, publisher, calendari e formule di torneo sono decisi da soggetti privati. La squadra che vince un mondiale in autunno può essere irriconoscibile a primavera, perché i roster si smontano e si ricompongono più in fretta di quanto duri una stagione di Serie A. Chi scommette su un incontro di Counter-Strike o su una partita di League of Legends non sta valutando due undici che si conoscono da anni: sta valutando due gruppi che potrebbero essersi allenati insieme per tre settimane.
Questa instabilità non è un dettaglio da appassionati. È il motivo per cui le quote sui mercati esports si muovono in modo diverso, e per cui il margine che il bookmaker trattiene pesa più che altrove. Su un mercato liquido come un 1X2 di Serie A le opinioni dei giocatori convergono in fretta; su un incontro di un torneo minore, molto meno.
E poi c’è la parte italiana, che è la più concreta di tutte. Il mercato legale qui non funziona come in un catalogo internazionale: non esiste un listino unico di eventi approvati. Il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può prendere una giocata soltanto su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026, per dirne una riportata dalla stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner.
Il calendario internazionale, invece, si legge con una certa continuità: l’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi, mentre l’edizione 2025 si era fermata a 71,5 milioni di dollari USA. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo conquistato nel 2024.
Cosa sono gli esports, in concreto
Un torneo esports non è un campionato con promozioni e retrocessioni. È un evento organizzato, con un montepremi, una finestra di date e un regolamento pubblicato dall’organizzatore. Il formato può cambiare da un’edizione all’altra, e cambia anche il numero di squadre ammesse.

Per chi scommette, la conseguenza è pratica. Non esiste un «massimo campionato» con una classifica stabile a cui agganciarsi, quindi la forma recente conta più della storia. Un roster che arriva da tre settimane di bootcamp chiuso non è il roster che ha perso l’ultimo incontro ufficiale, e le quote spesso non hanno ancora assorbito la differenza.
E qui entra in scena una cosa che l’appassionato conosce e il giocatore occasionale no: nei titoli a squadre il cambio di una sola posizione può spostare l’equilibrio di un incontro molto più che in uno sport tradizionale, perché i ruoli sono specializzati e non intercambiabili. Chi punta guardando solo il nome della squadra sta scommettendo su un marchio, non su cinque persone.
Il vocabolario di base: quota, singola, multipla, sistema
Il gergo esports non spaventa nessuno, ma il gergo del betting italiano sì, e le due cose si incrociano continuamente. Vale la pena ripassarlo in fretta perché tutto il resto della pagina ci si appoggia.
La quota è il prezzo di un esito. In Italia si scrive con la virgola decimale: 1,85, non 1.85. La singola è una giocata su un solo esito, la multipla combina più esiti in un biglietto unico — e le quote delle singole voci si moltiplicano in un prezzo solo, che è allettante in vetrina e severo quando si calcola quante volte può andare storta. Il sistema è una struttura intermedia, che tiene insieme più combinazioni e restituisce qualcosa anche quando una parte del biglietto cade.
Accanto a queste ci sono i termini che il mercato italiano ormai scrive in inglese: cash out si tiene così com’è, live e pre-match pure. Poi ci sono i mercati: 1X2, Under/Over, GG/NG (goal/no goal), DNB — che in italiano si legge «rimborso in caso di pareggio» — handicap, combo. Nei Virtuali finiscono gli eventi simulati, cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazioni o con un evento reale preregistrato; la legge li ammette dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione dedicata.
Sul lato dei conti: deposito è quello che metti, prelievo quello che tiri fuori, ricarica è l’operazione in contanti o con strumenti già registrati, tipicamente in tabaccheria o ricevitoria. Bonus di benvenuto è il nome che gli operatori danno alla promozione di apertura; i requisiti di puntata, o rigioco, sono le condizioni da soddisfare perché quel credito diventi davvero prelevabile.
Come si legge il margine dentro una quota
Una quota non è una probabilità. È una probabilità con un affitto dentro.
Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo di listino, perché una partita vera raramente arriva a questo equilibrio perfetto. La quota 1,90 corrisponde a una probabilità implicita di circa il 52,6 % per esito. Sommando i due esiti si arriva a circa il 105,3 %. Quello 0,3 in più è la parte che il bookmaker si tiene, ed è il margine di quel mercato: nello specifico, la quota di payout — cioè la parte di tutte le puntate che quel mercato restituisce — sta intorno al 95 %, e il margine intorno al 5 %.
Perché parlare di banda invece che di numero secco? Perché in un mercato a due esiti il margine è il risultato di due prezzi che l’operatore può spostare in modo asimmetrico. La stessa partita offerta a 1,95 e 1,85 dà lo stesso margine complessivo di 1,90 e 1,90 solo se le due probabilità implicite restano quelle; appena i prezzi si allontanano, la forbice cambia e con essa la parte che resta al banco. Il margine descrive il mercato, non il singolo esito, e va letto sempre sull’intero ventaglio di esiti dello stesso mercato — mai confrontando un mercato principale con un mercato secondario, mai sommando sport diversi.
Questa è la ragione per cui un margine stretto sul calcio non dice niente sulla generosità dell’operatore su un torneo esports. Sono listini separati, con liquidità diversa e con rischi diversi, e l’uno non promette nulla sull’altro.
La concessione ADM, e perché il sito conta più della società
Qui si gioca la parte che quasi nessuna guida racconta.
Il mercato italiano è disciplinato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’autorità è ADM (ex AAMS); nelle pubblicità il mercato continua a dire «AAMS», ma il riferimento operativo oggi è ADM.
Le licenze non sono aperte: sono concessioni assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori della gara possano gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Le condizioni sono severe: serve una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.
Qui arriva il punto che sfugge a quasi tutti: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Chi controlla il nome del concessionario e lo trova diverso da quello del sito non ha scoperto un illecito: ha letto correttamente una riga dell’elenco.
C’è poi un secondo punto, più scomodo. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E, allo stesso modo, un posto in una classifica non è una concessione.
Non compare tra le 52 righe del 25 ottobre 2026 nessuno dei seguenti nomi: Unibet, Betway, 1xBet, 22bet. Non ci sono nemmeno, in questa pagina, spiegazioni sul perché.
L’art. 6 e il perimetro di quello che si può giocare
L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con una concessione. In sintesi, sono: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, inclusi quelli simulati, e su corse di cavalli (lett. a); totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); i giochi di ippica nazionale (lett. c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d); scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); bingo (lett. f).
Il prodotto centrale sono le scommesse sportive a quota fissa. La legge prevede anche il totalizzatore, ma se qualche marchio online lo offra davvero è una cosa che si verifica soltanto sul palinsesto dell’operatore.
Il palinsesto, per la precisione, è definito dall’art. 2, lett. s) come il programma di eventi sportivi — ippica compresa — e non sportivi, con i tipi di giocata, preparato dal concessionario e approvato da ADM. Da qui discende una conseguenza che vale la pena scrivere in chiaro: non è il giocatore a scegliere cosa esiste, e non è nemmeno il bookmaker. Le scommesse sugli esports rientrano in questo perimetro solo se stanno nel palinsesto approvato, e ADM arricchisce il programma un evento alla volta. Quali discipline e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è qualcosa che si possa desumere da una pagina di guida: si guarda l’app dell’operatore.
Ippica, ippica nazionale e Virtuali: tre cose diverse
Vale un chiarimento, perché sotto la parola «ippica» finiscono cose che non hanno lo stesso regime. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti dall’art. 2, lett. h) — richiedono invece una concessione a sé, e se un marchio accetti online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa che si controlla caso per caso. Poi ci sono i Virtuali: gli eventi simulati, definiti dall’art. 2, lett. v), stanno dentro la concessione per le scommesse sportive ma non sono ippica e non sono eventi reali.
Live e betting exchange
Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di dimensioni rilevanti, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi di trasmissione e sugli eventi ammessi non sono pubbliche, e non esiste una lista di mercati live a cui appoggiarsi. Chi legge un regolamento cerca invano una tabella: quella tabella non c’è.
Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore con questo prodotto, con concessione 16028, ed è riportato che la sua documentazione preveda regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscono oggi un exchange e con quali commissioni è una materia che va verificata sul singolo sito.
