Scommesse con draw no bet: quando il pareggio ti restituisce la posta
Verificato al Ottobre 30, 2026 sulle carte di concessione e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Una scommessa con draw no bet toglie di mezzo un risultato. Il segno X sparisce dal biglietto e con lui sparisce la quota che avresti incassato su quel segno. Chi gioca 1X2 paga un prezzo per il pareggio; chi gioca draw no bet quel prezzo non lo paga, ma nemmeno incassa la parte di quota che il pareggio gli avrebbe messo in tasca. È uno scambio, non un regalo, e conviene capirlo prima di guardare la quota e non dopo.
Il nome italiano che i concessionari scrivono nei regolamenti è «rimborso in caso di pareggio». La dizione inglese resta appiccicata al mercato e alle schedine, e su questo non c’è molto da fare: è la stessa cosa, e in entrambi i casi la promessa è una sola — se finisce pari, ti tornano indietro i soldi che avevi giocato. Non di più. Chi legge «rimborso» e sente «vincita» sta già leggendo il mercato al contrario.
Formato e meccanismo: come si costruisce un draw no bet
Il meccanismo sta in piedi su due segni invece che su tre. Nella partita secca hai il segno 1 per la squadra di casa, il segno 2 per la trasferta e il segno X per il pareggio; il draw no bet prende quei primi due e cancella il terzo, con la condizione che il terzo, se arriva, annulla la giocata. William Hill lo scrive in modo esplicito nel proprio regolamento sport: nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso.

Da qui discende tutto il resto, compresa la quota più bassa. Una quota è un prezzo che riflette la probabilità che il bookmaker attribuisce a un esito; se togli un esito dal paniere delle possibilità, la probabilità che resta si alza, e una probabilità più alta si paga meno. Non è una gabola commerciale, è aritmetica elementare applicata alla stessa partita. La parte interessante non è che la quota scenda, ma quanto scende rispetto alla quota del segno pieno, perché quella differenza è la misura di quanto il mercato considera probabile il pareggio.
Il pareggio, intanto, non è un evento esotico. In Serie A è una delle tre facce su cui si gioca ogni giornata, e nei campionati equilibrati è la faccia che arriva più spesso di quanto il tifoso medio creda. Chi sceglie il draw no bet rinuncia a scommettere sul fatto che il pareggio non arrivi: sceglie un mercato che gli assicura la restituzione nel caso che più spesso gli ha rovinato la domenica.
Il pareggio non è un pareggio della scommessa
Vale la pena fermarsi su una confusione che costa soldi. «Rimborso in caso di pareggio» non significa che la partita non conta. Significa che la partita conta e finisce senza vincitore, e che quella particolare tipologia di scommessa non contempla l’esito verificatosi. I regolamenti di quota fissa lo dicono in termini generali: se il risultato realizzatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato. Nel draw no bet il pareggio è esattamente quel caso.
La conseguenza pratica è che il rimborso è la posta, non la quota. Ti tornano gli stessi euro che avevi messo, non dieci euro per ogni euro giocato. E siccome la posta non è mai stata messa in gioco, non c’è nulla da dichiarare, nulla da incassare, nulla di cui parlare: la giocata si chiude a zero e si ricomincia dal foglio bianco.
Mercati simili ma con regole diverse
Tre mercati vengono confusi con il draw no bet con regolarità, e nessuno dei tre è la stessa cosa.
Il primo è il double chance 1X o X2. Lì il pareggio non ti restituisce niente: ti fa vincere. Il prezzo è più basso del draw no bet, ma nel caso del pari la giocata paga, e la differenza si sente sull’intero risultato dell’operazione.
Il secondo è il pareggio giocato secco, il segno X. È l’opposto speculare: paghi per il pareggio invece di assicurartelo, e se la partita finisce 2-0 perdi la posta intera.
Il terzo è l’handicap asiatico con handicap 0. Qui il comportamento sul risultato è lo stesso del draw no bet, e va detto senza giri di parole: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Quello che cambia è l’etichetta, il mercato di appartenenza e il modo in cui la quota viene costruita e mostrata sul palinsesto.
Chi arriva da un’esperienza sui mercati asiatici trova in questa sovrapposizione una comodità: sa già leggere il comportamento del mercato sul pari.
Le finestre temporali del rimborso
Un draw no bet non copre l’intera partita in ogni sua variante. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Il gol al 120°, quello che manda la partita ai rigori, non tocca il draw no bet: sul regolamentare quella partita era pari, e quella partita è quella che il mercato osserva.
Lo stesso operatore mette il mercato anche su frazioni di partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Il principio si sposta con la finestra. In una partita di basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata — quindi i supplementari del basket non esistono ai fini di quel mercato.
Per chi scommette questo è il punto operativo più importante dell’intera faccenda: prima di giocare, guarda su quale porzione di partita il rimborso è promesso. Un rimborso sul primo tempo e un rimborso sulla partita intera sono due mercati diversi con due quote diverse, e leggerne uno per l’altro è l’errore che costa la giocata.
Il prezzo di un mercato a due esiti: cosa resta al bookmaker
Una quota non è mai il prezzo puro di una probabilità. Dentro ogni quota c’è la percentuale del bookmaker, e nel draw no bet quella percentuale va letta su un paniere di due soli esiti invece che di tre.
Prendiamo un esempio dichiaratamente illustrativo: un mercato a due vie, entrambe a quota 1,90, che non è un prezzo quotato da nessun operatore su nessun evento, ma serve a far vedere il meccanismo. La quota di ciascun esito vale poco più di mezzo, il 52,6 % circa. Su due esiti il totale delle probabilità implicite sfiora il 105 %, e quel 5 % in eccesso è il margine. Detto in soldi: su 100 unità giocate sul mercato, al bookmaker resta poco più di 5 unità, e poco meno di 95 tornano indietro a chi ha giocato. Questa è la quota di ritorno del mercato, il suo complemento a 100 è il margine, e le due grandezze sono la stessa cosa letta da due lati.
Il risultato va preso come una banda e non come una cifra, perché il margine non è uguale su ogni partita. Dipende da come il bookmaker ha costruito il prezzo, da quanto è profondo il mercato su quell’evento e da quanta attenzione pubblica quell’incontro attira. Su un derby di cartello la forbice può stringersi; su un campionato minore o su un evento con poco volume può allargarsi oltre il valore dell’esempio. Con un prezzo a 1,90 e 1,90 il margine sta al 5 % circa; se entrambe le vie stessero a 1,85 il ritorno scenderebbe sotto il 93 %, e il margine sopra il 7 %.
Va detto anche cosa l’esempio non dice. Il margine del draw no bet non è il margine del mercato 1X2 della stessa partita, non è il margine dei totali o delle combo, non è il margine di un altro sport e non è il margine di un altro operatore. Su questo mercato non risultano prezzi pubblicati con una data di rilevazione, quindi l’unico numero che questa pagina può mettere in tavola è quello dell’esempio illustrativo, con la sua condizione dichiarata.
C’è una conseguenza diretta per chi legge le quote di continuo. Un rimborso in caso di pareggio non è mai «gratis»: la copertura è già pagata nella quota ridotta, e la si paga su ogni singola giocata, anche sulle tredici di fila in cui il pareggio non arriva mai. Il margine, invece, lo paghi comunque, che finisca pari o no.
Il quadro normativo: concessione per sito e nessuna scorciatoia
In Italia un bookmaker non ha una licenza europea che vale ovunque. Ha una concessione, la ottiene per un sito, e la ottiene vincendo una gara. Il codice civile delle scommesse sportive italiane è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione, e alla lett. a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Il comma 3 dice quanto dura: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Dentro quella finestra il regime resta fermo — i termini della concessione e il trattamento fiscale non si muovono (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3) — ed è una garanzia meno ovvia di quanto sembri: significa che il prelievo che l’operatore paga sul tuo gioco non cambia per tutta la durata del titolo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it.
Perché la concessione è legata al sito
Qui c’è il fraintendimento che manda più gente dalla parte sbagliata. L’elenco non ha una colonna dei giochi. Un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Comparire nell’elenco dimostra che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia; non dimostra da solo che quel sito offra anche un palinsesto sportivo. Quella parte la mostrano il sito e l’app dell’operatore, non la tabella di ADM.
Il nome del concessionario, d’altra parte, quasi mai coincide con il marchio. Bwin.it è Eurobet Italia, Betsson.it e Starcasino.it fanno capo ad Azzurri Limited, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy. Non è un dettaglio burocratico: è la riga che devi confrontare con l’elenco quando vuoi essere sicuro di chi hai davanti.
Il palinsesto e l’approvazione degli eventi
La legge definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi, sportivi e non, e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM: puoi scommettere soltanto su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno — a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — e questo spiega perché due operatori non ti mostrano esattamente lo stesso elenco di partite lo stesso giorno.