Scommesse su eventi di minori
Esiste un provvedimento del direttore di ADM sulle scommesse e i minori, che richiama il DM 111/2006. Il contenuto è sconosciuto. Non è una nota di colore: è un perimetro normativo che nessuna guida può riempire al posto del lettore.
Chi non ha la concessione, e cosa rischia il giocatore
Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale.
L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali riferiti ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito; entrambe sono pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS, e qualche fornitore resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo una ricostruzione della stampa di settore (provvedimento del 24 settembre 2025); gli aggiornamenti del 2026 aggiungono alcune decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Sul lato del giocatore, la regola è scritta da ADM stessa in una nota del 28 febbraio 2024 che richiama la Legge 401/1989: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
Vale la pena mettere i due mondi uno accanto all’altro senza edulcorare. Una concessione ADM porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza dell’autorità, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta niente di tutto questo: è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa scrive, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona è descritta come non protetta, senza nomi.
La pubblicità è vietata, i bonus no: come convivono le due cose
E qui c’è l’anomalia che rende il mercato italiano inconfondibile.
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). Nella nota del 28 febbraio 2024 ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Il quadro applicativo del 2025-2026 merita una riga: secondo la stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese. L’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il dettaglio che confonde molti lettori è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il bonus di benvenuto resta un istituto del tutto legittimo, semplicemente non può essere reclamizzato come si farebbe altrove. E poiché non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata, importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali del singolo operatore. Vanno lette lì.
Tasse: chi paga, e cosa cambia per il giocatore
La distinzione che conta è banale e viene sistematicamente ignorata: la tassa sul gioco non è una tassa sul giocatore.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta confermato), è pari al 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. La stessa misura vale per le scommesse ippiche a quota fissa, che prima pagavano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore, la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario — è la formula «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha dubbi sulla propria posizione fa bene a consultare un commercialista.
Il discorso cambia radicalmente fuori dal perimetro. Sui siti non autorizzati o esteri vale la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010: le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, e sono tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Verificare una concessione ADM in tre minuti
Il controllo è più semplice di quanto sembri, e non richiede competenze tecniche.
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che ADM pubblica. Si cerca il sito nella colonna dei domini: la concessione è legata al singolo sito, quindi trovare il marchio non basta, bisogna trovare il dominio giusto. Lì accanto c’è il codice di concessione e il nome della società concessionaria, che quasi sempre è diverso dal marchio. Poi si apre la pagina dei termini e condizioni del sito e si confrontano i due dati. Gli operatori sono tenuti a dichiarare numero di concessione e società nei propri termini.
Se il confronto torna, il secondo passo è la lista dei siti con accesso inibito, pubblicata da ADM e dalla Guardia di Finanza. Un dominio presente lì non è un sito legale, per quanto curato sia il suo aspetto.
E il terzo passo, quello che nessun elenco può sostituire, è la lettura del palinsesto sull’app o sul sito dell’operatore. Perché è l’unico posto dove si vede se le scommesse sugli esports sono davvero lì dentro o se quel marchio concentra l’offerta altrove.
Autoesclusione, limiti e strumenti di tutela
Gli strumenti di tutela in Italia non sono volontari. Sono previsti dalla legge e, in gran parte, obbligatori per il concessionario.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede: auto-limiti su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno (lett. f).
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione; un limite abbassato ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota.
L’autoesclusione è il pezzo più importante e si aggancia al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. La sua presenza blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e che durate e forme sono quelle indicate dalle condizioni degli operatori e dalla pagina ADM.
Da qui discende la conseguenza più dura di tutta la pagina: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che continua a giocare lì non è protetto, e lo strumento che ha scelto di attivare per sé stesso non ha alcun effetto.
Sul fronte dell’informazione, l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario investa lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
Ricariche, depositi e strumenti di pagamento
Il modo in cui si muove il denaro è cambiato parecchio, e la parte più caratteristica del sistema italiano sono i punti vendita ricariche.
L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 li disciplina: ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie) che alimentano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. L’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. C’è un limite che sorprende sempre: i punti vendita non possono pagare vincite né consentire prelievi dal saldo. Il flusso è a senso unico, verso il conto.