Il titolo vale anche per gli sport meno nobili. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, di cavalli o altro, generati dal computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. È il motivo per cui nei siti trovi una sezione «Virtuali» accanto al calcio e al basket. L’ippica, invece, si sdoppia: le scommesse sulle corse di cavalli stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, tutti di tipo totalizzatore — richiedono una concessione propria.
Autoesclusione, limiti e tutele: cosa cambia davvero per il giocatore italiano
Il capitolo della tutela è quello dove la concessione italiana fa la differenza più concreta, e conviene leggerlo con l’angolo giusto: non come una clausola di stile, ma come un elenco di cose che succedono o non succedono se giochi su un sito autorizzato.
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
I limiti di deposito e la loro asimmetria
L’ordine delle operazioni conta più del limite in sé. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, un limite abbassato che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Admiralbet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica la stessa asimmetria: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quella asimmetria è il cuore del sistema e vale la pena guardarla in faccia. Il raffreddamento è pensato apposta per il momento in cui vuoi alzare il tetto, e quel momento è quasi sempre il momento sbagliato per decidere. Se il conto lo apri di domenica sera dopo una giornata storta, il limite che firmi in registrazione è l’unico che entrerà in vigore davvero in fretta: per il resto c’è una settimana di attesa, e la settimana è lì per te, non per l’operatore.
Il blocco del Registro Unico degli Autoesclusi
L’autoesclusione passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018: chi ci entra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche, non solo sul sito dove ha premuto il pulsante. È esattamente ciò che rende lo strumento utile, ed è esattamente ciò che non esiste fuori dal perimetro delle concessioni.
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni, e non è una notizia neutra: una pausa di sette giorni serve a chi vuole staccare un weekend, i 270 giorni servono a chi ha un problema e ha bisogno che qualcuno decida al posto suo. Le forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto, partono dal 1° febbraio 2026, e l’art. 15, comma 1, lett. e) le prevede per il periodo che è il giocatore stesso a stabilire.
Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Il giocatore autoescluso che va a giocare lì non è protetto da niente e da nessuno, e questo è il punto in cui la scelta del sito smette di essere una questione di quota.
Validazione e identificazione del conto
Aprire un conto di gioco in Italia significa identificarsi per intero. Accanto alla registrazione classica con copia del documento esistono le procedure con SPID e con CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età è fissata dalla legge italiana a 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino.
C’è un dettaglio operativo che vale più di tutte le rassicurazioni sul sito. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni passano in fretta quando la registrazione è stata fatta di corsa per prendere una quota, e chi arriva al blocco si trova con dei soldi dentro un conto da cui non escono. La via più rapida è l’identificazione forte, non il documento fotografato male.
Sul fronte dell’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non modifica la quota di nessuno, ma dice con che occhi lo Stato guarda il settore.
I concessionari ADM messi a confronto
Dieci operatori sull’elenco di ADM, tutti con sito .it e codice di concessione, messi uno accanto all’altro su ciò che è verificabile: la concessione, il concessionario che la intestataria e ciò che i regolamenti e le schede degli operatori dichiarano. Non è una classifica e non è un consiglio: la concessione è per sito, l’elenco non ha la colonna dei giochi, e di ogni marchio la pagina riporta solo quello che le sue condizioni e le sue schede dicono.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul rimborso in caso di pareggio |
|---|---|---|
| William Hill | William Hill non compare fra i dieci profili di questa pagina | Nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso; il mercato è offerto anche per tempo, tempi supplementari, quarto nel basket e periodo |
| Admiralbet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Il regolamento di quota fissa prevede la restituzione in vincita dell’importo giocato quando il risultato non è tra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa, con ricalcolo della maggiorazione nelle multiple |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Nessuna indicazione specifica sul draw no bet |
La prima cosa che insegna una tabella così è che il mercato del draw no bet non si legge dalla lista delle concessioni. Le concessioni stanno tutte lì, in fila, con codici che vanno dal 16000 al 16051 e nomi di società che quasi mai corrispondono al marchio — e sul comportamento del mercato non dicono una parola. Chi cerca la conferma del rimborso in caso di pareggio la trova nel regolamento sportivo dell’operatore, non nel registro pubblico.
La seconda cosa è che il materiale disponibile non è distribuito in modo uniforme, e questo vale come avvertenza per chiunque confronti operatori. William Hill è l’unico dei marchi presenti in questa pagina a documentare per esteso il funzionamento del mercato, dalle finestre temporali al basket, e lo fa nel proprio regolamento sportivo. Admiralbet copre il principio generale del rimborso nella disciplina delle scommesse a quota fissa: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È la regola che il pareggio attiva quando gioca un draw no bet, ed è utile conoscerla anche in tutte le occasioni in cui il mercato salta per un motivo diverso, come una partita rinviata o un evento annullato.
William Hill e la trasparenza del regolamento
Se c’è un operatore che merita di aprire questa rassegna è quello che ti dice in anticipo come si comporta la giocata. William Hill tratta il Draw No Bet nel proprio regolamento sportivo senza lasciare spazio a interpretazioni: si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Il mercato è disponibile anche su singole parti della partita — per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo — con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata, e nel basket si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari.
Quello che colpisce, in un settore dove le regole si scoprono dopo, è il livello di dettaglio. Il regolamento non si limita a promettere il rimborso: dice su quale punteggio si giudica la partita, cioè il punteggio al termine dei tempi regolamentari, 90 minuti più l’eventuale recupero, salvo specificazione diversa. Chi scommette su una coppa e vede la propria squadra vincere ai supplementari sa già, prima di giocare, che quel gol non gli serve. Un operatore che scrive la regola in anticipo ti sta risparmiando la telefonata.
Verdetto: William Hill è il posto dove andare a leggere il mercato prima ancora di giocarlo, perché la sua disciplina è la più completa fra quelle consultabili per questa chiave, e questa completezza vale quanto una quota migliore su una giocata che poi si scopre regolata in modo diverso da come la immaginavi.
Admiralbet e il dettaglio delle tutele
Admiralbet è il primo marchio di questa rassegna con una linea «Subject support» confermata su questa chiave, e per una ragione semplice: le sue condizioni mettono per iscritto sia il rimborso generale sia gli strumenti di tutela. Sul rimborso, la regola è quella generale sopra richiamata: il risultato non contemplato restituisce l’importo giocato al partecipante.
Sul versante della tutela, la scheda è densa. L’autoesclusione funziona per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la finestra va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e non fa sconti sui tempi: limite ridotto subito, limite aumentato dopo 7 giorni.
La concessione è la n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., e questa è la riga da confrontare con l’elenco quando vuoi sapere chi hai davanti.
Per chi arriva al draw no bet dopo qualche anno di gioco, Admiralbet è l’operatore che sceglie di mettere i paletti prima che servano: la parte di tutela è scritta con più cura della media, e la differenza si sente il giorno in cui ti accorgi di aver giocato più di quanto pensavi.
Sisal e l’approccio orientato al formato
Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo costruito intorno al formato della schedina, non soltanto al numero di partite disponibili.
La concessione è la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a.
Il Cash Out è il dettaglio che si incrocia con il draw no bet più spesso di quanto sembri a prima vista. Una giocata chiusa prima della fine è una giocata che non arriverà mai al momento del rimborso: se il pareggio lo vedi arrivare e chiudi, prendi quello che il mercato ti offre in quel momento, e la promessa di restituzione della posta non entra più in scena.
Chi gioca soprattutto multiple e cerca formule già confezionate trova in Sisal un catalogo più ricco di quello di chi gli sta intorno; chi invece vuole leggere come si comporta il suo mercato preferito deve andare nel regolamento, perché qui la scheda dell’app non lo dice.
Eurobet e la struttura My Bets
Eurobet è il caso più chiaro di come l’elenco delle concessioni vada letto con attenzione. Il concessionario è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la concessione è la n. 16012, e la stessa società gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it: una società, tre siti, un titolo per ciascuno. Chi guarda l’elenco e conta tre marchi distinti sta contando tre siti e una sola ragione sociale.
Sul prodotto, l’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. È una funzione di servizio, non un mercato: ti dice dove sei, non ti dice cosa è convenuto.
Sul draw no bet la scheda consultata non entra nel merito, e questo non è un difetto del marchio ma un limite del materiale. La quota del mercato, se ti serve, la trovi nel palinsesto.
Quello che resta, dopo aver letto la sua riga in tabella, è un profilo solido e poco appariscente: molta struttura, poca scenografia, e la necessità di leggere il regolamento invece della vetrina.
bet365 e il Bet Builder+
Bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, prima dell’evento e in diretta. È la funzione che più si avvicina al tema di questa pagina, perché mette nello stesso biglietto il mercato che stai leggendo e un altro mercato della stessa partita, con una quota unica.