Le altre rotaie che compaiono nelle condizioni degli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. L’elenco esatto è nelle condizioni del singolo operatore.
Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Le discipline esports: quali giochi si seguono davvero
Le competizioni esports non sono un blocco unico. Il pubblico si divide su titoli che hanno poco in comune, e la differenza si vede nel calendario prima ancora che nei mercati.
I singoli esport con il seguito maggiore sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Sono titoli di generi diversi, con case produttrici diverse e con una struttura competitiva diversa.
Per chi guarda il calendario, la distinzione che conta è tra titoli a ciclo continuo e titoli a eventi. I primi hanno una stagione lunga e una fitta agenda di incontri: chi vuole seguire una squadra sul lungo periodo trova pane continuo. I secondi si concentrano in pochi appuntamenti, e fra un appuntamento e l’altro l’attenzione si raffredda — la stessa cosa che succede alle quote, che nei periodi morti diventano più larghe.
Il calendario 2026
L’appuntamento più pesante dell’anno è l’Esports World Cup 2026, dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi in programma. È l’edizione con il montepremi più alto mai messo in palio in questo formato: nel 2025 ci si era fermati a 71,5 milioni di dollari USA. Il formato multi-gioco spiega perché l’evento duri quasi sette settimane: non è un torneo di un solo titolo, è una rassegna.
La storia recente del Club Championship racconta bene quanto conti la struttura dei roster: il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo conquistato nel 2024. Squadre che restano uguali a sé stesse per due anni consecutivi sono l’eccezione, non la norma.
I tornei che contano
Tra i principali tornei ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro modelli di competizione completamente diversi: un mondiale chiuso con qualificazioni regionali, un evento annuale che si porta dietro la storia del gioco, una rassegna dedicata ai giochi di combattimento, e un circuito che passa da più città.
L’ordine di grandezza dei numeri è utile, purché non venga letto come previsione di rendimento. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Non dice nulla su quanto sia probabile che una squadra vinca domani, ma dice molto su quanto materiale informativo e quanti dati un appassionato possa trovare su quel circuito: la copertura mediatica è proporzionale al montepremi.
Dove il libro dei regolamenti si interrompe
Regolamento delle scommesse sugli esports: è la ricerca che più spesso porta delusioni, e vale la pena dire perché. Non esiste un documento ADM pubblico che elenchi quali discipline esports siano ammesse. Non è nemmeno dato sapere se il palinsesto approvato contenga gli esports. La prova concreta è l’app o il sito dell’operatore, che indica cosa è realmente offribile.
Il resto — quale titolo, quale torneo, quale mercato — è materia di palinsesto approvato evento per evento, e il palinsesto si guarda dall’operatore, non da un elenco centrale. Chi vuole sapere la regola precisa su un singolo incontro legge il regolamento pubblicato sull’app, che è il documento contrattuale vero.
Come si costruisce un confronto onesto tra operatori
Con 52 concessioni assegnate e una lista che cresce, il problema del lettore non è trovare un operatore: è capire su quali basi confrontarli. Ecco quelle che reggono.
La concessione, prima di tutto, e verificata sul dominio e non sul marchio. Poi il prodotto: un marchio può essere forte sul casinò e avere un bookmaker sottile, oppure il contrario. Poi le condizioni dei bonus, che nel mercato italiano valgono quanto il bonus stesso e a volte di più. Poi gli strumenti di tutela esposti in chiaro: limiti, autoesclusione, canale di contatto. E infine la profondità del palinsesto, che è l’unica cosa che dice davvero se un operatore è attrezzato o solo presente.
Quello che non regge come criterio è il nome. Lottomatica e Goldbet sono la stessa struttura societaria; Betsson e StarCasinò fanno capo entrambe ad Azzurri Limited. Confrontare per marchio significa confrontare due etichette dello stesso gruppo. E un criterio che non regge nemmeno è la licenza in sé: come scritto sopra, la presenza sull’elenco non garantisce nemmeno che quel sito offra scommesse sportive.