La concessione è la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. La società ha un nome che non contiene il marchio e una sede maltese, due cose che insieme non devono spaventare nessuno: sono esattamente ciò che l’elenco di ADM mostra, e il titolo è intestato al sito italiano.
Sul palinsesto, bet365 compare anche come primo partner commerciale del torneo Setka Cup che ADM ha autorizzato a settembre 2026, secondo quanto riporta la stampa di settore: un indizio del fatto che il programma approvato non è un blocco di eventi congelato, ma cresce un evento alla volta su richiesta dei concessionari.
Una combinazione costruita con il Bet Builder+ dentro il mercato del pareggio protetto merita una riflessione in più dei dieci secondi che le dedica chi la compila.
Goldbet e la programmazione virtuale
Goldbet ha un catalogo che va oltre le partite reali. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Il fondamento giuridico è quello degli eventi simulati, previsti dall’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 e ammessi dentro una concessione per scommesse sportive.
Sul calcio reale, l’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e fra i mercati indicati compaiono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. La concessione è la n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto secondo quanto dichiara l’operatore stesso.
Gli eventi virtuali hanno partenze ogni cinque minuti e un esito generato dal sistema. È una categoria di prodotto con caratteristiche proprie, e il draw no bet è un mercato di eventi reali: chi passa da un mondo all’altro lo faccia sapendo che non sta confrontando la stessa cosa.
BetFlag e i requisiti del bonus
BetFlag è l’operatore di questa rassegna con il formato di benvenuto più stretto, e la strettezza va letta per intero. Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Tre giorni per giocare tutto in una volta, a quota minima 5.00, sono una finestra che premia chi ha già in mente la giocata prima di aprire il conto. Chi apre il conto il lunedì e comincia a guardare il calendario il martedì rischia di trovarsi con il bonus scaduto e nessuna partita che gli vada bene.
Il marchio chiude anche il cerchio sull’identificazione, perché rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il divieto di gioco per i minori di 18 anni. Sul draw no bet la scheda dell’app non entra nel merito, e la concessione è la n. 16008 di Betflag S.p.a.
Verdetto: BetFlag premia la decisione anticipata, e chi apre un conto senza aver già scelto la partita su cui giocare difficilmente incassa quei dieci euro.
Betsson e l’ampiezza del catalogo
Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app unisce sport e casinò, e la concessione è la n. 16027 di Azzurri Limited — la stessa società che sta dietro a StarCasinò, il che rende le due schede, lette in fila, un caso da manuale sulla differenza fra marchio e ragione sociale.
Il margine di un mercato come Under/Over non è il margine del draw no bet, e non è il margine del 1X2, e questa pagina non lo presume: il prezzo va letto ogni volta sul mercato che stai giocando. È il tipo di avvertenza che sembra pedante finché non ti accorgi che una quota ti sembrava bassa confrontandola con un mercato diverso da quello che stavi giocando.
Chi cerca un catalogo profondo su tanti sport e tante tipologie di giocata lo trova qui; chi vuole il dettaglio tecnico del singolo mercato deve andarlo a cercare nel regolamento dell’operatore, perché la presentazione dell’app descrive il catalogo e non le regole di liquidazione.
StarCasinò e l’offerta sportiva
StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026 di Azzurri Limited, la medesima di Betsson.
Questo è il punto: la concessione autorizza dei giochi e non identifica un prodotto. Una scheda con il nome del casinò in evidenza e un bookmaker dentro non è una contraddizione e non è nemmeno una garanzia; è un sito che, come tutti, dichiara la propria concessione nei termini e lascia al palinsesto il compito di mostrare cosa offre davvero.
Sul draw no bet la scheda consultata non dice nulla, e non c’è modo di ricavarlo dalla concessione: il registro pubblico non ha la colonna dei giochi, e chi cerca la conferma deve aprirla nel regolamento o nel palinsesto.
StarCasinò resta una scelta ragionevole per chi vive il gioco come intrattenimento misto e non vuole tenere due conti aperti; chi cerca un bookmaker puro e un regolamento sportivo dettagliato si trova, in questa stessa tabella, qualche riga più in alto.
Planetwin365 e le opzioni di streaming
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La concessione è la n. 16007 di Pwo S.p.a.
Il tennis — singolare maschile e femminile — ha una struttura di risultato che nella sua stragrande maggioranza non ammette il pareggio, e questo cambia il senso del mercato. Tornei che prevedono un vincitore e un solo vincitore rendono inutile la protezione sul pari, e la quota del draw no bet su quelle partite riflette la stessa improbabilità che rifletterebbe il segno pieno.