La classifica: dieci operatori con concessione ADM
Le dieci piattaforme che seguono hanno una cosa in comune: figurano nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione e un sito .it. Non sono una raccomandazione, l’ordine non è una graduatoria di merito e l’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e l’assenza di un marchio da questa pagina non significa che sia privo di licenza.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Quanto è ampio l’offerta secondo le condizioni e le app dell’operatore | Cosa si sa sugli esports |
|---|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica | — |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket | — |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet settimanale di 5 € per la stagione di Serie A, fino a 100 € | — |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | principali campionati nazionali ed europei, coppe continentali, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta | — |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming | — |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; offerta su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-match e live | — |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo | — |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò | — |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con sezione Supercombo; prodotto exchange storicamente legato al marchio | — |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out | — |
Una riga con il trattino non vuol dire che l’operatore non offra nulla su quella disciplina. Vuol dire che le sue condizioni e le sue descrizioni di app parlano di altro, e che il punto si chiarisce soltanto nel suo palinsesto. È una differenza che il lettore attento nota subito: il casinò di un marchio e il suo bookmaker sono due mondi che convivono sotto la stessa insegna.
Un’ultima nota sulla tabella, e non è formale. Il numero di concessione e il nome della società che lo accompagna sono la sola colonna che si può verificare in modo indipendente, riga per riga, sull’elenco di ADM. Tutto il resto è dichiarato dall’operatore su sé stesso, ed è utile proprio per questo: sono le sue condizioni, e sono vincolanti per lui.
Eurobet: gli orari impossibili di una app che segue anche gli scacchi
Eurobet è marchio di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, con il proprio sito .it autorizzato.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una delle aperture di catalogo più larghe tra i dieci marchi di questa pagina, e la definizione di «evento» che emerge da quell’elenco è la più elastica di tutte.
C’è un lato comico in un bookmaker che quota le elezioni e gli scacchi con la stessa infrastruttura che usa per la Serie A. Ma c’è anche un lato pratico: un catalogo costruito così è la prova che l’operatore compila e mantiene un palinsesto molto articolato, quindi la domanda esports non è se abbia gli strumenti, ma se in quel determinato periodo abbia la disciplina in programma.
L’ampiezza, per un giocatore che segue più cose contemporaneamente, è un vantaggio reale. Per chi cerca profondità su un singolo titolo esports, l’elenco pubblicato non risponde, e la verifica resta l’app.
Sisal: un catalogo grande che non è una promessa sugli esports
Sisal opera con concessione ADM n. 16020, marchio di Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it.
Nella propria app Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Ai numeri si aggiungono mercati specifici: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. C’è anche il Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Sisal non mette a disposizione soltanto sport: l’app affianca alle scommesse l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Il bonus di benvenuto, per come lo descrive l’operatore, richiede di essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Qui la cosa che conta è il verbo «spendere», non quello che sembra un regalo. Un bonus spendibile su qualsiasi evento in palinsesto è flessibile, ma il palinsesto è approvato evento per evento, quindi la libertà che il messaggio suggerisce è più stretta di quanto sembri: si muove dentro un perimetro deciso altrove. E Sisal Tipster, per inciso, è esattamente il genere di prodotto di cui questa pagina non parla: i pronostici altrui non sono un metodo.
William Hill: cinque euro a settimana per chi accumula cinque eventi
William Hill è marchio di William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, con sito .it proprio.
L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Quei numeri vanno letti nell’ordine in cui stringono. Cinque eventi in una multipla sola è un requisito strutturale, non un dettaglio di importo: ogni voce aggiunta moltiplica il rischio, e con cinque voci che si moltiplicano la probabilità che il biglietto arrivi in fondo scende molto in fretta. La quota totale minima 10.0 conferma la lettura — per arrivare a quel prezzo servono voci che il mercato considera improbabili. E la freebet ha un tetto: 100 € complessivi. Traduzione: il premio è reale ma non è quello che il «club» suggerisce.
La logica della promozione è chiara una volta girata dall’altra parte: l’operatore paga cinque euro per farsi giocare multiple da venti, dove il margine lavora su cinque eventi contemporaneamente. Il conto conviene a chi già gioca così per abitudine. Per chi non lo fa, adattarsi significa comprare a caro prezzo un bonus modesto.