Lo streaming, invece, è un argomento a sé e riguarda chi gioca live. Guardare la partita mentre la si gioca cambia il modo in cui si legge una quota, non la quota stessa, e questo tipo di offerta è più utile a chi costruisce la giocata in corso d’opera che a chi la prepara la sera prima.
NetWin e le condizioni del rigioco
NetWin chiede condizioni precise per sbloccare il bonus Sport-50: un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. La concessione è la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a.
Il divieto di cash out attivo è la clausola che vale la pena isolare. Se stai sbloccando il bonus e la tua multipla ha un cash out attivo, quella giocata non entra nel conteggio; l’operatore mette in chiaro che la chiusura anticipata della schedina e il rigioco sono due cose che non stanno insieme.
Il minimo di quota 2.00 per evento è l’altra condizione che pesa. Non è una soglia alta in assoluto, ma su tre eventi si compone, e raggiungere una quota totale di almeno 10.00 richiede di scegliere i pronostici con una logica diversa da quella del tifoso. Il tetto alle puntate mentre il bonus è in corso di sblocco è il tipo di vincolo che si legge solo nei termini, e vale sempre la pena leggerlo.
Il costo effettivo della protezione sul pareggio
La domanda che chiude il cerchio non riguarda il meccanismo ma il conto. Conviene il draw no bet, o conviene il segno pieno?
Intanto una differenza strutturale fra le due tipologie di offerta che questa pagina ha davanti. Il draw no bet è un mercato stabile, presente nel palinsesto di un concessionario e regolato una volta per tutte; il bonus di benvenuto è un’operazione a scadenza, con un rigioco e un tetto. Le due cose non si somigliano per niente, e chi le mette sullo stesso piano sta confrontando una quota con una condizione.
Poi c’è il tipo. Un bonus è ciò che ricerca dice che sia: un bonus senza deposito resta un bonus senza deposito, un importo in denaro resta denaro, un rimborso liquidato sotto forma di giocata gratuita non è un rimborso in denaro, e una quota maggiorata è una quota maggiorata. Cambiare il nome al tipo di offerta non cambia cosa ti arriva in conto.
Sui numeri del rigioco, un’illustrazione con il minimo dichiarato di NetWin: 50 € di bonus e un giro di 3 volte il deposito danno 150 € di giocate obbligate, che a 1 € per schedina sono 150 schedine. Nessuna di quelle giocate è a rischio zero, e su ognuna l’operatore trattiene la sua parte: se la giocata media ti costa il 5 % in margine, quei 150 € di transato lasciano sul tavolo circa 7,50 € — poco meno di un quarto del bonus. Il conto è una stima, non una previsione, e come tutte le medie non promette né garantisce niente a nessuno.
Infine il rimborso del draw no bet. Le quote del mercato non hanno qui una rilevazione con data, quindi l’unica cosa che si può dire con certezza è la forma del costo: la protezione sul pareggio è dentro la quota, non fuori. La paghi su ogni giocata, che il pareggio arrivi o no. Su un ciclo di dieci partite in cui il pari si presenta una volta sola, quella protezione ti ha già restituito una posta su dieci — e ti è costata nove volte, in quota, senza che tu te ne accorgessi.
Domande frequenti sulle scommesse con draw no bet
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Poi si confronta la ragione sociale, perché il concessionario quasi mai coincide con il marchio. L’operatore, dal canto suo, dichiara la propria concessione nei termini.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la giocata è stata registrata, e comprende la posta. Puntando 10 € a quota 2,00 si incassano 20 €, di cui 10 € sono il profitto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e la posta si moltiplica per quel prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si converte ogni quota in probabilità implicita e si sommano tutte. Su un mercato a due vie con entrambe le quote a 1,90 il totale supera il 100 % di circa cinque punti, e quel cinque per cento è il margine. Il valore effettivo cambia da partita a partita e da mercato a mercato, quindi va letto come una banda.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le condizioni degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, un limite abbassato che entra in vigore immediatamente e un’attesa di sette giorni per rialzarlo. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 affida i limiti sui depositi a protocolli approvati da ADM.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui siti con concessione ADM l’imposta la paga il concessionario: l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è del 20,5 % se raccolta in rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo la stampa di settore. Per una posizione fiscale personale conviene consultare un commercialista.
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