Planetwin365: ampiezza di campionati e venti sport
Planetwin365 fa capo a Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, su sito .it autorizzato.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La caratteristica interessante è la profondità verso il basso: Serie C e Coppa Italia non sono vetrina, sono nicchia, e chi le quota sta scegliendo di coprire il calcio italiano per intero invece di limitarsi ai tornei che tutti conoscono. È lo stesso istinto editoriale che serve per un palinsesto con discipline di nicchia, anche se l’elenco pubblicato non nomina gli esports.
Il limite, per chi cerca altro, è che la comunicazione insiste sul calcio e sulle coppe. Le oltre 20 tipologie di sport sono una promessa quantitativa, non una mappa: non dice quali.
Lottomatica: il gruppo dietro il marchio e il valore di una struttura grossa
Lottomatica è gestita da Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010, sul proprio sito .it.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il dettaglio che vale più di tutti gli altri, in questa scheda, è nel nome del concessionario: GBO Italy. Chi cerca «Lottomatica» nell’elenco ADM deve cercare quella ragione sociale, non l’insegna. È il caso che spiega meglio di qualunque altro perché la verifica va fatta sul dominio e non sul marchio, e perché chi si ferma al nome commerciale rischia di concludere di aver trovato un’anomalia dove c’è solo una struttura societaria.
Sul prodotto, lo streaming abbinato alle quote in tempo reale è la funzione che rende il live utilizzabile senza cambiare schermo. Non è una ragione per giocare di più: è una ragione per non giocare alla cieca, il che è un guadagno diverso.
bet365: partner globale di un torneo, non di un palinsesto esports
bet365 opera con concessione ADM n. 16030, marchio di Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it.
L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La partnership è il tipo di titolo che colpisce in vetrina e dice poco su cosa trovi nel menu. Un accordo con la massima competizione europea per club è un investimento di marca: non si traduce automaticamente in mercati più profondi, né in margini più stretti sul calcio, e certamente non dice nulla su un torneo esports che si gioca a Parigi in poche settimane di luglio e agosto.
Per un lettore italiano, l’informazione utile è un’altra: il marchio combina un catalogo internazionale con l’ippica e una presenza live solida. È un profilo da giocatore che vuole una piattaforma grande e conosciuta, non da specialista.
Betsson: i mercati classici, nominati uno per uno
Betsson è marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, con il proprio sito .it autorizzato.
L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La cosa notevole è che l’operatore nomini i mercati invece di limitarsi a un numero. Un elenco di mercati è verificabile: chi conosce il betting guarda quella lista e capisce subito che tipo di prodotto ha davanti, se è costruito per il giocatore da singola con ragionamento o per chi cerca la combinazione a tutti i costi. 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal e marcatori sono il vocabolario di base, e la combo è l’aggiunta che apre alla costruzione.
Il nome del concessionario, Azzurri Limited, torna anche nella scheda successiva. Non è una coincidenza e non è un refuso: è lo stesso gruppo con due insegne diverse.
StarCasinò: un casinò con bookmaker, dichiarato come tale
StarCasinò fa capo ad Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sul proprio sito .it.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Qui è l’operatore stesso a mettere il casinò davanti allo sport, e questa onestà di posizionamento è più utile di molte pagine di presentazione. Chi arriva su StarCasinò per le slot trova quello che cerca; chi cerca un bookmaker deve sapere che il prodotto sportivo è il secondo della casa, e le «varie tipologie di scommessa sportiva» descritte non nominano alcun mercato specifico.
Per un giocatore attento, la domanda operativa non è quali mercati ci siano, ma quanto sia profondo il palinsesto su ciò che gli interessa. Su questo, la descrizione del prodotto non risponde, ed è il caso di controllare direttamente sull’app. È anche il punto dove il lettore italiano paga l’abitudine di valutare i bookmaker dal catalogo: il catalogo di un casinò non è il catalogo di un bookmaker.
Betfair: exchange, mercati combo e la quota come terreno di scambio
Betfair Italia S.r.l. è il concessionario, concessione ADM n. 16028, sul proprio sito .it.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul lato exchange, il marchio è storicamente il primo operatore di questo prodotto in Italia, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, con il prelievo che grava sul concessionario e non sul giocatore secondo quanto riportato dalla stampa di settore nel 2024.
«Quote maggiorate» è il tipo di formula che merita un secondo di attenzione. Una quota più alta dello standard è utile solo se lo standard con cui la si confronta è lo stesso mercato e lo stesso evento; sulle combo, che sono mercati costruiti dall’operatore, il confronto con quello che offrirebbe un concorrente è molto più difficile, perché la composizione può essere diversa. E un exchange ha una struttura tutta sua: il giocatore può essere punta o banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.
Per chi ha già capito come si legge un prezzo, il prodotto exchange è la parte interessante della casa. Per chi cerca la giocata costruita e pronta, ci sono le combo.
SNAI: singole, multiple, sistemi e il Cash Out come strumento di disciplina
SNAI fa capo a Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032, con il proprio sito .it.
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
C’è poi una funzione che vale la pena spiegare perché non è ovvia: My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il Cash Out è lo strumento che divide. Chi lo usa per incassare un vantaggio parziale sta comprando certezza con una parte del valore; chi lo usa per raddoppiare sta solo allungando la durata del rischio. La funzione non cambia la matematica del mercato, cambia il momento in cui il giocatore decide. E il fatto che SNAI affianchi le singole ai sistemi dice che il prodotto è pensato anche per chi vuole strutturare la giocata invece di affidarsi a un solo esito.
Domande frequenti sulle scommesse esports
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si può giocare soltanto sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato: il programma di eventi sportivi e non sportivi preparato dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Se una disciplina esports sia presente non si deduce da un elenco centrale, ma dal palinsesto pubblicato nell’app del singolo operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il dominio del sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta anche il codice di concessione e il nome della società. La concessione è legata al singolo sito, non al marchio, e la società concessionaria spesso ha un nome diverso dall’insegna. I dati si confrontano poi con i termini del sito.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 rendono 19 €. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno: nel caso precedente, 9 €. In una multipla le quote delle singole voci si moltiplicano in un prezzo unico, e il ritorno segue la stessa regola.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato: quella di una quota 1,90 è circa il 52,6 %. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma arriva a circa il 105,3 %, quindi la parte restituita sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Il conto va letto come una banda, non come un numero esatto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono soggette a prelievo alla fonte, quindi il giocatore riceve la somma netta e non la dichiara: è una ricostruzione della stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sui siti non autorizzati o esteri vale invece la risoluzione n. 141/E del 2010, che le tratta come redditi diversi da dichiarare: non è consulenza fiscale, e conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile già in fase di registrazione, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione. Un limite abbassato ha effetto immediato, mentre per aumentarlo occorre attendere sette giorni. La cifra del limite che ADM fissa nella gara non è nota.
Quello che succede dopo: come si comporta un margine nel tempo
Il margine intorno al 5 % di un mercato equilibrato sembra una cifra da nulla.
Su una singola giocata lo è. Su cento giocate smette di esserlo, perché è una trattenuta che si applica a ogni passaggio e non si diluisce: non c’è una giocata fortunata che la compensi, e non c’è una strategia di puntata che la annulli. Se su un mercato equilibrato si muovono 1.000 € di puntate, la parte restituita sta intorno ai 950 € e circa 50 € restano al banco, su un giro medio di scommesse. È una stima statistica su molte giocate, non un risultato garantito né per il giocatore né per l’operatore: su poche decine di biglietti la varianza domina, e in entrambe le direzioni.
Da qui segue tutto il resto. Un requisito di puntata serve a far girare lo stake più volte, e ogni giro attraversa un margine: è lì che vive il costo reale di un bonus, non nel regolamento. La quota minima, tipo il 10.0 dell’Extra Bet Club di William Hill, spinge il biglietto verso i mercati dove quel margine è più largo, non più stretto. Un tetto alle vincite da freebet limita il valore del premio proprio nel caso in cui l’estrazione favorevole si materializza. E la concessione per sito significa che la tutela — RUA, limiti, vigilanza — vale sul sito che hai verificato, non sul marchio che pensavi di aver verificato: un dominio diverso è una protezione diversa, o nessuna.
L’unica cosa che non cambia mai è quella trattenuta. Il resto — bonus, club, quote maggiorate, montepremi da 75 milioni di dollari — è la scenografia intorno a essa. Chi guarda la scenografia scommette; chi guarda la trattenuta decide.
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